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Old 08-21-2009, 02:35 PM
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Default Napoli: Arrivano i decoder "fai da te"

Dieci euro per un decoder «standard» rigorosamente cinese, centottanta per uno «tarocco», che ha già la predisposizione per vedere (senza pagare) un anno di canali criptati. Il mercato del vero-falso-taroccato varca anche la frontiera del digitale terrestre; per entrare nel nuovo mondo ai margini della legalità basta superare la soglia della Duchesca.

Per adesso il mondo dei venditori non è ancora pienamente attrezzato: «Cerchi decoder? Vieni a settembre, non è ancora il momento giusto». Anche i più forniti sono in difficoltà. È ancora tempo di (poche) autoradio, di telefoni cellulari e videocamere digitali: da mettere in vendita con fare circospetto, sempre con il pericolo del «pacco» dietro l’angolo. Ma la piazza si sta organizzando per l’avvento ufficiale della nuova tecnologia in Campania.

Un rivenditore paziente spiega che gli ordini sono partiti a fine giugno ma il «materiale» arriverà solo alla fine di agosto. Quindi le bancarelle saranno pronte all’assalto del digitale terrestre solo alla fine delle vacanze. Però trovare un apparecchio «ufficiale», a prezzo basso, è relativamente facile. Basta rivolgersi alla «china town» napoletana che ha riempito tutti i bassi della zona con negozi di cianfrusaglie tecnologiche, e si è attrezzata in anticipo.

Tra un orologino di gomma da due euro e cinquanta, e una racchetta da tennis che fulmina le zanzare, ci sono anche i decoder per il digitale terrestre. Alle undici e mezzo nei negozietti c’è odore di cibo cinese e i venditori sono alle prese con vaschette di plastica e bacchette al posto delle posate. Sono tutti gentili e disponibili. Il prezzo migliore sul mercato è di dieci euro, per i quali viene emesso regolare scontrino fiscale. Il decoder da dieci euro l’abbiamo comprato e anche provato. Funziona. Magari i puristi della tecnologia storceranno il naso, ma l’importante è che l’apparecchio svolga le sue funzioni. I dubbi (leciti), sulla qualità e sulla resistenza dell’oggetto, non possiamo cancellarli.

Lo terremo in funzione, verificheremo e vi faremo sapere. Il mercato «ufficiale», quello che consegna scontrini fiscali, lascia spazio al mercato parallelo quando si imboccano i vicoli di piazzetta Mancini e della Maddalena. Ragazzi abbronzati cercano di capire qual è l’obiettivo del cliente e provano a soddisfarlo. Ammiccano tra scarpe firmate, magliette di marca, dvd ****o e cellulari, poi propongono un affare di quelli imperdibili: un decoder «taroccato» e già predisposto per vedere gratuitamente per un anno i programmi a pagamento. L’apparecchio, che comprende anche l’attivazione del «trucco» illegale, costa 180 euro, ma bisogna sbrigarsi perché quando si avvicinerà il momento del passaggio al digitale terrestre, i prezzi schizzeranno in alto e l’affare non sarà più disponibile. L’oggetto viene mostrato in funzione: miracolosamente mostra tutti i canali possibili. Ma nell’aria c’è puzza di scartiloffio...

LA TRATTATIVA - Il termometro in cima al grattacielo che domina il mercato di via Mancini, segna 37 gradi, due in meno di quelli dell’auto appena parcheggiata. I ragazzi che abbordano gli acquirenti sono in canotta, possibilmente nera, alcuni hanno accento straniero: «Che ti serve?», «Hai bisogno di qualcosa?». Arrivare al decoder per il digitale terrestre è più difficile del previsto. Il mercato è saturo di cellulari e videocamere che sbucano fuori dalle tasche e dai sediolini degli scooter: «Funziona, prova a fare una telefonata se non ci credi». «Guarda, ti accendo la telecamera, vedi lo schermo che si illumina?». Allontanarsi non è facile.

Nuovi banchetti, nuova richiesta, altre difficoltà. La piazza non è ancora organizzata per il prodotto, meglio infilarsi nei vicoli della Duchesca. Via Calasanzio, vico nono Duchesca, vico Ottavo, vico Settimo, fin su alla Maddalena. Domanda sempre sulla bocca: «Decoder?», risposta quasi sempre negativa. Ma il tam tam della piazza è già partito. C’è uno che cerca qualcosa. Uno dei ragazzi abbronzati in canotta nera si avvicina sorridente, con l’aria di un vecchio amico: «Ma che decoder ti serve, quello per Mediasèt», con l’accento rigorosamente sulla e finale.

L’invito, «seguimi», è fatto con un gesto della testa che si sposta di scatto a sinistra. Il cortile è angusto, senza sole, e regala sollievo dall’afa; lo spiffero che s’infila, ghiaccia il sudore sulla schiena. Il prodotto si materializza in un attimo, assieme ad altre due persone. «Eccolo qua. Con questo ti vedi tutto Mediasèt Premium (l’accento di premium è corretto. Ndr) per un anno». Dopo aver mostrato l’oggetto si passa alla contrattazione: «Se te lo vuoi comprare in un negozio, ti costa almeno cinquanta euro e l’abbonamento ai film e alla partita viene duecento euro (in realtà l’offerta ufficiale è di 249 euro. Ndr). Dacci 180 euro e te lo porti a casa».

Sguardo interdetto, replica vaga e preoccupata. Dubbi sull’effettivo funzionamento dell’apparecchio. Chi ha provato a fare affari nei vicoli della Duchesca sa bene come vanno queste cose. E sa pure che i dubbi sull’affare vengono presi come offese personali, come pugnalate: «Ma come? Ti vendiamo una cosa che non funziona? Vai a prendere il televisore», ordina il leader del gruppetto al ragazzo abbronzato in canottiera.

Arriva l’apparecchio, si sistemano le spine, perché nel cortile, incredibilmente, pende dall’alto una multipresa per la corrente. Si collega il decoder e arrivano i sorrisi di sfottò: «Hai visto? Si vede tutto». Hanno ragione. Quell’apparecchio collegato al televisore mostra tutti i canali possibili. È la magia del taroccamento, o quella dello scartiloffio, decidete voi lettori. Allontanarsi è difficile. Scusa immediata, i soldi: spesa imprevista, serve il bancomat... Ma loro sono scaltri, hanno capito che l’affare non si farà: «Ma allora sei venuto a perdere tempo? E ci hai fatto perdere tempo pure a noi? Dici che torni? Fai presto, perché se vieni a settembre, questo coso lo paghi duecentocinquanta euro».


Paolo Barbuto
per "Il Mattino
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