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Old 03-30-2007, 01:15 AM
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Exclamation IPRED2 : Contro la blindatura del diritto d'autore , firma l'appello!

Blindatura dei contenuti e dell'hardware, maggiore potere alle major dell'intrattenimento, tracking dei cittadini: l'avanzare della proposta di direttiva europea IPRED2 preoccupa per ora solo gli esperti ed è questo il problema più grande. Avanza nel silenzio quasi assoluto una normativa che verrà votata al Parlamento Europeo il 24 aprile e che può sconvolgere l'attuale scenario del diritto d'autore rinsaldando lo status quo sostenuto dalle major dell'intrattenimento a scapito dei diritti dei cittadini. Non c'e' tempo fa qualcosa: Firma subito l'appello!

Firmate tutti l'appello , avvertite i vostri amici , passate i link... e' importante perche' la rete rimanga libera!


Gentili Membri del Parlamento Europeo,
la pirateria e la contraffazione causano un grave danno alle economie dell'Unione Europea, la Commissione Europea a questo fine ha proposto una Direttiva contro la contraffazione e la pirateria anche in relazione alle misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. Le conseguenze e le misure di questa Direttiva avranno a che fare con un ecosistema cognitivo particolare, quale quello della rete digitale interconnessa di internet che, per sua natura costitutiva, non conosce la condizione di scarsità, consente la condivisione della conoscenza e si configura come una impresa cognitiva collettiva.

http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=33&Task=Get&Mode=HTML&SiteID=1&PageID=46153
In modo avvertito, il Consiglio d'Europa nel 2000 ha promosso l"agenda di Lisbona" affinché l'Europa possa diventare entro il 2010 "l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale".

Nell'economia della conoscenza la condivisione della stessa costituisce un fattore abilitante, per questo "access" e "openness" sono due dei quattro punti che l'Onu ha posto al centro del confronto mondiale nelle due sessioni del summit WSIS (Summit mondiale sulla Società dell'informazione - Ginevra, Tunisi) e nei successivi cinque Forum annuali IGF (Forum sulla Governance di Internet, Atenè06, Brasilià07, ecc.)

Quando pensiamo alle conseguenze della proposta di una direttiva, nel "primo pilastro" (riguardante le politiche economiche, sociali ed ambientali della comunità) dobbiamo considerare che essa introduce per la prima volta misure penali riguardanti il livello minimo della pena che gli stati membri dovranno recepire con specifico provvedimento legislativo indipendentemente dalla loro legislazione. con particolare riferimento al lavoro delle PMI europee (che rappresentano la gran parte del tessuto economico dell'Unione), è un freno allo sviluppo stesso della nostra economia.

Perché la possibilità da parte delle aziende, le più grandi in questo caso, di intervenire direttamente nelle indagini di polizia è qualcosa che non appartiene ai principi e ai valori sui quali l'Europa e i suoi stati membri sono stati costruiti, cioè quelli di stato di diritto e monopolio della forza.

Nella Relazione al Parlamento Europeo della Commissione Giuridica, accanto all'introduzione di un concetto simile al "Fair Use" per i contenuti coperti dal diritto d'autore, la distinzione tra uso commerciale e uso personale dei contenuti scambiati per via digitale risulta ambigua e contraddetta.

La Convenzione di Strasburgo del 2001 sul "cyber-crime", in vigore, definisce atti criminali di violazione del copyright quelli commessi "intenzionalmente, su scala commerciale a mezzo dei sistemi di computer" così l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) nell'"Accordo sugli aspetti dei Diritti di Proprietà Intellettuale attinenti al Commercio" (TRIPS) all'art.61 prevede sanzioni per " la contraffazione dei marchi e la pirateria del copyright su scala commerciale ".

Fino ad ora l'orientamento comunitario e la Direttiva 31 del 2000 sul commercio elettronico, esplicitamente non equipara lo scambio di contenuti digitali alla contraffazione e invece sottolinea l'importanza dell'autoregolamentazione.

Il fatto che una persona possa trarre un vantaggio dallo scambio di contenuti digitali non significa che ne faccia commercio e mercato, la cosa può dare conseguenze penali ai "navigatori" invece di indurre a nuovi modelli commerciali le imprese di contenuti digitali, con particolare riferimento al lavoro delle PMI europee (che rappresentano la gran parte del tessuto economico dell'Unione): è un freno allo sviluppo stesso della nostra economia.

Pirateria e contraffazione sono fenomeni diversi e solo in parte coincidenti, certamente possono essere concepite sanzioni penali comuni contro la contraffazione intesa come produzione e distribuzione in scala economica e seriale di prodotti falsificati, e ciò risponde anche ad una fondamentale esigenza di tutela dei consumatori in ambito europeo, ma tuttavia non si possono sottoporre a sanzione penale in modo generico e indiscriminato tutti quei comportamenti che con l'uso delle tecnologie informatiche di comunicazione possono incidere sul copyright e sui diritti connessi, saltando a piè pari una definizione degli atti penalmente rilevanti come quella, finora adottata e chiarissima, di "scala commerciale", che ha anche finora costituito il punto di equilibrio ponderato per l'intervento penale in una materia ed in una rete di rapporti economici assai delicata.

Sono evidenti e delicatissime le implicazioni esistenti tra scambio interattivo di contenuti digitali, motivazioni individuali o sociali degli utenti e dei consumatori e rischi per le libertà e la riservatezza in tema di acquisizione e trattamento dei dati personali di traffico e connessione che una formulazione ambigua e generica delle nuove norme renderebbe possibile, rischi incompatibili con le tendenze di difesa della persona.

Con nuove tecnologie interattive come il DVB e le future apparecchiature che costituiranno l'evoluzione degli attuali televisori - lettori dvd, impianti Hi-Fi, telefoni cellulari e non, radio digitali, ricevitori satellitari, media center e computer - il flusso di informazioni digitali e dei dati personali individuali rischierebbe di essere completamente sottratto al controllo degli utenti finali e qualunque informazione di consumo individuale diventerebbe disponibile in base a quanto previsto o concesso dal detentore dei diritti di proprietà intellettuale mediante una infrastruttura tecnologica pervasiva, pagata dagli utenti finali sia in termini di costi economici che anche e soprattutto in termini di libertà digitali e di accesso alla cultura. Chi controllerà questa struttura disporrà di un potere immenso e senza precedenti nella storia, utilizzabile per qualunque fine non solo commerciale ma anche di controllo politico e culturale.

Proprio alla luce delle questioni oggetto del confronto internazionale la questione della proprietà intellettuale in relazione alla rete digitale interconnessa internet e delle azioni di pirateria e contraffazione ad essa correlate è urgente attivarsi affinché nella trattazione della pirateria e della contraffazione a danno della proprietà intellettuale vengano esplicitamente distinti l'uso commerciale e l'uso personale dei contenuti digitali e che siano chiaramente distinti ambito pubblico e ambito privato nella creazione di "squadre comuni", tra aziende e forze dell'ordine, specificandone il ruolo e le funzioni a garanzia della riservatezza nel trattamento di dati personali di terzi e di imparzialità nelle iniziative di polizia giudiziaria, limitando perciò la presenza di soggetti privati ad una funzione tecnica di ausilio, che ha senso solo con riguardo alla produzione in serie di prodotti contraffatti, ed evitando pericolose e confuse commistioni.

Queste considerazioni rendono efficace il fine della proposta di Direttiva per contrastare la pirateria, la contraffazione e la malavita organizzata ad esse legata, rispettando le finalità dell'"Agenda di Lisbona".

Vogliamo promuovere la libera circolazione dei prodotti dell'ingegno, anche attraverso le nuove forme di scambio rese possibili dalle tecnologie informatiche, se prive di fini di lucro, che consideriamo un fondamentale fattore di libertà, di eguaglianza e di diffusione della conoscenza.

Per questo vi chiediamo di modificare in modo coerente e senza ambiguità la Proposta di Direttiva che nel testo attuale è un freno allo sviluppo stesso della nostra economia.

Cordialmente,
Sen. Fiorello Cortiana"

Note "operative" - Diffondere l'appello
Più che mai in queste ore chi ritiene di volersi opporre a quanto sta accadendo è bene che diffonda notizia di ciò che accade e inviti tutti a sottoscrivere l'appello.

Per aderire all'appello
In queste ore si sta provvedendo all'allestimento di uno strumento ad hoc che consenta di raccogliere le adesioni. In via provvisoria si può utilizzare la mail della redazione di Punto Informatico, pi@deandreis.it con subject "APPELLO" e, nel corpo del messaggio, il proprio nome e cognome, con città di residenza: PI provvederà a trasferire le adesioni non appena sarà possibile ai promotori della campagna.
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Last edited by staff : 03-30-2007 at 01:17 AM.


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Old 03-30-2007, 11:55 AM
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se non fossimo sul digitale, ma nel mondo "reale" quello che stanno provando a fare è un golpe. in un mondo che sta spostando online buona parte della "informazione" la blindatura di internet corrisponde a quanto accadde tempo fa nei regimi totalitari.
tratto da http://www.cinemadelsilenzio.it/
Quote:
Originally Posted by Storia del Cinema - Dittature di Destra e di Sinistra
Durante gli anni Trenta alcune cinematografie si trovarono sotto il controllo di dittature di destra e di sinistra, in particolare nell'URSS, in Germania e in Italia: tutte erano ben consapevoli delle potenzialità del cinema come mezzo di propaganda oltre che di intrattenimento, ed entrambe le funzioni dovettero convivere durante la guerra.
Il controllo governativo assunse forme diverse. Le cinematografie dei vari Paesi che componevano l'URSS a partire dal 1919 furono nazionalizzate dal governo sovietico che impose una gestione centralizzata che si sarebbe ulteriormente irrigidita negli anni Trenta. Il controllo statale, comunque, poteva assumere altre forme: il regime nazista che prese il potere nel 1933 in Germania credeva nel capitalismo e non volle confiscare le case di produzione private, ma ne ottenne ugualmente il controllo acquistandole pacificamente una dopo l'altra. Ancora diversa era la situazione in Italia, dove lo Stato esercitava il controllo con sostegni all'industria e commissioni di censura, senza però nazionalizzare la produzione.
Nel 1930, il primo piano quinquennale centralizzò il cinema sovietico in una società unica, la Sojuzkino allo scopo di rendere l'industria più efficiente e liberare l'URSS dall'obbligo di importare tecnologia e film. Per dominare il mercato interno, si doveva aumentare il numero di film prodotti: nel 1932 nuove fabbriche fornivano la pellicola necessaria, mentre la conversione al sonoro era ormai compiuta, e con un limitato ricorso a risorse straniere. Tuttavia i problemi legati a inefficienze di vario genere e a una produzione comunque scarsa restarono irrisolti.
Il periodo 1930-1945 vide anche irrigidirsi il controllo sui film. Bons Sumjatskij fu fin dall'inizio a capo della Sojuzkino e rispondeva direttamente a losif Stalin, che mostrava grande interesse per il cinema. Sumjatskij prediligeva film divertenti e di facile comprensione; sotto il suo regime, il movimento avanguardista del montaggio non potè che estinguersi. Nel 1935, fu proprio Sumjatskij a supervisionare l'introduzione nel cinema della dottrina del realismo socialista.

a cui seguì, in USA, il maccartismo
tratto da http://www.girodivite.it/:
Quote:
Originally Posted by Il cinema in USA dal 1939 agli anni Cinquanta
Il maccartismo è stato uno dei fenomeni di maggiore influenza storica e sociale, negli USA e nei paesi d'influenza statunitense. Nella lotta anti- nazista il potere economico e politico aveva proceduto, nel clima di alleanza con l'ex nemico sovietico, a usare i fermenti democratici, liberisti, socialisti propri dell'intellighenzia più progressista e avanzata. Con la sconfitta del nemico nazista non c'era più bisogno di questi intellettuali e di questa cultura, si poteva tornare alla repressione interna degli ambienti della sinistra. La ventata di fobia anticomunista provocò una vera caccia alle streghe. In questo caso le streghe erano tutti coloro ritenuti pericolosi per il potere dominante, o di cui si sospettava un pensiero non assoggettato. Uno degli episodi più vergognosi della storia statunitense, ma non solo. Il potere di controllo della case di produzione hollywoodiane che fino ad allora era stato limitato al settore sessuale e moralistico, fu sottoposto al controllo politico. Un controllo che significò repressione e persecuzione. Nel febbraio 1944 nacque la Motion Picture Alliance for American Ideals, organizzazione anticomunista, di cui divenne vicepresidente Walt Disney, da sempre legato agli interessi conservatori; la Alliance ebbe come 'base' la MGM, lo studio politicamente più conservatore. L'esecutivo della Alliance era composto da Sam Wood, Cedric Gibbons, Norman Taurog ecc. Faceva parte della Alliance anche Gary Cooper, che aveva precedentemente aderito agli Hollywood Hussars, una banda armata di vigilantes reazionari (tra essi erano anche Victor McLaglan, Ward Bond ecc.). Ann Rand, che aderì ad Alliance, compilò una Guida dello schermo per Americani, in cui tra l'altro si davano suggerimenti tipo "Non insultare il sistema della libera impresa", "Non idolatrare l'Uomo Comune", "Non glorificare il collettivo", "Non insultare gli industriali"... La guerra fredda tra USA e URSS iniziò proprio allora. Negli anni '30 Hollywood aveva conosciuto una intensa politicizzazione, ed erano nate le 'guilds', i sindacati degli attori, dei registi, degli sceneggiatori. La lotta per la libertà creativa e le rivendicazioni salariali e professionali delle guilds non andavano giù ai produttori. Tra il 1940 e il 1946 ci furono a Hollywood degli scioperi di maestranze e personale creativo che provocarono la reazione violenta dei produttori, sotto l'insegna ideologica "anti-comunista". La HUAC, Commissione per le Attività Antiamericane, iniziò la sua caccia agli 'infiltrati' comunisti nel 1940, ma ebbe il suo periodo di gloria nel 1947 (all'indomani degli scioperi), e nel periodo 1951-1952.
Un grosso numero di soggettisti non potè più lavorare, le attività dei registi furono decisamente sottoposte a vincolo. Nel clima dei processi sommari, si inserirono anche i sistemi delle delazioni e dello spionaggio, in cui si distinse un tizio che ebbe sempre ruoli minori di attore ma che diverrà negli anni '80 presidente degli USA, Ronald Reagan. Charlie Chaplin fu costretto a emigrare; altri furono attentamente posti sotto controllo (così Humphrey Bogart fu posto sotto pedimento dall'FBI, per le "sospette" amicizie con liberals hollywoodiani). Gli intellettuali più moderati cercarono di resistere come potevano. Quando nel 1950 Cecil De Mille pretese il giuramento di fedeltà anticomunista da tutti i membri del sindacato dei registi (la Screen Directors Guild), ebbe l'opposizione di Joseph Mankiewicz, allora presidente del sindacato, e da John Ford. Ma in genere la ventata di maccartismo trovò la tragica impossibilità, da parte dei moderati, di qualsiasi contrasto. E quando il clima di caccia alle streghe ebbe ufficialmente termine, continuò a esserci a Hollywood un reale controllo politico su quanto veniva prodotto.

Oggi la "lotta alla pirateria" e la "lotta al terrorismo" stanno nascondendo le stesse aspirazioni di totalitarismo che all'epoca portarono a quegli scempi. Bisogna stare attenti. Ad entrare in un fase storica è facile, basta fare un paio di puntate di Porta a Porta ad hoc (o far passare il tutto nell'intercapedine del muro di gomma... nel silenzio dell'informazione ufficiale); è ad uscirne che è sempre difficile....

ABN
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«Fino a quando il colore della pelle sarà più importante del colore degli occhi ci sarà sempre la guerra.» Bob Marley


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Old 03-30-2007, 12:31 PM
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Aderito ... oggetto:"APPELLO" e trascrizione dei miei dati come da segnalazione ... il mio commento preferisco non darlo, troppo demoralizzata al riguardo e potrei dire frasi o parole delle quali potrei pentirmi ... ma chi mi conosce sa come la penso in merito ... quindi aspettiamo e ... speriamo ... per sapere il totale delle persone che hanno aderito a quale link posso fare riferimento? Ciao a presto Yatta


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  #4  
Old 04-26-2007, 12:08 AM
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aderirò ma sappiamo tutti che è per un abuso(e per abuso intendo ABUSO) dei materiali sotto copyright
cio implica che siamo la causa dei nostri mali e
chi è causa dei suoi mal pianga se stesso


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  #5  
Old 04-26-2007, 12:10 AM
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Originally Posted by shifty
aderirò ma sappiamo tutti che è per un abuso(e per abuso intendo ABUSO) dei materiali sotto copyright
cio implica che siamo la causa dei nostri mali e
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