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staff 10-01-2007 08:48 PM

Radiohead: Addio alle major
 
ROMA - "Shopping a libera offerta". Cosa accadrebbe se nei negozi, sulla merce in vetrina, fosse esposto questo cartello? Una rivoluzione, certo, e dagli esiti imprevedibili. Ma è questa la strada che hanno scelto i Radiohead per vendere il loro nuovo album "In Rainbows".

Tutti pensavano che Thom Yorke e soci, rimasti senza etichetta nel 2003 con la pubblicazione di "Hail to the thief", dopo sette album con la Emi scegliessero una casa discografica tradizionale. E qui arriva il primo colpo di scena: la band di Oxford ha deciso di pubblicare il suo settimo lavoro di studio e di venderlo in proprio. Per chi è disposto a spendere 40 sterline (poco più di 57 euro), l'offerta è davvero allettante: il "Discobox" contiene il doppio cd, il doppio vinile, illustrazioni, foto, i testi delle canzoni e anche il codice per scaricare il disco stesso).

Ma la vera novità è rappresentata proprio dal download. Questa opzione, infatti, non ha un prezzo stabilito. Chi vuole scaricare viene invitato ad offrire una cifra a piacere. Insomma è l'utente stesso a stabilire quanto vale l'intero album. Chi ha acquistato il download riceve poi una mail di conferma, con il codice di attivazione da utilizzare il 10 ottobre. Mentre il "Discobox" arriverà i primi di dicembre.


C'è ora da vedere se il modello funzionerà. Forse questo è solo un esperimento motivato dalla mancanza di un accordo con una major (ma c'è chi parla di trattative in corso). Oppure i Radiohead stanno effettivamente tentando di rivoluzionare il mercato provando uno dei possibili modelli alternativi ai canali tradizionali di vendita.

Molti artisti negli ultimi tempi, messi in crisi anche dal download illegale, stanno cercando altre strade per proporre la propria musica. In Gran Bretagna ha provocato accese polemiche la decisione di Prince di regalare il suo ultimo lavoro: circa due milioni di copie di "Planet earth", sono arrivate in edicola e nei supermercati in allegato con il Mail on sunday, operazione mai tentata, almeno in Inghilterra. Una decisione che la Sony BMG ha preso malissimo, annullando il contratto di distribuzione appena firmato dal musicista di Minneapolis.

E in Italia? Per ora i grandi artisti continuano a percorrere strade tradizionali. Unica eccezione Lucio Dalla, che ha scelto di far uscire il suo ultimo cd "Il contrario di me", con Repubblica e L'Espresso a 16.90 euro, senza abbandonare i negozi. "E' in atto una trasformazione della società - dichiarò l'artista bolognese in quell'occasione -, i dischi in edicola danno la possibilità di tornare indietro a quando la gente passava abitualmente nei negozi di dischi. Oggi invece passa abitualmente in edicola. È una possibilità in più che viene offerta e da quando esiste ha cambiato il mio modo di vedere le cose. Acquistare un disco non è più un rito come in un negozio, ma un'azione quotidiana".


fonte: repubblica.it

corso 10-01-2007 10:09 PM

negli usa, i counting crows, quando erano appena conosciuti, regalarono anni fa il loro minidisc con mr. jones. si poteva trovare in qualsiasi edicola, drogheria, supermercato ecc... con conseguenza che loro son diventati famosissimi, venduto milioni di copie dei loro dischi e ricchissimi.


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