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Old 03-07-2006, 04:28 PM
giacchettone giacchettone is offline
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giacchettone is on a distinguished road
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INTERNET / L'EFFETTO DEGLI ULTIMI PROVVEDIMENTI


Meno Web per tutti


Urbani, Pisanu e Tremonti hanno regalato all'Italia un nuovo record: siamo il paese europeo dove la Rete ha più vincoli. Le ragioni? Un misto di paura e ignoranza


di Franco Carlini


I malinconici computer di Telecom Italia all'aeroporto di Fiumicino, dove i viaggiatori sbrigavano un po' di posta elettronica, sono da mesi inattivi per ordine del ministero dell'Interno. Il ministero dell'Economia ordina di tagliare fuori dalla Rete un centinaio di siti inglesi, colpevoli di scommesse non autorizzate. A Camere sciolte il governo 'recepisce' una direttiva europea sul diritto d'autore, ma peggiorandola e aggravandola. Giudici e poliziotti, di fronte a reati informatici non si limitano a cancellare le pagine incriminate, ma sequestrano interi siti. Il calcio italiano, visibile su dei server cinesi viene estromesso da Internet, bloccando gli indirizzi relativi. Sembra di essere in Cina o in Iran, dove la grande Rete è sottoposta a penosi blocchi censori, ma siamo invece in Italia, dove l'ignoranza della cultura digitale, il sospetto aprioristico verso i cittadini, la cultura del protezionismo (persino nel gioco d'azzardo), la tutela degli interessi più forti dell'industria dei contenuti producono, non già leggi chiare fatte di diritti e doveri, ma provvedimenti contraddittori e magari persino inutili.
Così è nel caso dei computer chiusi di Fiumicino. Tutto discende dall'allarme attentati: si immagina che le reti terroriste si tengano in contatto attraverso l'e-mail, il che è probabilmente vero, così come faranno con il telefono o la posta. Per impedirlo si è deciso che tutti i posti pubblici chiedano i documenti a chi compra un'ora di navigazione in Rete, conservandoli in apposito registro. Non solo, tutti i diari delle navigazioni devono essere conservati dai provider, che così si riempiono gli hard disk, in attesa di future inchieste; su questo fronte il più solerte è stato peraltro il governo inglese. Il provvedimento è inutile ai fini della prevenzione dato che un terrorista vero facilmente userà software crittografico e uno dei numerosi servizi web che rendono anonima la navigazione. Nemmeno negli Stati Uniti, che pure della lotta anche informatica al terrorismo hanno fatto una bandiera, esistono provvedimenti simili. Ma laggiù qualcuno competente di tecnologie digitali ci deve essere, noi abbiamo Pisanu.

Poi ci sono giudici e poliziotti. Nei mesi scorsi un ragazzo di Vicenza mise in vendita un dvd sul sito eBay senza pagare i diritti d'autore. Gli avvocati fecero un esposto al tribunale e il risultato fu un sequestro dell'attrezzatura di casa e una denuncia penale. Un tipico caso di intervento sproporzionato al danno: infatti, per far cessare il reato bastava ingiungere a eBay di eliminare l'annuncio e poi semmai chiedere un risarcimento civile. Il sequestro del computer e la denuncia penale sono interventi al di là del ragionevole, anzi insensati. Che si moltiplica per mille quando, anche questo è successo, viene sequestrato un intero server presso un provider.
I giudici poco colti pensano che un sito corrisponda a un server e invece le cose non sono quasi mai così: gli Internet provider, specialmente quelli a tariffe più economiche, offrono dei servizi di ospitalità dei siti (hosting) alloggiando su un loro computer molti siti diversi, con nomi diversi. Bloccare quel Web server, o addirittura sequestrarlo, vuol dire coinvolgere nel sequestro 99 attività legittime per una eventualmente illecita. E nessuno risarcirà nulla.

Infine le scommesse in Rete. Dal 24 febbraio sono ben 517 i siti Web stranieri non più raggiungibili dall'Italia. Sono siti legali, che svolgono l'attività di bookmaker sugli eventi più diversi, ma secondo il ministero dell'Economia non possono raccogliere scommesse in Italia perché sprovvisti della dovuta autorizzazione. Se si prova a battere uno dei loro indirizzi si viene dirottati su una pagina dei Monopoli di Stato con scritto 'sito non raggiungibile'. In pratica il governo ha ordinato alle telecom di bloccare l'uscita dei cittadini italiani verso quei certi indirizzi Internet. Né più né meno di come fa la Cina e nemmeno per motivi morali o politici, solo per protezionismo, in contrasto con la liberalizzazione delle attività economiche in Europa.
Ovviamente anche questi divieti sono aggirabili e qualcuna delle società straniere di scommesse ha già provveduto a cambiare l'indirizzo Internet del suo sito che è così ritornato attivo. Ma la decisione dei funzionari di Tremonti è particolarmente pericolosa, perché se ogni paese si mette a chiudere le porte digitali, per di più senza un quadro legislativo, ma con atti amministrativi, il risultato sarà un'Internet frammentata e locale, ovvero tutto il contrario di quanto serve alla democrazia e all'economia globale.

Il terreno di conflitti più grave sarà comunque quello dei diritti di proprietà intellettuale: l'aggressività delle vecchie aziende del vecchio mondo del cinema e della musica trova ascolto molto benevolo presso il governo. Un problema di mercato (offrire musica legale a prezzi sensati) viene trasformato in esclusiva questione penale, da multe e manette. Ma per quella strada la pirateria può solo continuare e persino crescere.






Cyber censura dagli Usa alla Russia




diAlessandro Longo


Usa Tutto il traffico Web, e-mail e telefonico dopo l'11 settembre 2001 viene raccolto e analizzato dalla National Security Agency: George Bush ha ordinato le intercettazioni scavalcando la magistratura e le ha estese a tutti gli utenti, non solo a sospetti terroristi. Inoltre negli Usa rischia fino a due anni di galera chiunque su Internet (sul Web, via e-mail), con messaggi anonimi, 'disturbi, abusi o minacci' altri utenti. Lo stabilisce una nuova legge firmata dal presidente a gennaio. Protestano le associazioni per i diritti civili, come l'Aclu, preoccupate soprattutto per la vaghezza della legge: il termine 'disturbare' è così generico che rischia di criminalizzare anche attività innocue.
Germania
Dal 2004 è vietato pubblicare anche solo link (collegamenti ipertestuali) a siti altrui contenenti propaganda nazista. L'aveva fatto Alvar Freude, che non è un nazista, ma è un sostenitore della libertà di espressione. Un giudice però l'ha condannato a pagare 3 mila euro di multa.
Singapore
Nella città-stato di Singapore (sotto) la libertà di espressione su Internet è soggetta a censura se mette a rischio la convivenza tra etnie diverse. Il principio si è imposto dopo un caso del 2005: un giudice ha condannato due giovani che incitavano sui propri blog all'odio razziale contro la comunità islamica. Per loro, 5 mila dollari di multa e un mese di prigione. Nel 2004 invece Singapore ha obbligato le chat gestite da operatori locali a depurarsi di 'messaggi sessualmente espliciti o offensivi'. Il tutto per contrastare l'ondata di crimini sessuali.
Unione europea
Nel dicembre 2005 il Parlamento europeo (foto sopra) ha adottato una direttiva che permetterà agli Stati membri di conservare, a fini investigativi, i dati delle comunicazioni Internet per un massimo di due anni. A scatenare la protesta dei tutori della privacy, come l'organizzazione Edri, è il fatto che la direttiva ha esteso il proprio raggio di azione rispetto a un prima bozza, secondo cui le intercettazioni di massa dovevano valere solo contro i terroristi. Accogliendo una richiesta delle major della musica e di Hollywood, il Parlamento ha poi stabilito che i dati raccolti potranno essere usati per qualsiasi tipo di indagine riguardante il Web. Serviranno quindi anche per perseguire chi scambia file protetti da copyright.
Belgio
A dicembre è stato chiuso dalla Commissione di vigilanza sulle comunicazioni delle Fiandre il blog di Jurgen Verstrepen, esponente del partito regionalista. È stato considerato pericoloso per la sicurezza perché scriveva contro l'immigrazione musulmana in Belgio.
Russia
Qualunque sito Internet che, attraverso idee estremiste, metta in pericolo il governo è fuori legge e potrà essere chiuso d'autorità senza bisogno di un mandato della magistratura. Lo stabilisce una legge del premier Vladimir Putin.


http://www.espressonline.it/eol/fre...Content=1321383


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