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  #1  
Old 04-02-2006, 12:01 AM
sassi sassi is offline
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Join Date: May 2005
Location: A' citta ro mare e ro Sole: Napoli
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sassi is on a distinguished road
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Default E' ufficiale: E' morto Tommy

Come da titolo!!!
Mi associo al dolore dei familiari!!!!
Da Ansa:
"L'ho ucciso perchè piangeva troppo". Così il muratore Mario Alessi ha confessato l'omicido del piccolo Tommaso Onofri di appena 17 mesi dopo averlo sequestrato dalla sua casa di Casalbaroncolo il 2 marzo scorso, insieme al complice Salvatore Raiomondi, l'uomo che ha lasciato l'impronta nello scotch usato per legare i coniugi Onofri e l'altro figlio. Si conclude così in tragedia uno dei delitti più bestiali della cronaca nera italiana. La svolta nelle indagini dopo una giornata convulsa con un blitz dei carabinieri e della polizia che aveva prelevato una trentina di persone che erano state portate della Questura di Parma. Tra questi anche alcuni stranieri.
Si cerca il corpicino - Diverse pattuglie della polizia stanno cercando il corpo del piccolo Tommaso vicino al torrente Enza, poco prima del paesino di San Ilario d'Enza venendo da Parma verso Reggio Emilia. Auto della polizia bloccano la strada che costeggia il torrente, impedendo l'accesso a telecamere e cronisti. A guidare gli investigatori c'è lo stesso Alessi.
La confessione di Alessi e Raimondi - Tra i fermati c'erano anche Mario Alessi siciliano di origine, che era già stato accusato formalmente di concorso in sequestro a scopo di estorsione, è uno degli operai che dall'estate al dicembre scorso, fecero alcuni lavori di ristrutturazione nella casa di Casalbaroncolo. Insieme a lui erano stati fermati la compagna Antonella Conserva e Salvatore Raimondi il misterioso mister x che aveva lasciato l'impronta digitale nello scotch usato per legare la famiglia Onofri. Interrogatori separati: Raimondi è stato sentito nella caserma dei carabinieri, mentre Alessi e la moglie sono stati interrogati dalla polizia in questura. Alla fine sono crollati e hanno confessato il tremendo delitto. Alessi nei giorni scorsi aveva anche lanciato un appello per la lioberazione del bambino.
La ricostruzione della tragedia - Secondo una prima ricostruzione trapelata i due rapitori sarebbero arrivati a Casalbaroncolo su un motorino, con l'idea di effettuare un sequestro lampo a scopo di estorsione. Dopo aver rapito Tommaso, però, i due avrebbero sbandato con il mezzo e il bimbo sarebbe caduto e avrebbe iniziato a piangere per il dolore. A quel punto i rapitori avrebbero deciso di abbandonare il bimbo proprio vicino al torrente Enza dove sono tutt'ora in corso le ricerche del corpo del piccolo Tommaso. Nel tardo pomeriggio erano stati fermati, oltre ad Alessi, anche Salvatore Raimondi, presumibilmente il pregiudicato siciliano che aveva lasciato l'impronta sul nastro adesivo e Antonella Conserva, che sarebbe la compagna di Mario Alessi.
Sequestro per estorsione - Quello del piccolo Tommaso, secondo quanto si apprende, avrebbe dovuto essere un sequestro-lampo. La contropartita sarebbero stati soldi che il padre del bambino avrebbe dovuto prelevare dall' ufficio postale che dirigeva.

Da TgCom:

Alessi confessa: "Tommaso è morto"
Parma, "Ucciso perché piangeva"

Il piccolo Tommaso Onofri sarebbe morto. Lo ha confessato uno dei fermati, Mario Alessi. La polizia, guidata dallo stesso Alessi, sta adesso cercando il corpo a S.Ilario D'Enza, nei pressi del fiume Enza. Per questo motivo ora l'operaio, insieme agli investigatori della polizia, sta battendo le campagne del Parmense per indicare il posto dove sarebbe stato nascosto il corpicino del piccolo.

22.43 - Dopo il fermo delle tre persone coinvolte nel sequestro, la famiglia si attendeva la liberazione di Tommaso. "Sono stato con loro fino alle 19 - racconta il parroco, don Giacomo Spini - ed eravamo trepidanti e pieni di speranza. 'Ci vediamo domani per fare festa', ci siamo detti quando ci siamo lasciati. Poi, invece...".

22.27 - "Ho serie perplessità che venga trovato questo cadavere". Lo ha detto il coordinatore della Dda di Bologna, Silverio Piro, uscendo dalla questura di Parma.

22.03 - A Mario Alessi, Antonella Conserva e Salvatore Raimondi è stato contestato il concorso in sequestro a scopo di estorsione. Lo conferma il pm della Dda di Bologna, Luicia Musti. I pubblici ministeri hanno spiegato che i tre fermi sono stati disposti dopo che la Dda di Bologna ha dato avvio ad un blitz di 28 perquisizioni in varie parti d'Italia e dopo che sono stati sentiti a verbale alcuni testimoni.

21.51 - I due uomini che materialmente hanno sequestrato Tommaso sono Salvatore Raimondi e Mario Alessi: la circostanza è emersa dalla confessione dei due uomini.

21.42 - Anche Salvatore Raimondi, già fermato dai carabinieri, ha confessato di aver preso parte al sequestro. L'impronta digitale dell'uomo era stata rilevata sul nastro adesivo utilizzato per legare i familiari del bambino.

21.27 - Gli investigatori stanno cercando il corpicino di Tommaso in una zona completamente priva di luci fra campi e case, abitate, ma isolate. La polizia ha isolato completamente la zona: non sono stati fatti passare nemmeno alcuni carabinieri in borghese né una gazzella dell'Arma non è stata fatta passare oltre il posto di blocco della polizia.

21.18 - Secondo la ricostruzione, durante la fuga in scooter i rapitori, ancora nelle vicinanze del cascinale degli Onofri, furono messi in allarme da un lampeggiante. Persa la guida dello scooter, i rapitori caddero e Tommaso cominciò a piangere. Presi dal panico, in quel momento i rapitori decisero di sopprimere il piccolo.

21.11 - Tommaso è stato rapito per estorcere denaro al padre: il riscatto sarebbe dovuto essere pagato dal padre prelevando i soldi dall'ufficio postale che dirigeva.

20.59 - Alessi aveva progettato un sequestro lampo, e Tommaso, a quanto pare, è stato ucciso subito dopo il sequestro. I rapitori sono fuggiti in scooter e, stando alla confessione del manovale, il piccolo è stato ammazzato perché piangeva.

Da Repubblica:

Si conclude tragicamente il rapimento del piccolo Onofri
Il manovale di origine siciliana crolla durante l'interrogatorio
Alessi confessa: "Tommy è morto
l'ho ucciso perché piangeva"
"E' successo due giorni dopo il sequestro", ha rivelato l'uomo
Il corpicino ritrovato in tarda serata, vicino al fiume Enza


Il piccolo Tommaso Onofri

PARMA - "L'ho ucciso io, perché non sopportavo il suo pianto". Si è conclusa tragicamente, la vicenda il rapimento del piccolo Tommaso Onofri: il bambino, sequestrato il 2 marzo, è stato ammazzato un paio di giorni dopo essere stato preso. A confessarlo è Mario Alessi, manovale nella ristrutturazione della residenza di Casalbaroncolo, fermato oggi dalla polizia insieme a due complici. Ed è lui che nel pomeriggio, messo ancora una volta sotto torchio, è crollato. Rivelando che il piccolo, 18 mesi, strappato dal suo seggiolone sotto gli occhi di mamma, papà e fratellino, quasi un mesa fa, a casa non tornerà mai.

La scoperta del cadavere
Subito dopo la polizia, guidata dallo stesso Alessi, ha cominciato a cercare il corpicino di Tommy in località Sant'Ilario, lungo il torrente Enza, a pochi chilometri da Casalbaroncolo. Sono giunti anche i sommozzatori dei vigili del fuoco, per perlustrare il fondo del corso d'acqua. Ma poi la zona interessata è stata circoscritta: è un'area a una ventina di metri dall'Enza, con una vegetazione di arbusti molto fitta. E, in tarda serata, il corpo è stato ritrovato.

La reazione dei familiari
Una notizia ha lasciato nella costernazione più assoluta i genitori del bimbo, che - sembra - hanno appreso della morte del loro figlioletto alla tv. Solo dopo sono arrivati poliziotti e magistrati. Paolo Onofri, il padre, è uscito nel cortile ed ha gridato due volte un "No!" disperato.

La svolta nelle indagini
Alessi, 44 anni, di origine siciliana, padre di un bambino di sei anni, era da giorni formalmente indagato con l'accusa in concorso in sequestro di persona. Oggi, insieme a Salvatore Raimondi - l'altro manovale, che aveva lasciato un'impronta digitale - e alla moglie di quest'ultimo, Antonella Conserva, è stato sottoposto a fermo. In una giornata intensissima sul fronte delle indagini, nella quale sono state portate in Questura una quarantina di persone. Il primo a crollare, sotto la pressione dei poliziotti, è stato Alessi; poi però anche Raimondi ha confessato.

Il sequestro lampo
Alessi ha rivelato di aver progettato un sequestro lampo, che è stato eseguito, materialmente, da lui stesso e da Raimondi. La contropartita sarebbero stati soldi che il padre del bambino avrebbe dovuto prelevare dall'ufficio postale che dirigeva. Ma qualcosa è andato storto, e il sequestro è finito in tragedia.

La morte di Tommy
E così il bambino - rapito con 39 di febbre, sofferente di epilessia, probabilmente via in scooter - dopo un paio di giorni è stato ucciso: "Non sopportavo il suo pianto e l'ho ammazzato, gli altri non erano daccordo", ha detto l'uomo. Ma non era questa l'intenzione originaria: tanto è vero che i rapitori si erano procurati scorte per due mesi di Tegertol, lo sciroppo necessario a Tommaso per tenere sotto controllo l'epilessia.

Le bugie di Alessi
Ancora ieri, l'uomo che oggi ha confessato si dichiarava completamente innocente: "Mi sento di dire che una cosa così non va fatta - aveva detto alle telecamere della 'Vita in diretta' - i bambini vanno lasciati in pace, con i loro genitori. Ai rapitori dico di lasciare subito libero Tommaso e che si presentino davanti alla giustizia e si assumano le loro responsabilità". Alessi aveva poi sostenuto di avere un alibi di ferro. "Io il 2 marzo in quel bar c'ero ho preso un caffè e sono uscito fuori perchè aspettavo una persona", aveva detto. Ma gli inquirenti, a questa ricostruzione, non hanno mai creduto.

(1 aprile 2006)

Last edited by sassi : 04-02-2006 at 12:06 AM.


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