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  #1  
Old 03-04-2008, 02:49 PM
ac171073 ac171073 is offline
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Thumbs down Le bugie dei politici...

Lungi da me l'idea di fare propaganda politica su questo forum (anche perche', come ho gia' detto piu' volte, di chi vincera' le prossime elezioni non mi importa assolutamente niente), ma... oggi, girando per alcuni blog in rete sono venute fuori un po' di cosette interessanti che vorrei condividere con voi (di Berlusconi e delle sue assurdita' sappiamo gia' abbastanza, ma anche Veltroni col suo "finto buonismo" non scherza per niente... e chi gli sta dietro e gli crede mi fa soltanto tanta tenerezza...)

Dalla "Repubblica" del 28-2-2008 (fonte ):

Veltroni lancia il partito del lavoro
Oltre ad Antonio Boccuzzi, operaio della Thyssen sopravvissuto, la cui candidatura era già stata annunciata, il leader del Pd ha presentato anche quelle di Loredana Ilardi, palermitana di 33 anni e operatrice in un call center con uno stipendio di 700 euro al mese, e Franca Biondelli dipendente di una Asl piemontese. "Nelle nostre candidature c'è una doppia idea - spiega Veltroni - La prima è che il Pd vuole portare in Parlamento persone che siano parte della vita reale del paese e quindi forze ed energie nuove. La seconda ragione è che noi siamo il partito del lavoro e dell'Italia che produce".


MA......

PD, la candidata "precaria" ha un contratto a tempo indeterminato
L’avete letto su tutti i giornali: si chiama Loredana Ilardi da Palermo, operatrice di call center, stipendio 700 euro al mese. Una così ti pare che al Pd se la fanno sfuggire? E infatti: «Siamo il partito del lavoro», dichiara il segretario ai giornalisti abbracciando la sua protetta. Sorrisoni alle telecamere e vai con lo spot: siamo coi precari, aiutiamo i precari, viva i precari. Dice Walter: «La vera emergenza sono i precari». Continua: «È un dovere lottare per i precari». E ancora: «Loredana è lo specchio dei precari».
Bene: manca solo un piccolo particolare, proprio una bazzecola: dovete sapere che Loredana… non è precaria. Tiene un fior di posto fisso: contratto a tempo indeterminato. Ce l’ha messo per iscritto il suo datore di lavoro. Citiamo la sua lettera. «Gentile direttore - scrivono dalla ditta - la famosissima Loredana Ilardi, sbandierata da Walter come rappresentante dei precari d’Italia, non è assolutamente precaria. A suo tempo fummo noi a comunicarle l’indeterminato. E quanto ai 700 euro mensili, è ovvio: è un part time a 4 ore!».
Ma si può? Ci ripetono da anni che l’Italia brulica di precari, sono dappertutto, dietro le porte, sotto i tappeti, a momenti escono dai tombini, i precari. E chi scelgono come rappresentante? Una col posto fisso. Già si faticava a restar seri con la candidatura di Marianna Madia nel Lazio: ci dicono che è una «giovane venuta dal nulla», e poi si scopre che è amicissima di Enrico Letta, Giovanni Minoli e del figlio di Napolitano. Oggi ci presentano l’eroina dei precari, che però in realtà non è precaria neanche un po’. Insomma, altro che facce nuove: nel Pd candidano facce doppie.
fonte


Un’infermiera per Walter: ma la candidata simbolo non va in corsia da 6 anni
È il simbolo dell’Italia che lavora. Per questo Walter Veltroni l’ha voluta al suo fianco in conferenza stampa: Franca Biondelli è la turnista, dizione arcaica che rimanda al paese che produce e fatica.
Peccato che il leader del Partito democratico non abbia coniugato al passato tutti questi verbi: la signora Biondelli non mette piede in corsia dall’aprile 2002. Sei anni lontano dal suo umile ma prezioso incarico di ausiliaria, nel reparto chirurgia dell’ospedale di Borgomanero. Sei anni fra distacchi sindacali e aspettative, ora la speranza di spiccare il volo per Roma, direzione Palazzo Madama, e di mettersi una volta per tutte alle spalle quella vita chiusa fra Novara e Borgomanero.
A Borgomanero resta la figlia Raffaella, assunta nello stesso ospedale come impiegata, con una procedura che i sindacati stessi hanno messo in discussione. Lei, la corteggiatissima ex sindacalista, potrebbe presto coronare quel sogno coltivato da almeno dieci anni, da quando aveva messo un piede in politica. A metà degli anni Novanta è solo un’ausiliaria all’ospedale di Borgomanero. Molta fatica, il contatto a volte drammatico con i malati, una catena di piccole incombenze: rifare il letto, pulire le stanze, eseguire gli ordini degli infermieri. È un compito ingrato. Lei lo affianca con l’impegno nel sindacato, da sempre la Cisl. Viene eletta nella Rsu, diventa la controparte della Asl 13 che gestisce alcune strutture sanitarie e ospedali della provincia di Novara. Però è tentata anche dalla politica. Il protocollo della Cisl vieta questi incroci, ma per lei evidentemente la regola non vale: eccola consigliere comunale di maggioranza a Borgomanero, uno dei centri più importanti del Novarese. Tesse pazientemente la sua tela, stabilisce una fitta rete di rapporti, scala posizioni in quel mondo spigoloso.
Diventa responsabile provinciale Cisl per la funzione pubblica, in primis la sanità. Incarico di peso che le permette di lasciare letti e padelle. Nell’aprile del 2002, sfruttando la legge 300, ottiene il distacco sindacale. Paga la Cisl, lei fa il nuovo mestiere, quello vecchio va in naftalina. L’anno dopo, nel 2003, il distacco passa a carico della solita Asl 13, la sostanza non cambia: Franca Biondelli in ospedale ci torna solo per ascoltare i dipendenti. Ha entrature e frequentazioni bipartisan negli ambienti della politica piemontese. Del resto è una donna di charme. Il suo sogno è sempre quello, la politica; così nel 2007 compie una scelta apparentemente stravagante: si tuffa nella politica, nel lillipuziano laboratorio di Borgomanero. Per sua sfortuna, le elezioni vanno male. Vince il centrodestra e la Biondelli deve accontentarsi di un banco anonimo negli scranni dell’opposizione. Eppure accetta, e davanti all’inevitabile opzione, abbandona l’impegno nella Triplice. Strano, ma probabilmente la turnista che non fa più i turni considera quel passaggio necessario. Potrebbe rientrare in reparto, ma non lo fa. Finita la lunghissima stagione dei distacchi, retribuiti, comincia quella dell’aspettativa, a stipendio zero, per ragioni familiari. Scelta legittima, sulla strada per Roma.
Ormai Franca Biondelli è un’ex turnista da quasi sei anni. Ma per Walter Veltroni l’aspirante senatrice è una delle tre figure che portano il mondo del lavoro nei palazzi del Potere. Forse, il candidato premier si confonde con la figlia Raffaella: assunta come impiegata dalla Fondazione Maugeri, un ente di diritto privato del Novarese, ottiene il trasferimento nello stesso ospedale che è stato il quartier generale della madre. Non è un po’ troppo? È vero che a pensare male si fa peccato, ma è anche vero che Franca Biondelli è un nome che conta nel mondo della sanità piemontese e lei stessa si sarebbe vantata in questi anni a destra e sinistra, assicurando decine di persone di essere stata lei l’artefice della loro assunzione da parte della solita munifica Asl 13; qualche romeno, nel prendere al volo un impiego interinale, ha firmato pure il modulo di iscrizione alla Cisl, scambiata forse per una squadra di calcio. Non solo, la figlia Raffaella sembra essere arrivata fino all’ospedale senza aver superato un concorso che fosse uno.
Dunque, i sindacati chiedono lumi alla giunta regionale di centrosinistra guidata da Mercedes Bresso. La risposta, sotto forma di circolare interpretativa, arriva il 12 giugno 2006. Dopo una pagina di svolazzi, l’assessorato Tutela della salute va al dunque: «Ritiene che... l’articolo 15 undecies non possa che essere applicato... soltanto nei confronti del personale sanitario».
Insomma, il passaggio dalla fondazione, formalmente un Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico, all’ospedale di Borgomanero, non sta in piedi. Perché la donna è impiegata e non infermiera o ausiliaria come la mamma. Cosa succede? Nulla. All’ospedale si vede solo la Biondelli junior. Della madre non c’è traccia da sei anni.
fonte



"Il partito del lavoro e dell'Italia che produce"...? Ma per favore....... che vergogna!!


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  #2  
Old 03-04-2008, 05:19 PM
zibibbo zibibbo is offline
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...fossero solo queste le vergogne per i politici ... ma fra mafiosi, corrotti, razzisti, ladri ecc. questo fa veramente ridere
detto questo ormai è saputo e risaputo che il più pulito c'ha la rogna.
... io non credo più in uno solo di quelli che fanno vedere in tv...
fra l'altro veltroni è quello che diceva di lasciare la politica dopo aver portato a termine il mandato di sindaco di Roma ma si sa le poltrone sono troppo comode
chiudo con questo link che ci aiuta a capire che i soldi, anche quelli sporchi, della droga e dei mafiosi fanno spesso cambiare idee e creano buone alleanze
http://www.****rastamu.org/mafia/do...i/pad271088.htm
al posto degli asterschi va scritto c u n t
__________________
Prima di chiedere CERCA sul forum, nel 99,9999% dei casi il tuo argomento è già stato trattato e la tua domanda ha già una risposta!


Schedule: Serie A - Premier league - Liga - Bundesliga - Lfp - Champions League - Uefa Cup - ecc. ecc.
Link radio: Serie A e B
su www.zibibbo****


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  #3  
Old 03-04-2008, 06:36 PM
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e divertitevi pure con questo
prodi sta creando, fondendo multi-utilities comunali in un'unica società, il terzo polo energetico nazionale.
un polo dove letta, bersani e il suo referente Ovi la fanno da padroni.
una società che cresce mangiando il 7% dalle bollette energetiche (e quindi della loro futura concorrenza) con il CIP6 (quasi tutte le accorpate gestiscono difatti inceneritori) e "utilizzando la leva della moral suasion e degli incentivi alle aggregazioni, ad esempio detassazioni delle plusvalenze da fusioni.

La super-utility del Nord potrebbe nascere da un'aggregazione larga tra Aem, Asm, Hera, Enìa e (forse) Iride, oppure da un'alleanza a tappe «che cominci da Milano con la variante Aem-Asm-Enìa (per poi allagarsi a Hera) o con la combinazione Aem-Enìa-Hera (per poi comprendere anche Asm). Il punto fermo sarebbe comunque che la centralità spetta a Milano e che quindi è il neo sindaco di quella città, Letizia Moratti, la prima a dover dare il proprio assenso (un incontro con Prodi potrebbe esserci entro luglio).
"

come dire... c'è da mangiare per tutti, moratti (leggi PdL) inclusi.

In questo ambito di giochi sporchi rientra anche la deroga all'abolizione del Cip6 per la Campania e la deroga (criminale) che permette l'incenerimento in Campania dei 6 milioni di balle altamente tossiche, che permetterebbe di "lavorare" a pieno regime (ammazzando gente... ma che fà!) per oltre 10 anni.
La gara di appalto alla gestione degli inceneritori campani, dopo i guai giudiziari in cui sono caduti Fibe e Impregilo (Caltagirone/Romiti) permetterebbe loro di assicurarsi 1) l'abboffata, 2) la revoca degli oneri di smaltimento delle balle in modi leciti, 3) sottrarre l'arma del delitto (contenendo materiale tossico nocivo di provenienza malavitosa) alle future indagini su Bassolino, ma anche su Caltagirone (suocero di Casini) e Romiti (Gemina-RCS media).

Insomma sta gente prende municipalizzate (PUBBLICHE cioè nostre), con leggi ad hoc le rende produttive, le si fonde, le si rende SpA quotate in borsa, con altre leggi si finanziano le attività produttive sottraendole dagli introiti di società di energia esistenti, per arrivare a trasformarle in una holding dal valore multi miliardario.
manco i lanzichenecchi...

non dite che parlo male della sinistra (!): fatevi un giro nei CdA di queste società (A2A, Enìa, Iride...) e vedrete che tutti ne escono felici. tranne noi sudditi, ma.. who cares?
__________________
«Fino a quando il colore della pelle sarà più importante del colore degli occhi ci sarà sempre la guerra.» Bob Marley


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  #4  
Old 03-04-2008, 07:06 PM
corso corso is offline
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abn, sei sempre dell`idea del gommone? guarda che piu` leggo e piu` penso che sia la cosa giusta da fare. revolution.


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  #5  
Old 03-05-2008, 09:08 AM
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romans, cambia idea sul tuo post autocancellato... a me era piaciuto
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  #6  
Old 03-05-2008, 11:42 AM
pietrosanero pietrosanero is offline
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diciamo che le bugie dei politici hanno le gambe corte....e i portafogli pieni!


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  #7  
Old 03-05-2008, 04:11 PM
romans romans is offline
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Originally Posted by ABNormal
romans, cambia idea sul tuo post autocancellato... a me era piaciuto


Bene, allora se me lo dice un admin, non ho più remore e lo accontento volentieri

Ecco, diceva più o meno così:


Presentato in extremis il 178° simbolo di un "nuovo" partito del quale nessun media vi parlerà mai, per cui trovo giusto dargli visibilità:




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  #8  
Old 03-05-2008, 04:17 PM
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A questo punto, visto che ho cominciato, continuo l'opera... e vi propongo un pezzo pescato da un blog che si chiama, molto eloquentemente, Por.nopolitica... (scusate ma non posso mettere la fonte perche' il sito me la "oscura" credendola un sito por.no )

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Nani e ballerine

Arrivano le grane. Il Pd ha chiude le liste e la rabbia monta. “Veltroni ha bluffato”. I Radicali menano fendenti: “La proposta fatta dal Pd dei nove eletti non è mantenuta. Ora non c’è niente da negoziare e non è tollerabile nessuna trattativa da suk”. La Bonino è furiosa: ”Non intendo candidarmi in Piemonte, perchè non sono un soprammobile che si può prendere e spostare”.

E pensare che c’è chi aveva fatto un passo indietro (da Prodi, a Visco, ad Amato) perchè servivano “facce nuove”. Ma adesso ci ritroviamo nei collegi blindati una sequela di “figli di”, “mogli di”, grigi addetti stampa e portavoce, sconosciute segretarie, collaboratori vari e capi segreteria. Il sottobosco che fino a ieri sgomitava nelle retrovie delle Repubblica, avrà presto il suo posto al sole. Camera o Senato, il risultato è lo stesso. Su La Stampa Fabio Martini la chiama “valorizzazione senza precedenti degli staff”. E anche l’asso nella manica calato da Walter, il falco di Confindutria Massimo Calearo, catalizza una sequela di mugugni.

Nella categoria “figli/e di” c’è l’ormai arcinota Marianna Madia, il cui padre era amico di Veltroni. La “figh.etta del loft” (come è stata ribattezzata dai maligni) è sponsorizzata anche da Enrico Letta, Giovanni Minoli e Giorgio Napolitano. Nel collegio Sicilia 1 alla Camera il Pd lancia Daniela Cardinale, figlia dell’ex ministro Salvatore, cui è stato impedito di candidarsi personalmente. “La famiglia conserva il seggio. Nel 2008 si può diventare deputati anche per diritto ereditario”, commenta Sebastiano Messina su La Repubblica.

Sul fronte “mogli di” si è riproposto lo scenario del 2006. Anna Serafini, la battagliera Lady Fassino che aveva sputato veleni corrosivi contro Veltroni quando per la regola dei tre mandati rischiava di rimanere fuori, viene tranquillamente confermata con un seggio sicuro al Senato in Sicilia. Stesso destino per Anna Maria Carloni, al numero 3 nella circoscrizione Senato in Campania: Walter dice di voler fare fuori il marito, Antonio Bassolino, ma intanto si tiene stretta la moglie. Il mariniano Giuseppe Fioroni ha imposto invece la sua segretaria (tale Luciana Pedoto) in un posto sicuro in Campania 2 alla Camera. La pasionaria Rosy Bindi ha parcheggiato il suo collaboratore Salvatore Russillo nella circoscrizione Basilicata alla Camera.

Tutti confermati i teodem. L’unica novità è il dirottamento della Binetta dal Senato alla Camera: a Palazzo Madama i cattolici duri e puri non saranno in condizione di nuocere. Restano fuori invece il costituzionalista Stefano Ceccanti, Piergiorgio Gawronski e Giuseppe Lumia, vice presidente della Commissione antimafia e simbolo della lotta a Cosa Nostra. In compenso Walter ha imbarcato il potente diessino Vladimiro Crisafulli from Enna, a suo tempo indagato e prosciolto per presunti rapporti con un mafioso. Massimo D’Alema sarà capolista per la Camera in Campania, una mission impossible. A Napoli è una catastrofe: i sondaggi danno il Pd al 25 per cento, e il Pdl di Berlusconi oltre il 50.

Prodi ha fatto incetta di poltrone. Il solito Silvio Sircana è transitato dalla Camera al collegio senatoriale della Campania. Lo staff del Professore è stato infilato al completo: il delegato alle questioni di San Marino, Sandro Gozi, alla Camera in Umbria; Ricky Levi, alla Camera Sicilia 2; l’ex “saggio” del Pd in quota prodiana, Mario Barbi, alla Camera Piemonte 2. Anche Walter ha deciso di elargire regali alla cricca dei suoi collaboratori: il capo segreteria Vinicio Peluffo alla Camera in Lombardia 1; il responsabile del sito internet Francesco Verducci alla Camera nelle Marche; lo storico capo segreteria (prima a Botteghe Oscure e poi in Campidoglio) Walter Verini, in Umbria diretto anche lui a Montecitorio.

Non è voluto essere da meno il vice Franceschini, che oltre al portavoce Martino ha ottenuto poltrone sicure anche per il suo capo segreteria alla Camera quando era capogruppo del Pd, Alberto Losacco (ora dirigente del Loft), e l’attuale capo segreteria Antonello Giacomelli, candidati rispettivamente in Puglia e in Toscana alla Camera. Altri due collaboratori promossi nelle liste: il consigliere di Vincenzo Visco al ministero delle Finanze, Stefano Fassina (Liguria, Camera), e il braccio destro di Arturo Parisi al ministero della Difesa, Fausto Recchia (Lazio 1, Camera). Anche Piero Martino, portavoce di Dario Franceschini è stato piazzato nella circoscrizione Sicilia 1 alla Camera.

---------------------------------------------------------------------

Alla faccia del "nuovo che avanza" e del partito dell' "Italia che lavora"... chiamamolo piuttosto il "partito dei portaborse" (ma Veltroni non aveva annunciato di volere un Paese basato sulla meritocrazia?? Ah gia', dimenticavo... cosa c'e' di piu' meritevole di portare le borse a Prodi e Franceschini, nonche' allo stesso SuperUolter? )

PS: A questo punto, per la par condicio, aspettiamo ansiosamente le candidature del Pdl...


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  #9  
Old 03-05-2008, 04:25 PM
ac171073 ac171073 is offline
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E, dulcis in fundo, un commento preso non da un blog di estrema destra ma da quello di youth4pd (Gioventu' nel Partito Democratico)...
Mi sa che ormai a Veltroni credono soltanto i suoi portaborse e il nostro vecchio amico Malcolm

Liste chiuse, campagna aperta
Ieri sera sono state chiuse le liste del Partito Democratico, almeno per quanto riguarda le posizioni "eleggibili".
L'unica candidatura che può essere ricondotta al mondo dell'impegno politico generazionale è quella, già annunciata, di Pina Picerno, capolista in Campania II e già segretaria dei Giovani della Margherita.
Crediamo sia stata persa una grande occasione per trasformare il "rinnovamento" da annuncio e segnale ad una realtà che porti a promuovere nuovi gruppi dirigenti e che dia voce all'impegno politico delle nuove generazioni.
Crediamo anche che non abbiano trovato il giusto spazio le istanze (e non, si badi bene, gli interessi) di chi spesso si carica il grosso della fatica e accetta i sacrifici più duri che il lavoro politico in generale ed una campagna in particolare impongono.
(fonte )


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  #10  
Old 03-09-2008, 07:03 PM
Malcom1875 Malcom1875 is offline
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Lungi da me l'idea di fare propaganda politica su questo forum (anche perche', come ho gia' detto piu' volte, di chi vincera' le prossime elezioni non mi importa assolutamente niente), ma... oggi, girando per alcuni blog in rete sono venute fuori un po' di cosette interessanti che vorrei condividere con voi (di Berlusconi e delle sue assurdita' sappiamo gia' abbastanza, ma anche Veltroni col suo "finto buonismo" non scherza per niente... e chi gli sta dietro e gli crede mi fa soltanto tanta tenerezza...)

Dalla "Repubblica" del 28-2-2008 (fonte ):

Veltroni lancia il partito del lavoro
Oltre ad Antonio Boccuzzi, operaio della Thyssen sopravvissuto, la cui candidatura era già stata annunciata, il leader del Pd ha presentato anche quelle di Loredana Ilardi, palermitana di 33 anni e operatrice in un call center con uno stipendio di 700 euro al mese, e Franca Biondelli dipendente di una Asl piemontese. "Nelle nostre candidature c'è una doppia idea - spiega Veltroni - La prima è che il Pd vuole portare in Parlamento persone che siano parte della vita reale del paese e quindi forze ed energie nuove. La seconda ragione è che noi siamo il partito del lavoro e dell'Italia che produce".


MA......

PD, la candidata "precaria" ha un contratto a tempo indeterminato
L’avete letto su tutti i giornali: si chiama Loredana Ilardi da Palermo, operatrice di call center, stipendio 700 euro al mese. Una così ti pare che al Pd se la fanno sfuggire? E infatti: «Siamo il partito del lavoro», dichiara il segretario ai giornalisti abbracciando la sua protetta. Sorrisoni alle telecamere e vai con lo spot: siamo coi precari, aiutiamo i precari, viva i precari. Dice Walter: «La vera emergenza sono i precari». Continua: «È un dovere lottare per i precari». E ancora: «Loredana è lo specchio dei precari».
Bene: manca solo un piccolo particolare, proprio una bazzecola: dovete sapere che Loredana… non è precaria. Tiene un fior di posto fisso: contratto a tempo indeterminato. Ce l’ha messo per iscritto il suo datore di lavoro. Citiamo la sua lettera. «Gentile direttore - scrivono dalla ditta - la famosissima Loredana Ilardi, sbandierata da Walter come rappresentante dei precari d’Italia, non è assolutamente precaria. A suo tempo fummo noi a comunicarle l’indeterminato. E quanto ai 700 euro mensili, è ovvio: è un part time a 4 ore!».
Ma si può? Ci ripetono da anni che l’Italia brulica di precari, sono dappertutto, dietro le porte, sotto i tappeti, a momenti escono dai tombini, i precari. E chi scelgono come rappresentante? Una col posto fisso. Già si faticava a restar seri con la candidatura di Marianna Madia nel Lazio: ci dicono che è una «giovane venuta dal nulla», e poi si scopre che è amicissima di Enrico Letta, Giovanni Minoli e del figlio di Napolitano. Oggi ci presentano l’eroina dei precari, che però in realtà non è precaria neanche un po’. Insomma, altro che facce nuove: nel Pd candidano facce doppie.
fonte


Un’infermiera per Walter: ma la candidata simbolo non va in corsia da 6 anni
È il simbolo dell’Italia che lavora. Per questo Walter Veltroni l’ha voluta al suo fianco in conferenza stampa: Franca Biondelli è la turnista, dizione arcaica che rimanda al paese che produce e fatica.
Peccato che il leader del Partito democratico non abbia coniugato al passato tutti questi verbi: la signora Biondelli non mette piede in corsia dall’aprile 2002. Sei anni lontano dal suo umile ma prezioso incarico di ausiliaria, nel reparto chirurgia dell’ospedale di Borgomanero. Sei anni fra distacchi sindacali e aspettative, ora la speranza di spiccare il volo per Roma, direzione Palazzo Madama, e di mettersi una volta per tutte alle spalle quella vita chiusa fra Novara e Borgomanero.
A Borgomanero resta la figlia Raffaella, assunta nello stesso ospedale come impiegata, con una procedura che i sindacati stessi hanno messo in discussione. Lei, la corteggiatissima ex sindacalista, potrebbe presto coronare quel sogno coltivato da almeno dieci anni, da quando aveva messo un piede in politica. A metà degli anni Novanta è solo un’ausiliaria all’ospedale di Borgomanero. Molta fatica, il contatto a volte drammatico con i malati, una catena di piccole incombenze: rifare il letto, pulire le stanze, eseguire gli ordini degli infermieri. È un compito ingrato. Lei lo affianca con l’impegno nel sindacato, da sempre la Cisl. Viene eletta nella Rsu, diventa la controparte della Asl 13 che gestisce alcune strutture sanitarie e ospedali della provincia di Novara. Però è tentata anche dalla politica. Il protocollo della Cisl vieta questi incroci, ma per lei evidentemente la regola non vale: eccola consigliere comunale di maggioranza a Borgomanero, uno dei centri più importanti del Novarese. Tesse pazientemente la sua tela, stabilisce una fitta rete di rapporti, scala posizioni in quel mondo spigoloso.
Diventa responsabile provinciale Cisl per la funzione pubblica, in primis la sanità. Incarico di peso che le permette di lasciare letti e padelle. Nell’aprile del 2002, sfruttando la legge 300, ottiene il distacco sindacale. Paga la Cisl, lei fa il nuovo mestiere, quello vecchio va in naftalina. L’anno dopo, nel 2003, il distacco passa a carico della solita Asl 13, la sostanza non cambia: Franca Biondelli in ospedale ci torna solo per ascoltare i dipendenti. Ha entrature e frequentazioni bipartisan negli ambienti della politica piemontese. Del resto è una donna di charme. Il suo sogno è sempre quello, la politica; così nel 2007 compie una scelta apparentemente stravagante: si tuffa nella politica, nel lillipuziano laboratorio di Borgomanero. Per sua sfortuna, le elezioni vanno male. Vince il centrodestra e la Biondelli deve accontentarsi di un banco anonimo negli scranni dell’opposizione. Eppure accetta, e davanti all’inevitabile opzione, abbandona l’impegno nella Triplice. Strano, ma probabilmente la turnista che non fa più i turni considera quel passaggio necessario. Potrebbe rientrare in reparto, ma non lo fa. Finita la lunghissima stagione dei distacchi, retribuiti, comincia quella dell’aspettativa, a stipendio zero, per ragioni familiari. Scelta legittima, sulla strada per Roma.
Ormai Franca Biondelli è un’ex turnista da quasi sei anni. Ma per Walter Veltroni l’aspirante senatrice è una delle tre figure che portano il mondo del lavoro nei palazzi del Potere. Forse, il candidato premier si confonde con la figlia Raffaella: assunta come impiegata dalla Fondazione Maugeri, un ente di diritto privato del Novarese, ottiene il trasferimento nello stesso ospedale che è stato il quartier generale della madre. Non è un po’ troppo? È vero che a pensare male si fa peccato, ma è anche vero che Franca Biondelli è un nome che conta nel mondo della sanità piemontese e lei stessa si sarebbe vantata in questi anni a destra e sinistra, assicurando decine di persone di essere stata lei l’artefice della loro assunzione da parte della solita munifica Asl 13; qualche romeno, nel prendere al volo un impiego interinale, ha firmato pure il modulo di iscrizione alla Cisl, scambiata forse per una squadra di calcio. Non solo, la figlia Raffaella sembra essere arrivata fino all’ospedale senza aver superato un concorso che fosse uno.
Dunque, i sindacati chiedono lumi alla giunta regionale di centrosinistra guidata da Mercedes Bresso. La risposta, sotto forma di circolare interpretativa, arriva il 12 giugno 2006. Dopo una pagina di svolazzi, l’assessorato Tutela della salute va al dunque: «Ritiene che... l’articolo 15 undecies non possa che essere applicato... soltanto nei confronti del personale sanitario».
Insomma, il passaggio dalla fondazione, formalmente un Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico, all’ospedale di Borgomanero, non sta in piedi. Perché la donna è impiegata e non infermiera o ausiliaria come la mamma. Cosa succede? Nulla. All’ospedale si vede solo la Biondelli junior. Della madre non c’è traccia da sei anni.
fonte



"Il partito del lavoro e dell'Italia che produce"...? Ma per favore....... che vergogna!!

Direi che è un post abbastanza di parte....
L'idea di Valter è buona èerchè chi si apprensata a Governare deve rappresentare tutti.
Si sà che i sindacalisti hanno molti permessi per organizzare l'attività sindacale: lo prevere la lelegge 300/1970 conosciuta come statuto de Lavoratori che però noto ai più fà sempre più schifo, dimenticando il sangue e lotte con cui i nostri genitori hanno pagato queste conquiste!
Quanto la tipa del call center ora è a tempo indeterminato ma in passato non le era quindi sà cosa significa e ciò mi basta. Inoltyre la politica è impegnativa, se non hai il posto fisso non ha i la mante abbasta sgombra per affrontarla.
Onestamante non sopposto questo qualunquismo un pò grillini dove l'importante e lanciamere merda sui politici...e poi ci lamentiamo della classe politca.. ce la cerchiamo...il qualunquismo porta a questo.


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