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  #281  
Old 01-19-2009, 01:46 AM
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Originally Posted by alma
Se non finisce come in Zimbawe...

= 30€


essendo, lo scec, uno sconto, ossia una percentuale risparmiata dal prezzo segnato, quel tuo esempio significherebbe che non è lo scec, ma l'euro che si è svalutato a quei livelli....

se vorrai guardarti il filmato svizzero è spiegato molto con cura.

quello che lascia perlplessi è la paura che uno sconto possa tramutarsi in un incubo.
se vai in un negozio e chiedi lo sconto cosa succede a te? nulla
che succede al negoziante, qualora lo applichi? nulla (tranne il guadagnare un tot in meno)
(esempio: articolo che costa 100, chiedi "mi fa un pò di sconto?" e lo paghi 90)

ma se il negoziante, a fronte della "perdita" concessati (i 10 euro) riceve un documento che incassa (e che è in quel momento carta straccia) e poi in serata va a mangiare una pizza dove può chiedere anche lui uno "sconto" e paga, invece di 20 euro, 16 euro e 4 scec, in realtà si ritrova quel valore cui aveva rinunciato in mattinata, e che avrebbe perso.
a meno che dalle parti vostre lo sconto sia una cosa sconosciuta, non dovrebbe sconvolgere l'aggiunta di un documento di contabilizzazione dello sconto nella trattativa.
vantaggio del tutto è che il consumatore che campava con 1000 euro al mese ora in effetti dispone di 1100 (1000+100 scec), e quello scec crea una ricchezza nel circuito (eesendo il commerciante anche cliente a sua volta) tanto maggiore quanto la transazione scontata si ripete. alla fine crea una ricchezza aggiunta che è ben più ampia dei 100 distribuiti....

ripeto, il video che ho proposto è ben fatto. val la pena di vederlo per intero.
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«Fino a quando il colore della pelle sarà più importante del colore degli occhi ci sarà sempre la guerra.» Bob Marley

Last edited by ABNormal : 01-19-2009 at 01:58 AM.


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  #282  
Old 01-19-2009, 12:32 PM
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Originally Posted by ABNormal
ma se il negoziante, a fronte della "perdita" concessati (i 10 euro) riceve un documento che incassa (e che è in quel momento carta straccia) e poi in serata va a mangiare una pizza dove può chiedere anche lui uno "sconto" e paga, invece di 20 euro, 16 euro e 4 scec, in realtà si ritrova quel valore cui aveva rinunciato in mattinata, e che avrebbe perso.
a meno che dalle parti vostre lo sconto sia una cosa sconosciuta, non dovrebbe sconvolgere l'aggiunta di un documento di contabilizzazione dello sconto nella trattativa.
vantaggio del tutto è che il consumatore che campava con 1000 euro al mese ora in effetti dispone di 1100 (1000+100 scec), e quello scec crea una ricchezza nel circuito (eesendo il commerciante anche cliente a sua volta) tanto maggiore quanto la transazione scontata si ripete. alla fine crea una ricchezza aggiunta che è ben più ampia dei 100 distribuiti....


Forse sto dicendo una sciochezza, ma 'sta cosa mi ricorda un meccanismo noto come "catena di Sant'Antonio"...

Alla fine qualcuno ci dovrà perdere, o no? Magari non sarò io, non sarà il commerciante da cui compro, non sarà il secondo commerciante da cui compra il primo commerciante, ma qualcuno ci sarà...

Secondo me (opinione personale) ci perdono i commercianti: il valore degli Scec utilizzati viene "diluito", sotto forma di perdite, tra tutti i commercianti che partecipano alla catena, i quali (volenti o nolenti) dovranno applicare degli sconti ai loro prodotti che ridurrano i loro guadagni.

Sto sbagliando qualcosa?


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  #283  
Old 01-19-2009, 01:22 PM
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si stai sbagliando, perchè è esattamente il contrario.
lo sconto al cliente fidelizzato è una pratica normale nel commercio.
normalmente lo sconto è perdita, intesa come rinuncia a maggior utile dalla transazione.
con lo scec, tale perdita viene recuperata nel momento in cui l'esercente, acquistando lui stesso può recuperare la quota non incassata negli sconti sotto forma di sconti ricevuti.
essendo le transazioni per definifizione "circolari" (chi vende, prima o poi compra) il giro non avviene come una catena di s.antonio (che si ferma quando tutti sono stati interessati dal gioco una prima volta).

inoltre, al contrario, c'è una localizzazione degli acquisti: potendo risprmiare nel negozio sotto casa, non compri nei supermercati. questo favorisce la cosiddetta filiera corta dei consumi, e sfavorisce le strutture che notoriamente delocalizzano gli incassi fuori zona. i supermercati, si sa, usano la valuta per gestire un giro nel settore finanziario/bancario e comprano soprattutto presso le "grandi marche". i negozi comprano più frequentemente presso produttori vicini e quindi anche l'euro evita di "emigrare" lontano dai mercati alle zone "industriali", fenomeno che sta concentrando le risorse finanziarie nelle mani di pochi monopoli, che è alla base della crisi economica attuale (insieme alla finanziarizzazione delle risorse economiche, comunque collegata, come ho già esposto).

tieni presente che sono commerciante da quasi 30 anni (e da oltre 100 per "discendenza"), quindi una cognizione del mercato ce l'ho, bene o male...
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Last edited by ABNormal : 01-19-2009 at 01:25 PM.


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  #284  
Old 01-19-2009, 01:34 PM
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in realtà, a vederla con attenzione, c'è qualcuno che perde:
1) le banche, visto che si immettono liquidità alternative al loro circuito
2) il fisco, visto che si incentiva l'applicazione di uno sconto a cui si cercherebbe di rinunciare altrimenti. a incassi in euro più bassi, in realtà c'è un utile aziendale più contratto e quindi una tassazione meno alta. ma essendo uno sconto, come dicevo prima, è comunque un qualcosa che già avviene attualmente e che è nella facoltà del commerciante nell'applicarlo.

forse ecco chi ci perde.
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  #285  
Old 01-19-2009, 06:45 PM
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Cercherò di risponder senza tirar fuori la Teoria della Moneta !
Dalle mie parti una volta,tanto tempo fa,c'era un signore della bassa trevigiana che faceva il calzolaio,di nome Brochér(piantava broche/chiodi).
Egli scambiava patate con conigli,così come facevan tutti,cioè barattava.Passan i secoli e si scopre che invece di barattare si può usar una "merce" sostitutiva di scambio:la moneta.
Un suo discendente,molto dopo,un bel giorno nei suoi girovagare,capita dalle parti di Lucca e poi Firenze,e lì vede che si scambiavan lane pagando con una specie di "obbligazione",scrivendo
due righe con cui si impegnavan a tempo "debito" di far avere la moneta.Usavan la merce moneta quale sostituto temporaneo.
Passan ancora dei secoli ed un altro suo discendente,perdendo definitivamente l'accentuazione del mestiere si cambia il cognome
in Brocher e decide di far girare quei pezzi di carta e...il resto è storia contemporanea.
Venendo al punto,cioè gli scec.
O son,come ben dice ac,un modo di aiutare "beneficamente" deciso dalla categoria dei commercianti.
O,come tendo io a pensare,il discorso è che quei prezzi vengon decisi,come sempre,da chi commercia aumentandoli del valore €=scec,per cui al momento del pagamento si sconta proprio quella parte di prezzo.
Ma a sto punto,dietro quel valore,non c'è alcuna merce e si produce un effetto inflattivo il cui aumentare può portare a quella quantità zimbawiana che ho,ovviamente,usato estremizzando per farmi capire.
In realtà gli effetti non potrebbero che esser proporzionali alla circolazione.
(Se vuoi scazzarti:variabile P...)
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Perché non continuar così...e poi magari registrare?
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  #286  
Old 01-19-2009, 07:29 PM
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ma, caro mio... tu non riesci mai ad avere uno sconto in un negozio dove compri?
devo capire questo, altrimenti non c'è la premessa.
qui lo sconto è pratica pressocchè normale alla clientela, almeno quella di riguardo o all'amico.
se da te questo non esiste, comprendo la difficoltà a ragionare sul concetto di scec. ma se c'è, analizza in primis il "danno" che il commerciante si autoprocura nell'applicarlo.
dunque??
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  #287  
Old 01-19-2009, 07:43 PM
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A parte la mia "teoria" su come e cosa son in realtà gli sconti*...,certamente ci sono e se il "danno" nel caso specifico è totalmente ed effettivamente sopportato da chi vende si rientra allora in quanto ipotizzato.
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  #288  
Old 01-19-2009, 07:54 PM
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"Every individual...generally, indeed, neither intends to promote the public interest, nor knows how much he is promoting it. By preferring the support of domestic to that of foreign industry he intends only his own security; and by directing that industry in such a manner as its produce may be of the greatest value, he intends only his own gain, and he is in this, as in many other cases, led by an invisible hand to promote an end which was no part of his intention.”


"It is not from the benevolence of the butcher, the brewer, or the baker, that we expect our dinner, but from their regard to their own interest. We address ourselves, not to their humanity but to their self-love, and never talk to them of our necessities but of their advantages."

Adam Smith
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  #289  
Old 01-24-2009, 10:27 PM
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Se lo stato non può salvare noi, abbiamo bisogno di una licenza per stampare il nostro denaro

Aggira le avide banche. Ricarica le economie locali. E' il momento di riflettere seriamente su una moneta alternativa

di George Monbiot
da "The Guardian", Martedì 20 gennaio 2009

In Riddley Walker, un romanzo di Russell Hoban, i discendenti dei sopravvissuti ad un olocausto nucleare cercano tra le macerie la chiave per recuperare la loro civiltà perduta. Essi finiscono per credere che la risposta è di reinventare la bomba atomica. Mi sono ricordato di questo romanzo quando ho letto i nuovi piani del governo per salvarci dalla crisi del credito. Attraverso una sorprendente spesa pubblica, essi intendono convincere le banche a ricominciare a fare prestiti a livelli simili a quelli del 2007. Non è questo ciò che ha causato il problema, in primo luogo? I folli livelli di prestito sono davvero la soluzione ad una crisi causata da folli livelli di prestito?

Il testo integrale

Inizia cosi questo articolo di George Mombiot , un importante editorialista del giornale inglese "The Guardian". L'articolo poi parla della storia delle monete a tasso negativo, dal Wara tedesco fino alla moneta pensata da Silvio Gesell. Se un articolo del genere appare su un autorevole giornale inglese, significa due cose. La crisi è grave e le soluzioni che prima erano pura follia potrebbero diventare realistiche.
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  #290  
Old 01-24-2009, 11:23 PM
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Se lo stato non può salvare noi, abbiamo bisogno di una licenza per stampare il nostro denaro

Teoricamente non c'è nessun problema a farlo,ma non è il denaro che salvi.Una volta ancora,il denaro è una "invenzione" sostitutiva di merci o servizi.Se si stampa può anche andar bene,ma il punto è chi lo garantisce e lo difende(ed ovviamente come)!Nella quantità,nella circolazione,nella validità e,soprattutto,nella corrispondenza,se pur oscillante in un piccolo campo,a quelle merci e quei servizi.Come se ne allontana son guai.False illusioni di ricchezza all'inizio e poi rovine(con relative ingiustizie).L'Italia è molto più povera di quanto non possa apparir dalle cifre monetarie.Gli altri paesi occidentali stan ancor peggio e la Cina si sta pappando gli USA dopo averli impasturati.Letteralmente mangiandoseli.
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