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  #291  
Old 01-25-2009, 05:06 PM
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Originally Posted by alma
il denaro è una "invenzione" sostitutiva di merci o servizi.

lo era. lo sarebbe se il costo del denaro non esistesse, se chi lo stmpa lo facesse per conto dello stato al puro costo di tipografia, ed il suo valore partisse nel momento dell'immissione sul mercato.
un metro di stoffa costa il prezzo della stoffa+la stampa delle tacchette dei cm.
la moneta sarebbe uno strumento se costasse carta+inchiostro.
oggi chi stampa non è "lo stato", ma la BCE, che è delle Banche Centrali Nazionali, che a loro volta sono SpA controllate dalle principali BANCHE PRIVATE (unicredit, s.paolo,....) che stampano la carta e la immettono sul mercato AL LORO PREZZO DI TITOLO + l'interesse.
in questo modo la moneta non è unità di transazione, ma una merce. anzi LA merce, dato che la sua abbondanza o scarsità determina il valore (per deflazione o inflazione) di tutte le altre merci. e la scarsità del bene-moneta è deciso dalla BCE(=banche private) e non dai programmi economico-finanziari degli stati.

c'è un film spagnolo (sottotitolato x fortuna) che spiega in pochi minuti il concetto:

che fa capire come la moneta circolante è, in realtà, solo l'unità di misura dell'indebitamento collettivo. un indebitamento su nulla in cambio di tutto.
altro che strumento di misurazione del valore delle merci.
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Last edited by ABNormal : 01-25-2009 at 05:14 PM.


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  #292  
Old 01-25-2009, 05:34 PM
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No,ABN!E' un filmato a tesi e tendenzioso.Vale,o meglio varrebbe per fortuna,se El Banco fosse solo un rapinatore.Il sistema bancario è vero sì che alle volte è sentito come un sistema di rapina,ma non lo è(o non lo dovrebbe essere se non lo si piega politicamente ad esserlo:le casse del re,ad es.,in tutte le sue forme,antiche e moderne).Il denaro ritorna in circolazione e l'indebitamento,se tutto vien correttamente gestito,non è altro che(o non dovrebbe esser altro che se non...)un/il valor aggiunto della crescita economica.
Quando chi è al potere non tiene conto(appunto...),o peggio,non vuole tenerne conto,allora si instaura un circolo vizioso di cui l'esempio del film ne è un caso.Ma...
...tornando allo scec,e se tutto si volesse far funzionare correttamente ed in equilibrio(se pur dinamico),lo scec,dico,chi lo "governa"?chi lo garantisce?chi lo difende?chi ne evita abusi?
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  #293  
Old 01-25-2009, 06:52 PM
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un rettangolo di carta viene stampato da una controllata dell' ...unicredit... e ne propone l'acquisto allo stato ad un valore pari alla cifra segnata sul foglietto + un interesse.
gli stati COMPRANO la valuta al prezzo di vendita (il foglietto da 100€ il governo lo compra a 103€) per immeterlo sul mercato; non lo immettono sul mercato, lo girano dopo averlo dovuto comprare a quel prezzo, deciso da altri.
le nazioni, dunque, per il fatto stesso di aver moneta circolante, diventano nazioni stati con un debito.
ed è quello che ad esempio la SCEC sottrae al circuito. la moneta popolare ha valore di immissione pari a zero per la società e funge esclusivamente a fornire un "unità di misura" per lo scambio commerciale.
lo ha capito chavez, ad esempio, che ha nazionalizzato il banco e ha (nazionalizzando il petrolio) saldato il debito con la Banca Mondiale.
Ora la ricchezza del paese è del paese, e non della banco di emissione della valuta.

PS: dato il ricatto (finanziateci o vi affossiamo le economie mondiali) che le banche hanno fatto negli scorsi mesi la tesi del "rapinatore" non la vedo così lontana da una corretta interpretazione..
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Last edited by ABNormal : 01-25-2009 at 07:02 PM.


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  #294  
Old 01-25-2009, 08:22 PM
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ABNnnn!,è vero se chi emette moneta è un privato,si chiama in gergo tecnico signoraggio,ma non lo è se chi emette è lo Stato .(Come e da chi questo sia poi condotto ed amministrato è un altro discorso...)
Quel che disse Marx(Karl,non Groucho)valeva,e solo parzialmente,in quel tempo e per quella specifica situazione storica.Oggi non è più così.
KARL MARX, Capitale, Roma, 1974, I, pag. 817 e ss.: “la banca d’Inghilterra venne autorizzata dal Parlamento a battere moneta … con questa moneta la banca faceva prestiti allo Stato e pagava per suo conto gli interessi del debito pubblico. Non bastava però che la banca desse con una mano per aver restituito di più con l’altra ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all’ultimo centesimo che aveva dato. In Inghilterra, proprio mentre si smetteva di bruciare le streghe, si cominciò ad impiccare i falsari. Gli scritti di quell’epoca, ad esempio di Bolingbroke mostrano che effetto facesse sui contemporanei l’improvviso emergere di questa genia di bancocrati…”).


(P.Ssss :Non costa 3€,ma molto molto meno stampare 100€ )
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  #295  
Old 01-25-2009, 09:09 PM
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Originally Posted by alma
(P.Ssss :Non costa 3€,ma molto molto meno stampare 100€ )

almuccio.... 103 significa 100+3% di interesse

e cmq:

Al 31 gennaio 2008 l'elenco dei principali partecipanti (in BdI), indicato sul sito, è il seguente:
Partecipante Quote Voti
Intesa Sanpaolo S.p.A. 30,3% 50
UniCredito Italiano S.p.A. 15,7% 50
Banco di Sicilia S.p.A. 6,3% 42
Assicurazioni Generali S.p.A. 6,3% 42
Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. 6,2% 41
INPS 5,0% 34
Banca Carige S.p.A. 4,0% 27
Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. 2,8% 21
Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 2,5% 19
Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A. 2,1% 16
Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A. 2,0% 16
fonte

la banca d'italia è una SpA di questi signori qui.
nulla a che fare con lo Stato dunque.
e quindi parliamo proprio di signoraggio
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Last edited by ABNormal : 01-25-2009 at 09:19 PM.


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  #296  
Old 01-25-2009, 11:49 PM
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La Banca d'Italia è un istituto di diritto pubblico con tutto ciò che questo comporta(se allo Stato importa)e regolato da una legge dello Stato.

Testo Unico Bancario

B.C.E

Il vero triste costo dello stampar soldi.


Quote:
The Federal Reserve orders new currency from the Bureau of Engraving and Printing, which produces the appropriate denominations and ships them directly to the Reserve Banks. Each note costs about four cents to produce, though the cost varies slightly by denomination.

How currency gets into circulation

(Non riesco a trovar il costo per la BI perché...c'è un certo Auriti che fa aggio sull'Aurum... )
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  #297  
Old 02-19-2009, 03:00 PM
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  #298  
Old 02-23-2009, 05:14 PM
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Default La Banca d'Italia e il Signoraggio

Il 27 dicembre scorso il neo rettore della Bocconi, Guido Tabellini, su "Il Sole 24Ore" ha trattato la questione delle quote di possesso della Banca d'Italia. Già lo aveva fatto negli anni passati con alcuni articoli dello stesso tipo e con lo stesso taglio come quello dell'ottobre 2005. Tabellini incentra tutto il suo discorso sul fatto che la Banca d'Italia non debba essere posseduta dalle banche private, principio interamente condivisibile per non dire ovvio, anche perché lo dice l'articolo 3 dello Statuto di Bankitalia (diceva, np).

Fra le più importanti funzioni della Banca d'Italia c'è la vigilanza sul settore bancario; i suoi vertici sono nominati su iniziativa del Consiglio Superiore, che è scelto dagli azionisti, cioè le banche proprietarie; dunque si è in presenza di un patente conflitto di interesse, poiché controllati e controllori non si distinguono, con tutto ciò che ne può conseguire.

Tabellini afferma inoltre che al Consiglio Superiore spetta anche l'amministrazione generale della Banca d'Italia, fra cui la gestione del patrimonio (diversi miliardi soltanto di immobili) e la politica del personale, essendo Bankitalia fra le banche centrali con più dipendenti.

Entro pochi giorni dovrà essere emanato il regolamento per ridefinire l'assetto proprietario della Banca Centrale e la questione si intreccia con l'esigenza di ricapitalizzare le banche italiane nel bel mezzo del vortice della grossissima crisi economico-finanziaria.

La legge del 28 dicembre 2005 (entrata in vigore il 12 gennaio successivo) prevede che entro tre anni la proprietà debba essere trasferita allo Stato o ad altri enti pubblici, secondo modalità da definire. Il problema è ora stabilire quanto vale la partecipazione al capitale della Banca Centrale?

In campo ci sono varie opzioni, stime, richieste e contropartite, ma Tabellini ritira fuori dal cilindro una proposta già fatta 3 anni fa. Questa proposta, in periodo di grande difficoltà delle imprese italiane, che dovranno fronteggiare la crisi economica senza aiuti statali, appare come proposta di grande buon senso.

Si tratta di procedere ad un aumento di capitale della Banca d'Italia interamente sottoscritto dallo Stato (possibilmente con un sovrapprezzo non molto elevato o al valore nominale, aggiungiamo noi). Le quote possedute dagli azionisti sarebbero diluite e la proprietà sarebbe di fatto trasferita allo Stato. Il capitale sociale ha un valore irrisorio 156.000 euro, quindi un onere per il bilancio pubblico abbastanza trascurabile. La soluzione proposta non sarà gradita da alcune banche perché le costringerebbe a subire delle minusvalenze.

Ma la strategia di alzare moltissimo i prezzi indicata dall'Abi è inaccettabile. Come Tabellini, è probabileche pensi anche il Ministro dell'Economia Tremonti, ma di certo in questa trattativa si troverà di fronte parecchi poteri forti e quella parte di gruppi politici, presente soprattutto nel centro-sinistra, molto vicina ai gruppi bancari italiani; questo complica seriamente le cose.

Nell'ottobre del 2005 il rettore della Bocconi affermava che:

"...il patrimonio e le riserve (pag.55 e pag.47 np) della Banca d'Italia sono il frutto del Signoraggio pagato nel corso degli anni dai cittadini italiani e riscosso dalle autorità monetarie con la creazione di moneta. Appartengono alla collettività, non sono di proprietà delle banche".

Nell'articolo del 27 dicembre 2008 invece afferma, ritornando sul punto:

"...se ci si basa sul patrimonio della Banca d'Italia, la valutazione complessiva è intorno ai 20 miliardi di euro. Ma il patrimonio della Banca Centrale è frutto del Signoraggio passato e appartiene a tutti i cittadini, non può essere riconosciuto alle banche azioniste".

Affermare il contrario fa sorgere il sospetto che in realtà le banche vogliono solo bloccare la riforma, per non perdere il controllo su chi vigila su di loro e per non perdere i diritti di Signoraggio.

Una domanda rimane però nella nostra testa, perché nessuno quantifica il frutto del Signoraggio? Anche Andrea Terzi nel suo libro, edito da Il Mulino, "La Moneta" dice in un passaggio "anche per questo potere di Signoraggio le Banche Centrali sono organismi altamente redditizi".

Ma quanto redditizi (pag.60 np)? Qual è il prezzo che i cittadini italiani e non, sono costretti a pagare per la delega della politica monetaria, fatta dalla politica e dallo stato, ad organismi autonomi ed indipendenti dalla sovranità popolare, quindi teoricamente al di fuori di qualsiasi controllo, in nome della stabilità "ideale" dei prezzi?

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Last edited by romans : 03-02-2009 at 04:27 PM.


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  #299  
Old 08-02-2014, 08:10 PM
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