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  #1  
Old 07-10-2007, 07:05 PM
romans romans is offline
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Join Date: Jan 2006
Location: Roma
Posts: 2,461
romans is on a distinguished road
Default Che ne pensate?

Ho trovato questa serie di idee su come fare a cambiare qualcosa.

Una democrazia diretta possibile?

Ecco, qui ci sono alcune proposte, grossolane d'accordo, ma in quanto tali non disdegnano suggerimenti o modifiche. Io ad esempio al punto A direi che oltre al fatto che si possa usare anche il pc e l'ADSL la cosa fondamentale è che il voto (trattandosi di votare una legge e non un partito) non sia segreto (tipo petizione) e che questo sia verificabile e contabile in qualsiasi momento, per cercare di impedire brogli.

Comunque eccole:

Proposte per una transizione del paese alla democrazia diretta


a)Istituzione di una rete di posti pubblici telematici sul territorio nazionale e parallela introduzione del voto elettronico e postale.


Innanzi tutto pensiamo che occorra introdurre dei cambiamenti semplicemente nel modo in cui si puo' esprimere il voto, fermo restando le attuali norme costituzionali e le altre leggi elett****i.
Proponiamo quindi l'introduzione del voto elettronico, (come gia' sperimentato in Olanda) e il voto per posta per i cittadini italiani residenti all'estero.
Questo cambiamento dovrebbe essere effettuato con l'istituzione di posti pubblici telematici stabili.
Noi calcoliamo che i costi di impianto potrebbero essere paragonabili a quelli necessari per le normali attivita' elett****i, con un risparmio ottenuto nel breve periodo e crescente nel tempo. Inoltre ovviamente gli scrutini sarebbero molto piu' rapidi.
Inoltre quando non si svolgono operazioni di voto, tali posti telematici pubblici potrebbero fornire informazioni al cittadino sulle attivita' legislative delle istituzioni nazionali e locali, e sui servizi pubblici. E ancora potrebbero essere dei punti attraverso i quali i cittadini comunicano alle istituzioni opinioni, suggerimenti, proteste e richieste relativi ai servizi.

b)Istituzione di un certo numero di reti televisive e radiofoniche, dedicate all'informazione in diretta sulle attivita' dei comuni delle provincie, delle regioni e del Parlamento ed delle sue commissioni piu' importanti.

c)Immissione in rete telematica degli atti parlamentari e degli enti locali aggiornati in tempo reale.

Il problema dell'informazione sulle attivita' delle istituzioni e dei rappresentanti del popolo, e' quanto mai importante. Nessuno puo' negarlo. Ma attualmente l'informazione e' tagliata, filtrata elaborata, dal lavoro dei giornalisti; questo e' anche un lavoro utile perche' consente una immediata chiave di lettura degli avvenimenti e delle attivita' politiche, ma non c'e' nessuna possibilita' alternativa per chi volesse farne a meno e farsi un opinione 'direttamente alla fonte'.
Anche la visibilita' del lavoro dei rappresentanti e' sacrificata dai media che privilegiano sempre i 'soliti' leader, scavalcando i singoli, e scarse possibilita' vengono date agli elettori di valutare direttamente il loro operato e le loro posizioni.
Le reti informative televisive nazionali e locali, nei 'tempi morti' in cui non c'e' attivita' di discussione, potrebbero anche operare come tribuna permanente, con uguali spazi gestiti dai singoli rappresentanti, e cittadini invitati estratti a sorte tra quelli che ne fanno richiesta.
In occasione delle campagne elett****i, gli spazi sarebbero suddivisi tra tutti i candidati o gruppi di candidati in sede locale.

d)Introduzione del referendum approvativo (detto anche "propositivo")


La nostra costituzione prevede soltanto il referendum "abrogativo". Si possono cioe' cancellare le leggi, o parti specifiche di leggi, ma non si può votare per approvare le leggi. In Svizzera questo è già possibile da qualche centinaio di anni. E il sistema funziona benissimo.
Occorre quindi cambiare l'art. 75 della Costituzione Italiana, eliminando anche i limiti che vietano di votare per le leggi tributarie, di bilancio, di amnistia e di indulto e di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

Le fasi a) b) c) d)sarebbero proponibili immediatamente e contemporaneamente. Ma le nostre proposte continuano.

e)Introduzione della revocabilita' del mandato elett****e a partire dai consigli circoscrizionali e dai comuni. Successiva introduzione alle provincie, alle regioni ed allo stato.


É necessario cioè cambiare nell'ordine le leggi regionali che regolano i sistemi di elezioni delle Provincie e dei Comuni, successivamente gli statuti delle Regioni normali e con leggi di modifica costituzionale gli Statuti delle Regioni speciali e infine l'art. 67 della Costituzione Italiana. Ricordiamo che esso recita per intero: "Ogni membro del parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato."
Cioe', di fatto, questo articolo stabilisce l'espropriazione del controllo diretto del cittadino e sancisce il sistema "oligarchico rappresentativo".

Le modalita' della revocabilita' che proponiamo ricalcano quelle praticate dalla DD con soglia di stabilita'. Questo meccanismo garantisce una stabilita' del mandato ed evita le vacanze di potere. Infatti il rappresentante decade quando i suoi consensi sono scesi al di sotto del quorum diminuito di una percentuale piu' o meno ampia (soglia di stabilita') ed esso viene revocato quando un'altro candidato ha nel frattempo superato il quorum.

Insieme a questo punto, o successivamente, possono essere sperimentati e introdotti, a partire dagli enti locali fino al livello statale, i primi elementi di piena democrazia diretta.

f)Introduzione del principio di rappresentanza quantitativa. I rappresentanti eletti diventano portatori di voti delegati, e votano esprimendo quindi un numero di voti pari alle deleghe possedute in quel momento.

g)Introduzione della possibilita' di votare direttamente le deliberazioni a partire dai consigli circoscrizionali e dai comuni. Noi ne proponiamo una introduzione graduale dalle provincie, alle regioni ed allo stato.

In questa fase di transizione alla piena democrazia, le proposte di deliberazione, sono ancora attuate dai rappresentanti eletti dal popolo. Nel caso quindi che il singolo cittadino volesse votare direttamente, questo si configurerebbe come una temporanea e limitata revoca della delega al proprio rappresentante per la singola deliberazione per la quale egli si esprime direttamente.

h)Sperimentazione e progressiva introduzione della possibilita' di esprimere, oltre il voto, il proprio individuale articolato parere con l'uso di tecnogie a filtro cooperativo a soglie crescenti dal livello locale al nazionale.

i)Sperimentazione e progressiva introduzione della possibilita' di proporre direttamente ed individualmente le deliberazioni sempre con l'uso di tecnologie a filtro cooperativo a soglie crescenti dal livello locale al nazionale.


Arrivati a questa fase siamo nella pienezza della democrazia. Il sistema sarebbe efficiente e sufficientemente stabile, e nel caso in cui nessun cittadino usufruisse dei suoi nuovi diritti, avremmo ancora un parlamento con dei rappresentanti che farebbero il loro lavoro quasi come ora.
Se invece anche uno solo dei cittadini volesse utilizzare la sua 'fettina' di potere, egli avrebbe tutte le possibilita' di farlo, e questo naturalmente sarebbe sempre valido per chiunque.

fonte


...ora non dite che questa è politica ...al massimo è anti-politica


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