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Default Pdl, Brambilla registra il simbolo del nuovo partito

ROMA (21 agosto) - La nuova creatura di Silvio Berlusconi, il "Partito della libertà", provoca tensioni e polemiche nel centrodestra. Ma la nuova formazione politica esiste già e Michela Vittoria Brambilla, leader dei "Circoli della Libertà" e nuova stella del firmamento dell'ex premier, risulta titolare del nome e del simbolo: un logo rotondo azzurro con la scritta "Partito della Libertà" e sotto un arcobaleno con i colori della bandiera italiana. La registrazione del marchio del partito risulta dal sito dell'Ue per l'armonizzazione del mercato interno, dove è anche riprodotto il simbolo del Pdl.

Simbolo a disposizione di Berlusconi. Brambilla ha confermato successivamente di aver depositato il nome e il simbolo del Partito delle Libertà. Ma in un comunicato di poche righe spiega di averlo fatto «su mandato del presidente Silvio Berlusconi». Ora dunque nome e simbolo sono «nella totale ed assoluta disponibilità dello stesso presidente Berlusconi». «In riferimento alla notizia diffusa quest'oggi dalle agenzie di stampa - scrive Brambilla - desidero confermare che, in qualità di presidente dell'Associazione nazionale Circolo della Libertà e su mandato del presidente Silvio Berlusconi, il giorno 6 agosto 2007 ho provveduto alla registrazione in sede comunitaria europea del nome e del simbolo del Partito della Libertà che, da allora, si trovano essere nella totale ed assoluta disponibilità dello stesso presidente Berlusconi».

«Posso confermare, avendo seguito personalmente dal punto di vista tecnico-giuridico la vicenda che il simbolo del Partito della Libertà è stato immediatamente posto, sin dalla sua registrazione, nella esclusiva e totale disponibilità del presidente Berlusconi», ha affermato l'avvocato Niccolò Ghedini. «Tale iniziativa - spiega il parlamentare di Fi - è volta, nell'ambito della Casa delle Libertà, a recuperare l'area del non-voto, che in Italia raggiunge ormai quote pari a quasi il 20% dell'elettorato, e non certo a sostituirsi o a far concorrenza in maniera impropria ai partiti della coalizione».

L'ira della Lega. La nascita del Pdl scatena la protesta della Lega, da sempre contraria al partito unico. «Spero che la posizione di Berlusconi sia quella della smentita alla "Stampa". Questo nuovo contenitore del Pdl sembra fatto apposta per sostenere il referendum. Allora, se è così, verrebbe meno l'accordo con Umberto Bossi», ha detto oggi il leghista Roberto Calderoli, ribadendo che al Carroccio «non interessano partiti unici». «La nostra posizione è chiara. Noi siamo sempre stati, e lo saremo anche adesso, contrari al partito unitario del centrodestra. Se Fi e An vogliono, se lo facciano loro», aggiunge Calderoli.

Le critiche dell'Udc. Critico sul progetto anche Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc, «Ricucinando sempre gli stessi avanzi, non viene fuori una buona minestra...», dice con una battuta. Secondo l'esponente centrista bisogna «andare oltre l'Udc» e aprire le porte al popolo del "Family day". «Se vogliamo veramente innovare, dobbiamo dare spazio alle leve nuove, portare in politica forza nuova e attingerla dalla società civile», spiega Buttiglione all'Adnkronos. Il Partito della libertà non lo convince e aggiunge: se il Cavaliere lo fa, vuol dire anche che «l'esperienza di Fi entra in crisi», favorendo così il passaggio dalla nostra parte di tanti del movimento azzurro, soprattutto ex dc. Negativa anche la reazione del segretario Udc Lorenzo Cesa. Il partito delle Libertà «non è una cosa seria», è solo «un'operazione di marketing politico-elett****e» che a noi non interessa perché l'Udc punta al centro, ha commentato Cesa in un'intervista a "La Repubblica".

An possibilista. L'idea del nuovo partito che ha in mente l'ex premier piace invece ad An. «Berlusconi ha fatto bene a registrare il marchio del Pdl per evitare che lo facessero altri, estranei alla Cdl, prima di lui: è un primo piccolo passo verso il nostro obbiettivo che è la federazione del centrodestra», ha dichiarato Ignazio La Russa, capogruppo An alla Camera. «Berlusconi lancia sul mercato politico una soluzione capace di contrastare quanto accade a sinistra con il Pd. Del resto - aggiunge - da anni An punta a un partito unitario. È chiaro a tutti che questo obbiettivo non è possibile raggiungerlo ora. Per questo noi lavoriamo a fondo alle nostre iniziative identitarie, attenti a futuri momenti di sintesi».

La Russa propone di fare esordire il Partito delle libertà già alle prossime amministrative. «In quelle realtà dove è più facile fare accordi si può sperimentare questo nuovo logo». Il dirigente di An non condivide le critiche di Lorenzo Cesa: «Sbaglia a parlare così, negando l'importanza del marketing. In politica i simboli contano, e molto. Cesa lo sa bene, basta vedere come legittimamente difende lo Scudo crociato».

Formigoni: bene, ma Forza Italia resta forte. «Ben venga il partito delle Libertà, ma Fi è viva, resta forte e si consolida», ha detto Roberto Formigoni, presidente della regione Lombardia e uno dei candidati a raccogliere l'eredità di Berlusconi. «È un partito in più, ci sta», ha commentato invece il senatore azzurro, Marcello dell'Utri. Dell'Utri non vuole alzare polemiche contro l'ideatrice dei Circoli della libertà anche se in passato non ha sempre avuto parole di appoggio alla Brambilla. Però è sicuro che Forza Italia non sarà sostituita. «Non ci vedo nulla di male - ha aggiunto -. Questo è un partito in più. Se ne fanno da 0,02%. È un valore aggiunto quindi, non al posto di Forza Italia».

Adornato: il nome l'ho registrato anch'io. «Nella primavera del 2005, quando è cominciato il percorso costituente» del partito unico del centrodestra «ho registrato il marchio "Partito della liberta" di cui ero coordinatore, presso i competenti uffici italiani». E' quanto ha affermato Ferdinando Adornato, di Forza Italia.

www.ilmessaggero.it


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