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  #1  
Old 09-03-2007, 01:24 PM
cicciototti cicciototti is offline
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Default Asor Rosa: «Lavavetri? Il conformismo ha invaso la sinistra»

Alberto Asor Rosa, intellettuale dimissionario - «Intellettuali di sinistra? Mi pare che la categoria non esista più», scriveva sul Corriere di ieri - non ha dubbi: «Quella maggioranza silenziosa che abbiamo sempre contrastato sta diventando il punto di riferimento della politica culturale della sinistra riformista di questo Paese».
Asor Rosa, il professor Asor Rosa, è intervenuto in maniera diretta sulla questione lavavetri che si è scatenata in questi giorni. Lui, intellettuale della vecchia guardia, non si è tirato indietro ed ha liquidato come «indecente e cialtrona» l'ordinanza dell'ormai famigerato Cioni.
Ma dove nasce questa nuova attenzione dei sindaci di centrosinistra per il «decoro urbano» e per la sicurezza percepita - non certo quella reale - della «gente»? Asor Rosa una risposta ce l'ha: «Nel paese si è formata una cultura unica che prescinde dagli schieramenti». Una cultura che evidentemente ha fatto terra bruciata dei valori di provenienza e che «ha deciso di seguire gli umori più viscerali dei cittadini invece di orientarli».

Professore, la giunta di centrosinistra di Firenze emette un'ordinanza per far sparire dalle strade 50 lavavetri, e mezza Italia, invece di indignarsi, applaude. Applaude anche e soprattutto la classe dirigente del futuro piddì. Cosa è successo?
Io credo che nel paese si sta formando una cultura unica che prescinde dagli schieramenti di destra e di sinistra. Una cultura che fa appello ad alcuni disagi e resistenze ed a tutto ciò che può costituire un elemento di disturbo al quieto vivere. Una serie di elementi che invece di essere analizzati e trasformati in un minimo di programma razionale, sfociano in una manifestazione di protesta che scambia le cause con gli effetti e confonde le piccole questioni con le grandi.

Una cultura, a quanto pare, che è penetrata in molti settori del centrosinistra...
Certo, la cosa che preoccupa è data dal fatto che questa cultura non è più prerogativa esclusiva del centrodestra ma invade zone ampie di quella che una volta chiamavamo cultura di sinistra. Del resto la decisione della giunta di Firenze dice proprio questo: invece di contrastarla, questa sinistra recepisce e rilancia la grande cultura unica del conformismo.

Ma la politica, almeno quella di sinistra, non dovrebbe orientare invece di seguire gli umori più viscerali dei cittadini? Della "gente"?
Certo, nella tradizione della sinistra italiana, c'è sempre stata l'idea che le maggioranze silenziose non fossero il punto d'orientamento, il riferimento della politica culturale. Ora, invece, lo sono diventate. Invece di orientare e correggere ci si limita a seguire gli umori più viscerali dei cittadini. Ci si limita a tradurre in disposizione di legge il fastidio che può arrecare un lavavetri. E' una condotta suicida.

Questo per quanto riguarda i dirigenti. Forse, però, è cambiato anche il popolo della sinistra. Ricorderà la lettera del lettore di Repubblica che invocava il pugno duro contro i nomadi ed i migranti? Lui diceva di essere di sinistra...
Questa è la domanda del secolo. Inizierei col rispondere in modo affermativo: sì, anche il cosiddetto popolo della sinistra è cambiato. Le ragioni di questo cambiamento sono tante. Col venir meno delle grandi contrapposizioni ideologiche che, giuste o sbagliate che fossero, comportavano anche grandi scelte m****i, il quadro che abbiamo davanti si è disgregato.

Una sorta di "liberi tutti"...
In un certo senso sì. Voglio dire che questa disgregazione ha favorito la diffusione di elementi culturali che non sono propri della nostra tradizione. Però voglio dire che a sinistra non tutto è così. Esistono anche zone di resistenza culturale e partitica, ma in generale appare prevalente e molto forte l'ondata di conformismo.

E gli intellettuali in tutto questo? C'è stato un fuggi fuggi verso il "disimpegno"?
Io credo che molto dipenda dai politici. Per quanto riguarda la mia esperienza posso dire che il fenomeno di rigetto da parte dei politici nei confronti degli intellettuali è stato molto forte. Spesso vengono invocati in presenza di situazioni critiche come questa ma ignorati in tutte le altre situazioni. Una cosa però dovrebbero farla gli intellettuali: ripensare a cosa significa cultura di destra e cultura di sinistra. Da troppo tempo non è stato fatto seriamente né l'uno né l'altro ragionamento.

da Liberazione del 2/9/07


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  #2  
Old 09-03-2007, 01:53 PM
corso corso is offline
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gia' il fatto che uno si catechizzi "intellettuale di sinistra o di destra" mi lascia sconcertato e lancia forti dubbi su tale etichettatura. un intellettuale e' tale e basta. e non si deve autonominare. come dire sono un ecologista e per forza devo stare a sinistra. un ecologista e' tale e non appartiene ne' qui ne la'. e poi fanno benissimo a firenze a fermare i lavavetri. sono una violenza quotidiana e plurima contro i piu' indifesi. bravo domenici e bravo cioni.


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  #3  
Old 09-03-2007, 02:31 PM
cicciototti cicciototti is offline
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i lavavetri sono una violenza quotidiana e plurima contro i piu' indifesi.


troppe rizla eh corso?


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  #4  
Old 09-03-2007, 02:53 PM
corso corso is offline
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Originally Posted by cicciototti
troppe rizla eh corso?


la tua e' una risposta di destra perbenista per evitare il confronto. sappi che io sono un professionista stimato e di buon successo.


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  #5  
Old 09-03-2007, 03:21 PM
travis bickle travis bickle is offline
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la tua e' una risposta di destra perbenista per evitare il confronto. sappi che io sono un professionista stimato e di buon successo.



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  #6  
Old 09-03-2007, 03:22 PM
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Originally Posted by corso
la tua e' una risposta di destra perbenista per evitare il confronto. sappi che io sono un professionista stimato e di buon successo.


come dire "lei non sa chi sono io?"

se ti ho offeso mi scuso subito,
ma il tuo giudizio quotato nel post precedente mi pare (oltre che del tutto fuori luogo) soltanto uno slogan tipico della "destra perbenista" (tanto più che ti sei concentrato a screditare l'intellettuale piuttosto che affrontare l'argomento del post).
allora ti rispondo con l'opinione (che condivido pienamente) del sottosegretario allo sviluppo economico Alfonso Gianni (se avrai il tempo e la pazienza di leggerla):

"Quello che mi colpisce nel tormentone estivo sui lavavetri è la tendenza di fare di un problema reale solo cattiva ideologia, evitando di misurarsi con proposte di soluzione. Credo che dovremmo evitare sia logiche puramente negative e punitive, come quella che ispira l'ordinanza di Firenze, sia atteggiamenti fatalisti come se le cose si risolvessero da sé.
Mi pare evidente che siamo di fronte ad un fenomeno diffuso di economia informale fondato interamente sul lavoro umano, essendo i mezzi di produzione usati davvero minimi (una spazzola, una bottiglia di plastica, tracce di detersivo). Il resto è, come si diceva una volta, solo olio di gomito. Non si tratta quindi di un fenomeno di mendicanza e nessuno dovrebbe avere interesse a ridurlo tale. Su questo lavoro "nu.do" ci campano famiglie intere, in Europa (la Romania ne fa parte), non in luoghi sperduti. Se si seguisse la logica fiorentina queste famiglie non avrebbero da campare oppure gli attuali lavavetri verrebbero cacciati (o ricacciati) nell'economia criminale, così già fiorente nel nostro paese da non richiedere ulteriore impulso. D'altro canto la Carta dei principi di Nizza, stabilisce la possibilità di lavorare in qualunque paese dell'Unione europea per i suoi cittadini. E la nostra Costituzione dice ben di più, proclamando solennemente il diritto al lavoro, che nessuna ordinanza comunale può evidentemente vietare. Nello stesso tempo non possiamo parlare propriamente di lavoro sommerso: i lavavetri si vedono (secondo alcuni anche troppo) agli incroci delle strade di città, non sono cinesi che lavorano nei sottoscala.
Proporrei quindi di usare una logica opposta a quella del divieto e della punizione: quella della regolarizzazione. Perché non istituiamo un albo, sì quello dei lavavetri, cui possono iscriversi i singoli o gruppi riuniti in cooperative, che verrebbero quindi trattati alla stregua di lavoratori autonomi? Nello stesso tempo perché gli organi comunali non prevedono (anziché divieti) un sistema di regole semplici cui i lavavetri devono fare riferimento (dalla densità massima per incrocio al rigoroso rispetto della libera scelta dei cittadini al volante). Si potrebbe prevedere per loro un regime fiscale semplificato, basato su criteri minimi.
Per gli extracomunitari vi sarebbe il problema non piccolo del permesso di soggiorno. Ma anche questo non sarebbe insuperabile. Se si ritenesse troppo ardito dire - come invece a me pare giusto - che chiunque lavora sul nostro territorio nazionale per ciò stesso dovrebbe essere messo in condizione di potere emergere, con il necessario carico di diritti e di doveri che ne consegue, si potrebbe in ogni caso, nel quadro della nuova e speriamo prossima legislazione sulla immigrazione a partire dalla proposta Amato-Ferrero, fare ricorso ai poteri da conferire agli organi locali per velocizzare l'ottenimento di permessi di soggiorno di fronte all'emergere di un problema sociale. Perché proprio di questo si tratta, a meno che non si pensi che stiamo parlando di ordine pubblico".


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  #7  
Old 09-03-2007, 07:01 PM
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Originally Posted by cicciototti
come dire "lei non sa chi sono io?"

se ti ho offeso mi scuso subito,
ma il tuo giudizio quotato nel post precedente mi pare (oltre che del tutto fuori luogo) soltanto uno slogan tipico della "destra perbenista" (tanto più che ti sei concentrato a screditare l'intellettuale piuttosto che affrontare l'argomento del post).


io sono notoriamente, per chi mi conosce, un uomo della sinistra. sin dai tempi degli scioperi e delle manifestazioni di massa. ma contesto il termine intellettuale perche' coniato per misurare l'intellegenza. tale termine ' stato inventato come strumento di catalogo delle facolta' intellettive dell'individuo. poi c'e' stata una corsa da parte della politica (capitone i vantaggi) per accaparrarsi il nuovo termine e sfruttarlo a proprio favore. autodefinirsi "intellettuale di sinistra" mi fa venire il voltastomaco. e' arbitrario e presuntuoso. come dire che gli altri esponenti della sinistra sono stupidi. cioni, che ho la fortuna di conscere personalmente, e' una bravissima persona, che ha cuore la sua citta' e la sua gente. non fagiochi di nessun tipo e non cerca facile popolarita'. e' un gattuso della sinistra che cerca di fare le cose giuste per i suoi concittadini. quindi ripeto viva domenici e viva cioni.

http://lanazione.quotidiano.net/fir..._ giorni.shtml

Last edited by corso : 09-03-2007 at 09:58 PM.


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  #8  
Old 09-03-2007, 03:32 PM
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Originally Posted by corso
la tua e' una risposta di destra perbenista per evitare il confronto. sappi che io sono un professionista stimato e di buon successo.

anche io sono daccordo con te.
vedasi l'indulto: solo i mafioidi di alcune destre (e non) e gli intellettuali radical-chic (soprattutto rifondaroli) hanno rotto il pipillo per i "diritti umanitari" dei detenuti... quando qualcuno ha aperto bocca sui diritti delle vittime a vedere l'aguzzino punito e soprattutto i diritti di chi non viola le leggi ad avere il "premio" di una società non infestata dai "furbi" e dai "cattivi", gli stessi intellettuali "di professione" emettevano la loro fatwa di "borghesi e qualunquisti" contro costoro.
fatto sta che il 90% degli italiani erano "borghesi e qualunquisti" e, in democrazia, dovrebbe decidere chi è maggioranza, non il gran clan di cui sopra.
le città sono infestate di bimbe rom e invalidi rom(eni) che ti assaltano, da lavavetri multietnici, da venditori di merce delle mafie (borse/occhiali....), di "vuole mettere una firma contro la droga?" e scassacocchi similari.
che male c'è a non volerli tra le pal..pebre?
può mai essere di dx o di sx il volere campare senza parassiti?
asor rosa ha detto una catzata pazzesca: capita anche alle persone di cultura che, imborghesite dai diritti di autore sui carissimi libri scolastici, si può permettere la quotidiana brioche al posto del pane (di mariaantonettiana memoria).
questi "intellettuali arricchiti" sono come topi in fogne dorate: escono la sera dal loro rifugio solo per cibarsi di "salotti buoni", magari a pagamento, ma non sanno la vita quotidiana dei comuni mortali come sia fatta.
lo ha capito dario fo, quando è dovuto scendere dal suo trono per andare al funerale del consuocero, vigliaccamente ammazzato da una bestia delle tante che assaltano gli anziani per pochi spiccioli... re dario avrà gradito l'indulto di quel delinquente, così come sono usciti analoghi aggressori della gente "comune", la "maggioranza silenziosa" che asor rosa guarda con insolente sorrisetto nella sua esternazione?

basta. taccio
ABN
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  #9  
Old 09-03-2007, 03:39 PM
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ho letto l'intervento di questo sottosegretario ed inorridisco.
se di lavoro si tratta, oltre all'albo (che stron#ata!) costui deve pagare l'occupazione di suolo pubblico (notoriamente carissima), deve prevedere una sede fiscale, e, soprattutto, emettere regolare fattura/scontrino a fronte della prestazione fornita, detenerne regolare contabilità (con archiviazione decennale dei documenti fiscali) e pagarne le tasse.
se di lavoro si tratta il sottosegretario DOVREBBE sapere che le leggi italiane sono queste. se non le cita è perchè fa il fesso (o lo è) e piglia per il q-lo il lettore distratto della sua esternazione.
l'otto settembre (V-DAY) avrò un pensiero speciale anche per questo ennesimo imbelle...
__________________
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