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Malcom1875 01-02-2008 08:52 PM

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Originally Posted by romans
Stavo facendo una ricerca sui meravigliosi "Termovalorizzatori" che trovo questo articolo di Beppe Grillo sull'argomento che include molti riferimenti che conoscevo già ed altri ancora, quindi mi risparmia la fatica e lo adatto per l'occasione: :D

Malcom è un ragazzo simpatico ma non informato. E come farà allora a informarci? Lo informo io.

Oggi ho letto un suo post sugli inceneritori dove spiegava quanto sono belli, moderni, sicuri.

Silenzio sulle emissioni di nanopolveri killer da Pm 2.5 a Pm 0.1 che nessun filtro può fermare o sulle emissioni di diossine.
Silenzio sulle ricerche scientifiche che dimostrano come gli inceneritori di rifiuti siano dannosi alla salute umana e non siano una soluzione per i rifiuti e per l’energia.
Silenzio sulle città che hanno adottato la strategia 'Rifiuti Zero' e che puntano su tecniche alternative senza combustione come il Trattamento biologico, alla raccolta differenziata con il 'porta a porta' e alla riduzione a monte di rifiuti ed imballaggi.

Materiale per rinfrescare la memoria a Malcom:
- Articoli del dott.Stefano Montanari e della dott.sa Antonietta Gatti sui danni da nanoparticelle prodotti dagli inceneritori
- Documento ISDE- Medici per l'Ambiente Italia
- Rapporto dell'Associazione Britannica di Medicina Ecologica
- Articolo della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale
- Ricerca del dr. Micheal Ryan sui difetti alla nascita in Inghilterra dovuti agli inceneritori (1995-2002), dove si spiega che i danni alla salute emessi dalle polveri Pm 2.5 vengono registrati in un area di 20 miglia (32 chilometri) di distanza dai camini.
- Ricerca dellla dottoressa Patrizia Gentilini, oncologa ed ematologa di Forlì «Dove c'è un inceneritore aumenta il rischio di cancro» (aggiunta personale)
- Ricerca del prof. Annibale Biggeri dell'Università di Firenze sulla mortalità per linfomi non Hodgkin nei comuni della regione Toscana con inceneritori
- Articolo del professor Massimo Gulisano, ordinario dell' Università di Firenze sui danni biologici causati degli inceneritori
- Articolo sul tema nanoparticelle e inceneritori del prof. Ugo Bardi, del Dipartimento di Chimica dell'Università di Firenze
- Articolo sulle alternative reali agli inceneritori: il Trattamento meccanico biologico- a cura del prof. Federico Valerio, direttore del dipartimento di Chimica Ambientale dell' Istituto per la Ricerca sul Cancro di Genova
- Parere scientifico del prof. Lorenzo Tomatis, Ex Direttore Esecutivo dello IARC International Agency for Research on Cancer, del dr.Valerio Gennaro, Medico Epidemiologo presso l' Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova e del professor Paul Connet, della St. Lawrence University- New York, che è il massimo esperto americano delle strategie alternative agli inceneritori ed ideatore della politica "Rifiuti Zero"
- Servizio sulle alternative senza combustione esistenti o sulla Città di Buenos Aires che ha l'obiettivo di chiudere tutti gli inceneritori e riciclare tutti i rifiuti entro il 2020, o sulla Contea del Lancashire (1.2 milioni di abitanti) , in Inghilterra, che nel settembre 2005 ha rinunciato a costruire un mega-inceneritore puntando sul Trattamento meccanico biologico "a freddo" ritenuto anche da Greenpeace un metodo più rispettoso per ambiente e salute umana.
- Sempre più Province rinunciano a costruire inceneritori. Da ultime Savona, Alessandria e Novara :eek:, dove grazie al 'porta a porta', arrivato al 70% di raccolta differenziata, sono stati cancellati i progetti di un inceneritore e di una discarica.
- Documento firmato da 37 scienziati che chiedono alla Commissione Europea standard più stringenti (PM 2,5 su tutte) sull’emissione di nanoparticelle è stato inviato il 31 Ottobre 2005 dall “Institute for Risk Assessment” dell’università di Utrecht. (Agiunta personale)
Per finire la ciliegina sulla torta della trasmissione... un bel servizio sui sussidi statali agli inceneritori spacciati solo in Italia come 'fonti d'energia rinnovabile' e che paghiamo sulle bollette Enel.

Ma per evitare discorsi complicati ed invece ragionare "tra noi": se posso controllare solo i PM 2,5 (e sanzionare i PM10) e nulla che sta al di sotto, dovrei prendere in parola chi mi dice che "filtrano" tutto, ma vista la infinita maggiore pericolosità dei vari PM 1, 0,1 ecc... perchè non misurarli e considerarli (per quantità) come meriterebbero? Ma quando si ha gli occhi foderati di mortadella.... :rolleyes:

p.s. hai mai sentito parlare di di rifiuti dal nord scaricati in Campania? No, vero?

Quelle ricerche si riferiscono agli inceneritori calssici e non ai termovalorizzatori.
Lì vengono bruciate solo le scorie non riciclabili e meno tosiche. Sappi che non tutto è riciclabile.Le plastiche che emettono diossine non verrebbero bruciate e comunque la diossina è filtrabile.
Un termovalorizzatore rispetto ad un inceneritore classico emette solo l'1% di inquinanti!
Poi Grillo non è Dio, certo è meglio di Berlusconi ma anche lui a volte spara qualche boiata.
E chiaro infine che il termovalorizzatore implica la differianzata con il porta a porta e sarebbe auspicabile integrarlo con la riduzione alla fonte di rifiuti inquinanti ovvero producendo imballaggi ed incarti interamente riciclabili o biodegradabili.

ABNormal 01-02-2008 09:13 PM

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Originally Posted by Malcom1875
Quelle ricerche si riferiscono agli inceneritori calssici e non ai termovalorizzatori....
E chiaro infine che il termovalorizzatore implica la differianzata con il porta a porta e sarebbe auspicabile integrarlo con la riduzione alla fonte di rifiuti inquinanti ovvero producendo imballaggi ed incarti interamente riciclabili o biodegradabili.

permettimi.... chiacchiere.
cerca su wikipedia il Termovalorizzatore e verrai reindirizzato su "inceneritore".
leggi qui o qui tanto per fare un esempio. se hai dati tecnici sulle emissioni di diossine e polveri ultrafini dei T.V. postali.

inoltre non hai risposto al dato di cui più su: i "termovalorizzatori" che stanno realizzando NON sono in grado di usare, come combustibili, le "ecoballe" e quindi non potranno smaltire un grammo delle montagne accumulate. la domanda "a chi giova" un bruciatore di prodotti diversi da quelli che dovrebbe bruciare credo che sia lecita.
le scelte bassoliniane (e non solo sue) vedono tanti punti oscuri che solo la volontà di continuare a fare i soldi che prima ho elencato può giustificare. e per farli ancora domani basta solo stare fermi. una genialata. peccato che qui il tasso di tumori sia moltiplicato di molte volte rispetto al resto d'europa. purtroppo non a casa dei commissari (il suo quartiere di residenza è uno dei 3 che vengono puliti in tutta la provincia... combinazione).

romans 01-02-2008 09:43 PM

Quote:
Originally Posted by Malcom1875
Quelle ricerche si riferiscono agli inceneritori calssici e non ai termovalorizzatori.
Lì vengono bruciate solo le scorie non riciclabili e meno tosiche. Sappi che non tutto è riciclabile.Le plastiche che emettono diossine non verrebbero bruciate e comunque la diossina è filtrabile.
Un termovalorizzatore rispetto ad un inceneritore classico emette solo l'1% di inquinanti!
Poi Grillo non è Dio, certo è meglio di Berlusconi ma anche lui a volte spara qualche boiata.
E chiaro infine che il termovalorizzatore implica la differianzata con il porta a porta e sarebbe auspicabile integrarlo con la riduzione alla fonte di rifiuti inquinanti ovvero producendo imballaggi ed incarti interamente riciclabili o biodegradabili.


Intanto dove sono i link malcom, poi i "temovalorizzatori" bruciano a temperatura più alte e a parità di materiale bruciato, più elevata è la temperatura alla quale un processo di combustione avviene, minore è la dimensione delle particelle che ne derivano. Ciò che non sarebbe tossico lo diventa in maniera impressionante.

"Al momento attuale, la legge prescrive che l’inquinamento particolato dell’aria sia valutato determinando la concentrazione di particelle che abbiano un diametro aerodinamico medio di 10 micron - le ormai famose PM10 - e prescrive che la valutazione avvenga per massa. Nulla si dice ancora, invece, a proposito delle polveri più sottili: le PM2,5 (cioè particelle con un diametro aerodinamico medio di 2,5 micron) o non si decide nulla in base ad esse, le PM1 (diametro da 1 micron) e le PM0,1 (diametro da 0,1 micron). Sono proprio quelle le polveri realmente patogene, con una patogenicità che cresce in modo quasi esponenziale con il diminuire del diametro. E per avere un’idea degli effetti sulla salute di queste poveri occorre che le particelle siano non pesate ma classificate per dimensione e contate. Dal punto di vista pratico, la massa di una particella da 10 micron corrisponde a quella di 64 particelle da 2,5 micron, oppure di 1.000 da un micron, oppure, ancora, a quella di 1.000.000 di particelle da 0,1 micron. Perciò, valutare il particolato in massa e non per numero e dimensione delle particelle non dà indicazioni utili dal punto di vista sanitario e può, anzi, essere fuorviante."

"Malauguratamente, non esiste alcun tipo di filtro industriale capace di bloccare il particolato da 2,5 micron o inferiore a questo, ma, dal punto di vista dei calcoli che si fanno in base alle leggi vigenti, questo ha ben poca importanza: il “termovalorizzatore” produce pochissimo PM10 (peraltro, la legge sugl’inceneritori prescrive ancora la ricerca delle cosiddette polveri totali ed è, perciò, ancora più arretrata) e la quantità enorme di altro particolato non rientra nelle valutazioni. Ragion per cui, a norma di legge l’aria è pulita. Ancora malauguratamente, tuttavia, l’organismo non si cura delle leggi e le patologie da polveri sottili (le PM10 sono tecnicamente polveri grossolane), un tempo ignorate ma ora sempre più conosciute, sono in costante aumento. Tra queste, le malformazioni fetali e i tumori infantili" ...e il motivo delle conseguenze della sublimazione causata dai proiettili con l'uranio impoverito. Capisci quel presunto 1% cosa sarebbe?

E prendere in considerazione ad esempio il trattamento meccanico biologico "a freddo" non ti sorvola minimamente, almeno finchè non lo ordina Papà Cialtroni.

ABNormal 01-03-2008 02:30 PM

continuo qui la raccolta di fonti giornalistiche

Malcom1875 01-03-2008 08:21 PM

Sul PM10 correggo Romans...la legge parla di tutte le polveri inferiori a 10 micron quindi anche i PM2.5!!!

Ricerche scientifiche dimostrano che le micropolveri presenti nella'aria sono in buna parte naturali e non solo deribate da combustioni.
Sui termovalorizzatori vado a caccia di dati e ve li porto!
NOn mi sembra che esistano scelte Bassolinaine oggi applicate in campania. Quei 3 quertieri che vengono puliti sono quelli dove abitano i benestanti che magari rispettano anche di più la differenziata invece di continuare a fare la clasica borsa della munnezza in barba alle leggi!
Quante alle Ecoballe sono eco perchè riciclabili o altamante biodegradabili quindi col termovalorizzatore onon c'entrano una pera.
Oggi la TG si diceva ch leragioni con più termovalorrizzatori sono quelle dove la raccolta differenziata va meglio.
Wikipedia non è il vangelo,chiunque può aggiornarla anche un pollo!

romans 01-03-2008 09:07 PM

Quote:
Originally Posted by Malcom1875
Sul PM10 correggo Romans...la legge parla di tutte le polveri inferiori a 10 micron quindi anche i PM2.5!!!


Ma leggi quello che scrivo?

""Al momento attuale, la legge prescrive che l’inquinamento particolato dell’aria sia valutato determinando la concentrazione di particelle che abbiano un diametro aerodinamico medio di 10 micron - le ormai famose PM10 - e prescrive che la valutazione avvenga per massa. Nulla si dice ancora, invece, a proposito delle polveri più sottili: le PM2,5 (cioè particelle con un diametro aerodinamico medio di 2,5 micron) o non si decide nulla in base ad esse, le PM1 (diametro da 1 micron) e le PM0,1 (diametro da 0,1 micron). Sono proprio quelle le polveri realmente patogene, con una patogenicità che cresce in modo quasi esponenziale con il diminuire del diametro. E per avere un’idea degli effetti sulla salute di queste poveri occorre che le particelle siano non pesate ma classificate per dimensione e contate. Dal punto di vista pratico, la massa di una particella da 10 micron corrisponde a quella di 64 particelle da 2,5 micron, oppure di 1.000 da un micron, oppure, ancora, a quella di 1.000.000 di particelle da 0,1 micron. Perciò, valutare il particolato in massa e non per numero e dimensione delle particelle non dà indicazioni utili dal punto di vista sanitario e può, anzi, essere fuorviante." (il corsivo è mio).

Cioè:

"Che le polveri sottili, ovvero di diametro inferiore ai 10 millesimi di millimetro (PM10), fossero dannose, è noto da lungo tempo. Tuttavia, le norme esistenti si limitavano a stabilire dei limiti alla quantità emessa al di sotto di queste dimensioni. Viceversa, gli ultimi dati indicano che particelle molto piccole (“ultrafini” o “ultrasottili”) ovvero di dimensioni inferiori ai 2.5 millesimi (PM2.5) o anche più piccole, potrebbero essere molto più dannose per la salute di quanto non si ritenesse fino a poco tempo fa. In altre parole, non basta dare dei limiti al peso totale delle particelle emesse, ma bisogna limitarne il numero. La consapevolezza della gravità del problema sta soltanto oggi cominciando a diffondersi. In Italia, il dibattito ha avuto origine in gran parte dal lavoro di due ricercatori modenesi: Antonietta Gatti e suo marito, Stefano Montanari."

Quote:
Originally Posted by Malcom1875
Ricerche scientifiche dimostrano che le micropolveri presenti nella'aria sono in buna parte naturali e non solo deribate da combustioni.


Continuo a non vedere nessun riferimento.

"Se è vero che la natura è una produttrice di queste polveri, e i vulcani ne sono un esempio, è pure vero che le polveri di origine naturale costituiscono una frazione minoritaria del totale che oggi si trova sia in atmosfera (atmosfera significa ciò che respiriamo) sia depositato al suolo, ed è pure vero che la loro granulometria media è, tutto sommato, relativamente grossolana. È l’uomo il grande produttore di particolato, soprattutto quello più fine."

Quote:
Originally Posted by Malcom1875
Sui termovalorizzatori vado a caccia di dati e ve li porto!


Ma come tutto sto dire e i dati devi andarli a cercare? :confused:

Malcom1875 01-06-2008 07:12 PM

Fino a do ra ho beccato solo wikipedia che lo stesso link che dice te. Li si parla di filtri per i PM 2.5 in fase di studio. NOn dice che i termovalorizzatori emettono PM 0.1 o simili.
Oer quabto riguarda le diossine e fumeri dice che si usano i carboni attivi e il lavaggio de fumi con oli speciali. La si abbatte del 40%-60% e più.
Sugli NOx la cosa è ancora più facile, si aggiunge ammonia e si trasformano acquoa + Azoto libero (innoquo in quanto gas nobile).
Inoltr per evitare di produrre ecessivo inquinamanto la combustione avviene a temperatura controllata di 850°C
Il termine termovalorizzatore deriva dal fatto che produce riscaldamanto per le case ma può essere adattata anche come centrale termo-elettrica.
Sono ancora in cerca di notizia ma come ben sai Google e Co. ti spiattelano solo i siti che acquistano traffico internet quindi il 90% delle informazini presenti sul web resta celata!
Le ecoballe vanno smontate e riciclate per la parte riciclabile e bruciata la parte bruciabile.
Oggi per legge nei termovalorizzatori si possono bruciare solo i RSU non ricliclabili e a basso o senza contenuto di diossine ed altre tossicità . Esiste una tabella della UE quando la trovo la posto.

romans 01-06-2008 11:43 PM

Quote:
Originally Posted by Malcom1875
Fino a do ra ho beccato solo wikipedia che lo stesso link che dice te. Li si parla di filtri per i PM 2.5 in fase di studio. NOn dice che i termovalorizzatori emettono PM 0.1 o simili.
Oer quabto riguarda le diossine e fumeri dice che si usano i carboni attivi e il lavaggio de fumi con oli speciali. La si abbatte del 40%-60% e più.
Sugli NOx la cosa è ancora più facile, si aggiunge ammonia e si trasformano acquoa + Azoto libero (innoquo in quanto gas nobile).
Inoltr per evitare di produrre ecessivo inquinamanto la combustione avviene a temperatura controllata di 850°C
Il termine termovalorizzatore deriva dal fatto che produce riscaldamanto per le case ma può essere adattata anche come centrale termo-elettrica.
Sono ancora in cerca di notizia ma come ben sai Google e Co. ti spiattelano solo i siti che acquistano traffico internet quindi il 90% delle informazini presenti sul web resta celata!
Le ecoballe vanno smontate e riciclate per la parte riciclabile e bruciata la parte bruciabile.
Oggi per legge nei termovalorizzatori si possono bruciare solo i RSU non ricliclabili e a basso o senza contenuto di diossine ed altre tossicità . Esiste una tabella della UE quando la trovo la posto.


Innanzitutto nessuno ha fatto riferimento a wikipedia, se non ABN ma solo per dirti che se inserisci la parola chiave termovalorizzatore ti rimanda direttamente a inceneritore e soprattutto dopo che dici: " Wikipedia non è il vangelo,chiunque può aggiornarla anche un pollo!" non puoi metterti a citarla, non sei credibile malcom.

Poi ti ripeto, dopo tanto parlare non puoi dire: "Sono ancora in cerca di notizia..." ma da buon politico che vorresti diventare sei impeccabile, mi sembri Bassolino nell'intervista di report.

...e sempre da buon politico hai ignorato i veri link di ABN su sti termovalorizzatori qui e qui per non parlare del trattamento biologico a freddo... e senza contare che per te il cittadino indifeso "deve" denunciare i Camorristi, mentre un politico per "paura" della camorra non può fare molto, poverino, può solo prendesi i soldi e non le responsabilità per cui questi soldi glieli danno. Ancor meno dimettersi, per carità, per il bene dei cittadini si intende.

Comunque vediamo il "pollo" cosa dice.

(In ordine sparso riguardo a ciò che hai detto tu in quest'ultimo post, così, i tasselli trovi tu dove metterli.)

Quote:
Sistemi di filtraggio:

"Tuttavia l'aumento delle temperature, se da un lato riduce la produzione di certi inquinanti (per es. diossine), dall'altra aumenta la produzione di ossidi di azoto e soprattutto di particolato il quale quanto più è fine, tanto più difficile è da intercettare anche per i più moderni filtri, per cui si deve trovare un compromesso :eek: , considerato anche che il metano usato comunque ha un costo notevole. Per questi motivi talvolta gli impianti prevedono postcombustori a metano e/o catalizzatori che funzionano a temperature inferiori ai 900 °C."

Abbattimento dei microinquinanti:

"Altri sistemi sono stati messi a punto per l'abbattimento dei microinquinanti come metalli pesanti (mercurio, cadmio ecc) e diossine.

Riguardo ai primi, presenti sia in fase solida che di vapore, la maggior parte di essi viene fatta condensare nel sistema di controllo delle emissioni e si concentra nel cosiddetto "particolato fine" (ceneri volanti). Il loro abbattimento è poi affidato all'efficienza del depolveratore che arriva a garantire una rimozione superiore al 99% delle PM10 prodotte, ma nulla può contro il PM2,5 ( che come ricordavi tu, si intende al di sotto di) e le nanopolveri. Per tale motivo le polveri emesse sono considerate particolarmente nocive."

Diossine e furani:

"Gli impianti tecnologicamente più avanzati presentano un elevato grado di efficienza tale da contenere le emissioni a livelli significativamente inferiori al limite di legge (che quindi andrebbe coerentemente rivisto) ma bisogna considerare che la legge impone solo delle misurazioni periodiche e non continue sulla produzione di diossina, e che solo in pochissimi impianti italiani è tenuta sotto costante controllo. Inoltre, le misurazioni, necessarie solo ad assicurare il rispetto della legge, spesso non sono precise e non servono a conoscere l'effettiva emissione in atmosfera. Ad esempio, in inceneritori come quello di Brescia la concentrazione di diossina nei fumi può essere abbastanza bassa da risultare non rilevabile dagli strumenti adottati (a Brescia la soglia di misurabilità è di 0,04 ng/m3 di fumi, ovvero circa 240 ng/t di rifiuti). Quindi, se la concentrazione fosse di poco inferiore a tale soglia (e dunque non rilevata dagli strumenti), data un'emissione di 5 000 000 m3 di fumi al giorno, la produzione di diossina sarebbe di 200 000 ng/giorno, cioè la massima dose giornaliera tollerabile (0,15 nanogrammi) per oltre 1,3 milioni di persone, ma non verrebbe rilevata."

Studi epidemiologici:

"In Italia, negli anni 2001-2004, è stato commissionato dal Ministro dell'Ambiente Altero Matteoli uno studio sulla Sostenibilità ambientale della termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani, svolto dal dipartimento di Fisica tecnica dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e dal dipartimento di ingegneria impiantistica dell'Università di Perugia. Secondo i resoconti della Commissione Ambiente e Territorio dell'epoca«la tecnologia di termovalorizzazione è ormai affidabile e sostenibile, [...] Inoltre, quando gli impianti sono a norma, i rischi di insorgenze di malattie tumorali nella popolazione sono stati abbattuti drasticamente. [...] i rischi di carattere sanitario connessi alla realizzazione di termovalorizzatori di ultima generazione sono assolutamente trascurabili». Tale studio è stato criticato sia in Commissione, sia da soggetti esterni che hanno rilevato come esso trascuri completamente le problematiche ambientali e non specifichi quali siano i parametri e indicatori di tale compatibilità ambientale degli impianti di termovalorizzazione."

Emissione in atmosfera e nelle acque:

"Tuttavia, questa è una indicazione solo quantitativa: molto importante è anche l'aspetto qualitativo cioè la finezza delle polveri emesse (PM10, PM2,5 ecc.). In genere più sono alte le temperature di combustione e più aumenta la finezza delle polveri. Tali polveri sottili sono nocive a causa delle loro piccole dimensioni e del fatto che con sé trasportano, tramite fenomeni chimico-fisici quali l'adsorbimento, materiali tossici e nocivi residui della combustione, come idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, metalli pesanti e diossine, pericolosi perché persistenti e accumulabili negli organismi viventi."

"Infatti, la legge italiana e le norme europee pongono limiti di qualità dell'ariad'aria). Purtroppo i limiti relativi alle emissioni degli inceneritori (e degli altri impianti industriali) non considerano la finezza delle polveri, ma solo il peso totale di 10 milligrammi/m3 (millesimi di grammo al metrocubo di fumi). Ad oggi, l'unico ambito in cui i limiti di emissione sono imposti sul PM10 è quello dei veicoli (si vedano le norme Euro3 ed Euro4)."

Abbattimento delle polveri:

"In ogni caso, le polveri trattenute devono essere smaltite in discariche per rifiuti speciali pericolosi: in taluni casi vengono smaltite all'estero (in Germania le miniere di salgemma vengono usate per questo oltre che per i rifiuti radioattivi)." (è necessario ricordare la cosiddetta legge di Lavoisier o della conservazione della massa. Questa recita che in una reazione chimica la massa delle sostanze reagenti è uguale alla massa dei prodotti di reazione. Il che significa che, secondo le leggi che regolano l’universo, noi riusciamo solo a trasformare le sostanze, ma non ad annullarne la massa.)

Studi epidemiologici:

"In Italia, negli anni 2001-2004, è stato commissionato dal Ministro dell'Ambiente Altero Matteoli uno studio sulla Sostenibilità ambientale della termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani, svolto dal dipartimento di Fisica tecnica dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e dal dipartimento di ingegneria impiantistica dell'Università di Perugia. Secondo i resoconti della Commissione Ambiente e Territorio dell'epoca «la tecnologia di termovalorizzazione è ormai affidabile e sostenibile, [...] Inoltre, quando gli impianti sono a norma, i rischi di insorgenze di malattie tumorali nella popolazione sono stati abbattuti drasticamente. [...] i rischi di carattere sanitario connessi alla realizzazione di termovalorizzatori di ultima generazione sono assolutamente trascurabili». Tale studio è stato criticato sia in Commissione, sia da soggetti esterni che hanno rilevato come esso trascuri completamente le problematiche ambientali e non specifichi quali siano i parametri e indicatori di tale compatibilità ambientale degli impianti di termovalorizzazione." solamente riferiti al PM10 (polveri di diametro inf
eriore a 10000 nanometri cioè 10 micrometri), quantificando il limite medio massimo di tali polveri sottili nell'aria in 50 microgrammi/m³ (milionesimi di grammo per metrocubo


Questo ultimo punto è il sunto di tutto il discorso, cioè nessuno vuole rifiutare nulla a priori e se esistonono soluzioni valide sono bene accette, qualunque esse siano, ma il tutto va visto a 360°, cioè deve tener conto, nelle dovute proporzioni di più fattori: ambientale, economico, qualità della vita ecc. e questo vale per tutti i discorsi non solo questo come riassume ciò che è scritto in un link che ABN riportava:

"La termovalorizzazione per assolvere al suo compito in maniera ottimale dovrebbe non precedere bensì seguire un processo accurato di raccolta differenziata...

...E' necessario inoltre sempre procedere ad un attento esame dell'impatto sull'ambiente specifico a cui il termovalorizzatore è destinato e sulla salute dei cittadini, come dovrebbe avvenire per qualsiasi scelta di ordine pubblico. L'ubicazione degli impianti non è un problema di secondaria importanza. Prioritarie sono trasparenza e concertazione delle scelte con i cittadini del luogo. Solo in questo modo potrà avviarsi una concreta collaborazione tra cittadini e amministrazioni nella complessa gestione del sistema rifiuti."...valutando, ti ricordo, anche altre alternative.

Ma se metti insieme tutti i pezzi del puzzle ci vuol poco a capire il fine, lo scopo, di tutta questa bruttissima storia e quindi il problema.


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