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Old 01-11-2007, 11:46 PM
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Quello che segue, è un racconto. Chi l'ha scritto è il fondatore di Apple,
personalità controversa e creativa, ma anche un vincente, in un modo,
leggendolo lo scoprirete, assai sottile. Che si possa dire lo stesso di tutti noi.
***

Voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di
eccezionale: solo tre storie. La prima storia è su una cosa che io chiamo
'unire i puntini' di una vita. Quand'ero ragazzo, ho abbandonato
l'università, il Reed College, dopo il primo semestre. Ho continuato a
seguire alcuni corsi informalmente per un altro anno e mezzo, poi me ne sono
andato del tutto. Perché l'ho fatto? è iniziato tutto prima che nascessi. La
mia mamma biologica era una giovane studentessa universitaria non sposata e
quando rimase incinta decise di darmi in adozione. Voleva assolutamente che
io fossi adottato da una coppia di laureati, e fece in modo che tutto fosse
organizzato per farmi adottare sin dalla nascita da un avvocato e sua
moglie. Però, quando arrivai io, questa coppia - all'ultimo minuto - disse
che voleva adottare una femmina. Così, quelli che poi sarebbero diventati i
miei genitori adottivi, e che erano al secondo posto nella lista d'attesa,
ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte che gli diceva: "C'è un
bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete?". Loro risposero:
"Certamente!". Più tardi la mia mamma biologica scoprì che questa coppia non
era laureata: la donna non aveva mai finito il college e l'uomo non si era
nemmeno diplomato al liceo. Allora la mia mamma biologica si rifiutò di
firmare le ultime carte per l'adozione. Poi accettò di farlo, mesi dopo,
solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io
sarei andato al college. Questo è stato l'inizio della mia vita.

Così, come stabilito, parecchi anni dopo, nel 1972, andai al college. Ma
ingenuamente ne scelsi uno troppo costoso, e tutti i risparmi dei miei
genitori finirono per pagarmi l'ammissione e i corsi. Dopo sei mesi non
riuscivo a trovarci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che
avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse
aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, che spendevo tutti quei soldi che i miei
genitori avevano messo da parte lavorando per tutta una vita.


Così decisi di mollare e di avere fiducia, che tutto sarebbe andato bene lo
stesso.

Era molto difficile all'epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata
una delle migliori decisioni che abbia mai preso in vita mia.

Nel momento in cui abbandonai il college, smisi di seguire i corsi che non
mi interessavano e cominciai invece a entrare nelle classi che trovavo più
interessanti.

Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel
dormitorio, ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei
amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore le bottiglie di Coca-Cola
vuote per avere i cinque centesimi di deposito e potermi comprare da
mangiare. Una volta la settimana, alla domenica sera, camminavo per sette
miglia attraverso la città per avere finalmente un buon pasto al tempio
degli Hare Krishna: l'unico della settimana. Ma tutto quel che ho trovato
seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza
prezzo, dopo. Vi faccio subito un esempio.

Il Reed College all'epoca offriva probabilmente i migliori corsi di
calligrafia del Paese. In tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni
cartello era scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo
mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia
per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai i caratteri con e senza le
'grazie', capii la differenza tra gli spazi che dividono le differenti
combinazioni di lettere, compresi che cosa rende grande una stampa
tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in
grado di offrire, perché era bello, ma anche artistico, storico, e io ne fui
assolutamente affascinato.

Nessuna di queste cose, però, aveva alcuna speranza di trovare
un'applicazione pratica nella mia vita. Ma poi, dieci anni dopo, quando ci
trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo
utilizzammo per il Mac. è stato il primo computer dotato di capacità
tipografiche evolute. Se non avessi lasciato i corsi ufficiali e non avessi
poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai
avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o spaziati in maniera
proporzionale. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci
sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi
mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di
calligrafia e i personal computer potrebbero non avere quelle stupende
capacità di tipografia che invece hanno. Certamente, all'epoca in cui ero al
college era impossibile per me 'unire i puntini' guardando il futuro. Ma è
diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare
all'indietro.

Insomma, non è possibile 'unire i puntini' guardando avanti; si può unirli
solo dopo, guardandoci all'indietro. Così, bisogna aver sempre fiducia che
in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Bisogna credere in
qualcosa: il nostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa.
Perché credere che alla fine i puntini si uniranno ci darà la fiducia
necessaria per seguire il nostro cuore anche quando questo ci porterà
lontano dalle strade più sicure e scontate, e farà la differenza nella
nostra vita. Questo approccio non mi ha mai lasciato a piedi e, invece, ha
sempre fatto la differenza nella mia vita.

La mia seconda storia è a proposito dell'amore e della perdita

Io sono stato fortunato: ho scoperto molto presto che cosa amo fare nella
mia vita. Steve Wozniak e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei
miei genitori quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in
dieci anni Apple è diventata - da quell'aziendina con due ragazzi in un
garage che era all'inizio - una compagnia da 2 miliardi di dollari con oltre
4 mila dipendenti.

Nel 1985 - io avevo appena compiuto 30 anni e da pochi mesi avevamo
realizzato la nostra migliore creazione, il Macintosh - sono stato
licenziato.

Come si fa a venir licenziati dall'azienda che hai creato? Beh, quando Apple
era cresciuta, avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e
capacità per guidare l'azienda insieme a me, e per il primo anno le cose
erano andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno
cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo
successe, il consiglio di amministrazione si schierò dalla sua parte.
Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato
il principale scopo della mia vita adulta era saltato e io ero completamente
devastato.

Per alcuni mesi non ho saputo davvero cosa fare. Mi sentivo come se avessi
tradito la generazione di imprenditori prima di me; come se avessi lasciato
cadere la fiaccola che mi era stata passata. Era stato un fallimento
pubblico e io presi anche in considerazione l'ipotesi di scappare via dalla
Silicon Valley.

Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che
avevo fatto. L'evolvere degli eventi con Apple non aveva cambiato di un bit
questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo
decisi di ricominciare da capo.

Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple
era stata la miglior cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del
successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un
debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti,
consentendomi di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.

Durante i cinque anni successivi fondai un'azienda chiamata NeXT e poi
un'altra chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che
sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il
primo film in animazione digitale, 'Toy Story', e adesso è lo studio di
animazione di maggior successo al mondo. In un significativo susseguirsi
degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono tornato ad Apple e la
tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell'attuale rinascimento di
Apple. Mia moglie Laurene e io abbiamo una splendida famiglia. Sono sicuro
che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da
Apple. è stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per
il paziente.

Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non bisogna
perdere la fede, però. Sono convinto che l'unica cosa che mi ha trattenuto
dal mollare tutto sia stato l'amore per quello che ho fatto. Bisogna trovare
quel che amiamo. E questo vale sia per il nostro lavoro che per i nostri
affetti. Il nostro lavoro riempirà una buona parte della nostra vita, e
l'unico modo per essere realmente soddisfatti è di fare quello che riteniamo
essere un buon lavoro. E l'unico modo per fare un buon lavoro è amare quello
che facciamo. Chi ancora non l'ha trovato, deve continuare a cercare. Non
accontentarsi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo
troverete. E, come in tutte le grandi storie d'amore, diventerà sempre
migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, bisogna continuare a
cercare sino a che non lo si è trovato. Senza accontentarsi.

La terza storia è a proposito della morte.

Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: "Se
vivrai ogni giorno come se fosse l'ultimo, un giorno avrai sicuramente
ragione". Mi colpì molto e da allora, negli ultimi 33 anni, mi sono guardato
ogni mattina allo specchio chiedendomi: "Se oggi fosse l'ultimo giorno della
mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?". E ogni qualvolta la
risposta è no per troppi giorni di fila, capisco che c'è qualcosa che deve
essere cambiato.

Ricordarmi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai
incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le
cose - tutte le aspettative di eternità, tutto l'orgoglio, tutti i timori di
essere imbarazzati o di fallire - semplicemente svaniscono di fronte
all'idea della morte, lasciando solo quello che c'è di realmente importante.
Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare
di cadere nella trappola di chi pensa che abbiamo sempre qualcosa da
perdere. Siamo già nudi. Non c'è ragione, quindi, per non seguire il nostro
cuore.

Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la Tac
alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore
nel mio pancreas. Prima non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I
dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di
tipo incurabile, che sarei morto entro i prossimi tre, al massimo sei mesi.
Quindi sarebbe stato meglio se avessi messo ordine nei miei affari (che è il
codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa
prepararsi a dire ai tuoi figli in pochi mesi tutto quello che pensavi di
poter dire loro in dieci anni. Questo significa essere sicuri che tutto sia
stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il più semplice
possibile. Questo significa prepararsi a dire i tuoi addio.

Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi
è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell'analisi effettuata infilando
un endoscopio giù per la mia gola, attraverso lo stomaco sino agli
intestini, per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule
del mio tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie - che era là - mi ha detto
che quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno
cominciato a gridare, perché è saltato fuori che si trattava di un cancro al
pancreas molto raro e curabile con un intervento chirurgico. Ho fatto
l'intervento chirurgico e adesso, per fortuna, sto bene.

Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che
sia anche l'unica per qualche decennio. Essendoci passato attraverso, adesso
posso parlarvi con un po' più di cognizione di causa di quando la morte per
me era solo un concetto astratto

Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso, in
realtà non vogliono morire per andarci. Ma la morte è la destinazione ultima
che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve
essere, perché la morte è con tutta probabilità la più grande invenzione
della vita. è l'agente di cambiamento della vita. Spazza via il vecchio per
far posto al nuovo.

Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita
di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire
vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che
il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa
più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro
cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo
realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

Quando ero un ragazzo, c'era un giornale incredibile che si chiamava 'The
Whole Earth Catalog', praticamente una delle bibbie della mia generazione. è
stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e
Stewart ci aveva messo dentro tutto il suo tocco poetico. è stato alla fine
degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing,
quando tutto era fatto con macchine per scrivere, forbici e foto Polaroid. è
stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che
ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti
chiari e fantastiche nozioni.

Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di 'The Whole Earth
Catalog' e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono
l'ultimo numero. Era più o meno la metà degli anni Settanta. Nell'ultima
pagina di quel numero finale c'era la fotografia di una strada di campagna
di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l'autostop
se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c'erano le parole:
'Stay Hungry. Stay Foolish', siate affamati, siate folli. Era il loro
messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish: io me lo sono sempre augurato
per me stesso. E adesso lo auguro a voi. Stay Hungry. Stay Foolish.

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  #2  
Old 01-11-2007, 11:49 PM
sefirothmorpheus sefirothmorpheus is offline
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  #3  
Old 01-12-2007, 12:24 AM
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ho visto il video appena messo in home page un po' di giorni fa, bel discorso
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  #4  
Old 07-13-2007, 11:32 PM
yatta yatta is offline
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Io è la prima volta che lo leggo ... dire che mi ha colpito è dire niente ... quante verità ... quanta realtà nelle sue parole ... parole che fanno riflettere ... sono contenta di averle lette ... non si finisce mai di imparare ... ciao


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