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La web tv corre verso la maturitàLa web tv corre verso la maturità
di Giulio Boresa Film e show via Internet, di importanti etichette o creati dagli utenti: il fenomeno della web tv ha fatto passi avanti a marzo, d'un colpo, dopo mesi di silenzio. Le novità arrivano da Hulu.com, Joost, B.abelgum e da attori meno conosciuti, come Justin.tv e Kyte.tv. Hulu ha aperto la settimana scorsa, uscendo dalla beta. È un sito anti-iTunes e promosso da grandi nomi del mercato tradizionale: Nbc e News Corporation. Ha film e serial tv gratuite (il modello è finanziato dalla pubblicità), dal catalogo dei due giganti e- a regime- di una ventina di altri partner, come Warner Bros e Liongate. Ad oggi il numero di video è limitato ed è concesso il solo streaming. B.abelgum e Joost, nel frattempo, hanno meglio separato le proprie strade. La prima è diretta, senza dubbio, verso una nicchia di utenti. La seconda è più mainstream. Joost ha infatti annunciato i primi contenuti in diretta (si affiancano a quelli on demand), un po' come farà YouTube entro fine 2008. Ci saranno anche eventi di interesse per il grande pubblico, quindi, a partire dal basket Ncaa (dei college). La diretta è un azzardo, sulla piattaforma peer to peer best effort di Joost. È la stessa Joost ad avvisare gli utenti: se non vogliono di rischiare di perdere secondi importanti di una partita, a causa di rallentamenti della connessione, devono usare una tv tradizionale. È chiaro che è un esperimento. Forse solo negli anni prossimi il normale pubblico di casa avrà una connessione che, anche in best effort e senza quality of service centralizzata, potrà offrire eventi in diretta via web senza difetti di ricezione. Sarebbero auspicabili, a scopo di qos, accordi futuri tra provider e piattaforme come Joost. B.abelgum entra invece in una fase avanzata del concorso di corti online (quella del giudizio della giuria) e inventa il digital media studio, finanziato da 10 milioni di euro. B.abelgum diventa cioè una casa di produzione di brevi contenuti video destinati a Internet; non si limita più a ricevere video prodotti da terzi (etichette indipendenti o utenti certificati da B.abelgum). Alternative sono esplorate da Justin.tv e Kyte.tv. Il primo, che è uno degli iniziatori del fenomeno del life streaming (offerto anche da Ustream, Mogulus e altri), ha fatto un accordo con Qix per permettere il live mobile streaming. Cioè consente agli utenti di inviare video in diretta, ripresi dal cellulare. La tv via cellulare è stata uno dei pallini di Kyte.tv, fin dall'inizio; adesso ha annunciato che diventerà una piattaforma di media, per canali di video in broadcast. Tutti la possono usare, ma è un'idea rivolta soprattutto alle grandi major (Kyte dice di essersi accordato con quattro importanti etichette musicali). La web tv va avanti così, con un misto di interesse per la nicchia e la coda lunga, e la voglia di offrire anche contenuti adatti al grande pubblico. Fonte
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