METROPOLIS - Streaming



Metropolis

2 h 25 minDramma, Fantascienza
Overview

Nel 2026 in una megalopoli a due livelli gli operai che lavorano come schiavi nei sotterranei sono incitati alla rivolta da un robot femmineo che riproduce le fattezze di una di loro, la mite e pia Maria. L'ha costruito uno scienziato al servizio dei padroni che vuole vendicarsi del potente John Fredersen, dominatore della città. La rivolta provoca un'inondazione che colpisce i quartieri operai finché, sollecitato da Maria, Freder, figlio di Fredersen, fa da mediatore tra padroni e operai. È nato un nuovo patto sociale. Realizzato nel 1926 a costi così alti che rischiarono di far fallire la UFA, fu proiettato a Berlino il 10-1-1927. Ne esistono varie copie, ciascuna diversa dall'altra per durata e montaggio.

Metadata
Director Fritz Lang
Runtime 2 h 25 min
Release Date 10 gennaio 1927
Country  Germany
METROPOLIS
4 (80%) 1 vote

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  • Essendo io un tipo estremamente curioso,continuo a domandarmi dove sia finita la Mia.

  • CineBlog ha perso il suo faro:Mia…

    • *Qui,più d’una battaglia è la guerra ad esser perduta.Comunque,fino alla morte,a Noi!

  • Per Sara:purtroppo,non posso più ricambiarti gli “upvotes”…

  • Bannato,ancora…

    • Cindy Hammer

      Nooo ma dove? Come mai

      • Su Rosso venexiano,infatti tutti i messaggi sono spariti,come potrai notare.Mi spiace,sia per le foto di Gessel che per tutti i vostri bei messaggi…

        • Cindy Hammer

          Vabbe’ dai non ti preoccupare:) Noi ci siamo sempre comunque e le tue belle foto le abbiamo viste. E comunque grazie a quelle ci siamo messi a scrivere tutti insieme e adesso mi hai fatto conoscere anche questo sito che sembra caruccio (guarda il lato positivo dai)…Peraltro noi ci siamo sempre quindi non hai perso nulla 🙂

          • Si,si,mica demordo 😉 Grazie,Cindy 🙂

      • Rosso Venexiano…Incazzato,a dir poco…Tutto il lavoro fatto per scegliere le foto di Gesell,andato in fumo…

  • Non penso, non mi lamento, non discuto.
    Non dormo.
    Non aspiro
    né al sole né alla luna né al mare
    né alla nave.
    .
    Non mi accorgo di quanto fa caldo tra queste pareti,
    di quanto verde c’è nel giardino.
    Da tempo il dono desiderato ed atteso
    non aspetto.
    .
    Non mi rallegra né il mattino né la corsa
    sonora del tram.
    Vivo, senza vedere il giorno, dimenticando
    la data e il secolo.
    .
    Sulla fune, che sembra intagliata,
    io – sono un piccolo danzatore.
    Io – ombra dell’ombra di qualcuno. Io – sonnambulo
    di due oscure lune.
    (Marina Cvetaeva)

    • DalSottosuolo

      L’ho letta e riletta molte volte. Non conoscevo questa dotatissima poetessa russa, morta, leggevo, a soli 49 anni, suicida. Una donna che, in vita sua, ha conosciuto l’insormontabile dolore per la morte di un proprio figlio, morto di stenti in un orfanotrofio; ha patito le conseguenze della miseria, della solitudine, dell’abbandono, del nomadismo, a cui è stata costretta più volte; Lei che, pare, avesse promesso al marito “ti seguirò come un cagnolino”, dovette separarsene per molti anni, essendo Lui entrato a far parte della controrivoluzionaria armata bianca; a lungo lontana da suo marito, infine fucilato; e testimone degli orrori della guerra civile russa, e della deportazione di due sue figlie nei gulag. Una donna coraggiosa e sensibile, che non ha retto al peso della solitudine e dell’emarginazione.
      Questa poesia mi sembra espressione di quella indolente apatia a cui porta la depressione, espressione del tormentoso stato di chi ha la sola compagnia della solitudine nel cuore.
      Grazie a te per aver postato questa poesia, mi ha molto colpito.
      Buona serata domenicale ; )
      Ciao ciao BetelG.

      • Hai detto tutto,Sarà.Tra l’altro visse una intensissima passione per Boris Pasternak.Altra poetessa Russa che amo molto è Anna Achmatova,esistenza altrettanto dura,ma almeno non la stessa tragica fine.Un carissimo saluto,Sarà.

  • La Pantera nel Jardin des Plantes di Parigi

    Del va e vieni delle sbarre è stanco
    L’occhio, tanto che nulla più trattiene.
    Mille sbarre soltanto ovunque vede
    E nessun mondo dietro mille sbarre.

    Molle ritmo di passi che flessuosi e forti
    Girano in minima circonferenza,
    è una danza di forze intorno a un centro
    ove stordito un gran volere dorme.

    Solo dalle pupille il velo a volte
    S’alza muto – . Un’immagine vi pènetra,
    scorre la quiete tesa delle membra –
    e nel cuore si smorza.
    (Reiner Maria Rilke)

  • Ma io vi prevengo che vivo – Anna Achmatova

    Ma io vi prevengo che vivo
    per l’ultima volta.
    Né come rondine, né come acero,
    né come giunco, né come stella,
    né come acqua sorgiva,
    né come suono di campane
    turberò la gente,
    e non visiterò i sogni altrui
    con un gemito insaziato.

  • Un golfo di silenzio ormai ci separa:
    Io su una sponda e tu all’opposta vivi,
    Non ti vedo né ti odo, a stento so che ci sei.
    Col tuo nome antico ti chiamo ognora
    E l’eco di me pretendo sia la tua voce.
    A varcarlo forse c’è modo? Mai con la parola
    O il senso. Così di pianto lo potremmo colmare.
    Ma ora voglio frantumarlo con un’alta risata.
    (Katherine Mansfield)

  • Nella notte bianca

    Non ho chiuso la porta,
    non ho acceso le candele,
    non lo sai ma, per quanto fossi stanca,
    non riuscivo ad andarmene più a letto.

    Guardare, come si smarriscono i sentieri
    dentro al bosco, all’imbrunire ormai del giorno,
    ebbra del suono di una voce
    che è simile alla tua.

    E sapere che tutto è già perduto,
    che la vita è un tremendo inferno.

    Ero certa
    che saresti ritornato.
    (Anna Achmatova)

  • La mia strada non passa accanto alla casa – la tua.

    La mia casa non passa accanto alla casa – di nessuno.

    E tuttavia smarrisco il cammino,

    (soprattutto – in primavera!)

    e tuttavia mi struggo in mezzo alla gente

    come un cane sotto la luna.

    Ospite ovunque gradita!

    Non faccio dormire nessuno!

    Gioco col nonno ai dadi

    e col nipote – canto.

    Le mogli non sono gelose di me:

    io – voce e sguardo.

    E per me nessun innamorato

    ha costruito un palazzo.

    Mi fanno ridere le vostre

    grazie non richieste, mercanti!

    Innalzo da sola in una notte

    ponti e regge.

    (Ma quello che dico – non lo ascoltare!

    Tutte chiacchiere – di donne!)

    Io stessa al mattino distruggerò

    la mia creazione.

    Palazzi – come un covone di paglia – nulla!

    La mia strada non passa accanto alla casa – la tua.
    (Marina Cvetaeva)

  • .

    La mia strada non passa accanto alla casa – la tua.

    La mia casa non passa accanto alla casa – di nessuno.

    E tuttavia smarrisco il cammino,

    (soprattutto – in primavera!)

    e tuttavia mi struggo in mezzo alla gente

    come un cane sotto la luna.

    Ospite ovunque gradita!

    Non faccio dormire nessuno!

    Gioco col nonno ai dadi

    e col nipote – canto.

    Le mogli non sono gelose di me:

    io – voce e sguardo.

    E per me nessun innamorato

    ha costruito un palazzo.

    Mi fanno ridere le vostre

    grazie non richieste, mercanti!

    Innalzo da sola in una notte

    ponti e regge.

    (Ma quello che dico – non lo ascoltare!

    Tutte chiacchiere – di donne!)

    Io stessa al mattino distruggerò

    la mia creazione.

    Palazzi – come un covone di paglia – nulla!

    La mia strada non passa accanto alla casa – la tua.
    (Marina Cvetaeva)

  • Max,intendevo solo dire che ho vissuto e ancora sto vivendo,un momento difficile.Volere un bene immenso ad una donna,vedere finalmente la luce e poi perderla,senza una spiegazione,è stato terribile.Con questo per dire che se perdo,ogni tanto,la bussola è perché sono ancora in fase precaria.Per quanto concerne Sara,confermo tutto quanto le avevo scritto,prima dello screzio.Buona serata a te e a tutti.

    • GMax

      Sembrerà una frase fatta, ma cadere, avere la forza di rialzarsi e comunque andare avanti non è proprio da tutti; il mio “grandissimo” è riferito a quello, perché so la sofferenza che comporta, e che dopo tante pacche sulle spalle da parti degli amici per farti forza, alla fin fin si rimane comunque da soli a lottare con i propri dolori, i propri démoni. Sinceramente, dopo tutto quello che è successo, la tua figura è cresciuta ai miei occhi. La figura di un UOMO. Buona serata xD!

      • Ma dai,troppo buono.Grazie comunque,di cuore.Buona serata Max.