| magikoMILAN1982 |
06-23-2007 05:23 PM |
Forse le voci di banchina non sono tutte giuste, ma di certo sanno la verità. La prima regata della coppa America ha dimostrato che Sui 100, la barca scelta da Alinghi per la prima difesa europea, non è lenta. Anzi, tutto al contrario. L'ultima ad essere varata (il 17 marzo, in barba a qualsiasi scaramanzia) Sui 100 ha recitato il ruolo di cane (che insegue) solo per metà della prima bolina, dopo che alla partenza Team New Zealand aveva preteso e ottenuto il lato destro del campo di regata. Ma per Alinghi non è stato un problema trovare la strada che portava al successo: ha vinto la battaglia di virate che ha deciso la prima bolina (trovando la maniera di passare in vantaggio e poi difendendo il margine, mai troppo ampio) e per certi versi anche la regata.
KIWI COMBATTIVI - I kiwi non si sono mai depressi, hanno continuato a fare tutto quello che potevano per conquistarsi la possibilità di riaprire il match. Ma Alinghi, il defender, con un timoniere americano che non aveva mai corso una regata di coppa America prima (si chiama Ed Baird e porta sulle spalle un piccolo zainetto), non ha concesso nulla. Restando a debita distanza dal proprio avversario, ma non lasciandogli scampo. Team New Zealand è rimasta in contatto, le ha provate tutte, tanto che nella seconda bolina ha anche recuperato 6" agli svizzeri. Ancora troppo poco per sperare di impensierire l'armata di Ernesto Bertarelli, che ha due italiani a bordo (Mazza e Rapetti) e che alla prima uscita non ha mostrato segni di ruggine. Alla fine saranno 35 i secondi di vantaggio dei campioni in carica. Per la seconda regata (in programma domani alle 15) si aspetta un vento più leggero, le condizioni preferite dalla barca neozelandese. È una delle possibilità (non ancora l'ultima) per cercare di riaprire una finale che in tanti, qui a Valencia, davano per finita quando ancora non era cominciata.
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