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Allora:D...partendo da queste premesse e tenendo conto di queste equazioni chimiche si può dedurre che una azienda seria ed innovatrice come la Honda ci crede ....difatti già fa qualcosa:
E,dall'ennesima wiki,...peswiki... |
Quindi un generatore scomporrebbe l'acqua, insomma fa l'elettrolisi, prende l'idrogeno e lo usa per produrre energia elettrica, forse allora riusa parte di quest'ultima per alimentare il "generatore"...
![]() Senz'altro d'accordo che la cosa migliore da fare sia utilizzare l'energia che ci arriva direttamente da vento e sole, soprattutto quest'ultimo che si rinnova in esagerazione ogni giorno rispetto a quanta ne potremmo sprecare mai, comunque è utile tener d'occhio tutte le possibili soluzioni senza sposarne nessuna ignorando problemi ben più gravi di quelli che potrebbe risolvere, come purtroppo sta avvenedo con i bio carburanti chge forse non sono neppure così puliti. Però ad esempio usato l'idrogeno in uscita produce vapore acqueo, ora non so in che misura rispetto all'ingresso ma è possibile che tutto torni a riequilibrarsi, ac illuminaci. |
Guarda cosa stan costruendo in Dubai.Se ti si apre con VLC
(Se poi è il progetto della Pattac&Bidons.us fatto su misura non lo so :D ) |
Per quel che ne so io, le cose stanno cosi'...
La reazione che permette di ottenere idrogeno e ossigeno dall'acqua e' una reazione endotermica... vale a dire, bisogna FORNIRE energia dall'esterno per farla avvenire. La reazione opposta (ricombinare idrogeno e ossigeno per ottenere l'acqua) e' invece esotermica, vale a dire che PRODUCE energia. Quindi il processo, in linea di principio, e' ciclico: si fornisce energia dall'esterno per produrre ossigeno e idrogeno dall'acqua, e si riottiene esattamente la stessa energia ricombinando l'idrogeno con l'ossigeno presente nell'aria. Questa ricombinazione puo' avvenire in modo "esplosivo" (cioe' combinando direttamente ossigeno ed idrogeno tra loro, ottenendo cosi' grandi quantita' di energia in poco tempo come succede in molti motori spaziali) o in modo piu' "blando" (cioe' piu' lentamente), per esempio attraverso una "fuel cell", come avviene nelle possibli applicazioni automobilistiche. In ogni caso, il bilancio finale e' nullo: acqua c'era all'inizio e acqua (vapore) c'e' alla fine; l'energia fornita all'inizio viene restituita interamente quando si riforma la molecola d'acqua. Cio' che e' veramente importante, e che puo' cambiare le carte in tavola, e' la FONTE che genera l'energia necessaria per scindere l'acqua in idrogeno e ossigeno. A quanto ho capito, le possibilita' sono almeno tre: 1) Elettrolisi. Si tratta del sistema piu' inutile: l'energia viene fornita da una batteria sotto forma di elettricita', e poi restituita interamente. Bilancio globale assolutamente nullo. Un'automobile che funziona con questo principio non e' niente di piu' e niente di meno di un'auto elettrica. 2) Il principio su cui si baserebbero le "water fuel cells": la molecola d'acqua viene scissa in idrogeno e ossigeno grazie ad un "generatore di vibrazioni", che la faccia vibrare a una frequenza vicina alla sua frequenza di risonanza. Molto fantascientifica come ipotesi, ma in linea di principio potrebbe funzionare. Resta il grande problema irrisolto: chi fornisce l'energia al generatore di vibrazioni? Qual e' la fonte primaria di energia in questo caso? A quanto ho capito, anche qui si parla di energia elettrica... 3) Uso di catalizzatori. Questa e' l'ipotesi scientificamente piu' interessante, e forse piu' plausibile (a patto che qualcuno riesca a trovare la "formula magica" del catalizzatore giusto): si usa una molecola di sostanza "catalitica", cioe' che abbia il potere di facilitare la reazione di scomposizione dell'acqua in idrogeno ed ossigeno catalizzando una forma di energia che accelera il processo (per esempio l'energia solare, proprio come avviene nel caso della sintesi clorofilliana delle piante)... a parte il fatto che l'efficienza di tale processo e' tutta da dimostrare, e che non risulta che qualcuno al mondo abbia ancora trovato il catalizzatore giusto, bisognerebbe poi capire se e quanto questo processo sia piu' efficace del tradizionale uso dell'energia solare attraverso i pannelli fotovoltaici... ma chissa', magari in futuro questo sistema potrebbe riservarci delle gradite sorprese... In ogni caso, come potete vedere, in tutte e tre le ipotesi l'energia per far andare l'auto arriva dall'esterno, e sicuramente NON direttamente dall'acqua. Percio' parlare di "auto ad acqua", lo ripeto, mi sembra veramente fuorviante....... |
ac, questo è tutto tuo :D
...ma il guadagno energetico dov'è? :confused: p.s. alma interessante l'Abu Dhabi :D ma anche qui un bel punto interrogativo. ;) |
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Foster and Partners è considerato il massimo architetto in UK ed uno dei grandi in campo mondiale.Dovrebbe esser una garanzia di riuscita. |
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no è per quanto riguarda il confinamento del biossido di carbonio che ho il punto interrogativo, insomma vorrei capirci di più. ;) |
Ahhhh,ma allora...adesso telefono ad Archimede Pitagorico e poi ti dico...:D
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Non mi fido neppure di lui! ![]() :D |
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Link ...forse zinco? |
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Oh... grazie Romans per il link, finalmente ho potuto leggere qualche indicazione e qualche dato preciso!!! Allora, sembrerebbe che effettivamente si tratti di una "fuel cell" che utilizza pero' non esotici "generatori di vibrazioni" come quella inventata dagli americani, ma molto piu' semplicemente un non meglio definito materiale catalitico. Io vedo due grossi problemi in cio' che ho letto in questo articolo: 1) Il materiale catalitico. Gli inventori (ovviamente) non ci rivelano di cosa si tratta, ma ho il vago sospetto che non si tratti di qualcosa di particolarmente comune... l'articolo dice, fra l'altro, che gli inventori "programmavano di costruire un dimostratore da 500 W, ma hanno dovuto ripiegare su uno da 300 W perche' non sono riusciti a procurarsi in tempo il materiale per costruirlo"... ergo, non si tratta di roba cosi' facile da trovare... ergo, il sistema potrebbe essere eccessivamente costoso... 2) Secondo problema: l'efficienza di questo aggeggio. L'articolo fa vedere la foto di una bella batteria che sembrerebbe a occhio e croce avere dimensioni di 30 x 10 x 10 cm (nonche' un peso non indifferente, perche' sembra bella compatta)... e tutto questo po' po' di oggettino produce la miseria di 120 W, con cui non e' che si possa fare granche'... insomma, come mezzo di locomozione di un'automobile lo vedo improbabile... |
Sì infatti ac, hanno depositato la richiesta di brevetto, quindi forse solo dopo ne sapremo qualcosa di più su sto materiale e in quanto all'efficenza essi stessi dicono che il progetto necessita di un'ulteriore fase di sviluppo, quindi vedremo cosa ne uscirà fuori e tu puodarsi che potrai saperne di più e prima e di noi.
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Di fatto è una applicazione simili al progetto pilota di Arezzo: li l'idrogeno estrapolato dall'acqua viene immesso nele condotte al posto del metano , quì in un motore a scoppio. Si continui su questa strada e non solo per le auto... |
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Perche', oltre al primo post, non ti leggi anche tutta la discussione che ne e' seguita (con i corrispondenti links)? Forse cosi' ti saresti evitato di dire quelle 3 o 4 sciocchezze contenute (come al solito) nel tuo intervento... per esempio: dove sta in questo caso il "motore a scoppio"?? :confused: :confused: |
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