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Sconfitta all'ultimo secondo per la Benetton Treviso che perde 79-78 contro la Tisettanta Cantu'. E' la terza volta di seguito che i brianzoli condannano i biancoverdi alla sconfitta per un punto, dopo i due precedenti dell'anno scorso. Non e' bastato un monumentale Austin alla Benetton, autore di 26 punti, perche' a decidere l'incontro e' stata la tripla di DaShaun Wood, che a 14 centesimi dalla sirena condanna Treviso. (ANSA)
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Montepaschi Siena-Armani Jeans 95-59
L'imbarazzante superiorità attuale della Montepaschi su qualsiasi altra squadra italiana rende voragini i tarli di Milano, travolta in casa dei campioni d'Italia. Distribuire da alcune settimane alle avversarie dirette trentelli, quarantelli e anche cinquantelli riserva a Siena il ruolo di dominatrice obbligata di ogni partita, puntualmente interpretato con la fame del cannibale. Evidenziato anche dall'uscita con largo anticipo dei tifosi milanesi dal palasport senese, il naufragio dell'Armani Jeans alla quinta sconfitta consecutiva non è solo nell'assenza di Gallinari e nei problemi fisici di Watson (comunque il migliore dei suoi), ma anche in una squadra scollata e senza capo né coda. Milano sbaglia i primi tre attacchi e si trova subito sotto 10-0 in tre minuti e il primo quarto fa presagire la mattanza, perché l'Armani crea pericoli solo con Watson e coi 4 falli subiti da Kaukenas nel solo primo quarto Siena può scappare anche fino al 21-9. La grande voglia di fare porta Lavrinovic a forzare (4 errori in fila), così di là il desiderio di Vukcevic di mettersi in proprio nella pochezza generale frutta il rientro milanese fino al 27-22 al 14'. Lo stoppa subito però Ilievski con un paio di penetrazioni che ristabiliscono le distanze, e d'altra parte che attaccare l'area Armani rientri nel piano partita senese è palese anche in McIntyre: il play di casa ha 11 punti al riposo, a cui Siena arriva solo a +13 per aver sbagliato alcuni canestri già fatti. Bastano 90" però dopo l'intervallo per ufficializzare il tracollo milanese e due triple in fila allargano la forbice sul 55-35 al 24'. Il rientro a -15 di Milano con tre giochi in fila da tre punti è rispedito al mittente dal McIntyre-show, che esce per standing ovation già alla fine di un terzo quarto non solo da 9 punti e 3 recuperi: un'entrata splendida, l'antisportivo subìto da Bulleri e quattro assist con almeno tre perle da cineteca per Sato, Eze e Ress. La terza frazione dell'Armani da 3/11 al tiro, 7 perse e 7 di valutazione dà via libera verso una goleada prossima al trentello, puntualmente superato all'inizio dell'ultima frazione col 76-45 dalla lunetta di Ilievski. La prima tripla di Lavrinovic dopo 5 errori segnerà poi il culmine del bagno di sangue sul 93-53 a 100 secondi dalla fine. Siena: McIntyre 20; Sato 17; Kaukenas 14 Milano: Watson 12; Vukcevic 9; Bulleri 7, Sesay 7, Gaines 7 La Fortezza Bologna-Eldo Napoli 74-78 Napoli impazza al PalaMalaguti col tiro da tre dei suoi esterni (14/27 globale) e col cuore enorme di Mason Rocca. L’Eldo porta a casa la sua prima vittoria di questo inizio di stagione tribolatissimo, castigando la La Fortezza con una grande prova di carattere. Contro la logica e tutti i pronostici, gli azzurri di coach Bucchi si esaltano nella serata in cui finalmente il playmaker Rivera dà importanti segnali di vita. La Eldo parte forte (5-10), non si scompone quando Bologna sembra volare via alla fine del primo quarto (25-16) e coi tiri pesanti di Monroe-Thomas-Rivera torna avanti prima dell’intervallo. Con Rocca più coinvolto, Napoli arriva a +8 (44-52) poi la Virtus si rianima con Spencer e sorpassa con Anderson e Crosariol nell’ultimo periodo. L’Eldo sembra in riserva, invece Rivera ancora da tre punti e Rocca torna avanti per il conto finale mentre Bologna s’impapera buttando le ultime due rimesse. Bologna: Spencer 16, Conroy 15, Anderson 13 Napoli: Monroe 15, Rocca 15, Thomas 14 Solsonica Rieti-Siviglia Teramo 94-86 Si vede che il mal di trasferta è un male passeggero. Basta rimettere piede al PalaSojourner per dimenticare il doppio stop di Varese e Porto San Giorgio. Teramo chiude la serie positiva a Rieti, dove cede il passo a una Solsonica che ritrova in casa aggressività e gioco di squadra. C'è Brown a tenere il punto nel primo periodo (ma sparito per il resto della partita), quando la Sebastiani soffre la zona disegnata da Bianchi, ma è brava e precisa dalla media distanza a trovare alternative valide al gioco d'area dove Teramo sembra davvero impenetrabile. Stavolta Lardo non rischia: Finley, Carter, Mian, Hurd e Sow per cominciare. E sono i punti dell'alpino (12 nel primo tempo) a trascinare Rieti, aspettando che anche i lunghi si sblocchino. Gli undici punti nel primo quarto di Brown aiutano la , Siviglia a restare incollata al risultato. Ma quando Sow inizia a , carburare, i giochi per i lunghi e quelli per gli esterni della , Solsonica diventano benzina sul fuoco. E arriva, l'allungo fino al +14 (49-35) che chiude il secondo quarto e al +18 (67-49) del terzo. Bisogna aspettare la fine del terzo quarto per vedere Tucker (2 punti nel primo tempo): 5 punti che aprono il suo show. Teramo arriva fino al -9 (72-63), Bonora e , Prato mostrano il divieto di transito. Rieti cede un po' nel finale, ma per la Siviglia non c'è più tempo. Rieti: Prato 17, Finley 16, Hurd 16 Teramo: Tucker 26, Poeta 16, Brown 11 Lottomatica Roma-Pierrel Capo d'Orlando 84-72 Dopo aver sfatato il tabù di Milano, Capo d'Orlando non riesce nella stessa impresa con Roma. E' un film già visto, con la Lottomatica che prima di cominciare a giocare ha bisogno di una scossa, per poi volare verso la vittoria. Si apre, come su tutti i campi, con il minuto di raccoglimento per la morte di Maurizio Martolini, ex arbitro internazionale e dirigente della Virtus. Poi Roma parte bene, ma si eclissa subito e non segna per 5 minuti. A guidare la gara è così Capo d'Orlando, con un monumentale Judson Wallace, che nel primo quarto porta a casa ben otto rimbalzi e vince il duello con Fucka e Lorbek. Roma è tradita soprattutto dalla frenesia e dall'imprecisione al tiro (27% dopo i primi dieci minuti). A inizio del secondo quarto i siciliani sono a +8. Poi Fucka **** di qualità, Stefansson approfitta del tecnico a Diener (che segue quello a Slay) e Lorbek cambia marcia. Così al 19'15 i capitolini completano la rincorsa (34-34) e una tripla di Gabini (tecnico poco prima anche per lui) dà il primo vantaggio a Roma prima dell'intervallo lungo. Si torna in campo e Roma vola via. Prima un 7-0 iniziale, poi dopo un tecnico a Fucka un altro break di 15-0, con Hawkins, Fucka e Ray a dare spettacolo. Capo d'Orlando è tramortita, Slay interrompe il digiuno, ma Ukic è un orologio infallibile e regala assist e meraviglie. Al 31'26 Lorbek tocca il massimo vantaggio: +24. Allora Roma controlla, ma ci riesce a metà, complice quel pizzico di presunzione che permette a Capo d'Orlando di dimezzare lo svantaggio. Nel finale antisportivi a Tonolli e Mezeika e la gioia per il giovane Ca**** del primo punto stagionale. Roma: Ray 18, Fucka 12, Ukic 11 Montegranaro: Diener 19, Wallace 13, Slay 10 Premiata Montegranaro-Scavolini Pesaro 76-77 Il primo derby della storia tra Montegranaro e Pesaro va alla Scavolini. La sfida si decide all’ultimo respiro: Hicks prende il rimbalzo, dopo l’errore di Slay, e a 1"18 dal termine trova il tap-in che manda i locali all’inferno. Match intenso, disputato di fronte a 4000 spettatori. Myers, bloccato da guai al ginocchio, è a referto solo per onor di firma. Slay (mvp) comincia a martellare la retina fin dall’avvio. Della Premiata il più tonico è Minard, bene sia da sotto sia dal perimetro. Scavolini a +5 (4-9), poi in letargo per 3 minuti e locali avanti di 4 (15-11). Finelli concede spazio a Vitali, anche perché Garris non è molto ispirato. La Premiata, ora a zona ora a uomo, fa fatica a costruire. Sull’altra sponda, Slay alterna sostanza e punti a qualche palla persa, in qualche circostanza l’ex è nervoso. Si fa vedere anche Podestà, che dà consistenza sotto i tabelloni. Le contendenti prediligono le individualità, cosicché la gara è bella a tratti. Nel secondo periodo si spegne Minard, così sono Thomas e Lechthaler (robusto sotto le plance) a mettersi in mostra. Ma chi vuole strafare è Ron Slay: tira da ogni distanza: a metà gara il suo score è di ben 22 punti (5/6 da 2, 4/7 da 3). Spettacolare la battuta a fil di sirena, dalla lunghissima distanza che permette alla Scavolini di andare negli spogliatoi a + 5 (38-43). Gli ospiti alzano le percentuali e raggiungono il +8 nel terzo parziale (40-48). Finelli aggiusta la squadra e, pian piano, la Premiata recupera: parità a quota 53 con un Ford più preciso che in avvio. Il match si incendia negli ultimi 10’. Garris (tripla e libero aggiuntivo) rintuzza un tentativo di fuga avversaria. Fase altamente spettacolare tra il 35’ e il 37’: in sequenza, triple di Vitali (67-66), di Slay (67-69) e ancora di Vitali (70-69). Poi è una schiacciata di Minard a dare il +3 alla Premiata (72-69). Da qui in avanti si procede punto a punto, fino alla zampata finale di Hicks. Montegranaro: Ford 16, Minard 16, Thomas 15 Pesaro: Slay 30, Clark 12, Hicks 11 Snaidero Udine-Legea Scafati 72-58 La Snaidero si stacca negli ultimi 12' e batte Scafati senza troppi affanni. I campani piazzano il parziale iniziale (0-6) e viaggiano anche a +9 (4-13) al 6', chiudendo poi il parziale avanti di 5 (15-20) con l'energia di Salvi. Il primo a reagire è Schultze, utile anche in avvio di secondo quarto. Una tripla di Allen serve alla Snaidero per mettere la freccia (24-22), ma il massimo vantaggio arancione non supera i 4 punti fino all'intervallo. In una serata grigia al tiro (Udine 42%, Scafati 39%) emergono Allen e Salvi (4/7 dal campo per entrambi). Si riparte e Udine allunga (41-32) al 22', ma la Legea risponde con il controparziale (41-41 al 25') targato Hatten. Allen non ci sta: mette una tripla e un sottomano per confezionare il 9-0 arancione (50-41) al 28'. E' il momento chiave. Un'altra tripla di Allen al 33' dà il +11 alla Snaidero (62-51), ancora il play di hiladelphia e *****, sempre dall'arco, chiudono tutto (68-51 al 37'). Udine: Allen 23, Schultze 13, Penberthy 10 Scafati: Killingsworth 15, Salvi 15, Hatten 11 Air Avellino-Angelico Biella 72-79 Brutto colpo per l’Air che cade al Pala Del Mauro dopo la brillante vittoria al Pianella di Cantù. Prosegue l’ottimo momento dell’Angelico, spinta dal suo quartetto a stelle e strisce e da un sorprendente Cinciarini. Alla Scandone non basta la prova di un sontuoso Smith e alla fine pesa come un macigno il pesante break inferto da Elder e soci in chiusura di terzo quarto. Eppure il positivo avvio dei padroni di casa lasciava presagire un esito ben diverso. Avellino mette subito in mostra una buona circolazione di palla che crea più di un grattacapo all’attenta difesa ad uomo ordinata da coach Bechi. Biella, dal canto suo, si affida con equilibrio ad i suoi uomini migliori e riesce a rintuzzare tutti gli attacchi dei padroni di casa (26-21 al 10’). La gara prosegue su ritmi alti e le due squadre mettono in mostra un buon basket. L’imprevedibilità di Bell ed Elder tiene in continua apprensione Green e Ortiz, mentre sotto canestro Hunter sfodera un’insospettabile piazzato dalla media e Pinkney, approfittando della precaria situazione falli di Williams, è uno dei protagonisti della rimonta ospite. Dal 35-29 del 13’, si passa al 38-41 all’intervallo lungo, grazie a un break biancoblù di 10-0, propiziato dai canestri del quartetto a stelle e strisce. In apertura di ripresa Biella mette la freccia: un’ingenuità di Williams (quattro falli in 25’) costringe coach Boniciolli a mettere in campo il quintetto piccolo con Radulovic in posizione di centro (43-52 al 26’). La quinta tripla di Devin Smith scuote pubblico e compagni che in tre minuti riducono sensibilmente il gap (51-53 al 29’). Quando Biella sembra aver finito la benzina, ecco che accade l’imprevedibile: Cinciarini, Elder, Bell e Pinkney confezionano un 14-0 che inchioda Avellino sul 51-67 del 31’ e chiude virtualmente il match. A nulla serve la nuova rimonta biancoverde guidata da Smith che è, con Ortiz, l’ultimo ad arrendersi. Avellino: Smith 34, Ortiz 14, Williams 9 Biella: Elder 18, Bell 16, Pinkney 15 gasport |
Incredibile altalena di emozioni a Varese, con la Cimberio che supera nel finale, dopo una grande rimonta, la Upim Bologna 82-78 nel posticipo della sesta giornata di serie A. (Agr)
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Gino Natali ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di direttore generale dell'Armani Jeans Milano, in seguito al disastroso inizio campionato della formazione meneghina: "Dopo un'attenta analisi della situazione, visti i risultati deludenti della squadra, la situazione ambientale difficile e resomi conto della necessita' di una sterzata forte e decisa, ho preso la decisione di dimettermi dalla carica di Direttore Generale della Pallacanestro Olimpia Milano - scrive Natali in un comunicato diramato dal club - E' un atto dovuto e di riconoscenza nei confronti di questa societa', dei soci e del Presidente Giorgio Corbelli che ha dato molto negli anni a me e alla societa' Pallacanestro Olimpia Milano. Con questo gesto voglio altresi' rendere libero da qualunque implicazione emotiva il Presidente di poter prendere qualunque decisione riterra' necessaria per il bene della societa'". (Agr)
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La Eldo Napoli prova a rimettersi in corsa. La societa' partenopea ha infatti ingaggiato l'ala americana Jumaine Jones, proveniente da otto stagioni disputate in Nba, l'ultima con i Phoenix Suns di Mike D'Antoni. (Agr)
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Nel recupero della prima giornata di campionato, posticipata per la tournee cinese della Benetton, Treviso trova la seconda vittoria stagionale e lascia Napoli e Milano in coda alla classifica, in attesa del match al Forum di Assago di domenica a mezzogiorno. Rieti regge solo un quarto, dove realizza 23 punti, poi cede alla maggiore intraprendenza degli uomini di Ramagli che lascia in panchina per tutta la gara DerMarr Johnson (c'è aria di taglio) e schiera Chalmers come guardia, una scelta che lo premierà.
PRIMO TEMPO - L’inizio è tutto per la Solsonica che scappa sul 9-2, e poi allunga 16-9 al 7’ con 14 punti dell’accoppiata Finley-Sow, fino al massimo vantaggio (+8) 20-12 con Hurd. Qui comincia la rimonta di Treviso che arriva a -4 (19-23) sul finire di primo quarto. Chalmers nel secondo periodo segna 12 punti, che permettono ai padroni di casa di agganciare Rieti sul 28-29 al 15', poi è un ispirato Gigli a mettere 3 canestri di fila per il 34-31. La squadra di Lardo subisce l’aggressività difensiva degli avversari, riuscendo a segnare solo 12 punti in 10’, e Maresca in tap in sulla sirena fissa il 42-35 per il Benetton alla fine del primo tempo. SECONDO TEMPO - Il rientro in campo premia ancora i trevigiani che trovano in Chalmers e Gigli una miniera di punti preziosa, capace di costruire il +16 (53-37) al 25’ con una poderosa schiacciata e fallo subito del centro romano. Il gioco offensivo dei ragazzi di Lardo è praticamente nulla nel terzo periodo con solo 8 punti segnati di cui 5 di Finley che si risveglia dopo il letargo realizzativo del secondo quarto. Il vantaggio prende proporzioni sempre maggiori con il passare dei secondi, il +20 arriva a 19’10” (61-41) e sulla sirena è ancora un buon Maresca a punire i reatini da 3 punti (63-43). Il massimo vantaggio Treviso lo trova sul finale, +28 (85-57). De segnalare la doppia espulsione Mordente-Prato al 38’40” per reciproche scorrettezze. Treviso: Chalmers 21, Gigli 13, Austin 12 Rieti: Sow 16, Finley 13, Carter 6. gasport |
OT Eurolega
Tre squadre italiane impegnate nella prima giornata di gara del primo turno di Eurolega. Domani toccherà all'Armani Jeans Milano.
Panathinaikos Atene (Gre)-Lottomatica Roma 86-83 Una bellissima Lottomatica spreca con un finale sciagurato la possibilità di violare il parquet dei campioni d?Europa del Panathinaikos, nella gara inaugurale della stagione europea. Non è bastato uno Stefansson maestoso (5/11 da 3, 8/10 ai liberi, 3 rimbalzi e 3 recuperi in 29 minuti), leader di una formazione che ha girato come un orologio svizzero per 25 minuti, per poi soffrire, andare sotto e rimontare i padroni di casa. Roma i inizia molto bene la partita, con una ottima gestione di Ukic anche nelle situazioni di transizione (triple di Gabini e Hawkins, 13-7 Lottomatica), e con un eccellente Lorbek da centro e il lavoro di Hawkins la Lottomatica chiude avanti di 6 la prima frazione (26-20). I ragazzi di Repesa sono gli assoluti padroni del campo nel secondo quarto: ottima la pazienza nel punire una difesa un po' pigra dei greci, e con le letture per Lorbek (due schiacciate in fila) e la tripla di Stefansson i romani toccano il massimo vantaggio (40-28), chiudendo a +10 a metà gara con 16 punti (6/9 da 2, 1/1 da 3) del lungo sloveno. Sembra la stessa musica anche nella ripresa, ma solo per cinque minuti: Ukic ne segna cinque in fila e poi trova ancora Lorbek per il nuovo +10 (56-46), ma qui Obradovic ricorda ai suoi di tirare fuori l'arma principale, la difesa, e il Panathinaikos soffoca le idee dei romani. I greci costruisconi un parziale di 20-2 a cavallo di terzo e quarto periodo (66-58 a 9'45 dalla fine) con uno Spanoulis incontenibile. Poco dopo arriva la tripla di Diamantidis per il +9, ma la Lottomatica ha testa, cuore e attributi per rientrare, malgrado la pressione anche del pubblico. Arriva il controparziale di 19-6, concluso dall'ennesima tripla di Stefansson (79-75) che a 1'48 dalla sirena sembra rimettere a posto le cose. Dopo un time-out di Obradovic, Jasikevicius riscatta una gara opaca (decisamente non al meglio il lituano), e mette la tripla dall'angolo e quattro liberi per un 82-79 che sembra rimettere la gara nelle mani greche. Invece, grazie alla generosa interpretazione delle nuove regole, a Batiste viene sanzionato un antisportivo (il quinto della gara) a 17" dal termine: Stefansson concretizza dalla lunetta, ma Hawkins butta incredibilmente una comoda rimessa a metà campo, e poi Diamantidis e Jasikevicius non tradiscono ai liberi, assicurando la vittoria ai greci. Atene: Spanoulis 15, Diamantidis 14, Jasikevicius 11 Roma: Stefansson 25, Lorbek 18, Hawkins 14 Montapaschi Siena-Olimpia Lubiana (Slo) 80-52 Anche alla prova dell'Eurolega, Siena non perde il gusto della goleada. Il ritorno nel massimo palcoscenico continentale dopo un anno di assenza è una parata per la Montepaschi, con la coppia lituana Kaukenas-Lavrinovic in testa al corteo che marcia sull'ancora incompleta Olimpia. Siena ci aveva provato a scappare da subito (16-8 al 5' con un inizio convincente di Thornton), brava oltretutto a caricare presto di falli i lunghi sloveni. L'ha frenata trovare un solo canestro dal campo nei restanti cinque minuti del primo quarto, soffrendo Milic e la vivacità di Hukic (18-18 al 9'). La Montepaschi ne esce e l'Olimpia affonda quando si scaldano a dovere i cinque senesi usciti dalla panchina, trascinata dal duo baltico: 27 punti in due al riposo. I lunghi sloveni già in difficoltà subiscono Lavrinovic in area e lo perdono quando tira da fuori, e lui li punisce con 14 punti e 4 falli subiti in 9'. Accanto a lui prende confidenza col passare dei minuti Kaukenas, che ai 13 punti nel quarto aggiunge anche aggressività (3 recuperi) e innesco per i compagni (3 assist). Se Siena è micidiale soprattutto in campo aperto però lo deve anche al 2/11 al tiro e alle 10 perse (5 di Bailey al riposo) di una pessima Olimpia, in un secondo quarto da 30-8 per Siena. I padroni di casa scappano insomma con il 14-0 in 3' che vale il 43-24 e i lituani quasi doppiati sul 50-26 al riposo. Così Siena può permettersi di perdere completamente il suo attacco in un anemico terzo periodo (9 punti) in cui basta speculare in difesa sui problemi offensivi degli sloveni, ancora ostaggio di palle perse ed errori al tiro. Le triple della staffa arrivano ancora sull'asse lituano fino al 74-44 del 34'. Siena: Kaukenas 22, Lavrinovic 21, McIntyre 11 Lubiana: Milic 16, Hukic 14, Dragic 6 VidiVici Bologna-Zalgiris Kaunas (Lit) 81-75 Come ai bei tempi. Un’altra Bologna rispetto a quella opaca contro Napoli di campionato, bagna con un meritato successo il ritorno nell’Europa che conta dopo quattro anni, al cospetto dei lituani del Kaunas. Già nei primi minuti la VidiVici (sponsor di Eurolega) orfana del “cattivo” Holland, gioca in maniera profondamente diversa rispetto a quella di domenica scorsa. E' questione soprattutto di carattere e intensità difensiva, nonostante di fronte ci sia uno Zalgiris tecnicamente più forte almeno sul roster. Rimanendo sempre a una manciata di punti di distacco, i bolognesi raccolgono i frutti del buon avvio al 12’21”, quando dal perimetro Anderson segna i due punti del primo vantaggio Virtus (23-21). Un attimo di rilassamento mentale dei locali basta però allo Zalgiris per tentare la prima fuga (+7 sul 28-35 e poi sul 32-39), rintuzzata proprio sulla sirena dell’intervallo dalla tripla di Giovannoni (37-39). Tra i più positivi in casa bolognese il centro Chiacig: tanto lavoro s***** sul totem Zukauskas, mentre in attacco è una sua schiacciata al 25’17” a confezionare il 54-50; poi va in panchina con 4 falli ed è subito parziale di 7-0 dei lituani (54-57). Negli ultimi 10’ esce l’mvp del match, ovvero Alan Anderson (28 di valutazione) che al 31’48” sigla la parità (61-61), poi al 38’21” il massimo vantaggio sul +6 (75-69), infine gestisce il finale con un 4/4 ai liberi che manda in soffitta, vittoriosamente, il match. Bologna: Anderson 28, Conroy 11, Giovannoni 9 Kaunas: Jankunas 15, Collins 11, Maciulis 11 |
Davanti a un pubblico decisamente non delle grandi occasioni (circa 2.500 al Datch Forum), l'Armani Jeans dimostra di non aver ancora iniziato la via verso la risalita, al di là del punteggio finale 76-83. Gli ospiti prendono possesso della gara dal primo starnuto, quando dopo il buon inizio di Petravicius sono andati sul +6 con le iniziative di Lukauskis e Jomantas (7-13), approfittando della difesa assente di Milano, soprattutto nella copertura dell'area e nel tagliafuori a rimbalzo. Caja cambia rispetto al predecessore Markovski, non effettuando nessuna sostituzione per oltre 7', ma malgrado questa ricerca di un minimo di equilibrio, sotto i colpi di Petravicius e Gecevicius Milano arriva al 10' già sotto di 12 (14-26). Stessa musica nel secondo quarto, quando a prendere il testimone da Petravicius c'è Bajramovic a far male da sotto (imbarazzante errore di Shaw per la schiacciata del 36-22), e senza ritmo nè idee in attacco e dei rientri difensivi da minibasket, l'AJ tocca anche il -18 con le triple di Gecevicius e Lukauskis (42-24).
REAZIONE - Al rientro dagli spogliatoi, Ansu Sesay si scuote con 5 punti consecutivi per il -10 (34-44), ma i padroni di casa non riescono mai veramente a rientrare in partita, colpevolmente e regolarmente battuti vicino a canestro ora da Petravicius, ora da Nielsen ora da Bajramovic (42-55 a 3'54 dall'ultimo intervallo). Ci pensa Reece Gaines, implacabile da fuori, a rimettere in pista Milano (51-59 con due triple in fila) poco prima della fine del terzo periodo. Il Lietuvos Rytas fa l'errore di non uccidere la partita, come potrebbe, e permette ai milanesi (che se non altro ci mettono finalmente un pò di orgoglio) di rimanere in linea di galleggiamento: Gadson concretizza un recupero di Sesay con un 2+1 (54-61), e ancora Gaines da fuori avvicina ulteriormente l'AJ (57-63 a 8'16 dal termine), subito prima di commettere però il quarto fallo. RESA FINALE - Ogni volta che sembra esserci la palla buona per riaprire del tutto i giochi, però, gli ospiti trovano una giocata importante: e così la tripla di Lukauskis per il 57-66, quella di Bajramovic a punire un errore clamoroso di Vukcevic in transizione (61-70) e quella ancora di Lukauskis, a 36" dalla fine, per ridare ai ragazzi di Trifunovic 7 punti di margine dopo due tiri liberi di Watson (73-80), chiudono sostanzialmente la pratica. gasport |
La Commissione Giudicante Nazionale del basket in appello ha tolto il punto di penalizzazione che era stato inflitto alla Legea Scafati. La gara con la Lottomatica era stata interrotta per incidenti sugli spalti a 7" dalla fine con Roma avanti 70-67. Resta la vittoria a tavolino di Lottomatica per 20-0. (ANSA)
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Nell'anticipo della 7/a di andata del campionato di serie A di basket, Upim Bologna-Air Avellino 70-91 :eek: :eek: (20-24, 31-54, 52-74). Miglior realizzatore per i bolognesi Mancinelli con 29 punti, per i campani in evidenza Radulovic e Williams, autori rispettivamente di 18 e 16 punti. Terza vittoria per Avellino, quarta sconfitta per la Fortitudo. (ANSA)
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L'Armani Jeans Milano torna alla vittoria nell'anticipo della settima giornata del massimo campionato di basket. Battuta la Benetton Treviso con il punteggio di 88-84. Miglior realizzatore Sesay per i milanesi con 28 punti, Vukcevic ne ha invece totalizzati 24. Per la Benetton 23 punti di Austin. Questi i parziali: 16-23, 39-48, 65-65. In classifica l'Armani **** a 4 punti e raggiunge tra gli altri lo stesso Treviso.
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Dopo la vittoria di Avellino in casa della Fortitudo Bologna, la settima giornata di A vede il ritorno al successo di Milano e le vittorie di Siena, Biella, Teramo, Capo d'Orlando, Rieti e Montegranaro. Alle 20.30 Pesaro-Virtus Bologna.
Armani Jeans Milano-Benetton Treviso 88-84 Prova e riprova, al settimo tentativo (contando l'Eurolega), Milano torna al successo contro una Treviso che è ancora, a sua volta, un cantiere. L'Olimpia risorge quasi di botto, dopo un primo tempo scadente sia come qualità e scelte offensive sia come intensità difensiva. Soprattutto, dopo che all'inizio del terzo parziale, Austin e Chalmers l'avevano seppellita a -15. Proprio da lì è cominciata la vera partita e i 4000 del Forum si augurano la vera stagione dell'Armani Jeans di Caja, che però vince "alla Markovski", il tecnico appena esonerao, nel senso dei giocatori che decidono l'incontro (Vukcevic e Sesay una spanna su tutti) e ovviamente del modello di gioco: loro due con Bulleri e Gaines fuori a tirare, Watson e Shaw sotto a far legna. Il parziale del terzo quarto è travolgente: 21-3. Armani a +3 con un Sesay macchina da tre punti e Gaines suo primo alleato. Il punteggio è pari a fine terzo quarto, ma Chalmers è l'ombra di quello del primo tempo, Johnson non si vede proprio, Atsur è condizionato dai falli e Austin (con il solo Soragna a dargli una mano) non basta. La tripla del +10 Armani, firmata da Bulleri a meno di 2' dalla fine, chiuderebbe definitivamente i conti, se l'imprecisione dalla lunetta dello stesso Bulleri e di Sesay non allungasse di qualche fallo sistematico l'incontro. Milano: Sesay 27, Vukcevic 24, Bulleri 13 Treviso: Austin 23, Chalmers 20, Soragna 17 Legea Scafati-Montepaschi Siena 78-97 Niente da fare per la Legea, Siena passa agevolmente (97-78) anche a Scafati e si prepara alla trasferta di Mosca presentandosi al cospetto del Cska di Ettore Messina imbattuta. Al gruppo di Pianigiani bastano 7' giocati con intensità dopo il riposo per chiudere la gara con un parziale micidiale di 21-4. E dire che Scafati era partito bene, con una difesa aggressiva e soprattutto con Killingsworth che regge il confronto sotto le plance a dispetto dei centimetri e dei chili a favore dei campioni d'Italia. Il venezuelano Romero si esalta e una bella tripla di Datome, che proprio da Siena viene, porta i locali avanti di 5. Pianigiani fatica per un po' a richiamare i suoi a una maggiore attenzione. Ma come detto nella ripresa i valori emergono e ben sei uomini della Montepaschi finiscono in doppia cifra, fra i quali il cecchino lituano Kaukenas che supera i 2000 punti in 123 partite giocate in Italia: 2017 per la precisione. Intanto la panchina corta di Scafati (con Andersen che vuol andare via e Spinelli "congelato") non consente ad Alibegovic una rotazione competitiva. Scafati: Killingsworth 20, Romero 16, Datome 12 Siena: Kaukenas 21, lavrinovic 14, Sato 13 Lottomatica Roma-Solsonica Rieti 76-86 Finisce con la gente di Rieti in delirio e Roma che deve buttare giù un boccone amaro. Dopo 25 anni, torna il derby laziale e ad aggiudicarselo meritatamente è la Solsonica, guidata da un grandissimo Finley e da un Sow incontenibile. Roma è ancora con la testa ad Atene e nel primo quarto piazza un orribile 2/17 dal campo. La squadra di Repesa fa fatica nella circolazione della palla, ribalta male il gioco e il risultato è una serie di tiri improbabili. Dall’altra parte Rieti va che è una meraviglia, sospinta da circa 2000 tifosi. Lardo punta subito su Helliwell e Sow e così prende in mano la partita, comandando sotto i vetri e toccando anche il +21 (2-23). Dopo un primo quarto chiuso a 6, Roma si scuote. Ray inventa qualcosa, Gabini dà sostanza (tre rimbalzi difensivi fondamentali) e concretezza. Così all’intervallo lungo la Lottomatica è a -7, di nuovo in partita. Si riparte e al 21’19 la Lottomatica completa la rimonta, con il sorpasso (43-42) di Ukic. Ma Rieti non crolla e al 26’19 è Repesa a cambiare la gara: fallo tecnico ed espulsione per proteste su un presunto fallo su Giachetti. È la svolta, Rieti vola a +10 e ci resta fino alla fine, nonostante Roma all’inizio dell’ultimo quarto abbia la forza di rimettersi in gara. Ma è una fiammata e niente più. E Rieti festeggia la suaprima vittoria esterna dell’anno. Roma: Lorbek 16, Ukic 16, Gabini 11, Stefansson 11 Rieti: Finley 20, Sow 18, Carter 11, Hurd 11 Eldo Napoli-Premiata Montegranaro 95-101 d.t.s La Premiata fra tris in Campania espugnando anche Napoli. La Eldo era partita concentrata ed efficace andando 13-4 con un tonico Rocca e Raicevic preciso dall'arco. La Premiata si regge su Amoroso, profeta in patria. I marchigiani si avvicinano a -5, ma la Eldo in trance agonistica - Monroe in particolare - va al riposo avanti di 14 (53-39). Un punteggio quasi impensabile viste le medie stagionali dei partenopei. Al rientro in campo la Premiata ci prova con quella che sarà la chiave della partita: Minard sfugge a Thomas regolarmente, ruba palloni, anche se la Eldo ancora conduce. Si andrà avanti a scatti: da 58-46 a 58-53. Poi da 72-63 a 72-71 e a -1'45" il sorpasso di Minard. Rivera fà e disfa per la Eldo nel finale, e nel supplementare senza Rocca, i campani si perdono. Napoli: Rivera 23, Monroe 20, Raicevic 12, Thomas 12 Montegranaro: Minard 30, Ford 14, Amoroso 11, Vitali 11 Angelico Biella-Cimberio Varese 81-65 Biella dei miracoli (penultimo budget della serie A) spazza via anche Varese che non è mai stata in partita (11-0, poi 20-3), sembrata in piena crisi e priva delle idee per contrastare una squadra in piena forma come quella piemontese. L'intensità difensiva e il buon grado di amalgama raggiunto dall'Angelico in questo ottobre da tour de force, sono troppa roba tutta insieme per una Cimberio che non può salvare nulla da quest'incontro che potrebbe avere anche conseguenze sul roster. Anche il manipolo di tifosi lombardi salito fino a Biella a lasciato il palasport in segno di protesta a tre minuti dalla fine con Biella sopra 73-54, nel bel mezzo di un Cinciarini show. Troy Bell ha fatto il bello e cattivo tempo contro Passera e Capin, mentre sotto canestro quello della premiata ditta Pinkney e Hunter è stato un dominio assoluto. Prima dell'incontro Varese e Biella hanno premiato insieme un grande campione che le due città hanno avuto in comune molti anni orsono, ovvero Ottorino Flaborea, il "Capitan Uncino" della grande Ignis al quale Paolo La Bua e Antonio Spennacchio hanno dedicato un libro in uscita in questi giorni. Chissà che dolore per il "Flabo" vedere una Varese così alla deriva. Biella: Pinkney 22, Bell 16, Cinciarini 14 Varese: Beck 16, Galanda 11, Fernandez 10 Tisettanta Cantù-Siviglia Teramo 87-88 d.t.s La Tisettanta incamera la terza sconfitta consecutiva casalinga vanificando di fatto ciò che di buono ha costruito in questo inizio di campionato lontano dal Pianella. Per contro Teramo, trascinata al supplementare con la forza della disperazione dai padroni di casa, e soprattutto forte della serata di grazia di Tucker e dalla spinta offensiva di Porta, sfrutta appieno le amnesie difensive della Tisettanta. In una gara dove le percentuali offensive dai tre punti sono davvero ai minimi (30% per entrambe le squadre), gli uomini di Bianchi sfruttano appieno la possibilità dei tanti secondi tiri concessi dalla difesa canturina. Secondi tiri determinanti che di fatto hanno permesso al Siviglia di uscire con i pugni levato al cielo dall’ex fortino canturino. Per Cantù, che manda sì cinque uomini (Wood, Brown, Francis, Mazzarino e Abukar) in doppia cifra senza trovare quello giusto per decidere la gara, il rimpianto per non aver trovato nell’ultima azione, peraltro gestita con troppa fretta, il canestro per chiudere l’incontro Cantù: Wood 22, Francis 15, Abukar 14, Mazzarino 14 Teramo: Tucker 29, Poeta 16, Brown 15 Pierrel Capo d'Orlando-Snaidero Udine 100-72 La Pierrel umilia Udine e vince a mani basse la sua quarta gara stagionale. Escluso il secondo parziale dove la Snaidero con un'impennata d'orgoglio ha messo a segno un parziale di 21-8, non c'è mai stata partita. Troppo forte la squadra di Sacchetti che è stata quasi perfetta giocando di collettivo. Alla palla a due l'esordio (salutato con un boato dal pubblico del PalaFantozzi), tanto atteso di Gianmarco Pozzecco e forse l'emozione tradisce un po il playmaker che nei primi due tempi mette sono tre tiri liberi, con uno 0/3 da tre e 0/2 da due. Il Poz però fa girare bene la squadra che vola a + 13 dopo 7' (24-11). Ci vuole Antonutti per scuotere Udine che, con 8 punti in poco più di 3', torna in linea di galleggiamento (32-25 al 10'). Allen è il miglior marcatore dei friulani e così la Snaidero si porta a -5 (47-42 al 16'), Diener si conferma tiratore quasi infallibile e chiude i primi 20' con 18 punti, portando i siciliani al riposo lungo sul +9 (54-45). Al rientro dagli spogliatoi si sblocca anche il Poz che mette due triple e prende con autorità in mano la squadra (12 punti totali). Nel finale da segnalare il ritorno in serie A, dopo tanti anni di Francesco Orsini. Capo d'Orlando: Diener 27, Howell 20, Wallace 15 Udine: Allen 17, Di Giuliomaria 17, Antonutti 13 gasport |
Grande Scavolini-Spar nel posticipo della settima giornata di serie A e festa grande per gli oltre 7000 spettatori dell'Adriatic Arena. In una partita a senso unico Pesaro ha sconfitto la Virtus Bologna per 102-83. Sugli scudi l'eterno Carlton Myers (21 punti e 4 rimbalzi) e Clark (28 punti e 5 assist). (Agr)
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Uleb Cup, finale a Torino
Per quattro giorni, dal 10 al 13 aprile 2008, Torino ospitera' la finale della Uleb Cup, secondo torneo internazionale dopo l'Eurolega. A Torino il basket europeo manca dal 1993 quando vi si disputo' la finale di Coppa Europa tra Aris Salonicco ed Efes Pilsen. La Uleb Cup che approda a Torino presenta una formula rinnovata, con il raddoppio delle squadre partecipanti, 54 in rappresentanza di 25 nazioni. La finale vedra' la partecipazione di otto squadre. (ANSA)
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Seconda giornata di Eurolega e due sconfitte per le italiane, Siena e Milano.
Cska Mosca (Rus)-Montepaschi Siena 74-70 di Marco Naldini Il Montepaschi vende carissima la pelle nella tana del Cska, ma alla fine è costretto al primo stop stagionale. Conduce, soffre e recupera sino all’ultimo pallone a 9 secondi dal termine, con il possesso sul 72-70 (dopo i liberi di Smodis), sprecato con un banale errore sul palleggio di Mc Intyre, che fa finire oltre la linea il pallone. Così i russi si impongono 74-70. Ad aprire il sipario ci pensa Ksystof Lavrinovic. Il lituano compie il percorso netto di 3/3 dall’arco, ed i suoi 10 punti, nei primi 6’ dell’incontro, rappresentano quasi il 75% del fatturato di Siena, sul 11-16. Lavrinovic segna e ricava anche i 2 falli da Savrasenko, costretto al cambio con David Andersen. Il Cska si mette sui pedali con l’ingresso di Papaloukas. Il greco accorcia (15-16), prima del sorpasso di Siskauskas dai trepunti (18-16), ma soprattutto mette scompiglio nella difesa senese, seminando in due occasioni Sato. Il parziale di 16-4 fa salire Mosca sul 27-20 al 14’41’’, Siena reagisce con Stonerook (27-25), ma sembra affondare nel mini-break di 9-0, che per i russi significa 36-25 al 18’05’’. Si vede allora Kaukenas, dopo l’inizio disastroso con lo 0/4 da due. Piazza il primo trepunti, da molto lontano e sullo scadere dei 24 secondi del possesso, e permette all’Mps di risalire la china (36-33 alla pausa), grazie anche al gioco da tre punti (canestro e fallo di Holden) a firma di Lavrinovic. L’andatura però è ancora di marca moscovita, con Andersen (44-35) e Siskauskas (52-40) che segnano e concretizzano i tanti liberi, mentre Papaloukas e Zisis confezionano un delizioso gioco a due per il massimo vantaggio sul 58-46 al 27’43’’. Il Cska è ancora sul 63-52 ad inizio dell’ultimo quarto, quando parte la rimonta di Siena. Stonerook è un totem in difesa, recupera e vendemmia rimbalzi, in attacco firma il trepunti del 65-63 al 34’16’’, alternandosi a Kaukenas, che mette assieme la cinquina del sorpasso (67-70 al 38’05’’). Ci mette due toppe pesanti Smodis (71-70, con il semigancio), Mc Intyre spreca in attacco e Stonerook il trepunti a –10 secondi. Mc commette subito fallo ancora sull’ex-Virtus e Fortitudo, prima di perdere l’ultima maniglia. Efes Pilsen Istanbul (Tur)-ArmaniJeans Milano 80-70 dal nostro inviato Luca Chiabotti Milano regge un quarto a Istanbul contro l’Efes Pilsen di David Blatt, ex trevigiano e fresco campione d’Europa con la Russia, che vince 80-70 senza mai soffrire. Resiste quanto una squadra con tanti problemi irrisolti può tenere in Europa, dove non si raccontano bugie, soprattutto in area. L’Efes decide tutto nel 2° quarto con un parziale di 16-0, l’Armani non è scandalosa, recupera nel finale, ma non ce la fa. I migliori realizzatori sono Bulleri 18 (tutti nei primi 23’) e Gaines (13) mentre Nicholas sdottora per l’Efes (16). Milano parte con la testa giusta e con un 7-0, ma Gonlum è troppo dinamico per i lunghi Armani e l’Efes con un 8-0 è già davanti. Bulleri segna 7 dei primi 9 punti milanesi ma non dà una palla a Gaines che si estranea dalla lotta: un timeout di Caja consegna qualche pallone in più all’americano, ma sotto canestro è un dominio assoluto dell’Efes che, quando sbaglia, ha sempre un rimbalzo offensivo per rifarsi. L’ultimo vantaggio dell’Armani è sul 15-18, poi inizia a grandinare: l’aggressività dei lunghi turchi non cala, ma con Erdogan l’Efes comincia a colpire anche da fuori mentre entra in ritmo anche Nicholas che Vukcevic non riesce a tenere. Arriva un 16-0 (31-18), Watson fa la prima, e una delle poche, cosa buone della partita al 15’ segnando i primi punti Armani del 2° quarto. Ma Milano è fragile, quando sbaglia non rientra bene in difesa e il parzialone turco si allunga all’intervallo fino al 35-10 del 22° (50-30). La partita è finita, anche se l’atteggiamento di Milano non è cattivo fino alla fine (soprattutto Bulleri e Gaines anche se va un po’ su e giù di umore, ma a metà del 2° quarto segna 8 punti in fila) ci sono momenti di assoluta impotenza, specie sotto canestro. Sul 71-52, Gadson segna canestri che sembrano ormai inutili ma che producono un 10-0 Armani. Ma al momento di tentare l’aggancio che sembrava impossibile, un passi di Sesay, una persa di Gaines e una stoppata subita da Watson ricacciano Milano dove è stata per tutta la partita. Domani si cambia pagina: Gallinari riprenderà ad allenarsi con la squadra, l’operazione nuovo play dovrebbere prendere la strada che porta a Melvin Booker e anche Toure se ne andrà anche se, sotto canestro, preoccupa di più Watson. Intanto l’Eurolega resta una cosa troppo grande per l’Armani di oggi. gasport |
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