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Il maxiaccordo Mediaset-Juve è nel mirino dell'Antitrust


VOLTA scorsa annunciarono l'accordo tutte e tre lo stesso giorno, prima la Juventus (quotata in Borsa), poi Milan e Inter. Stavolta ad uscire allo scoperto, rivelando ufficialmente il maxicontratto con Mediaset, è stata solo la Juventus ma è probabile, quasi certo, che presto possa unirsi anche il Milan e che l'Inter tenti anch'essa di seguire la stessa strada milionaria. Certo è che quello che è successo alla vigilia di Natale è qualcosa non solo di clamoroso (mai una società di calcio aveva ceduto l'intero pacchetto di tutti i diritti di trasmissione a un unico operatore), ma potrà portare, nei prossimi anni, a cambiare completamente i rapporti di forza in campo televisivo.

Sì, perché, per essere chiari, in futuro Sky o qualsiasi altro operatore di Internet o telefonini, dovrà trattare con Piersilvio Berlusconi se vorrà avere ancora la principale società calcistica italiana, quella che solo in Italia può contare su 14 milioni di tifosi.

Può forse Rupert Murdoch rinunciare alla Juventus? O al Milan? Che sarebbe della sua televisione? Tempo fa, Silvio Berlusconi, premier e proprietario di tv, dopo un incontro, disse: "Io e Murdoch siamo amici". Dalle ultime mosse non sembrerebbe proprio.

Ma facciamo un po' di storia. La Juventus è legata a Sky per il satellitare da un contratto che scade nel 2007: per il biennio 2005-2007 riceve 184,5 milioni di euro più un premio di 5 milioni per il piazzamento ai primi due posti della serie A. Nel giugno del 2004 la Juve (come il Milan, l'Inter e la Roma) ha ceduto a Mediaset i diritti triennali (fino al 2007) per la trasmissione via digitale terrestre, cavo e adsl in cambio di 32 milioni, con una prelazione anche sul satellitare per il biennio successivo.

Inoltre, queste società hanno sottoscritto una carta privata con la tv di Berlusconi dove hanno ceduto anche i "diritti di prima negoziazione e di prelazione dal 2007-2008 al 2015-2016". Tutti i diritti, significa "qualsiasi forma, anche oggi non prevedibile", con qualsiasi modabilità purché in criptato. A pagina due di queste carte segrete (la stessa Antitrust l'ha coperte da omissis) si parla quindi di "cavo, fibra, adsl, satellite, digitale terrestre incluso Dvb-h o Dvb-X, Internet, ecc.". Inoltre sono stati ceduti i diritti per le interviste (salvo casi di "silenzio stampa", come è specificato a pagina 3), i diritti ancillari (messaggi pubblicitari, billboards, spots, minispot, ecc.), i diritti esteri. Insomma, Mediaset si era garantito tutto.

La cosa, ovviamente, aveva fatto scalpore e l'Autorità per la concorrenza aveva aperto, il 22 marzo di quest'anno, addirittura un'istruttoria formale, parlando di "restrizioni delle concorrenza nell'acquisizione dei diritti calcistici". Istruttoria che è andata avanti, e che deve essere chiusa entro il maggio del prossimo anno: a Piazza Verdi, a Roma, sono sfilati, non solo i dirigenti dei club calcistici e della tv berlusconiana, ma anche i terzi interessati, spiazzati ovviamente da questo accordo. E l'inchiesta prendeva quindi una brutta piega per Mediaset. La legge europea non consente infatti contratti più lunghi di tre anni, sui diritti calcistici, proprio per evitare di mettere fuori gioco la concorrenza.

Ma non è solo un problema di durata: quell'accordo privato (tenuto gelosamente segreto dalla parti) aveva altre clausole blindate, prevedendo l'acquisizione di un pacchetto unico, clausole che ad un primo esame dell'Antitrust erano risultate inaccettabili. Ecco, allora la prima mossa a sorpresa. Niente patto sino al 2016, ma "solo" sino al 2010. La Juventus ha sottoscritto così con Mediaset un accordo per le stagioni sportive 2007-2008 e 2008-2009. Il club bianconero riceverà 108 milioni il primo anno (una ventina in più rispetto ad adesso, mica poco) e 110 il secondo. Non solo: la Juve ha ceduto a Mediaset anche l'opzione per prorogare di un'ulteriore stagione sportiva (2009-2010) gli stessi diritti, in cambio di altri 30 milioni da versare il 31 dicembre di quest'anno (e così, Antonio Giraudo, manager-pioniere, ha messo a posto il bilancio bianconero).

Mediaset si è garantita la trasmissione, attraverso "qualsiasi piattaforma distributiva" (via satellite, in digitale terrestre, sui telefonini, via internet, Adsl, ecc.), delle partite interne di campionato del club bianconero (criptato) e per il resto del mondo (anche in chiaro) e la trasmissione degli allenamenti, di un trofeo amichevole (il trofeo Berlusconi, ovviamente) e altri diritti commerciali. Un colpo eccezionale, per la Juve, che aspira a diventare il primo club al mondo, e anche per Mediaset. Al club torinese, come detto, potrebbero presto aggiungersene altri.

Ma attenzione: così facendo, è stato evitato un provvedimento dell'Antitrust per quanto riguarda la durata dell'accordo (non più sino al 2015, ma "solo" per tre stagioni), ma restano in ballo gli altri aspetti del contratto. E' stata tutelata la concorrenza? Probabile che la questione vada avanti. Che altri "terzi interessati" (Sky oppure gestori di telefonini) bussino alla porta di Piazza Verdi. Verrà aperta una nuova istruttoria da parte di Catricalà? O si andrà avanti con la vecchia? Gli interessi in palio sono enormi (Sky senza calcio chiude, per essere molto chiari), per cui è facile prevedere che questa vicenda non finisca qui.

Tra l'altro i club calcistici sono in piena fibrillazione: il Cagliari ha già fatto causa a Telecom, perché La 7 "svende", almeno secondo Massimo Cellino, le gare sul digitale terrestre (vedi Spy Calcio del 21 dicembre) a pochi euro, contribuendo così s vuotare gli stadi. A queste società, potrebbero presto unirsene altre: il Palermo di Zamparini e la Fiorentina di Della Valle.
D'altronde, i club calcistici vivono soprattutto di diritti tv, e ora si sta giocando la partita più importante. Quella fuori dal campo.

fonte : http://www.repubblica.it/2003/h/rub...s/antitrus.html
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