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...quando la juve vinse il campionato 2004/2005


LE INTERCETTAZIONI PUBBLICATE DAL CORRIERE DELLA SERA CON LE MINACCE E I FAVORI PER LO SCUDETTO 2005 VINTO DALLA JUVE

"VOI TORNA'? NON TE NE VUOI ANNA'"
Quello di Reggio Calabria, finito con l'arbitro Gianluca Paparesta chiuso a chiave nel bagno dello spogliatoio, appare un incidente di percorso. Forse l'unico. Da quel momento si cambia registro e si decide di fidarsi soltanto degli amici. E così per la partita con il Lecce del 14 novembre 2004 la scelta cade su una terna sicura: direttore di gara Massimo De Santis, assistenti Enrico Ceniccola e Alessandro Griselli. Il giorno dopo la partita sono proprio De Santis e Ceniccola a commentare il lavoro svolto e i complimenti ricevuti da una persona che, secondo i magistrati, è certamente un dirigente della Juventus.
Ceniccola: «Per cui m'ha salutato e m'ha detto bravo. M'ha detto sei stato bravo. Anzi m'ha detto sei stato spettacolare. Io gli ho fatto: secondo lei posso tornà a fa la Juve? E, poi... s'è messo a ride e m'ha fatto voi tornà?...ha detto... non te voi annà mai annà mai da qui, ha detto».

LE AMMONIZIONI DI PETRUZZI E NASTASE
Due giorni prima di Juventus-Lazio, Moggi ha già assicurazioni «sulla designazione di una terna arbitrale che garantiva e si adoperava per il raggiungimento di un risultato favorevole alla squadra sua e di Giraudo» . La prova, dicono i magistrati, è nella telefonata intercettata il 3 dicembre 2004 tra lo stesso Moggi e la segretaria della Juventus, Alessia, che lo aveva chiamato per comunicargli l'esito del sorteggio. Scrivono i pm Narducci e Beatrice nell'ordine di comparizione: «Moggi era già a conoscenza che Dondarini avrebbe arbitrato Juventus-Lazio; Racalbuto avrebbe arbitrato Reggina-Brescia; Pieri avrebbe arbitrato Parma-Milan. Poi anticipava alla sua interlocutrice che Baglioni e Alvino saranno assistenti di Dondarini per l'incontro della Juventus, tanto da sbalordire la donna che afferma: "Ma gli assistenti non sono usciti ancora!"» .

In realtà quello stesso giorno il direttore generale della Juventus ha già pianificato anche le designazioni per l'incontro tra Fiorentina e Bologna. Il turno successivo i rossoblu saranno avversari della Juve e Moggi vuole essere certo che arriveranno all'appuntamento con una formazione falcidiata. A Firenze viene dunque mandato Massimo De Santis. Al telefono con un amico, che non è stato identificato, Moggi è perentorio: «Eh, ma a me quello che mi serve è Fiorentina-Bologna in modo particolare... E poi mi serve il Milan, di avanzare nelle ammonizioni per far fare le diffide, insomma» .

Durante la partita l'arbitro esegue le disposizioni «compiendo atti fraudolenti consistiti nella dolosa ammonizione dei calciatori Petruzzi, Nastase e Gamberini, difensori del Bologna». Come ricordano i pm, i giocatori «Petruzzi e Nastase erano già diffidati e, conseguentemente, squalificati per cumulo di ammonizioni». Anche per Juventus-Udinese sono le designazioni a fare la differenza.

Questa volta Moggi punta sugli assistenti di gara. Il 9 febbraio 2005, ben quattro giorni prima dell'incontro, il designatore Paolo Bergamo ne parla con la sua assistente Maria Grazia Fazi e le riferisce il contenuto del colloquio che ha avuto poco prima con il dg juventino. Bergamo: «Gli ho detto: chi vuoi assistenti domenica? Lui dice: voglio Ambrosini e Foschetti. Io ho detto: no, ti mando Ricci e Gemignani... insomma sai, se non è zuppa è pan bagnato, però, tanto per non dirgli quello che vuole lui...» .

"LOTITO ATTENTO CHE TI ARRESTANO"
Agli inizi di febbraio anche la Lazio reclama la sua parte. Lotito contatta Carraro: a leggere le intercettazioni sembra che riesca a trovare i canali giusti per ottenere anche lui arbitraggi favorevoli. Il 21 febbraio 2005 Lotito parla con il vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini. C'è in vista Lazio- Parma e l'arbitro designato è un amico: Domenico Messina. «Bisogna salvarsi in tutti i modi, eh?». «Aoh, domenica ho il Parma eh? Che è importante». La Lazio vince 2-0. Il Parma protesta per l'arbitraggio. C'è una nuova telefonata.
Mazzini: «Ti arrestano...ti arrestano» .
Lotito: «Aho? E perché mi devono arrestare?»
Mazzini: «Ehh! Chiediglielo a quelli del Parma!» .

Si arriva così a Roma-Juventus. partita di cartello del 5 marzo 2005. Bergamo organizza le cose per bene e raccomanda al «quarto uomo», in questo caso il suo amico Marco Gabriele, di tenere acceso il telefono tra il primo e il secondo tempo. Naturalmente si tratta di un cellulare estero, che dunque non può essere intercettato.

LA STANGATA PER VIALI E OBODO
In vista di Inter-Fiorentina del 20 marzo 2005 la pianificazione è la solita: i giocatori avversari più pericolosi devono essere stangati. Perché il turno successivo i viola giocheranno contro la Juve che corre per lo scudetto. Viene così scelto l'arbitro Paolo Bertini, uno dei suoi assistenti è Gabriele Contini. Dopo la partita il dirigente del Milan Leonardo Meani commenta quanto accaduto al telefono con l'assistente Claudio Puglisi e quest'ultimo afferma: «Due diffidati, due impallinati. Pum, pum».

Per Milan- Brescia del 10 aprile, Leonardo Meani parla direttamente con l'assistente di gara Gabriele Contini e per festeggiare la sua designazione lo invita a cena per il dopo partita.

LO STOP ALLA CORSA DEL MILAN
Anche Lotito appare ormai inarrestabile. E in vista di Bologna-Lazio, poi finita 2-1 per gli ospiti, torna a rivolgersi a Mazzini. La telefonata viene registrata il 14 aprile, tre giorni prima dell'incontro.

Lotito: «Il problema adesso è a Bologna. Stammi a sentire: guarda che Bologna è importante. Sai che m'ha fatto Gazzoni, lo sai che mi ha detto, domenica vicino a me? Ti faccio una dichiarazione al vetriolo. Dico vabbè, fai la dichiarazione».
Mazzini: «Te fai la dichiarazione, noi ci prendiamo i punti».

Quando il campionato è ormai alle battute finali, i dirigenti della Juve si occupano di stoppare il Milan. L'arbitro è Collina, dunque si punta tutto sull'assistente Duccio Baglioni. Nell'ordinanza si sottolinea «in particolare la segnalazione di fuorigioco del giocatore milanista Shevchenko, il cui gol veniva annullato al 10' del primo tempo». Mazzini chiama Giraudo e riferendosi al designatore Bergamo gli ricorda che «a Siena il nostro amico è stato eccezionale» . La sera il dirigente del Milan si sfoga con l'assistente Contini che afferma: «Baglioni è l'amico di Pairetto. Se lo vuoi sapere, è quello che gli prenota i biglietti, che Pairetto va a mangiare a casa sua. Non al ristorante, a casa sua!».

L'AIUTO ALLA FIORENTINA PER RIMANERE IN A
L'8 maggio tocca alla Fiorentina. Scrive il giudice: «Diego e Andrea Della Valle e l'amministratore esecutivo della società Sandro Mencucci si accordavano con Mazzini (con l'assenso di Moggi) perché i designatori arbitrali fossero sensibilizzati e fosse garantito alla Fiorentina un percorso finale di campionato che ne assicurasse la salvezza in serie A». Il 6 maggio Mazzini chiama il direttore sportivo Claudio Nassi e afferma: «Allora, m'ha chiamato Andrea e Diego Della Valle perché vogliono che li aiuti» .

Viene designato Paolo Dondarini. E dopo la partita c'è un nuovo contatto.
Mencucci: «Bel lavoro, ho visto» .
Mazzini: «Ti lamenti ancora?» .
Mencucci: «Grande prova eh?» .

LA VENDETTA SU SPINELLI: ESPULSO GALANTE
Lo scudetto per la Juve appare ormai cosa fatta. C'è la possibilità di prendersi qualche rivincita. E così, per rispondere al presidente del Livorno Aldo Spinelli, che aveva accusato «la combriccola romana», si prepara la vendetta. Ad arbitrare Livorno- Siena dell'8 maggio viene mandato Massimo De Santis, ora sospettato di aver compiuto «atti fraudolenti consistiti nella ingiustificata espulsione del calciatore Galante Fabio, per alterare il risultato del predetto incontro terminato con la vittoria del Siena, dovendo il Livorno giocare per oltre settanta minuti in inferiorità numerica». La missione è compiuta, eloquente è la telefonata del dopo-partita.
Mazzini: «Povero Spinelli... Sei stato come sempre splendido».
De Santis: «Hai visto? Pronti e via, uno fuori».

Il 29 maggio è una giornata campale. I contatti sono frenetici. Obiettivo: lasciare la Fiorentina in A e far disputare lo spareggio tra Parma e Bologna. Bergamo e De Santis concordano la strategia.

De Santis: «Gli ho spiegato (ai due assistenti, ndr) pure un po' le cose, velatamente... insomma gli ho spiegato, fatto capire che, poi intanto gliela do io l'impostazione, da quello che ho sentito dalle interviste: loro giocano, il Lecce vuole giocare per vincere, il Parma pure gioca a vincere, quindi a 'sto punto facciamo la partita, ci mettiamo in mezzo» . Va tutto come previsto.

La sera Mazzini chiama Mencucci ed esulta: «Le pedine nostre funzionano sempre». Poi contatta anche Andrea Della Valle e dà un giudizio netto: «L'équipe ha funzionato bene»


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