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Marta Bastianelli, ventenne di Velletri, si è aggiudicata il titolo mondiale femminile su strada grazie a un'azione solitaria nell'ultimo giro. Il trionfo azzurro è completato dal terzo posto di Giorgia Bronzini. E' la seconda vittoria azzurra di sempre dopo il successo di Alessandra Cappellotto nel 1997. "Ho provato - racconta a caldo la neo-iridata - per spezzare un po' il gruppo, doveva essere un'azione per favorire Noemi Cantele e Giorgia Bronzini. Ho insistito ed è andata bene. Non ci posso credere".
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Lo slovacco Peter Velits ha vinto in volata il Mondiale di ciclismo U23, in un finale contrassegnato da una caduta di diversi corridori. Primo degli italiani, Simone Ponzi, tredicesimo. Velits e' alla sua prima stagione da professionista. Sul podio sono saliti anche l'australiano Wesley Sulzberger (secondo) ed il britannico Jonathan Bellis. (ANSA sport)
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La curva "a esse" su cui si affaccia l'***el scelto come sede del ritiro azzurro era talmente veloce che nel 1965 gli organizzatori della Solitude, corsa per i bolidi a quattro ruote di grande tradizione nel sud della Germania, decisero di scegliere un altro percorso. Sulle curve Franco Ballerini ha imparato a sbandare, tenendo in sesto il gruppo che domani difenderà il titolo conquistato da Paolo Bettini un anno fa.
INCUBO FREIRE - "E' stata una vigilia incredibile, ogni giorno ne succedeva una - ammette il c.t. - ma ormai è acqua passata. Dobbiamo pensare alla corsa". Accerchiati ma temuti, gli italiani in gara avranno tanti avversari e un incubo con la maglia bianca a bordi giallorossi, Oscar Freire. "Con una curva veloce come quella che c'è prima del traguardo - prosegue Ballerini - Oscar è il candidato principale alla vittoria. Ma noi forse siamo gli unici che possiamo batterlo". SCHUMACHER - Non c'è comunque solo il tricampione del Mondo nella rosa dei favoriti. Sono da oro gli spagnoli Sanchez e Valverde, i tedeschi Zabel e (soprattutto) Schumacher, nato a 15 chilometri da Stoccarda, uno che per andare a scuola usava la bici e saliva le rampe del percorso Mondiale. Bettini e Pozzato sono le risposte italiane. Competitive e arrabbiate. DONNE IN FESTA - In serata l'atmosfera nel ritiro azzurro era la migliore possibile. L'oro di Marta Bastianelli, che ha ricevuto le congratulazioni del presidente del Consiglio Romano Prodi, è stato festeggiato anche dalla Nazionale maschile. "Sono felicissima e vorrei che questa medaglia fosse considerata come un risultato di squadra e non individuale - ha detto la ventenne di Lariano -. Ora partiremo tutte per una bella vacanza, al caldo, magari a Sharm El Sheik". gazzetta |
SI PARTE - Alle 10.30 il via, dopo che in mattinata (7.15) gli azzurri erano stati sottoposti a controllo antidoping (con Bettini modi un po' rudi) senza sorprese. Controllate anche Spagna, Olanda e Portogallo: ematocrito alto per Jose Rodrigues (Por), che non è partito sul percorso duro, impegnativo, che farà selezione da subito. Guardando da vicino i 19,1 chilometri che i corridori copriranno 14 volte con partenza e arrivo a Stoccarda, si ha subito la sensazione che chi avrà le gambe per attaccare nell'ultimo tratto potrà fare la differenza. In totale, saranno 267,4 i km da coprire con almeno tre salite da cerchiare in rosso: l'Herdweg (700 metri al quarto chilometro con pendenza massima del 13%), il Birkenkopf (1.100 metri al km 9,2 con pendenza 8%) e l'Am Kochenhof,(2.800 metri con pendenze anche del 7%, posta all'arrivo). Tre punti caldi di un saliscendi continuo che renderà imprevedibile ogni momento della corsa.
LA CORSA - Una caduta al via. Dopo 19 chilometri (curiosità, Bettini è in coda al gruppo) il primo scatto di giornata è del croato Kiserlovski. Sul battistrada si porta anche lo slovacco Bronis. Azzurri in testa al gruppo. ORE 11: Concluso il primo giro in 28'16'' alla media di 46,38 km/h. Al comando sette corridori: Kiserlovski (Croazia), Bronis (Slovacchia), Borisov (Russia), Kolesnikov (Russia), Farrar (Stati Uniti), Der (Serbia) Arashiro (Giappone) ORE 11.15: Al comando due corridori, Perez Arango (Colombia) e Augè (Francia). Il vantaggio è di 1'35'' sul gruppo. Moltissimi tifosi italiani lungo il percorso. ORE 11.30: Al termine del secondo giro, il gruppo ha un ritardo di 2'07'' dai battistrada Perez Arango (Colombia) e Augè (Francia). ORE 12: Passano sul traguardo, per l'inizio del quarto giro, Perez Arango (Colombia), Augè (Francia) e Kolesnikov (Russia). Il vantaggio sul gruppo è di 2'30''. Sfortunato lo stesso Kolesnikov: foratura pochi chilometri dopo. ORE 12.30: Situazione invariata. Ancora al comando il terzetto formato da Perez Arango (Colombia), Augè (Francia) e Kolesnikov (Russia), primi a completare il quarto giro alla media di 36.789 km/h in 31'09. Kolesnikov acambia ancora la ruota anteriori. Dopo due ore di gara, il gruppo transita sul traguardo con un ritardo di 5'18''. ORE 13: Primi movimenti in gruppo. E' l'Italia in testa a dettare il ritmo. Ma la novità è che Damiano Cunego è stato mandato all'attacco quando mancano 180 km al traguardo. Con lui Bruseghin, Tosatto e Bertolini in un gruppo che comprende 42 corridori. Il gruppo principale è a 2'40. ORE 13.30: Superato il 100° km. Azione solitaria dell'ucraino Pidgornyy, mentre nel gruppo dei 41 gli azzurri Bruseghin, Tosatto e Bertolini, gregari di Cunego, non trovano collaborazione. Dietro sta tirando compatta l'Olanda. Crono: 30'' tra Pidgornyy e i 41 (Cunego, Voigt, Hincapie), 2' tra i 41 e il gruppo. ORE 14: Pidgornyy in fuga da 30 km ma senza possibilità di arrivare al traguardo. Alle sue spalle (25'' il vantaggio) è fallito il tentativo dei 41 con Cunego, Bruseghin, Tosatto e Bertolini. Buona comunque l'operazione degli azzurri, che al pari della Spagna hanno mantenuto coperti i favoriti e forze fresche per altre manovre. gazzetta |
grande bettini, ancora una volta Campioni del Mondo!
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immenso Bettini!!!!!
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Bettini, trionfo contro tutti
STOCCARDA (Germania), 30 settembre 2007 - Contro tutti. In un ambiente dichiaratamente ostile. Paolo Bettini è campione del Mondo per la seconda volta consecutiva dopo il titolo di Salisburgo. Un’impresa vera, quindici anni dopo la doppietta di Gianni Bugno. Di rabbia pura, ma anche di squadra. Al termine di una corsa nervosa che l’Italia ha cercato di controllare dall’inizio.
VITTORIA DIFFICILE - Le prime parole di Paolo Bettini sul traguardo di Stoccarda: "E' stata una settimana dura. Sono stato accusato in ogni direzione e non so perché. Ho fatto bene a farmi seguire da un legale - ha detto il livornese -. Non è stato facile in quest'ultimo anno, sono stato abituato a penare con dolori più grossi (il riferimento è alla scomparsa del fratello Sauro poco prima del giro di Lombardia, ndr.). Grazie a tutta l'Italia". Gli azzurri tornano a festeggiare un titolo Mondiale in Germania a pi d'un anno dalla finale di calcio con la Francia. Una vittoria sentita, come e più di quella dei ragazzi di Marcello Lippi. "Il ciclismo è uno sport duro, di fatica. Non potevo che rispondere con una vittoria come questa. Ma si poteva vincere solo con una squadra grande, molto cattiva, con un grandissimo gioco d'insieme che è la cosa che fa la differenza in nazionale". PRIMO ALLUNGO - La gara si accende al quinto giro, il punto in cui Ballerini aveva programmato il primo strattone per fare selezione. Tonti e Bertolini allungano chiudendo sui tre battistrada della prima ora (Auge, Perez Arango e Kolasnikov). La corsa si spacca. In 42 provano a scappare lungo la salita del Birkenkopf. Italia e Spagna si marcano a vicenda con quattro azzurri (Cunego, Tosatto, Bruseghin e Bertolini) e tre iberici (Flecha, Barredo e Sastre) in fuga, tra gli altri, insieme a Voigt, Hushovd, Hincapie e l’ucraino Podgornyy. SECONDO ATTACCO – Ci sono troppi uomini pericolosi per non aspettarsi una reazione di Olanda e Germania, che annullano la fuga alla fine del sesto giro. Resta allo scoperto Ruslan Podgornyy, ma è solo. La seconda stoccata azzurra nasce all’ottavo giro. Bertolini, uno dei più brillanti, mette in fila il gruppo, se ne vanno anche Ballan e Cunego con Barredo, Flecha, Sanchez Gonzalez, Gilbert, Voigt, Van Summeren, Gesink, V.Efimkin e l’americano Hincapie. TUTTI INSIEME – Il lavoro di Bertolini è straordinario, ma c’è poca collaborazione e il gruppo torna compatto poco dopo una “tirata” di Tonti (forse ordinata da Ballerini per staccare qualche uomo di punta in difficoltà). La media ****, con due giri oltre i 41 di media, con l’Italia sempre al comando della corsa. Ma sono tutti insieme. Prima dei fuochi d’artificio degli ultimi 30 chilometri. L’ULTIMO GIRO – Sulla salita dell’Herdweg l’azione di Rebellin e Kolobnev costringe la Spagna a muoversi. Chiuso a 42 di media il tredicesimo giro, gli azzurri si tengono al coperto fino a quando Wegmann e Boogerd non raggiungono l’italiano e il russo sull’ultima ascesa dell’Herdweg. E’ il momento chiave. L’ARRIVO - Bettini e Pozzato, insieme a Rebellin, restano nel gruppo dei quindici uomini che si gioca il Mondiale. Ai meno dieci si sgancia un terzetto, con il detentore del titolo accompagnato da Frank Schleck (Lussemburgo) e Stefan Schumacher, temutissimo padrone di casa. Più indietro Rebellin e Pozzato spezzano i cambi degli spagnoli, ormai tagliati fuori. Ai tre di aggiungono con uno sforzo incredibile Evans e Kolobnev. Gli ultimi 2400 metri sono in salita. Lo sprint a cinque premia Paolo Bettini, davanti al russo Kolobnev e al tedesco Schumacher. Ancora iridato come Gianni Bugno nel 1991. Sempre a Stoccarda. Una risposta da campione vero a una settimana di veleni. Il più forte è ancora lui. gazzetta |
Grande grillo però tutta la squadra è stata grandissima soprattutto Bertolini e Cunego... ;)
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tutti hanno fatto bene ;) ma bettini nelle gare secche è veramente immenso
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e un superbo Rebellin ;)
"Sono ancora arrabbiato. Come prima della corsa. In questa settimana ne ho viste e sentite troppe". Paolo Bettini non riesce a scansare quel fondo di amarezza che circonda un'impresa storica. "Noi ciclisti abbiamo imparato sulla nostra pelle che chi sbaglia deve pagare. Ed è giusto che sia così anche per chi non corre in bici. Mi riferisco a chi ha infangato il mio nome". Parole di rabbia in un giorno di vittoria. Ma la portata dell'impresa è tale (è il quinto corridore a centrare due Mondiali di fila dopo Gianni Bugno, anch'egli vincitore a Stoccarda nel '91, e i belgi van Looy, van Steenbergen e Ronsse) che il sorriso ci mette un attimo a ricomparire sul volto del bicampione del Mondo. INCHINO - Pat McQuaid, uno dei "grandi nemici" di Bettini, ha usato parole al miele. "E' venuto a Stoccarda, ha visto cosa lo aspettava, e ha vinto. E' un campione superbo. Non posso che fargli i complimenti". Paolo ha abbozzato un mezzo inchino. “Quando fanno arrabbiare Bettini questo è il risultato. Il mio inchino? C’era tutta la mia semplicità e i sacrifici di una carriera che qualcuno ha cercato di infangare. Ho pensato a tutti. A mio fratello, ai miei genitori, a mia moglie e a mia figlia Veronica, a cui vado a comprare il regalo perchè è stato il suo compleanno. E ai miei genitori dico di stare tranquilli perchè siamo tutti molto sereni e c’è chi lavora per la nostra serenità. La voglia di piantare tutto è tanta, ma la vita va avanti”. I festeggiamenti più apprezzati sono stati quelli dei tifosi, dei meccanici e dello staff che hanno "travolto" gli azzurri a suon di gavettoni e cori. BIRRA E IRIDE - Il tempo di una doccia e il leader di una delle Nazionali più forti di sempre è stato circondato dai suoi compagni intorno a un tavolo con parecchia birra e una maglia con l'iride al centro. "Se oggi è arrivata questa vittoria il merito è vostro", ha detto il 33enne di Cecina ai suoi compagni poco dopo aver ricevuto la telefonata di Romano Prodi. Poi, con la solita sferzante ironia ha aggiunto: "Ho un solo cruccio, non c'è stato verso di stringere la mano alla signora Eisenmann" (la donna a capo dell'organizzazione dei Mondiali che avevo chiesto al Tribunale di Stoccarda la sua esclusione). RIVALSA - "Paolo ha sofferto tanto in questa settimana", ha dichiarato la moglie Monica. "Ma lui è così, ha una forza incredibile ed è un vincente". "Abbiamo dimostrato di avere due c... così", aggiunge Bertolini, che ha interpretato alla perfezione il suo ruolo, "e Paolo ha corso la gara più bella e difficile della sua carriera in un modo splendido". Pozzato: "Ho avuto i crampi a 7 chilometri dal traguardo, peccato perché potevo restare con Paolo. Ma va benissimo così". Ballan: "E' andato tutto benissimo, Germania e Spagna sono rimaste fuori dai momenti cruciali della corsa". TUTTI PER IL C.T. - Raggiante Franco Ballerini, e anche commosso quando gli azzurri lo hanno applaudito tutti insieme: "Avrò ricevuto 200 messaggi di complimenti - ha detto il c.t. che ha vinto due Mondiali e un'Olimpiade in tre anni - ma il merito è tutto loro, sono dei grandissimi uomini prima che dei campioni. Oggi hanno corso in maniera perfetta, aiutandosi nei momenti difficili, come quando Bruseghin ha rotto la catena e si è creato il buco". Chiude Rebellin, il regista: "Visto? E' riuscito un film proprio apprezzato". gazzetta |
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Un colpo da 150mila euro, una razzia che ha fatto arrabbiare il neo bis-campione del mondo Paolo Bettini, mettendo anche in forse la sua partecipazione al 3° Memorial Cimurri, in programma oggi. Nella notte sono state rubate 21 biciclette del team Quickstep: il camioncino sui cui erano state ricoverate è stato forzato e il prezioso carico (ogni mezzo, del noto marchio Specialized, vale circa 7mila euro) è sparito. Sicuramente si tratta dell'opera di professionisti. Il mezzo della squadra di Bettini era all'interno di un recinto: la rete è stata tagliata con cesoie. L'audacia del colpo è data anche dal fatto che c'era un sistema di telecamere che proteggeva la zona (ma pare che il camioncino fosse fuori dal raggio degli obiettivi fissi).
Tra le biciclette trafugate, c'è anche quella con cui Paolo Bettini, domenica scorsa, si era confermato campione del Mondo. Particolarmente furioso il campione azzurro: "C'era anche il numero uno appiccicato, era una bici che avrei voluto tenere per sempre, per ricordo". Il furto ha messo ovviamente a rischio la partecipazione di Bettini alla gara di oggi. Il campione del mondo sarà comunque al via perché gli era stata recapitata una nuova bicicletta da provare, che gli era stata portata direttamente in camera. Con lui, saranno alla partenza anche Tonti e Visconti, che avevano in un altro mezzo delle bici da allenamento, mentre il resto dei compagni di squadra del campione del mondo non potrà gareggiare. gasport |
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