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yatta 03-27-2008 11:08 AM

Jiwa: futuri plausibili nella musica online.
 
Jiwa: futuri plausibili nella musica online.

Federico Simonelli

Schermaglie nel mondo digitale: un colpo alla cementata rivalità tra industria musicale e nuove tecnologie arriva dall’accordo siglato tra Universal Music, attualmente la più grande Label discografica al mondo, e Jiwa, un sito internet francese che offre musica in streaming.

Jiwa, che si presenta come un sito di social networking (alla maniera di MySpace e FaceBook ), si è aggiudicato un contratto per la distribuzione dell’intero catalogo Universal, colosso storico della musica pop, rock e soul , ricco di nomi del calibro di Beck, Björk, Amy Winehouse, Elvis Costello, Johnny Cash e quant’altro possa venire in mente nel campo della musica leggera degli ultimi cinquant’anni. La musica può essere ascoltata gratuitamente in streaming e non scaricata, ma si possono creare e salvare playlist, consultare canali tematici e tenersi in contatto con altri utenti.

Questa non è proprio una novità nel web francese: Deezer, un’altra società internet, mette già a disposizione da fine 2007 un ampio catalogo musicale online, frutto di un accordo con Sony BMG, ma è stata battuta sul tempo nella firma del patto con Universal e ora si trova in posizione di svantaggio.

In questo tipo di contratti le grosse case discografiche fanno comunque ancora la parte del Leone. Nel caso di Jiwa, per esempio, la società internet, che conta sulla raccolta pubblicitaria permessa dai banner e dagli advertisement, si sarebbe impegnata alla retribuzione degli aventi diritto ( artisti, autori/compositori, casa di produzione) in base al numero di contatti registrati dai loro titoli. Meccanismo rischioso nel caso i proventi della pubblicità non si rivelino all’altezza delle aspettative; ma è pur vero che per il momento questi servizi, già esistenti nei paesi anglosassoni (Imeen, Last) stanno registrando un buon successo.

Lo streaming, che al momento si caratterizza ancora come utenza “immobile”, nel senso che viene fruito principalmente da postazioni ferme, siano esse desktop o laptop, potrebbe godere di buona salute nei prossimi anni con la diffusione di dispositivi portatili di accesso a internet come i cellulari di terza generazione, il cui avvento definitivo è ormai dato per scontato.

Il nodo rimane però la gratuità del prodotto digitale: se è vero che Apple, con la sua piattaforma iTunes, ha rilanciato lievemente il download di brani a pagamento, il vero rivale delle Major è pur sempre costituito dalla galassia del peer-to-peer, che raccoglie la stragrande maggioranza di musica scaricata via internet. I produttori, con Rick Rubin della Columbia Records in testa, sembrano aver capito che il mercato si sta evolvendo e muovono i primi passi in deroga al loro tradizionale immobilismo. Le parole d’ordine sembrano essere qualità e multipiattaforma. È di questi giorni la notizia che il nuovo album di Elvis Costello, in uscita ad Aprile per la Lost Highway Records, sarà disponibile solamente in vinile e mp3: gli acquirenti del disco troveranno all’interno della confezione un coupon che permetterà loro di scaricare l’album da internet per poterlo ascoltare sul lettore portatile. Il ritorno del 33 giri, che negli ultimi due anni solo in Italia ha registrato una crescita del 250%, potrebbe però indurre a facili entusiasmi. Meglio restare tranquilli e vedere cosa ci riserva il futuro: chissà che il francese Jiwa non possa avere un ruolo da primo attore.

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