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Old 08-16-2007, 07:34 PM
magikoMILAN1982 magikoMILAN1982 is offline
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Mira, la stella che si crede cometa


Già da quattrocento anni gli astronomi la chiamano 'Mira', dal latino 'Mirabilis', straordinario. Ma la stella fotografata dal telescopio spaziale Galaxy forse merita anche l'aggettivo 'megalomane': secondo uno studio pubblicato da Nature, la gigante rossa ha infatti anche una coda uguale a quelle delle comete, anche se molto più grande.

Il telescopio orbitante Galaxy Evolution Explorer della Nasa scruta l'universo da un'altezza di circa 700 km. I suoi strumenti sono dedicati alle osservazioni della lunghezza d'onda dell'ultravioletto, e non del visibile come quelli più comuni. Grazie a questa caratteristica è stato possibile vedere quello che in 400 anni era 'sfuggito': Mira, che si muove alla velocità di 130mila chilometri all'ora, ha una scia del tutto simile a quella lasciata dalle comete, lunga 13 anni anni luce, vale a dire sei volte la distanza di Plutone dal Sole.

"Questo fenomeno è completamente nuovo per noi - sottolinea Mark Seibert del California Institute of Technology di Pasadena, co-autore dello studio - e stiamo ancora cercando di capire i processi fisici che l'hanno causato. La nostra speranza è di riuscire a leggere la coda di Mira come se fosse il nastro di una telescrivente che ci insegni qualcosa sulla vita delle stelle".

La coda di Mira è formata da carbonio, ossigeno ed altri elementi importanti per la formazione di nuove stelle e pianeti, ed è stata rilasciata nel corso degli ultimi 30mila anni. Questa stella fa parte della classe delle "giganti rosse", e la sua parte 'tradizionale' è ben visibile dalla Terra. Qualche miliardo di anni fa, l'astro era simile al nostro Sole: una volta esaurito l'idrogeno nel nucleo questo tipo di stelle inizia a bruciare quello dello strato più esterno, diventando più grandi ma anche più fredde, e continuando a 'sparare' nello spazio grandi quantità di gas. La forma 'a scia' presa dai detriti di Mira è dovuta probabilmente alla velocità con cui si muove, inusuale per stelle di queste dimensioni e causata dall'interazione con le stelle vicine. Questi gas sono estremamente caldi, e quindi emettono luce alla lunghezza d'onda dell'ultravioletto.

"E' divertente scoprire dettagli così importanti in un oggetto conosciuto da 400 anni - continua Seibert - questo è proprio l'obiettivo della missione del telescopio Galaxy".

Il telescopio è stato lanciato nel marzo 2003, e inizialmente doveva rimanere in orbita 29 mesi. La sua missione é l'osservazione dell'universo a caccia di dettagli sulla storia del cosmo fino a dieci miliardi di anni fa. Attraverso i suoi strumenti ha già dato utili indicazioni su come si sono formate e evolute le galassie, oltre a trovarne di nuove mai osservate prima. Trovandosi al di fuori dell'atmosfera, riesce a camptare le emissioni delle stelle nella lunghezza d'onda dell'Uv, che normalmente sono trattenute dai gas che circondano il nostro pianeta.

ansa.it

per chi volesse saperne di più guardi qui (in inglese)


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