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  #1  
Old 05-09-2007, 03:39 PM
staff staff is offline
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Exclamation

P2P - Lettera Peppermit


Se qualcuno di voi ha ricevuto questa lettera:

http://www.p2pforum.it/forum/forumdisplay.php?f=193

Fate riferimento all' associazione consumatori piu' vicina alla vostra citta',o vostri avvocati di fiducia... se c'e' qualcuno di questo forum possiamo metterli in contatto con i nostri legali... Non pagate, pagando gli date la certezza della vostra presunta colpevolezza, e cmq sia il pagamento non preclude un azione penale successiva.

Peccato che questa lettera non e' arrivata ad uno di noi....
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Last edited by staff : 05-09-2007 at 03:43 PM.


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  #2  
Old 05-09-2007, 04:55 PM
djvezz82 djvezz82 is offline
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Mah....ho letto un po è mi sembra tutto troppo strano...uno studio legale che ti chiede dei soldi per chiudere un occhio.....vedremo gli sviluppi della faccenda, grazie Staff per l'informazione!

Però una domanda mi sorge spontanea.....secondo voi ci dobbiamo preoccupare x il futuro? Alla fine si parla sempre e comunque di intercettazioni...(indirizzi IP privati ecc..), e poi secondo voi tutta la storia come potranno chiamarla: DOWNLOADOPOLI???????


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  #3  
Old 05-09-2007, 05:41 PM
petrescu petrescu is offline
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no, meglio piratopoli
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  #4  
Old 05-09-2007, 11:37 PM
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Roma, 9 Maggio 2007
Ecco il vero volto della legge Urbani e della Ipred: è iniziata la schedatura di massa

Oltre 4000 cittadini ricevono una richiesta di risarcimento per evitare il procedimento penale.
Nel comunicato stampa del 23 Aprile scorso, a proposito della normativa Ipred2, Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum affermava "il cittadino deve avere la certezza che le intromissioni nella sua vita privata siano eseguite solo da forze dell'Ordine e dalla magistratura, le uniche che agiscono per il più alto bene collettivo e non rispondono a meri interessi di parte".

Oggi, migliaia di consumatori, inconsapevolmente controllati nel loro uso personale di Internet, sono accusati di avere violato la legge senza essere avvisati, sono costretti a difendersi, a proprie spese, dall'accusa di condivisione di file illegale mosse da una società tedesca detentrice di diritti d'autore, devono scegliere se accettare la proposta dello studio legale Mahlknecht & Rottensteiner, che chiede di risolvere "bonariamente" con una transazione di 400 euro e la promessa di non ripetere più l'illecito (pena altri 10.00 euro di penale), per evitare che la Peppermint "provvederà a sporgere denuncia/querela penale e a intraprendere le azioni civili...".

Ecco lo sconvolgente risultato della pessima legge Urbani unitamente alla direttiva europea IPRED1 che Adiconsum ha sempre contestato.
È inammissibile che un privato, in questo caso una società discografica, possa chiedere ad un provider tutti i dati relativi ai movimenti effettuati con il pc dai parte dei loro clienti senza che questi ne sappiano nulla, peraltro a seguito di una procedura di indagine non certificata da strutture dello Stato. Non esiste privacy e vengono meno i principi primari del diritto. È una vergogna che per colpire l'industria criminale della contraffazione ci rimetta, come al solito il consumatore finale che effettua lo scambio di file senza scopo di lucro.

Adiconsum ha già chiesto l'immediato intervento del Governo, che nel suo programma elettorale aveva previsto l'abolizione della legge Urbani, per tutelare i cittadini colpiti; chiede l'intervento dell'Authority della privacy affinché intervenga nei confronti della società tedesca Peppermint vista la palese violazione della privacy, condotta peraltro da una società, la Logistep AG, con sede a Steinhausen, in Svizzera, nazione non contemplata dalla normativa Ipred. Chiede l'intervento dei giuristi italiani affinché intervengano in difesa del più elementare diritto, cioè quello di essere indagati solo se esiste la presunzione di reato rilevato dalla magistratura.

Tutti i consumatori che hanno ricevuto la raccomandata da parte dello studio legale Mahlknecht & Rottensteiner che intendono opporsi alle richieste possono rivolgersi alle sedi di Adiconsum.

fonte: punto-informatico.it
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  #5  
Old 05-10-2007, 10:48 AM
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Urbani?!?....si,ma per il padrone!E' ben noto.


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  #6  
Old 05-17-2007, 01:43 PM
nacus nacus is offline
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con un solo click potete mandare un’e-mail di protesta alle seguenti 7 destinazioni: Mi Manda Rai Tre, Garante della Privacy, Striscia la Notizia, Adiconsum, La Repubblica, Kataweb, Tg5, e non solo...basta andare su http://www.santapepper.com/ blog che si sta occupando di questa vicenda...


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  #7  
Old 05-17-2007, 08:45 PM
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Mandate una e-mail di protesta


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Originally Posted by nacus
con un solo click potete mandare un’e-mail di protesta alle seguenti 7 destinazioni: Mi Manda Rai Tre, Garante della Privacy, Striscia la Notizia, Adiconsum, La Repubblica, Kataweb, Tg5, e non solo...basta andare su http://www.santapepper.com/ blog che si sta occupando di questa vicenda...

Bravo nacus!


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  #8  
Old 06-11-2007, 09:33 AM
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P2P, caccia aperta agli utenti irlandesi


Roma - Piove sugli utenti irlandesi: 23 di loro, considerati dall'industria grandi scaricatori di file protetti dal diritto d'autore, dovranno essere smascherati dai propri provider, costretti dai magistrati locali a fornire i loro nomi all'industria dell'intrattenimento.

A diffondere la notizia è IRMA, la divisione locale della lobby globale dell'industria musicale, che ha fatto sapere come l'High Court abbia ordinato a sette provider irlandesi di spifferare i nomi di utenti che, a detta di IRMA, hanno posto in condivisione almeno 180mila file. Uno di loro, da solo, sarebbe responsabile della disseminazione non autorizzata di 37.500 file.

Una volta ottenuti quei nomi, IRMA ritiene di voler andare fino in fondo, trascinare quegli utenti nelle aule dei pubblici tribunali e cogliere una vittoria legale che le major ritengono indispensabile per insegnare agli utenti cosa è giusto e cosa non lo è. "Loro - ha dichiarato **** Doyle, direttore generale di IRMA - derubano i nostri artisti e colpiscono la qualità della vita di molti che lavorano nell'industria musicale. Non tollereremo tutto questo e faremo quanto in nostro potere per assicurarci che siano portati dinanzi alla Giustizia".

Non è la prima volta che IRMA prova a dare un segnale alla comunità di utenti irlandesi, ma fin qui le è evidentemente andata male. La stessa associazione locale afferma che "abbiamo prodotto campagne per spiegare alla gente che il file sharing è Male". In Irlanda, come in gran parte del mondo ricco e dotato di connessioni ad Internet decenti, il peer-to-peer dilaga tra gli utenti: nella sola Italia sono otto milioni gli utenti P2P secondo le stime diffuse da ACNielsen.

IRMA ad ogni modo continuerà a scansionare le reti di peering: finora ha individuato e denunciato 66 persone, seguendo pedissequamente la strada già battuta dall'industria della musica e del cinema in molti altri paesi.

Di interesse, dando credito alle informazioni fornite da IRMA, è che ben 61 dei denunciati avrebbero accettato di pagare tra i 2.500 e i 3.000 euro per chiudere il caso prima di finire in tribunale. A parte il pagamento, tutti hanno dovuto dichiarare che non avrebbero più usato sistemi di sharing, che avrebbero anzi cancellato i client dalle proprie macchine nonché qualsiasi file ottenuto illecitamente con quel mezzo.

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  #9  
Old 06-15-2007, 08:34 PM
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Originally Posted by staff
Roma, 9 Maggio 2007
Ecco il vero volto della legge Urbani e della Ipred: è iniziata la schedatura di massa

Oltre 4000 cittadini ricevono una richiesta di risarcimento per evitare il procedimento penale.
Nel comunicato stampa del 23 Aprile scorso, a proposito della normativa Ipred2, Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum affermava "il cittadino deve avere la certezza che le intromissioni nella sua vita privata siano eseguite solo da forze dell'Ordine e dalla magistratura, le uniche che agiscono per il più alto bene collettivo e non rispondono a meri interessi di parte".

Oggi, migliaia di consumatori, inconsapevolmente controllati nel loro uso personale di Internet, sono accusati di avere violato la legge senza essere avvisati, sono costretti a difendersi, a proprie spese, dall'accusa di condivisione di file illegale mosse da una società tedesca detentrice di diritti d'autore, devono scegliere se accettare la proposta dello studio legale Mahlknecht & Rottensteiner, che chiede di risolvere "bonariamente" con una transazione di 400 euro e la promessa di non ripetere più l'illecito (pena altri 10.00 euro di penale), per evitare che la Peppermint "provvederà a sporgere denuncia/querela penale e a intraprendere le azioni civili...".

Ecco lo sconvolgente risultato della pessima legge Urbani unitamente alla direttiva europea IPRED1 che Adiconsum ha sempre contestato.
È inammissibile che un privato, in questo caso una società discografica, possa chiedere ad un provider tutti i dati relativi ai movimenti effettuati con il pc dai parte dei loro clienti senza che questi ne sappiano nulla, peraltro a seguito di una procedura di indagine non certificata da strutture dello Stato. Non esiste privacy e vengono meno i principi primari del diritto. È una vergogna che per colpire l'industria criminale della contraffazione ci rimetta, come al solito il consumatore finale che effettua lo scambio di file senza scopo di lucro.

Adiconsum ha già chiesto l'immediato intervento del Governo, che nel suo programma elettorale aveva previsto l'abolizione della legge Urbani, per tutelare i cittadini colpiti; chiede l'intervento dell'Authority della privacy affinché intervenga nei confronti della società tedesca Peppermint vista la palese violazione della privacy, condotta peraltro da una società, la Logistep AG, con sede a Steinhausen, in Svizzera, nazione non contemplata dalla normativa Ipred. Chiede l'intervento dei giuristi italiani affinché intervengano in difesa del più elementare diritto, cioè quello di essere indagati solo se esiste la presunzione di reato rilevato dalla magistratura.

Tutti i consumatori che hanno ricevuto la raccomandata da parte dello studio legale Mahlknecht & Rottensteiner che intendono opporsi alle richieste possono rivolgersi alle sedi di Adiconsum.

fonte: punto-informatico.it

Grazie Staff per la chiarezza e la tempestività.


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