| ABNormal |
07-26-2007 03:34 AM |
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Originally Posted by juve
io parlo della mia zona,fatta di gente laboriosa che non ha mai saccheggiato,massacrato nessuno,non so tu a chi ti riferisci non certo alla brianza..............
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ridacchio e ti rimando a questa pagina di wikipedia. per evitarti lo sforzo, ti riporto la parte da evidenziare:
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Tra le realizzazioni del regno (delle Due Sicilie), principalmente in ambito scientifico e tecnologico, vanno certamente ricordate, tra le altre, la prima nave a vapore nel Mediterraneo (1818) e, nel 1839, la prima linea ferroviaria italiana, tra Napoli e Portici.
Tali opere sono regolarmente citate in quanto la novità delle stesse colpì i contemporanei. Ma, pur se meno appariscenti, non vanno tralasciati altri primati che, per loro natura, denotano il carattere non episodico dei buoni livelli raggiunti dalle industrie e manifatture meridionali. Si possono ricordare, fra gli altri, il primo ponte sospeso in ferro realizzato nell'Europa continentale (1832), la prima illuminazione a gas in Italia (1839), il primo osservatorio vulcanico del mondo, sul Vesuvio (1841).
Non meno rilevante fu la fabbrica metalmeccanica di Pietrarsa (1840), espressione della politica di Ferdinando II che perseguiva l'affrancamento del Regno da forme di dipendenza, anche tecnologica, dall'estero. Alla fabbrica vera e propria si affiancava infatti una scuola per macchinisti ferroviari e navali, grazie alla quale il Regno poté sostituire, nel giro di pochi anni le maestranze inglesi utilizzate in precedenza.
A puro titolo di paragone, il piroscafo sardo Cagliari impiegato da Carlo Pisacane nella sfortunata avventura di Sapri del 1857 imbarcava personale inglese per le macchine (il che fornì a Cavour un appiglio per ottenere, grazie alle imposizioni britanniche, la restituzione del battello).
È d'altro canto da considerare che, perduta l'indipendenza, entrarono in crisi proprio quei settori industriali che avevano visto il Regno primeggiare in Italia.
Infatti, finché il nuovo Stato non avviò una politica di industrializzazione (1878), i principi liberisti allora in voga segnarono la fine delle piccole e non più "protette" imprese meridionali rispetto alla concorrenza britannica e francese, in una competizione che si svolgeva sostanzialmente sul mercato interno.
Alla crisi contribuì inoltre l'incameramento delle casse del Banco delle Due Sicilie (443 milioni di Lire-oro, all'epoca corrispondenti ad oltre il 60% del patrimonio di tutti gli Stati italiani messi insieme) da parte di quelle esauste del Piemonte, indebolite drammaticamente anche dalla guerra di unificazione. Lo stesso istituto di credito fu poi scisso in Banco di Napoli e Banco di Sicilia.
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se sei capace e volenteroso ti invito alla lettura anche di questa seconda pagina di Wikipedia in modo da ripristinare quel minimo di verità storica e, spero, quel dovuto silenzio di chi come te non sa o finge di non sapere la storia.
sinceramente mi sono rotto di sentirvi fare i *****tti. e come se a scuola dalla prima elementare ci fossero stati rubati i libri (da voi) e arrivati in quinta devo sentir dire, dai ladri dei miei libri, pure che sanno leggere e scrivere meglio di me.
noi eravamo i migliori della *****ola. i migliori, i più ricchi e i più capaci di produrre ricchezze (al secondo link ti faccio notare il La più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato (120% alla Borsa di Parigi)). dopo il saccheggio non abbiamo potuto fare un ca##o.
ma almeno cala la cresta e stammi bene, lavoratore indefesso.
ABN
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