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breunzo 07-30-2007 01:10 AM

Festino H4rd, Mele: sono io il parlamentare
 
La notte in un H0tel a Roma con una squillo che si è poi sentita male

Festino H4rd, Mele: sono io il parlamentare

Il deputato dell'Udc: «Ma niente droga». E annuncia le sue dimissioni dal partito: «Voglio evitare indebite speculazioni»



ROMA - «Quel parlamentare sono io, ma droga non ne ho vista e la signora mi era stata presentata quella sera a cena da amici». Cosimo Mele, 50 anni, una moglie e tre figli, nato in provincia di Brindisi e in quel collegio eletto nelle liste dell'Udc, esce allo scoperto «per evitare speculazioni politiche a danno del partito». Mele, per sua stessa ammissione, è dunque il parlamentare che ha trascorso la notte tra venerdì e sabato in una suite dell'H0tel Flora in via Veneto a Roma con una signora, o forse due, poi ricoverata in ospedale per un malore, da attribuire, sembra, all'uso di cocaina e alcol. A conclusione della vicenda la polizia non ha riscontrato alcun reato, né denunciato, quindi, alcuno. Dopo essere uscito allo scoperto Mele ha poi rassegnato le proprie dimissioni dal partito.

AL PRIMO MANDATO - Al suo primo mandato, negli archivi dell'informazione politica Mele è ricordato per dichiarazioni sulla necessità di difendere «la nostra identità cristiana». È anche cofirmatario della proposta di legge per la pubblicità sull'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte dei parlamentari. Alle agenzie ha poi ricostruito la notte del festino.

«NON SAPEVO FOSSE UNA SQUILLO» - «La signora l'ho conosciuta a cena, al ristorante Camponeschi, presentata da amici», dice Mele nella sua ricostruzione della serata allegra che rischia di cambiargli la vita. «No, non sapevo fosse una prostituta», ribadisce più volte, poi ammette di averlo capito «ad un certo punto» e di averle fatto «un regalino» (sulla cifra preferisce sorvolare). L'ha portata in una suite all'H0tel Flora, «anche se ho casa a Roma, ho preferito». Hanno passato la serata, sempre secondo il racconto del parlamentare, poi ognuno a nanna in una stanza diversa della suite. Di cocaina l'onorevole dice non solo di non aver fatto uso, ma nemmeno di averla vista. «Forse ha preso pasticche. Che ne so, io dormivo!». L'on. Mele insiste anche sul fatto che lui era in compagnia di una sola ragazza, la seconda, dice, l'ha chiamata l'altra «a un certo punto», «poi se n'è andata». Non è chiaro a che punto è arrivata e a che punto se n'è andata. Nemmeno se c'era ancora o no quando la prima si è sentita male. «Non è proprio che stava male - dice Mele -, straparlava...». Tanto che lui ha chiamato la reception chiedendo un medico, poi ha detto che non serviva, poi ha chiamato di nuovo. Fino a che, alle otto di mattina, l'ambulanza ha raccolto la ragazza e l'ha portata al San Giacomo. Qui lei ha raccontato di pasticche che qualcuno le avrebbe fatto prendere. Così è partito l'accertamento di polizia ed è venuto fuori il coinvolgimento del parlamentare, la presenza di un'altra ragazza. Quando si è ripresa, ai poliziotti della questura ha detto che nessuno l'aveva costretta a fare niente e che anzi, «quel signore» le aveva anche pagato il dovuto per la prestazione.

LE RICHIESTE DEI POLITICI - Sulla vicenda, prima ancora della dichiarazione di Mele, erano arrivate le prime reazioni di politici che chiedevano che fosse fatta chiarezza. «È doveroso che venga fuori il nome del parlamentare che accompagnava le due signorine, una delle quali ricoverata in overdose, al "Flora" di Roma: la gente deve sapere chi è costui» aveva chiesto la senatrice di Forza Italia Maria Burani Procaccini. Dure critiche anche da Luca Volon, Udc: «Chi si droga non può legiferare, chi è complice dello sfruttamento della prostituzione non può parlare di famiglia, figli, diritti umani».

29 luglio 2007
http://www.corriere.it/Primo_Piano/..._reazioni.shtml




La rivelazione dopo una giorno di polemiche in seguito al ricovero per overdose della squillo che era nell'***el
Volontè: "Chi si droga non può legiferare". Lui: "Mi dimetto dal partito"

Sesso e coca col parlamentare
Mele (Udc): "Sono io ma niente droga"


Mercoledì l'Udc di Casini organizza il test antidroga, bocciato dall'aula, davanti a Montecitorio
Vietti: "Se facciamo il test a chi guida il bus della scuola, a maggior ragione a chi guida il bus della vita pubblica"
di CLAUDIA FUSANI



ROMA - Si chiama Cosimo Mele, ha 50 anni, pugliese, deputato, in questa legislatura è membro della commissione Ambiente e qualche anno fa, nel 1999, fu coinvolto in una brutta storia di tangenti e corruzione. Alle 20 e 38 di stasera, dopo trentasei ore di atroci dubbi e cristiane sofferenze fa outing con l'agenzia di stampa Ansa "per evitare - dice - speculazioni politiche a danno del partito": " Quel parlamentare sono io, ma droga non ne ho vista e la signora mi era stata presentata quella sera a cena da amici". La "signora" è la squillo che è finita in overdose all'ospedale San Giacomo sabato mattina dopo una notte a luci rosse in compagnia di un parlamentare - e di un'altra squillo - all'***el Flora, un luogo e un mito della "Dolce Vita" di Fellini, dove Mastroianni accompagnava Anita Ekberg e faceva a *****tti con i paparazzi.

L'autodenuncia arriva dopo una giornata segnata da un tam tam senza tregua. Una "caccia" sulle basse frequenze dei telefonini, "allora, chi è?", "tu lo sai?", "ah è lui, e perché non lo dicono?". Telecamere e microfoni in cerca di indiscrezioni in una via Veneto quasi deserta mentre la direzione dell'***el non rilascia dichiarazioni. Arriva in una domenica di fine luglio, la prima delle lunghe vacanze estive, in cui la ricerca del nome del parlamentare ha tenuto banco tra le top five della giornata, in buon piazzamento tra il dibattito politico sul welfare, gli incidenti stradali, le elezioni giapponesi e l'appello del Papa che chiede il disarmo del nucleare.
Soprattutto, l'outing di Mele arriva perchè preteso dal suo stesso partito. Dopo che in serata Luca Volontè, stato maggiore dell'Udc, quando probabilmente i sussurri sul parlamentare coinvolto nel festino sono diventati insopportabili, dichiara: "Chi si droga non può legiferare, chi è complice dello sfruttamento della prostituzione non può parlare di famiglia, figli e diritti umani. Un deputato al droga party con prostitute? Si faccia avanti. La vita privata è sacra ma per chi si occupa di rappresentare il popolo e legiferare per il bene comune, è lecito chiedere una condotta più consona e non drogarsi".

La ragazza-squillo che è finita all'ospedale sta bene. E questa è la cosa più importante. La sua collega non ha avuto problemi. Il parlamentare si era, fino a stasera, dileguato. La polizia, che è intervenuta, ha messo tutto per iscritto, ha ricostruito la dinamica della serata con nomi, cognomi e tipo di sostanze con presunte dosi utilizzate. Il verdetto finale è: "Nulla di penalmente rilevante". Fatti privati, dunque. Storia chiusa.

Un po' difficile, che si chiusa, visto che tra i protagonisti c'è un parlamentare della Repubblica, che l'uso di droghe e relativo dosaggio è oggetto di dibattito - e scontro - parlamentare dall'inizio della legislatura (il ministro Ferrero deve portare in Consiglio dei ministri il nuovo disegno di legge che riscrive la Fini-Giovanardi) e che proprio in questi giorni è stata bocciata la proposta del presidente dell'Udc Pierferdinando Casini di sottoporre i parlamentari al test antidroga. L'Udc però non si ferma. E mercoledì mattina organizza il test in piazza di Montecitorio. Spiega Michele Vietti (Udc), prima però di sapere che il responsabile è un suo compagno di partito: "Un parlamentare deve essere trasparente e coerente. Se io faccio il test all'autista che guida il pullmino della scuola, a maggior ragione lo devo fare a chi guida il pullman della vita pubblica". Giustissimo.

Mele è uscito allo scoperto spinto dalle polemiche della giornata. La senatrice azzurra Mariella Burani Procaccini aveva preteso che si sapesse "il nome del parlamentare che accompagnava le due signorine, una delle quali ricoverata in overdose: la gente deve sapere chi è costui. In queste situazioni non c'entra la privacy a cui comunque un parlamentare in parte rinuncia nel momento in cui è eletto, riceve la fiducia dei suoi elettori da cui viene anche stipendiato". Si era fatto sotto anche Francesco Storace, transfuga da An e diventato leader di un nuovo partito, "La destra": "E' scandaloso che un parlamentare debba essere protetto perché fa uso di droga".

Fin dal pomeriggio le indiscrezioni avevano stretto il cerchio intorno all'Udc che - amarissima ironia del destino - proprio per mercoledì ha organizzato il test antidroga per i parlamentari. Franco Grillini, sinistra democratica, era contrario a pubblicizzare il nome prima e lo è ancora di più adesso: "Sul piano umano il collega Mele ha tutta la mia solidarietà, la caccia al nome è sbagliata. All'Udc invece mi permetto di ricordare che è caratteristica degli uomini avere vizi privati e pubbliche virtù. Il partito di Casini quindi moderi l'estremismo: vedi cosa succede nel partito che fa della sessuofobia e del probizionismo la sua ragion d'essere...".

Volontè promette che "il deputato coinvolto mercoledì non sarà presente al test antidroga" e che "difficilmente voterà la legge a settembre". Significa che dimissioni di Mele saranno accettate? Eppure venerdì l'aula ha lavorato dalla dieci alle due della mattina dopo, duecento votazioni per approvare la riforma dell'ordinamento giudiziario. L'Udc ha votato contro. Ma Mele era già a cena con l'amica. "Appunto - insiste Volontè - il deputato non solo ha preferito un coca-fiesta al suo dovere ma ha pure infangato l'onore di tutti i colleghi". Mele insiste: "Un fatto privato, l'avventuretta di una sera...". Si dispera: "La cosa più difficile è stato dirlo a mia moglie...". Certo, pensare che è un deputato dell'Udc che fa del proibizionismo una bandiera e della lotta allo sfruttamento della prostituzione un obiettivo di governo, c'è da mettersi le mani nei capelli.

http://www.repubblica.it/2007/07/se...rlamentare.html

ABNormal 07-30-2007 02:19 AM

Quote:
Originally Posted by breunzo
.....c'è da mettersi le mani nei capelli.


capelli? era una battuta?

sheol77 07-30-2007 09:57 AM

family day
 
ma questi non erano quelli del family day, in difesa del "valore della famiglia". ma a sta gente cosa costa ogni tanto accordare le loro azioni con quello che dicono visto che amano insegnarci la retta via.

hola a todos

sheol77

ps tra l'altro non c'è da stupirsi che l'abbiano trovato con 2 "signorine" visto che da retta a CASINI!!!!

Guaido 07-30-2007 10:33 AM

Non c'è mele senza..... pere!

corso 07-30-2007 10:45 AM

uhhhhmmmm, sex, drugs and rock & roll sono sempre piaciuti, sin dai tempi dei fenici e anche prima. non mi da fastidio. quello che mi dis TURBA e' che chissa' dove ha preso i soldi per la notte brava, il pelato libertino. non tutti per goducchiare si possono permettere una SUITE in albergo, due troie d'alto bordo e polveri magiche. magari il tipo lo faceva di continuo, magari e' anche amico di lapo elkan. insomma mi sa che i soldoni per farlo trastullare vengono (come al solito) dalle nostrte tasche. evvai :( :( :rolleyes: :cool:

zibibbo 07-30-2007 01:08 PM

...bella vita ... ca fanu sti puorci :(

travis bickle 07-30-2007 03:31 PM

La Procura della Repubblica di Roma aprirà un fascicolo sulla vicenda a luci rosse che ha coinvolto il deputato dell'Udc Cosimo Mele. L'indagine prenderà il via non appena la polizia presenterà all'ufficio del pubblico ministero un rapporto sui fatti accaduti all'h.otel Flora di via Veneto, a Roma, dove Mele, nella notte tra venerdì e sabato, si è incontrato con due donne, una delle quali poi si è sentita male, pare in seguito all'assunzione di droga, e ha dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari dell'ospedale San Giacomo.

Alla relazione della polizia sarà anche allegato il referto dal quale sarebbe emerso che nel sangue di F. Z. sono state trovate tracce di cocaina. Il magistrato che riceverà il fascicolo, intestato ''atti relativi'', dovrà valutare se ci siano fatti penalmente rilevanti e valutare la posizione dei protagonisti della vicenda.

E' stato lo stesso parlamentare, laureato in amministrazione aziendale e industriale, sposato con quattro figli, ad ammettere le sue responsabilità e ad offire le sue dimissioni. Anche se ha negato ogni coinvolgimento per quanto riguarda l'eventuale assunzione di droga da parte della donna.

Per il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, l'episodio che ha coinvolto Cosimo Mele è ''un fatto personale, ma inconpatibile con i valori che l'Udc difende''. ''Sono profondamente amareggiato per quanto accaduto, un comportamento non consono ad un partito come l'Udc che fa della difesa della vita e della famiglia la sua battaglia fondamentale - dice in una conferenza stampa alla Camera -. Quello di Mele è stato un comportamento sbagliato e lui lo ha riconosciuto, l'unica cosa positiva che ha fatto Mele è quella di rassegnare le dimissioni dal partito, che io ho immediatamente accolto''.

Cesa esprime la sua solidarietà alla moglie del deputato, con la quale si è trattenuto al telefono per un colloquio ''molto sentito, in questo momento delicato''. Quindi assicura che l'Udc ''continuerà le sue battaglie a testa alta in Parlamento''.

Sulle dimissioni da parlementare, Cesa ricorda che ''spetta alla persona decidere se restare deputato o meno''. Per il vicecapogruppo dell'Udc alla Camera Maurizio Ronconi, Mele deve anche ''dimettersi da deputato''. Mentre secondo l'esponente centrista Carlo Giovanardi, ''è tempo che nell'Udc si apra una riflessione molto seria, al centro ed in periferia, sui metodi di selezione della classe dirigente e su comportamenti troppo spesso in conflitto con i valori che il partito pubblicamente promuove e difende''.
fonte

romans 07-30-2007 04:26 PM

Quote:
Originally Posted by travis bickle

Per il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, l'episodio che ha coinvolto Cosimo Mele è ''un fatto personale, ma inconpatibile con i valori che l'Udc difende''. ''Sono profondamente amareggiato per quanto accaduto, un comportamento non consono ad un partito come l'Udc che fa della difesa della vita e della famiglia la sua battaglia fondamentale...



travis bickle 07-30-2007 04:29 PM

Quote:
Originally Posted by romans

Eh lo so...anch'io quando l'ho letto mi sono fatto grasse risate... :D :D :D

breunzo 07-30-2007 04:57 PM

Ha scelto il partito sbagliato...hahahah...doveva candidarsi con i Radicali così dopo sta notizia avrebbe potuto aprire un bordello

travis bickle 07-30-2007 08:04 PM

Casini respinga le dimissioni di Cosimo Mele. Il primo deputato che si è dimesso per essere andato a puttane è un eroe. Invece di rubare, estorcere, mentire, corrompere ha soltanto ceduto ai piaceri della carne. Guardatelo in faccia. Uno così aveva bisogno assoluto di scopare. Due squillo e un po’ di coca all’h.otel Flora sono il minimo sindacale.
Mele va tutelato. Ha difeso in passato “la nostra identità cristiana” e ha chiesto che fossero messi alla berlina i deputati cocainomani. Ha voluto sperimentare, vedere, toccare di persona. Lui c’entra, ci è entrato. Chi è senza p.eccato scagli la prima pietra.
Cosimo, 50 anni, lo ha ammesso: “E’ stata un’avventuretta di una sera”. Casini che vuole un test sui parlamentari per la droga avverta prima i suoi per non creare inutili imbarazzi. Se la casa di tolleranza delle libertà è per il family day, questo episodio ne rafforza i principi.
Il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, ha infatti commentato: "La vita del parlamentare è dura se fatta seriamente, ricca di impegni fuori casa, con tanti giorni da solo a Roma...". Umana comprensione, ed è giusto così. I familiari dei nostri dipendenti dovrebbero raggiungerli a Roma. Ricongiungersi, anche carnalmente a spese del contribuente. E tra una seduta parlamentare e l’altra andrebbe facilitata la scopata in famiglia. Con delle stanze attrezzate per l’occasione con una gigantografia dello psiconano e le cinque badanti sulle ginocchia.

breunzo 07-31-2007 04:14 PM

La ragazza squillo che ha avuto il malore: la mia vita è rovinata
"Del mio lavoro la famiglia non sapeva nulla, ho un fratello poliziotto"


"Vi racconto quella notte
ma la coca non l'ho portata io"


di VALERIA ABATE e MASSIMO LUGLI


ROMA - "Sono distrutta, la mia vita è finita dopo questa storia con il politico, mia madre e mio fratello, che fa il poliziotto, hanno scoperto come vivo e cosa faccio ma io ho la coscienza a posto, non ho commesso reati, non ho neanche bisogno di un avvocato".
Voce incrinata di stanchezza e di rabbia, uno sfogo come un fiume in piena quello di F. Z., la ragazza squillo finita all'ospedale dopo una notte di sesso e cocaina all'***el Flora assieme al parlamentare dell'Udc Cosimo Mele.

"Ho letto le sue dichiarazioni ai giornali e la verità è stata completamente stravolta. Io non l'ho denunciato e lui non solo non mi ha neanche telefonato per ringraziarmi ma, anzi, mi fa apparire in questo modo".

Era la prima volta che lo incontrava?
"Si, la prima. Me l'ha presentato una persona".

L'onorevole Mele ha detto: "Non sapevo che fosse una squillo". E' vero?
"Certo, come no? Ma se la prima cosa che ha fatto è stata quella di darmi i soldi, ma andiamo...".

Quanto le ha dato?
"Senta, io non ho voglia di parlare di queste cose. Sono rovinata, i miei clienti hanno capito che sono io e nessuno mi chiama più. Io ho un mutuo da pagare, i Rid, come faccio se non lavoro più? Io uso il mio nome, quello vero, perché sono una persona vera. E adesso mia madre e mio fratello hanno scoperto tutto e non mi parlano più, la persona con cui stavo, che sapeva benissimo tutto, mi ha lasciata dall'oggi al domani, non ho lavoro, non ho un compagno, non ho una famiglia, sono distrutta".

Torniamo a quella sera al Flora. L'onorevole Mele dice che, a un certo punto, si è addormentato.

"No, nessuno ha mai dormito quella notte. Siamo rimasti dalle 2 alle 5 del mattino, in tre in una stanza. E poi alla fine mi sono sentita male, ho visto delle cose che mi hanno fatto paura".

L'onorevole Mele ha chiamato l'ambulanza?
"Macché, ha cercato di strapparmi il cellulare di mano. Io ho telefonato al mio compagno e poi a mio fratello".

Lei ha portato la droga? Cosa ha preso? Pasticche? Coca?
"Io non ho portato assolutamente nulla. Mai. E le pasticche non le ho mai prese in vita mia, tra l'altro mi fanno paura. E poi ci sono le analisi che parlano chiaro"

Overdose di cocaina quindi. Chi l'ha portata?
"Ascolti, come sono andate le cose lo so io e lo sa la polizia. Mi hanno torchiata dalle 8 del mattino alle 6 di sera, sono venuti a prendermi in ospedale. Ero sporca, sudata, semisvestita. E' stato un vero tormento, non mi sono mai sentita così umiliata in vita mia. Sa quanti mi hanno chiamata dicendo: lo so che sei tu. Nel nostro ambiente mettersi troppo in vista, finire sui giornali non va bene. Io sono una persona comune, voglio vivere una vita anonima".



breunzo 07-31-2007 04:15 PM

La proposta di Cesa

L’ultima frontiera dei privilegi:
un’indennità contro le tentazioni
Onorevoli spesso lontani da casa? Le sedute sono in media 3 alla settima


E l'«indennità tentazioni»? La pensata di Lorenzo Cesa spalanca ai già vezzeggiati politici nostrani nuovi orizzonti. Per evitare che un parlamentare in trasferta a Roma ceda ai pruriti e metta le corna alla moglie con una squillo, come Cosimo Mele, gli italiani si dovrebbero far carico di aumentare il suo stipendio per il «ricongiungimento familiare».
Un’idea, diamogliene atto, fantastica. Che darebbe vita a un frizzante dibattito d’aula. Questo diritto al ricongiungimento, concetto in genere utilizzato per gli immigrati che dopo anni di lavoro in Italia vorrebbero essere raggiunti da moglie e figli rimasti in un’isola delle Filippine o sulla peruviana Cordillera Negra, vale per tutti o solo per chi ha la famiglia che abita oltre Viterbo e Frosinone? Vale per le mogli regolarmente sposate o anche per le compagne more uxorio? Possono bastare altri 4.190 euro (4.678 a Palazzo Madama) come quelli dati per stipendiare i portaborse o sono pochi? È dura, vivere a Roma! Chi potrebbe mai negare a queste spose e conviventi (per i parlamentari iDico ci sono già) deportate nella capitale un appartamento in cui vivere dignitosamente in centro storico? Mobili e lampadari su misura dei propri gusti? L’abbonamento a Sky per le lunghe giornate di seduta assembleare? I viaggi in treno o in aereo anche, eventualmente, per la diletta prole? Una domestica per dare una mano in casa, un reparto di pronto intervento elettro-idraulico per i guasti, una baby-sitter per i pargoletti, una tessera per andare al cinema gratis?
Direte: che razza di idea! Attenzione: c’è chi vi accuserebbe di qualunquismo. Preso atto che la capacità di resistere alla carenza di sesso di un deputato del suo partito cattolico è molto più ridotta di quella di Sharon Stone e non supera una manciata di giorni (l’ha detto il Mele in un’intervista: «Questa storia non c’entra niente coi valori della fami glia. Non posso essere un buon padre e un buon marito solo perché dopo cinque giorni fuori casa mi capita un’occasione?») Lorenzo Cesa ha detto proprio così. Testuale: «Si parla tanto di costi della politica, ma al parlamentare bisognerebbe dare di più e consentire il ricongiungimento familiare. Perché la vita del parlamentare è dura, la solitudine è una cosa molto seria». Certo, c’è chi dirà che, come denunciò Giulio Andreotti tre anni fa, «si lavora in aula solo tre giorni la settimana, dal martedì al giovedì».
Chi ricorderà che un mucchio di volte, in questi anni, è capitato che la maggioranza andasse sotto o che provvedimenti importanti saltassero per mancanza di numero legale solo perché, al giovedì sera o al venerdì, troppi deputati e senatori avevano già preso l’aereo per tornarsene a casa. Chi sottolineerà che nell’ultima legislatura, per fare un esempio, le sedute a Montecitorio sono state 749 in 1.735 giorni: tre alla settimana. Chi calcherà la mano precisando che nei primi sei mesi del 2005, per prendere un periodo a campione, le sedute tenute di venerdì si contano sulle dita di una mano. Chi noterà infine, come dice un’inchiesta dei radicali diffusa ieri da Ugo Magri, che gli eletti alla Camera dell’Udc marcano mediamente visita a una votazione su quattro. Insomma: se l’irredentista irlandese Bobby Sands riuscì a resistere 66 giorni senza mangiare, prima di morire in carcere a Belfast, un deputato nostrano non può resistere in astinenza tre giorni la settimana?
Nella strepitosa sortita del segretario neo-democristiano, che deve essersi morso la lingua davanti alle reazioni sarcastiche non solo degli avversari ma perfino di qualche amico, c’è tuttavia da prendere atto di una novità. In altri tempi, altri democristiani avrebbero proposto all’incontinenza erotica soluzioni diverse. Il mitico Matteo Tonengo, un contadino piemontese eletto per lo scudocrociato, arrivò nei primi anni del dopoguerra a chiedere ai questori della Camera di usare il tesserino parlamentare anche per andare gratis al bordello. Altri tempi. Il caso «sex&coca» che vede oggi come protagonista Mele, tuttavia, non è affatto una novità di questa seconda repubblica.
Basti ricordare lo scandalo intorno alla morte di Wilma Montesi, la ragazza trovata senza vita nel 1953 sulla spiaggia di Capocotta, vittima (così si disse) di un festino a base appunto di sesso e di droga, scandalo che vide il coinvolgimento di Piero Piccioni (figlio di Attilio, allora vice-presidente del consiglio) e sul quale l’Unità arrivò a infierire con botta-risposta come questo: «A Capocotta poca coca cape». «Non poca coca cape a Capocotta». Ecome dimenticare Mary Fiore, la parrucchiera siciliana che, venuta a Romadecisa a far fortuna e diventata proprietaria d’un famoso salone di bellezza («Jeunesse», vicino a largo del Tritone) venne arrestata nel 1961 perché, come ha scritto Filippo Ceccarelli nel libro «Il letto e il potere », aveva «messo su un’agenzia di prostituzione d’alto bordo, frequentata da uomini ricchi e potenti», molti dei quali politici?
Per non dire dell’«affaire» che troncò la carriera di Ettore Santi, un deputato umbro che nel 1947 fu beccato dagli agenti in una pensione nel quartiere dietro la Fontana di Trevi con una signorina disponibile e un grammo di cocaina posato sul comodino. Non era democristiano ma apparteneva a un partito, quello repubblicano di Ugo La Malfa, che aveva un forte senso del decoro. Non cercò, lui, di scusarsi sbuffando polemicamente come il nostro onorevole di oggi «quanti parlamentari vanno a letto con le donnine?». Non invocò «ricongiungimenti familiari». E non si dimise dal partito: fu cacciato. E bollato col marchio di «on. Cocò». Un po’ di senso dell’onore, però, gli era rimasto. E nella convinzione di avere tradito chi lo aveva eletto si dimise da parlamentare. Dimissioni vere. Non da teatrino.

Gian Antonio Stella

cicciototti 07-31-2007 04:36 PM

Sesso, droga e politica: nessuno scandalo
Però piantiamola di fare gli ipocriti

Mettiamola così. Quando nell'America mo.ralista e puritana degli anni '90, scoppiò il caso Clinton-Lewinsky, un intero paese visse uno psicodramma collettivo. Risultato, un presidente rischiò l' impeachment per aver mentito alla nazione e da quel periodo di ossessione monomaniacale, Philip Roth tirò fuori un grande romanzo - "La macchia umana" - in cui attaccava la deriva sessuofobica e reazionaria di una nazione che un paio di decenni prima aveva celebrato la libertà dei costumi. Insomma, uno scandalo sì, morboso e compiaciuto sì, ma almeno con una certa dimensione epica.
Ora che anche in Italia sesso e droga entrano nella battaglia politica come armi contundenti, la nostra svolta americana ha toni tutt'altro che epici, desolanti e grotteschi piuttosto. Al solito, una farsa più che una tragedia.
Come nella vicenda di Cosimo Mele, il parlamentare dell'Udc protagonista di una serata con due prostitute, una delle quali è finita in ospedale per un'overdose da cocaina. Certo, peggio di così non poteva andargli. Non dopo aver firmato una proposta di legge per fare il test antidroga ai parlamentari. E poi l'Udc è il partito dei sani valori tradizionali e soprattutto della famiglia. La famiglia come fondamento della società, la famiglia come unico modello di vita sociale e naturale, e la famiglia cristiana come luogo di tutte le virtù. All'incoerente Mele è toccata una prevedibile gogna pubblica e due pagine del Corriere della Sera , con tanto di ricostruzione delle passate glorie dell'ho.tel Flora e di intervista al fedifrago che in una sera agostana ha mandato all'aria famiglia e carriera politica.
Nelle file Udc, imbarazzo, incredulità e indignazione. Sino al colpo di genio del segretario, Lorenzo Cesa, che in difficoltà per la defezione mora.le del suo deputato comunque dimessosi dal partito, ha rilanciato proponendo di aumentare gli stipendi dei parlamentari per permettere il "ricongiungimento familiare" a quei politici altrimenti costretti a lasciare a casa la moglie, custode delle virtù domestiche, e a vivere nella Roma tentacolare, soli e sprovveduti, resi vulnerabili alle tentazioni dalla lontananza.
C'è da dire che la proposta di Cesa - comunque ammirevole per prontezza di riflessi e temerarietà - ricadrebbe sui contribuenti, e in tempi di polemiche sui privilegi di casta della politica, si presume avrà scarso seguito persino tra i più acerrimi difensori dell'unità familiare.
Allora ha detto bene Cossiga che ha invitato tutti a smetterla di essere ipocriti. Ottimo. Bando all'ipocrisia. E dunque non chiediamo conto della sua tenuta mor.ale al deputato brindisino Mele e non lo linciamo per la sua serata. Solo, impari che la coerenza è un lusso e la natura umana fallibile. La smetta di legiferare sui comportamenti privati, che non ledono l'altrui libertà. Ognuno faccia quello che vuole nella propria vita privata. E, cristianamente, sia indulgente e lasci che anche gli altri dispongano della propria vita, come meglio credono.
Ps : i nostri migliori auguri a Pierferdinando Casini per le sue seconde nozze.

(di Stefania Podda, da Liberazione del 31/07/2007)

ABNormal 07-31-2007 05:20 PM

un dubbio mi as****...
lo sporcaccione non si è dimesso da deputato dopo che ha confessato di aver partecipato ad una seratina di cocaina e putt@ne, limitandosi a dimettersi qualora il suo partito glielo chiedesse.
il problema è che il mandrillone ha presentato le dimissioni (accettate) dal partito a cui apparteneva.....
quale "suo" partito dovrebbe convincerlo a levarsi dalle p@lle, essendo divenuto un indipendente?
sto zozzone vizioso e drogato scommettiamo che continuerà ad essere un attivo "membro" (nonchè narice) di questa clac di uomini d'onore (da cui onorevole, evidentemente)?


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