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yatta 08-24-2007 11:37 AM

Il centrodestra e la sfida di internet
 
di Andrea Camaiora - 21 agosto 2007

Vecchie e nuove forme di comunicazione: un argomento non secondario per un soggetto politico come Forza Italia, il cui leader è stato definito dai più come un «grande comunicatore», capace di parlare direttamente al cuore della gente. Ma Berlusconi - si obietterà - è proprietario di un impero mediatico di enormi proporzioni per la situazione italiana. A Silvio Berlusconi fanno riferimento infatti Mediaset (cioè tre reti televisive), un quotidiano (Il Giornale), due settimanali (Panorama e Chi), una radio (Radio 101) e un'enorme casa editrice (Mondadori). Insomma, come rilevato dai suoi oppositori, una gigantesca concentrazione.

Proviamo dunque ad analizzare i benefici che l'uomo politico Berlusconi e soprattutto il suo partito traggono da questo trust senza precedenti nella storia italiana: nessuno! Avete letto bene: nessuno. Non soltanto perché le leggi liberticide approvate dalla maggioranza di centrosinistra (e mantenute dal centrodestra per colpa di Casini) rendono pressoché impossibile massimizzare queste potenzialità, ma anche perché, comunque sia, le stesse reti del presidente di Forza Italia sono affollate da uomini con simpatie sinistrorse alla luce del sole. E' poi cosa nota che, eccezion fatta per Il Giornale, il resto del sistema dei media «in mano» a Berlusconi non gioca a favore della sua parte politica. A ciò si aggiunga (non va mai dimenticato) che la grande stampa è saldamente nelle mani della sinistra. Cuore di questa sinistra militante è La Repubblica, l'ammiraglia del Gruppo Espresso, ma non fanno eccezione La Stampa (storico quotidiano liberale nel quale oggi la fa da padrone il trio Anselmi-Annunziata-Barenghi) e tanto meno Il Corriere della Sera, solo apparentemente più equilibrato, ma che, non a caso, vede in ruoli chiave sia Luciano Fontana che Roberto Gressi. Bene, il primo è stato caporedattore centrale dell'Unità ai tempi di Veltroni e ora è vicedirettore del quotidiano milanese. Il secondo, invece, capo della cronaca politica dell'Unità, sempre con Walter direttore, guida oggi la politica del Corriere da Roma.

Niente male, vero? Per completare il quadro desolante della carta stampata bisogna ricordare che al Gruppo Espresso (leggasi De Benedetti, aspirante prima tessera del Pd), fa capo un gran numero di quotidiani a fortissima penetrazione locale, che incidono tutti i giorni nella formazione dell'opinione pubblica. Ne citiamo soltanto alcuni a memoria per dare l'idea del loro raggio d'azione: Il Tirreno, La Nuova Venezia, La Gazzetta di Mantova, La Nuova Sardegna, Alto Adige, Il Piccolo, Il Mattino di Padova, Il Centro... Che dire poi dei tanti Oggi di Ciarrapico (Latina Oggi, Ciociaria Oggi, ma anche Nuovo Molise), anch'essi in orbita Pd? Si dirà: beh, almeno si salva Libero che è il quotidiano-corsaro del centrodestra. Sì, e che ha lo stesso editore dell'Unità! Possibile che nessuno si svegli? Direbbe Paolo Bonaiuti, per molti di noi un vero e proprio guru della comunicazione politica, di non dare troppo peso ai giornali. Effettivamente tutti insieme hanno circa 5 milioni di lettori (meno dei telespettatori del solo Tg1 delle 20) su 50 milioni di italiani: invero un po' pochini. Già, ma se si aggiunge ad un quadro così sfavorevole l'assetto radio-televisivo, allora sì che lo scenario è grigio (Radio Capital, Radio Deejay e Radio M2O sono del Gruppo Espresso)!

Perché diventi nero, del resto, basta pensare al primo anello del sistema dell'informazione: le agenzie stampa. Per rendersene pienamente conto sarebbe forse necessario dovervi fare i conti tutti i giorni, ma quello delle agenzie è sicuramente un ambiente ampiamente compromesso e occupato (sempre dai soliti, che non siamo noi di Forza Italia). Lo è al punto tale che un comunicato stampa, nel quale si attacca (magari efficacemente) Veltroni, può faticare (nonostante mille sollecitazioni) ad essere pubblicato, attendendo anche diverse ore dopo l'invio. In un contesto caratterizzato dalla quasi immediatezza di pubblicazione non è poco. Altri, in frangenti simili, parlerebbero di vera e propria censura. E farebbero bene, perché di questo si tratta.

Forza Italia e il centrodestra hanno dunque di fronte a sé un'ultima chance: si chiama internet e per ora tra gli azzurri (con la lodevole, solitaria eccezione di questa rivista) è alquanto sottovalutata. Se oggi possiamo dire, senza timore di essere smentiti, che il grande appuntamento con l'informazione quotidiana è rappresentato dal Tg della sera, dunque dal piccolo schermo, è altrettanto facile affermare che già ora internet rappresenta un colos**** mezzo di comunicazione e informazione. Alcune cifre? Google ha quasi 18 milioni di visitatori unici, Libero.it 10 milioni e 500 mila, Yahoo 10 milioni e 300 mila. Le edizioni on line di Repubblica e Corriere rispettivamente poco meno di 5 e poco più di 4 milioni. Ma già oggi, navigando in rete, si può ammirare la capacità di penetrazione della sinistra.

Bene, contro il mediatico Veltroni la rete potrebbe rivelarsi determinante, ma è necessario muoversi subito con strumenti, risorse e teste a disposizione. Il movimento giovanile di Forza Italia, sempre più spesso felice eccezione, aveva varato a livello nazionale un tavolo di lavoro sulla comunicazione fortemente voluto da Beatrice Lorenzin. I giovani aspiranti «comunicatori» avevano prodotto ricerche ed idee interessanti, in particolare sulle nuove forme di comunicazione (su indicazione proprio dell'onorevole Bonaiuti, che ha pressoché sempre partecipato alle riunioni, con i deputati-giornalisti Piero Testoni e Giorgio Lainati). Molti dei progetti elaborati, pur di indubbio valore e di non impossibile realizzazione, sono purtroppo per ora rimasti sulla carta. Sarebbe non solo un peccato, ma anche un colos**** errore di strategia politica non trasformarli in realtà.
Andrea Camaiora

Fonte

Malcom1875 08-24-2007 05:36 PM

Di quest'articolo non condivido nulla!!! Chi l'ha scritto ho ha la tessera di Fi o vive su marte!
Mr. Andrea Camaiora omette di dire oltre la Mondadori berlusconi possiede la Silvio Berlusconi Comunication editrice fra le altre cose di TV Sorrisi&Canzoni,il settmanale più letto dopo Famglia Cristiana. Non dimantichiamo che Il Giornale non è l'unico quotidiano a sostenere FI: vi sono anche Libero di feltri e Il Foglio di Ferrara!
Ad essi si aggiungono gli alleati con Il Secolo (An) la Padani (Lega) nonchè la Chiesa negli ultimi hanni ha più volte duramente attaccato la sinistra attraverso le pagine di Avenire,L'Osswrrvatore Romano e Famigòia Cristiana.
I canali Tv non sono solo Rete4,Canale% e Italia 1 ma anche 7 canali Mediaset Premium,Mediashopping. Possiede anche Radio Italia 1! Su lastellite disppne di un canale riservato ai Circoli delle Libertà che manda in onda tutti i giorni la Branbilla le cui trasmissioni vengo trasmesse quotidianamente da un'innumerevole quantità di emittenti loclai su tutto il territorio nazionale. Aggiungiamo infine Publitalia 80 agenzia ubblicitaria controllata da Mediaset (la quale è socia anche di H3G che rlevò Blue in campo di telefonia mobile) che detiene il 70% de mercato publicitario al cquale sua emittenza lo psiconano può accedere con forti sconti e maggiore facilità delgli avversari.
Non indifferente è la leva che la Brambilla esercita su confindustria e sulla sua area giovanile di cuoe è presidente!

Chi ha ancora il coraggio di dire che Veltroni è più mediatico di Berlusconi? Nessuno salvo comprovata incapacità di intere e/o volere o possesso di tessera di FI!

Malcom1875 08-24-2007 05:53 PM

E ci avrei scommesso la vita che la fonte era il sito di Forza Italia!


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