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  #1  
Old 01-09-2008, 04:35 AM
ac171073 ac171073 is offline
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Inflazione: e' davvero inevitabile?


Come molti di voi sapranno, io vivo attualmente in Giappone e di tanto in tanto mi piace proporre nuovi post sulla realta' politica, sociale o economica dell'arcipelago nipponico.

Qualche giorno fa stavo chiacchierando con la mia ragazza, che e' giapponese ma conosce un po' anche la realta' italiana (parla l'italiano ed e' stata in Italia piu' di una volta per lunghi periodi)... nonostante questo, e' rimasta sconcertata quando le raccontavo di come i prezzi salgano vertiginosamente da noi in Italia: il fenomeno da noi chiamato "inflazione" (parola che i giapponesi non sanno nemmeno cosa sia ).
Mi ha detto che i generi alimentari e di primo consumo, per quanto si ricordi lei, hanno oggi quasi esattamente lo STESSO prezzo che avevano quando lei era bambina... io le facevo l'esempio di un numero di "Topolino" (500 lire quando io ero bambino, circa 2000 lire - se non ricordo male - nel Duemila, prima che l'arrivo dell'Euro peggiorasse ancora le cose)... lei mi ha risposto che i "Manga" giapponesi costano oggi esattamente quanto costavano vent'anni fa... poi ha detto "pero' non e' vero per tutte le cose: le mie patatine preferite, che costavano 100 yen quando ero bambina, ora costano BEN 130 yen" (!!!!!!! )

Incuriosito da questa discussione, ho fatto un po' di ricerche in rete ed ho trovato numerose conferme (vedi per esempio qui... addirittura inflazione NEGATIVA negli ultimi 5-6 anni!!)

Allora mi chiedo: visto che il caro-petrolio vale anche per il Giappone (anzi per loro vale di piu', dal momento che di materie prime - a parte il riso - proprio non ne hanno), come mai da loro i prezzi non aumentano MAI (almeno finora)?
Ulteriore dimostrazione che le storielle che ci raccontano politici e stampa per giustificare il malfunzionamento della nostra economia sono solo scuse... voi che ne pensate?


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  #2  
Old 01-09-2008, 10:07 AM
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Originally Posted by ac171073

Incuriosito da questa discussione, ho fatto un po' di ricerche in rete ed ho trovato numerose conferme (vedi per esempio qui... addirittura inflazione NEGATIVA negli ultimi 5-6 anni!!)



la deflazione del Giappone Ŕ cosa nota...

http://it.wikipedia.org/wiki/Deflazione

se apparentemente un inflazione allo 0% o negativa pare qualcosa di auspicabile, leggete qua e capirete che deprime l'economia (non a caso il Giappone finý in recessione in coincidenza con la deflazione, anche x la crisi del sistema bancario..) e porta a tassi di interesse alti...
della serie.. preferite un'inflazione stabile al 2% con crescita dei salari oppure una deflazione con tagli di posti di lavoro e ridimensionamento dei salari?
non so come reagireste se il vostro capo vi tagliasse lo stipendio!!
voi potrete dire: "ma tanto in Italia i salari non crescono lo stesso.."
ma questa Ŕ un'eccezione grave del sistema Italia

per˛ pensate solo come si poteva vivere in Italia 30 anni fa con inflazione al 20% e con la Lira debole..
meglio non pensarci e tenerci la nostra inflazione poco sopra il 2%, sperando che i salari crescano almeno al ritmo dell'inflazione


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  #3  
Old 01-09-2008, 11:35 AM
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In Italia Ŕ un problema molto pi¨ serio: influisce soprattutto la presenza di un mercato monopolistico senza un controllo efficiente e regole certe di mercato. Non Ŕ giustificabile ad esempio l'aumento continuo delle tariffe con l'aumento del petrolio e poi si osservano di anno in anno miliardi di utili pari ad una finanziaria. Andiamo a guardare i prezzi europei, abbiamo avuto un aumento pi¨ che proporzionale rispetto agli altri Paesi e un livello dei salari al ribasso, chiamiamoli da fame, quindi un potere d'acquisto sempre inferiore.

Last edited by breunzo : 01-09-2008 at 11:37 AM.


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  #4  
Old 01-09-2008, 06:20 PM
romans romans is offline
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Originally Posted by hhhh
meglio non pensarci e tenerci la nostra inflazione poco sopra il 2%, sperando che i salari crescano almeno al ritmo dell'inflazione


Con l'abolizione della scala mobile pi¨ che speranza bisogna avere fede...

...ma poi ci raccontano l'altra balla che aumenta l'inflazione e bla bla bla... un po' come il tema di questo thread....



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  #5  
Old 01-11-2008, 07:07 PM
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Originally Posted by hhhh
non so come reagireste se il vostro capo vi tagliasse lo stipendio!!


Al massimo possiamo dire che in Italia per fortuna ai sensi dello Statuto dei Lavoratoti non si pu˛ tagliare lo stipendio ma slo auentarlo.

Il problmema non Ŕ l'inflazione ma mantenre salari e pensioni al passo con essa, cosa dal 1985 quando f¨ eliminata la scala mobile non Ŕ pi¨ possibile. Rimettiamola!
30 anni fÓ nonostante un inflazione altissima si vivveva bene. Un operaio comprava casa in meno di 10 anni...ora ne occorrono pi¨ del doppio. L'auto la mantenevi benissimo, a fine mese ci arrivavi tranquillamante e se tua moglie lavorava mettevi anche da parte qualcosa e lo investivi in bot.
Ma secondo certi idioti chimamti economisti dell'epoca laureati alla Bocconi, l'Italai viveva al disopra delle prprie possibilitÓ e la scala mobile teneva alta l'inflazione e quindi f¨ abolita: che idiozia!

Rimettiamola!!!!!

Last edited by Malcom1875 : 01-11-2008 at 07:09 PM.


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  #6  
Old 01-12-2008, 02:57 AM
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Preso da una lettera a Grillo

Egregio sig. Beppe Grillo
sono caporeparto ortofrutta in un ipermercato della GDO (grande distribuzione organizzata) del Centro Italia. Si attribuisce quasi esclusivamente l'elevato costo della merce ortofrutticola al caro petrolio. Cosa vera solo in parte:il mio cedis (centro distribuzione) chiede al produttore al 15% del fatturato per poter scaricare in piattaforma la propria merce: lo chiamano "rapporto di negoziato", ma in relta Ŕ a mio parere una forma legale di mazzetta. Ma non finisce qui. Devi sapere che la maggior parte della GDO ha in dotazione un tipo di cassetta denominata SDI. I produttori pagano 0,50 cent di euro a movimentazione. La mia coop giustifica questa "tassa" dicendo che tali casse vengono sottoposte ad un servizio di lavaggio: cosa non vera, dato che non esistono i macchinari per lavarle. Non Ŕ finita ancora. Il cedis rivende il prodotto ad ogni singolo punto vendita con un margine medio del 10%. Noi, rivenditori finali al pubblico, a nostra volta ricarichiamo il 24% medio di margine. Risultato: pago i broccoli 1.19 euro dal cedis e li vendo 1,55. Sono quindi andato direttamente dal produttore e li ho comprati a 0,50 euro, pi¨ di quanto li paghi il cedis, e posso quindi venderli a 0,69 euro. Tutti contenti? No! Il cedis lamenta una perdita di fatturato e quindi di quota mercato, come la chiamano loro. Morale della favola: sono obbligato a comprare la merce da cedis.


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  #7  
Old 01-14-2008, 06:12 PM
Malcom1875 Malcom1875 is offline
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Finalmente qualcuno comincia a capire che si devono eliminare i grossisti chge servono solo ad aumentare i prezzi!
I grossisti impongono il prezzo di vendita ai produttore e quello di acquisto ai dettaglianti e fanno dei mega ricarichi.
Faccio un esempio: gli agricoltori siciliani che producino il cigliegino (pomodorini da sugo ed insalata) sono costretti a a venderlo a 0.20 euro invece del prezzo che vorrebbero di 0.40 euro perchŔ quello Ŕ il prezzo dei colleghi magrebini.
Poi il grossista rivende ad almeno 0.75 euro ai dettaglianti e ristoratori facendo il massimo ricavo possibile, questi ultimi rivendono ad almeno 1.50 euro.
Se i produttori siciliani potessero vendere dirattamante ai dettaglianti innazitutto non si indebiterebbero perchŔ potrebbero vendere anche a 0.50 - 0.60 euro e queti ultimi ad appena 1 euro o poco pi¨.
P.s.: ovviemente parliamo di euro/kg!

I grossisti non servono a nulla! Eliminiamoli!


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