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  #1  
Old 08-19-2007, 01:09 AM
calog33 calog33 is offline
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Default Beni per 1 milione di euro sequestrati a Provenzano

PALERMO - Sequestrati dalla Guardia di Finanza di Palermo, una societÓ turistica e tre immobili nella localitÓ balneare di San Vito Lo Capo (Trapani), di proprietÓ del capomafia Bernardo Provenzano. Il valore dei beni ammonta a circa 1 milione di euro. Secondo il provvedimento emesso dal Tribunale di Palermo, un imprenditore edile, durante la sua detenzione in carcere, aveva richiesto al boss di Corleone le sue istruzioni proprio per la vendita degli appartamenti.

Le intercettazioni ed il successivo sequestro dei "pizzini" hanno chiarito che Provenzano aveva impiegato, secondo gli investigatori, capitali accumulati attraverso le estorsioni per la costituzione della societÓ e la costruzione degli appartamenti.

Il patrimonio sequestrato comprende: l'intero capitale sociale, complesso aziendale e relativi beni della societÓ "Residence Capo San Vito S.r.l." con sede prima a Palermo e successivamente a Misilmeri, tre appartamenti e uno scantinato nella localitÓ balneare nel trapanese. Il residence era solo formalmente di proprietÓ di Santo Schimmenti di Misilmeri, condannato in primo grado a nove anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso, pena ridotta in appello a sei anni e quattro mesi.

Era subentrato nel controllo della societÓ a Giuseppe Lipari, poco prima dell'arresto di quest'ultimo. Le intercettazioni ambientali in carcere e quelle telefoniche, dicono gli investigatori, riuscirono ad evidenziare la preoccupazione proprio di Lipari - durante la sua detenzione - per l'eventualitÓ del sequestro dei beni della societÓ turistica. Lipari avrebbe detto ai suoi figli di portare all'esterno del carcere i "pizzini" - successivamente sequestrati - per chiedere a Bernardo Provenzano di prendere una decisione favorevole alla vendita di tutti gli appartamenti della societÓ.

Le indagini, secondo l'accusa, avrebbero evidenziato anche i rapporti finanziari tra Provenzano, Leoluca Bagarella e Tot˛ Riina, nonchŔ il ruolo svolto da alcuni imprenditori nel reimpiego dei proventi illeciti accumulati dal boss in oltre 40 anni di latitanza. A dicembre si terrÓ l'udienza per la discussione della misura di prevenzione patrimoniale.

18/08/2007

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  #2  
Old 08-19-2007, 04:40 PM
Malcom1875 Malcom1875 is offline
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Speriamo che sti beni vengano riutilizzati per scopi sociali e presto,invece di farli cadere nel solito degrado,spero anche che qualcuni si svegli ed eviti che i mafiosi si vado a rubare gli infissi,piastrelle ceramiche e altri oggetti dagli edifici sequestrati come gýÓ acaduto in passato!


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