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abbiamo ritrovato i "due nba" e bargnani se evita di riempirsi di falli può fare anche meglio...basile ieri si è ripreso, ha messo 4/6 da tre e nel terzo quarto ci ha aiutato in un momento molto delicato...è vero la lituania è su un altro livello, l'italia dovrà fare la partita della vita, ma mai dire mai... |
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Oltre al sito ufficiale...dove posso trovare tante altre belle foto? Grazie. |
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l'unica cosa da evitare sono quei cali di tensione inspiegabili durante la partita come ha detto anche Dino Meneghin a fine partita....ed evitare forzature da tre... |
Ce la giocheremo con la Germania per il quarto posto nel gironcino... ;)
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ragazzi....so già che mi salterete addosso....
questo bargnani nn so come gioca in Nba (seguo solo il campionato italiano) ma a me non è parso proprio un fuoriclasse in queste partite |
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Non credo che qualcuno abbia mai descritto Bargnani come un fenomeno. E' un ragazzo che per la sua statura ha un tiro e un controllo del corpo fuori del comune. Però la differenza tra un buonissimo prospetto e una stella già affermata la vedrai mercoledì alle 19... e se ci giocheremo davvero il quarto posto in quella partita, ci sarà da divertirsi!!!
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Si,si ci sarà da divertirsi con WunderDirk... ;) |
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Hanno cambiato gli orari delle partite dell'italia: ITALIA-LITUANIA sabato ore 19 ITALIA-TURCHIA lunedi ore 16.30 ITALIA-GERMANIA mercoledì ore 16,30 Sabato scorpacciata di sport:rugby pallavolo basket calcio E soprattutto partite ke promettono scintille...!!!!! |
Uno scontro fortuito ma passa la paura che Stefano Mancinelli non possa essere della partita domani, quando l'Italia (ore 19, Raidue) affronterà la Lituania nella prima gara della seconda fase degli Europei. A confermare la sua presenza è lo stesso staff azzurro dopo ulteriori accertamenti sull'infortunio patito dal giocatore.
EPISODIO FORTUITO - Mancinelli, a seguito di uno scontro fortuito con Bargnani, ha riportato una contrattura al quadricipite della gamba destra e oggi non si è allenato. "Speriamo di recuperarlo, contro la Lituania abbiamo bisogno di una buona difesa delle guardie", ha commentato il c.t. Carlo Recalcati, presentando la partita contro i lituani. Successivamente, lo staff ha confermato la sua presenza. gasport |
Domani, contro la Lituania, l’Italia del basket comincerà la seconda fase dell’Europeo partendo dalla coda del girone, con zero punti. La sicurezza di qualificarsi ai quarti, e ai posti per l’Olimpiade, si avrà soltanto vincendo tutte e tre le gare (Lituania, Turchia e Germania), due successi potrebbero non bastare, con uno solo una concatenazione di risultati favorevoli e una vittoria di più di 30 punti con la Germania potrebbe farci compiere il miracolo. Meglio cominciare cercando di battere la Lituania anche se, finora, è stata la squadra migliore dell’Europeo, con un attacco bilanciato e inarrestabile (quasi 90 punti di media realizzati contro i 69 degli azzurri, prima negli assist) e una superiorità a rimbalzo garantita da un settore lunghi come nessun altro qui a Madrid.
RECALCATI - "Dovremo cercare di giocare limitando le loro peculiarità - dice Carlo Recalcati - che sono la capacità di esprimersi in velocità e campo aperto, producendo dei grandi break in pochi minuti che dobbiamo evitare. Dobbiamo contenere il loro ritmo senza cali di tensione per 40’, cosa che finora non siamo riusciti ancora a fare". Le individualità fanno impressione: "Alla base del gioco dei nostri avversari c’è una grande distribuzione del gioco: nessuno, nemmeno Jasikevicius, Siskauskas e Kaukenas, tirano più di 10 volte a partita, ci sono 7 giocatori che hanno realizzato tra i 9 e i 14 punti di media. Per questo sono difficili da marcare, perché non ci sono soltanto uno o due riferimenti offensivi di cui preoccuparsi. In più, la Lituania è migliorata molto in difesa. Ci sono giovani cambi, come Jasaitis e Kleiza, secondo realizzatore della squadra, oltre il 50% da tre, e le guardie Jasikevicius e Kaukenas sono efficaci a rimbalzo quasi come il pivot Lavrinovic. Anche i nostri piccoli dovranno dare una mano sotto canestro perchè quando i rimbalzi li prendono gli esterni, è più facile subire un loro contropiede". MANCINELLI - Mancinelli non si è allenato per una ginocchiata ad una coscia ricevuta da Bargnani. "Quando abbiamo battuto la Lituania è perché siamo stati quasi perfetti: dovremo esserlo anche questa volta" dice Recalcati. Non lo fossimo, la gara con la Turchia di lunedì sarà, di nuovo, l’ultima spiaggia. gasport |
Russia-Portogallo 78-65 - L'avvio è freddino come l'ambiente della Madrid Arena, che aspetta la sera per il big match tra Spagna e Grecia, e la Russia fa un po' troppa accademia. Dopo 5' siamo 6-4 per Kirilenko e compagni con il Portogallo che sbaglia più occasioni per mettere la testa avanti. L'asso degli Utah Jazz, 17.7 punti e 14 rimbalzi a partita nella prima fase nonché unico in doppia doppia di media, mette tre canestri e altrettanti assist per il +6, ma a fine primo periodo siamo 16-13 con i lusitani che fanno tesoro delle triple di Evora e Jordao, due mezzi lunghi capaci di colpire dalla distanza. Blatt ruota buona parte della panchina, Morgunov fa la voce grossa dentro le aree pitturate e il Portogallo non fa più canestro: 34-18 al 15' e ai meriti dell'attacco russo si uniscono clamorose distrazioni difensive degli esteri avversari. La Russia si concede un secondo periodo da 77% al tiro da 2 e 75% da 3 e senza mai forzare i ritmi va avanti 44-30. La partita è praticamente segnata, però Blatt mantiene una pressione costante sui suoi: è lontana la squadra talentuosa e indisciplinata delle ultime grandi manifestazioni. L'atletismo di Kirilenko, Monya e Khryapa non resta fine a se stesso, ma è inquadrato in una precisa idea tattica. Il Portogallo è avversaria generosa, ma mediocre, però non è un caso che la Russia sia imbattuta e che ora i bookmaker la considerino la seconda forza del torneo insieme alla Grecia. A fine terzo quarto siamo 68-49 con tutti e 10 i giocatori entrati per la Russia che sono andati a segno dal campo e con ben 16 punti realizzati in contropiede. L'ultimo quarto non ha storia, alla distanza cala anche la concentrazione e solo Blatt la vive a pieni giri fino alla sirena finale.
Russia: Kirilenko 16, Khryapa 11, Morgunov 11 Portogallo: Coelho 11, Fernandes 10, Jordao 10, Evora 10, Miranda 10 |
ma kirilenko gioca male solo quando lo prendo al fantabasket?? :mad: :mad: :D :D :D
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Israele-Croazia 80-75
Ricordate la Danimarca campione d’Europa di calcio nel 1992? Allora gli scandinavi vennero chiamati all’ultimo momento per sostituire la Jugoslavia. Questa volta la squadra di Zvi Sherf si è conquistata un posto in Spagna solo grazie al torneo di qualificazione finito venerdì e solo all’ultima partita della prima fase è entrata nelle top 12. Ora batte a sorpresa la Croazia, che in caso di successo sarebbe arrivata ai quarti con due turni d’anticipo, e resta in gioco per il passaggio del turno. Si inizia ad alti ritmi, o meglio con alte percentuali di tiro. Kasun, che all’Europeo del 2005 fu inarrestabile per l’Italia nel match che costò l’eliminazione agli azzurri, è più concreto del solito. Israele però, a dispetto di un talento complessivo non eccellente, è gasata dai recenti exploit e appare più reattiva. Il tiro da fuori (4 triple con 2 soli canestri da 2, entrambi di Kasun) sostiene la Croazia che al primo miniriposo è avanti 17-14, ma non soddisfa Repesa che nella pausa sbotta contro i suoi anche per un imbarazzante passivo negativo (5-13) a rimbalzo. L’ex Maccabi Yaniv Green sbaglia molto, ma dentro l’area si sbatte come pochi e un suo semigancio segna il sorpasso sul 25-24 al 14’ Le mani si raffreddano, l’equilibrio regna sovrano (massimo distacco 6 punti x la Croazia) e un paio di volte è il neoromano Ukic a togliere le castagne dal fuoco per la Croazia che al riposo conduce 35-33. Entrambe le squadre sono sotto al 40% da 2 e oltre il 40% dalla distanza. Il secondo tempo prende il via sulla falsariga del primo con i croati che faticano a servire dentro la palla mentre sul fronte opposto Green e Kozikaro continuano a farsi valere alla grande. Finalmente si vede un buon Planinic, ma al 28’ è ancora 48-48 grazie e una tripla di Tamir che si ripete poco dopo in faccia a Markota. Dopo tre quarti di gara è ancora 53-53 e sinceramente la Croazia sembra l’ombra della squadra che ha battuto la Spagna. Ukic porta a spasso Tapiro, ma Markota e Barac in area fanno acqua a ripetizione. Jeron Roberts, statunitense naturalizzato che sverna nel modesto campionato olandese, è un concentrato di energia, Green (reduce da 26 punti e 12 rimbalzi con la Serbia) schiaccia come farebbe una stella Nba e non un ex panchinaro del Maccabi e Tamir ci mette la solita tripla per il 68-61 (parziale 9-0) dopo 36’. Il colpo del k.o sembra vicino, ma due ex Nba come Kasun e Planinic sanno come cogliere l’attimo e con 1’54” da giocare rimontano fino al 71-69. Nel momento più delicato il carneade Naor, 0/3 finora nel torneo, mette una tripla che vale oro. Poi è Hagag, 7 minuti giocati nei primi 3 match, a fare 4/4 dalla lunetta e a servire a Israele la vittoria per continuare a sognare. Croazia: Kasun 18, Ukic 10, Planinic 9, Popovic 9 Israele: Green 17, Roberts 15, Tamir 11, Tapiro 11 |
Spagna-Grecia 76-58
Missione compiuta: nel remake della finale iridata di un anno fa, la Spagna si conferma la squadra da battere in questo Europeo: la Grecia è nettamente battuta e, a prescindere da come proseguirà la rassegna continentale, non si vede come in 9 giorni possano ribaltarsi i valori visti in campo alla Madrid Arena. La tensione è forte, quasi da match senza ritorno. In palio non solo una non dichiarata leadership continentale, ma - complice le sconfitte di entrambe le squadre nel match precedente – la possibilità di complicare di molto la strada verso il podio alla perdente. Non si segna neanche per caso, il primo ad andare a paniere è Diamantidis dopo 192 secondi di gioco e sette errori totali dal campo. Il ghiaccio è rotto, ma è la Spagna a beneficiarne: 10-0 di parziale con Gasol sugli scudi ed ellenici in manifesta difficoltà in fase offensiva dove l’assenza di un giocatore multidimensionale come Fotsis incide assai. Dopo 5’43” entrano, accompagnati da un boato, Navarro e Garbajosa, ovvero l’assente della prima fase per infortunio e il giocatore che per esserci all’Europeo ha accelerato contro ogni logica i tempi di recupero dopo l’incidente che lo ha tenuto lontano dai campi da marzo. A fine primo quarto la Spagna conduce 23-15: non è solo questione di migliore esecuzione ma anche di fiducia che gli iberici, nonostante il k.o. con la Croazia dopo 28 vittorie consecutive, paiono avere in dose massiccia. Nuovo quarto e vecchia storia: 104 secondi per il primo canestro, questa volta targato Reyes. Per la prima volta da tempo immemore si vede un Papaloukas spento e la Grecia resta a secco 4’10” e si trova anche a -13. La truppa di Yannakis è in apnea, l’ombra del 70-47 patito a Saitama un anno fa riaffiora, ed è solo quando il fuoriclasse del Cska viene perso un paio di volte da Cabezas e Mumbru che il match non finisce anzitempo in naftalina. Il naufragio però non è lontano: sotto la spinta di Fernandez, Navarro e Mumbru (25 punti in 3) al riposo il punteggio è di 45-24. Per la Grecia un secondo quarto con 0/7 da 3 e 7 palle perse. Al ritorno in campo le Furie Rosse, invero in casacca bianca, si siedono un po’ e con una zona un po’ fiacca lasciano rientrare la Grecia fino a -16, prima di schiacciare di nuovo l’acceleratore di una macchina rodata a meraviglia. Al 30’ è 56-39, con Hernandez che usa a lungo le terze linee; risarà anche un -12, ma sarà il canto del cigno ellenico. Con lo scatenato Fernandez a fare la parte del leone, Pau Gasol gioca per la squadra, un po’ alla Kirilenko, ed è la miglior risposta alle legittime preoccupazioni di chi, incluso Ettore Messina sulle colonne de El Pais, aveva visto nell’eccessiva dipendenza dalla stella dei Grizzlies l’unico limite della Spagna che cerca di diventare la prima squadra dal 1993 (Germania) a vincere l’Europeo davanti al proprio pubblico. Spagna: Fernandez 20, P. Gasol 14, Reyers 10 Grecia: Bourousis 10, Papaloukas 9, Diamantidis 8, Spanoulis 8, Hatzivrettas 8 |
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