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magikoMILAN1982 08-26-2007 02:49 AM

Mondiali di atletica
 
Le tre finali della prima giornata dei Mondiali hanno assegnato medaglie a Stati Uniti (3, una per ogni metallo), Kenya (1 oro), Etiopia (1 oro), Turchia e Qatar (1 argento), Svizzera e Bielorussia (1 bronzo). Qualche sorpresa, particolarmente i 3 bronzi di Röthlin in maratona, Mikhnevich nel peso e la statunitense Goucher nei 10.000. Rispecchiati invece i valori per le altre medaglie e, dopo la maratona della mattina, in serata è stato il turno del peso maschile con gli americani che ancora una volta l’hanno fatta da padroni e il favorito Reese Hoffa, confermare di essere oggi il migliore. Poi è arrivato l’oro per Tirunesh Dibaba nei 10.000 che conferma lo strapotere etiope nel mezzofondo femminile. Intanto la sfida sui 100 continua e nella serata di domani (l’ora di pranzo in Italia con le semifinali alle 13.10 e la finale alle 15.20) si vedrà chi tra Gay e Powell avrà la meglio, sempre che non arrivi il terzo incomodo.
PESO – Il lancio del peso ha confermato le previsioni della vigilia con la doppietta statunitensea Hoffa-Nelson. Reese Hoffa ha finalmente ottenuto un successo importante nella carriera battendo proprio il campione del mondo uscente. Adam Nelson dal canto suo conferma di essere tra i migliori pesisti della storia ottenendo ancora una medaglia (sempre sul podio da Sydney 2000) importante. Comunque Hoffa con una serie di lanci molto buona (già con 21.81 al primo sarebbe stato oro, poi 21.64, 22.04, nullo, 21.91 e 21.58) non ha avuto rivali per il titolo. Terzo il bielorusso Andrei Mikhnevich.
10.000 METRI DONNE – Tirunesh Dibaba si prende il suo quarto titolo mondiale (nei 5000 a Parigi 2003 e doppietta 5000-10.000 a Helsinki 2005) con grande carattere e spettacolarità. Sembrava scritto un dominio etiope, ma una caduta poco dopo metà gara ha sconvolto i piani: coinvolte nella caduta sia Dibaba sia una delle altre favorite Mestawat Tufa. A rimetterci di più è stata la Tufa che ha perso una scarpa e anche molto tempo per ricalzarla. La campionessa del mondo invece si è messa subito alla rincorsa delle avversarie e grazie al ritmo lento, a causa del caldo, è riuscita a conservare le giuste energie per il rush finale dove ha superato la turca Abyelegesse.
100 METRI - Dopo il primo round andato cronometricamente a Tyson Gay, ma per sicurezza dimostrata in gara a Powell, i quarti hanno dato a Asafa Powell anche il vantaggio crono con 10”01, mentre Gay si è fermato a 10”06. Nonostante nel secondo turno Powell sia stato migliore di Gay bisogna vedere quante energia mentali stia sprecando. D’altronde sono diversi anni che Powell è al top nella velocità e non solo non ha ancora vinto un oro mondiale o olimpico (5° a Atene), ma non ha neanche mai avvicinato un podio. Nei quarti Gay è sembrato più rilassato, ma non è detto che non possa arrivare il famoso terzo che gode tra i due litiganti. Lo smacco più grosso per Powell sarebbe che se dovesse avere la meglio suo cugino di secondo grado, Derrick Atkins, che corre per le Bahamas. Presto si saprà.
SPRINT AZZURRO - Fuori invece i due azzurri e se da un lato già essere nei quarti per Rosario La Mastra è un risultato valido, non altrettanto si può dire per Simone Collio. Con un risultato simile a quello corso in batteria (10”22 contro 1 metro di vento) avrebbe tranquillamente strappato il biglietto per la semifinale. Invece ha chiuso in 10"31 e a fine gara si è lamentato per il controllo antidoping a cui lo hanno sottoposto dopo la gara della mattina. Non è però la prima volta che un controllo antidoping avviene alla fine di una gara visto e se si vuole essere all’altezza, non ci si deve far battere da una "utile" perdita di tempo.
EPTATHLON – Dopo le 4 gare della prima giornata, Carolina Klüft viaggia spedita verso il suo terzo oro mondiale consecutivo (Edmonton 2001, Parigi 2003 e Helsinki 2005; a cui vanno aggiunti i titoli olimpici – Atene 2004 – ed europei – Monaco 2002 e Goteborg 2006). La fuoriclasse svedese ha chiuso le prime quattro prove con 4162 punti, 18 in più ddella rassegna iridata del 2003 quando superò la barriera dei 7000.
800 DONNE E 400 HS UOMINI – Due gare che hanno visto gli azzurri passare il turno. Negli 800 Elisa Cusma ha fermato il cronometro a 2’00”54, facendo una bella gara in una batteria molto veloce. Stesso discorso per Gianni Carabelli sui 400 ostacoli. Il carabiniere lombardo, con 49”81, si è qualificato grazie al terzo posto nella sua batteria. Migliore delle batterie un restaurato Felix Sanchez, che ha avuto la meglio sul favorito campione del mondo Bershawn Jackson, ma semifinale (sia per Carabelli che Sanchez) e finale saranno una storia diversa.
TRIPLO E MARTELLO – In queste due prove sono andati male due degli azzurri più esperti. Molto deludente Fabrizio Donato che ha saltato solo 16.20 ed è 32° nella somma tra i due gruppi di qualificazione. Nicola Vizzoni, lanciando il martello a 73.64, è arrivato a poco più di un metro dall’ultimo dei qualificati e sedicesimo in assoluto. Per il titolo di campione del mondo, in entrambe le specialità, sembrano affacciarsi nomi nuovi.

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magikoMILAN1982 08-26-2007 02:56 AM

niente medaglie neppure dalla marcia...
 
A lungo in testa da solo nella 20 km di marcia, il campione olimpico Ivano Brugnetti è stato squalificato dopo 15 km per azione irregolare (sospensione), ottimo 4° Giorgio Rubino, 10. Schwazer. Terzo titolo mondiale a Jefferson Perez (Ecu), 2. Ghoula (Tun), 3. Sanchez (Mes)

magikoMILAN1982 08-26-2007 06:14 PM

And the winner is... con i calzoncini blu e la maglia bianca, lo statunitense Tyson Gay in 9"85. E’ stato questo il responso della sfida più attesa. Sfida che però ha deluso chi si aspettava i fuochi d’artificio con un Asafa Powell davvero spento (9"96). Nell’eptathlon Carolina Klüft va ancora una volta sopra i 7000 e timbra il record europeo con 7032. Il record del mondo per lei si avvicina.
100 METRI – E’ stata tutto una questione di testa. Il fisico ancora una volta nella finale dei 100 ha avuto un ruolo minore. Non ci sono dubbi che si trattava della sfida delle sfide tra gli uomini più veloci del mondo, alla fine ha prevalso quello che aveva meno paura. Lo si vedeva nello sguardo alla partenza. Deciso e quasi da “killer” quello di Gay, più spaurito quello di Powell. E tutto si è risolto in quel momento. La partenza, piuttosto buona per entrambi è stata solo una scusa per Powell: “Ho inciampato appena partito” mentre è chiaro che era subito in testa. Una giustificazione forse per giustificare la paura che non gli ha nemmeno permesso di finire al secondo posto. Mentre il suo avversario diretto ha vinto da campione in 9”85, un tempo degno della Storia dello sprint americano. A rovinare la festa di Powell ci si è messo anche il cugino Atkins (9"91) che sul filo di lana gli ha anche tolto l’argento. Non c'è nulla da fare: Asafa ha un talento mostruoso, ma la tenuta nelle manifestazioni che prevedono quattro turni di gare è ancora un grosso problema.
Gay a fine giugno aveva fatto cose grandiose ai Trials statunitensi: doppietta 100-200 con tempi straordinari (9"84 e 19"62), per di più ottenuti con vento contrario. L'uscita di scena di Justin Gatlin per le note vicende di doping sembrava rappresentare una tremenda mazzata per gli Stati Uniti. E invece, problemi di immagine a parte, l'addio dello sprinter di Brooklyn sembra essere stato ammortizzato più che bene. Gay ora può puntare in tutta serenità al bis sui 200, in attesa di trascinare al trionfo la staffetta 4x100. E il nuovo campione del mondo gongola: "Ho messo tutte le cose insieme ed è arrivata la vittoria - il commento dell'americano - una volta sistemata la partenza, sapevo di poter fare una grande gara: nessuno ha la mia velocità di punta. I 200? Vedremo come reagirà il fisico. Per il futuro voglio il record dei 100, ma devo essere paziente e lavorare sodo a questo nuovo obiettivo". Bravissimo anche Atkins, che ha regalato alle Bahamas (ma lui è di origini giamaicane) la prima medaglia nella velocità maschile ai Mondiali.
TRIS EPTATHLON- La svedese Carolina Kluft, 24 anni, continua la serie infinita di vittorie e come già nella notte il marciatore ecuadoriano Perez, si regala il terzo oro consecutivo nell'eptathlon. La Klüft, che in carriera ha vinto anche l'Olimpiade di Atene, i Mondiali di Parigi 2003 e Helsinki 2005, gli Europei di Göteborg 2006, ha dominato a Osaka, regalandosi anche il record europeo con 7032 punti (13"15 nei 100 hs, 1.95 nell'alto, 14.81 nel peso, 23"38 sui 200, 6.85 nel lungo, 47.98 nel giavellotto e 2'12"56 negli 800). Il precedente limite, 7007, era stato ottenuto il 15-16 giugno 1989 a Briansk dalla sovietica Larisa Nikitina. Argento all'ucraina Lyudmila Blonska (6832), bronzo alla britannica Kelly Sotherton (6510). “Non so spiegare – dice la svedese alla fine delle 7 fatiche – Sono felicissima e mi rendo conto che non c’è una fine alla felicità. Lyudmila (Blonska – arrivata seconda) mi ha aiutato tantissimo in questi due giorni per dare il meglio di me. Quindi mi sono spinta al massimo. Fare il mio personale era un obiettivo importante. Fare anche il record europeo è un piccolo bonus in più”. Per lei adesso ci sarà forse la ricerca dei 7291 punti del record mondiale di Jackie Joyner come prossimo stimolo. “Ma a me piace solo divertirmi e quindi non mi do obiettivi. Certo ogni volta voglio dare il massimo quindi è ovvio che penso a progredire. Ma adesso invece penso solo a rilassarmi e riposare”
PESO – Ci ha provato Chiara Rosa e comunque un risultato positivo a casa lo ha portato: l'esperienza di una finale mondiale, dove ha chiuso 8ª con un lancio a 18.39. Il titolo si è invece giocato tutto nell’ultima serie. Per tutta la gara il 20.04 della bielorussa Nadzeya Ostapchuk l’ha tenuta al primo posto. Poi con l’ultimo lancio disponibile la neozelandese Valerie Vili ha saputo gettare il peso a 20.54 per prendersi l’oro. La reazione della Ostapchuk è stata immediata ma il suo di peso è atterrato “solo” a 20.48.

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magikoMILAN1982 08-27-2007 09:52 PM

Bekele tris
 
Quasi 10 minuti per assegnare il titolo mondiale dei 100 a Veronica Campbell. L’occhio dei giudici ha scrutato a lungo il fotofinish per decitere chi tra lei e la statunitense Lauryn Williams aveva messo il petto davanti sull’arrivo. Alla fine il titolo è stato dato alla giamaicana con 11”01, stesso tempo dell’avversaria arrivata seconda. Fuori dal podio invece la favorita della vigilia Torri Edwards che in semifinale aveva dato l’impressione di essere la più forte. Ma come insegna anche la finale dei 100 uomini di ieri, la finale è un’altra storia. E questa volta è la storia di Veronica Campbell e della Giamaica che si riprende un titolo mondiale più che meritato. Anche il resto della giornata è stato segnato da atleti che confermano per la terza volta consecutiva il proprio titolo mondiale e piccole scaramucce in gara che forse avranno strascichi in camera di giuria.
10.000Kenenisa Bekele ce l’ha fatta a centrare la tripletta. Sembrava battibile e anche battuto quando mancavano due giri all’arrivo, ma alla fine ha saputo dare la zampata del campione con uno sprint degno dei suoi migliori del passato. Gli etiopi come al solito hanno giocato di squadra lasciando l’eritreo Tadese tirare per buona parte della gara. Ai 1200 metri dall’arrivo è stato invece il keniano Mathathi a provare a la fuga, sfilacciando il gruppo di testa. Dietro di lui si sono messi a ruota i due etiopi più forti, Bekele e Sihine. Per molti metri il keniano ha tentato invano di avere il cambio in testa alla corsa, ma gli etiopi si sono messi dietro aspettando il momento giusto per punirlo. Ed è successo subito dopo la campana dell’ultimo giro con un attacco di Sihine che a quel punto sembrava favorito visto che Bekele che appariva meno brillante. Invece ai 200 metri il pluri-irdato ha innestato la marcia in più che lo ha visto tagliare il traguardo solitario.
MARTELLO – Non una zampata, ma una spallata da campione è stata quella del bielorusso Ivan Tikhon all’ultimo lancio. Una martellata da 83.63 consente anche a lui di portare a tre consecutivi i suoi titoli mondiali. Ma fino a quell’ultima serie per la vittoria sembrava esserci il nome nuovo, lo sloveno Kozmus che con il suo terzo lancio a 82.12 aveva condotto la gara fino a quel punto. Ma Tikhon si è fatto sentire quando è servito. Kozmus ha provato anche a rispoondere, migliorando la misura che aveva fino a quel momento, ma con 82.29 si è dovuto acontentare dell'argento davanti allo slovacco Charfreitag.
TRIPLO – Il nome nuovo è invece arrivato nel triplo con il portoghese Nelson Evora che con un salto da 17.74 metri ha stabilito anche il record nazionale. Evora, nome noto a Capo Verde, anche per la più famosa cantante Cesaria, è infatti di padre delle isole sulla costa africana occidentale (ex colonia portoghese) mentre la madre è della Costa d’Avorio. Il giovane, cresciuto nel Paese africano ha però mantenuto la cittadinanza del Portogallo. Evora, 23enne, ha battuto atleti più quotati quali il brasiliano Jadel Gregorio (17.59) e lo statunitense Walter Davis (17.33).
1500 METRI – Le seminali dei 1500 hanno anche visto i migliori andare avanti. Una vinta bene da Rashid Ramzi, in cui l’azzurro Christian Obrist è arrivato al 10° posto e quindi è stato eliminato e l’altra vinta da Bernard Lagat e caratterizzata da un controverso contrasto nel finale tra il francese Baala e il marocchino Baba con quest'ultimo caduto. Alla fine la giuria ha squalificato il francese e ripescato l'africano e lo spgnolo Higuero, anch'egli danneggiato, per la finale.
400 – Non è riuscita l’impresa di arrivare in finale a Daniela Reina, ma onestamente non era alla sua portata. Ha finito in 51”99, primato stagionale, quasi un secondo più lenta dell’ultima delle finaliste. La sorpresa della giornata è arrivata però dalla britannica Sanders che si è notevolmente migliorata fino a 49”77, secondo miglior tempo delle semifinali dietro alla giamaicana Williams.

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magikoMILAN1982 08-28-2007 08:49 PM

Russia e Kenia sono state le mattatrici della quarta giornata dei mondiali. Due ori e due triplette per entrambe le nazioni. Uno, due e tre nel lungo e oro nell’asta femminile per la Russia; 800 donne e bottino pieno nei 3000 siepi per il Kenia. Gli altri due ori sono finiti all’Estonia con Kanter nel disco che ha finalmente battuto il plurimedagliato Alekna (finito solo quarto) e agli Stati Uniti con Kerron Clement sui 400 ostacoli.
ASTA – Le è bastato saltare a 4,80 metri per vincere. Tre soli salti, il primo a 4.65, un nullo a 4.80 seguito da un salto valido. Tanto è stato sufficiente a Yelena Isinbayeva per portarsi a casa un nuovo titolo mondiale. Già 2 anni fa a Helsinki fece cosa simile con 3 soli salti, ma tutti validi a 4.50, 4.60 e 4.70 per poi trovare il record del mondo a 5.01. Due anni fa andò bene il secondo tentativo, quest’anno invece l’appuntamento col nuovo record mondiale è stato rimandato ad altra data.
400 OSTACOLI – Ha dominato togliendo il titolo iridato dalle spalle di Felix Sanchez. Lo statunitense Kerron Clement diventa quindi il nuovo re della specialità con un eccellente 47”61, miglior tempo stagionale. Il giovane talento americano, nato a Trinidad nel 1985 (a fine ottobre compie 22 anni) ha così coronato una carriera iniziata molto presto. Aveva spesso mancato i grandi appuntamenti per il suo problema di non essere in grado di affrontare gli ostacoli con tutte e due le gambe, trovandosi spesso in difficoltà nel rettilineo d’arrivo. Ma questa volta ha tenuto bene anche se nell’ultimo ostacolo sembrava che Sanchez potesse raggiungerlo. Clement ha però chiuso di potenza aggiudicandosi il titolo mondiale. Il dominicano comunque, anche se non è riuscito a fare il tris, ha dimostrato di essere tornato in gran forma. Terzo posto inaspettato per il polacco Plawgo che ha tolto la medaglia al favorito della vigilia James Carter.
800 METRI – 24 anni da compiere a dicembre: è Janeth Kepkosgei uno dei nomi nuovi di questi campionati del mondo. Ha vinto la gara con carattere e determinazione, quasi carismatica. Keniana, si allena con il team del dottor Gabriele Rosa che già molti campioni ha sfornato. In semfinale aveva dimostrato di avere talento da vendere e in finale ha fatto un vero e proprio assolo. Partita subito in testa non si è mai fatta raggiungere. Ai 600 metri ci ha provato l'eterna Maria Mutola, prima di fermarsi per un guaio muscolare, ma la keniana non solo ha saputo resistere ma anche a fare un cambio di marcia e vincere con sicurezza. Nel finale la marocchina Hasna Bendassi ha tentato di prenderla, invano. La vera curiosità è che sul podio non è salita neanche una delle mezzofondiste russe o del vecchio blocco dell’est Europa. Infatti terza all’arrivo è stata la spagnola Mayte Martinez.
LUNGO – Forse il sogno di fare la doppietta lungo/triplo per Tatyana Lebedeva si riuscirà a realizzare in questo mondiale. Intanto ha messo il primo mattone vincendo bene il salto in lungo. Due salti identici a 7.03 metri, il secondo e il terzo. Sola a superare i 7 metri, Lebedeva deve adesso vincere il triplo che però è la specialità in cui è più forte. Anche se già all’Olimpiade di Atene, nel 2004, prima vinse il salto in lungo con 7.07, ma poi si vide superare dalla camerunese Mbango e dalla greca Devetzi. Alle spalle della Lebedeva l’altra russa Kolchanova (6.92) e Kotova (6.90). La portoghese Gomes non è riuscita a guastare la festa.
DISCO – Finalmente ce l’ha fatta Gerd Kanter, ha vinto il titolo mondiale battendo tutti con un lancio a 68.94 metri. Molto sottotono invece l’altro favorito Virgilius Alekna arrivato sulla soglia del podio: il lituano ha chiuso quarto con un lancio di 65.24, non degno della sua portata. Argento al tedesco Harting e bronzo all’olandese Smith.
3000 SIEPITripletta keniana ancora una volta non di difficile previsione. Battuto però il campione del mondo in carica Ezekiel Kemboi e oro al connazionale Brimin Kipruto; terzo Ric**** Mateelong. Per buona parte della corsa lo svedese Mustafa Mohamed aveva tentato di forzare i ritmi per fare una gara più consona al suo stile, ma non ha potuto fare meglio che arrivare quarto. Quinto il francese Tahri.
200 METRI, 100 OSTACOLI E 400 OSTACOLI – I quarti di finale dei 200 maschili hanno mostrato il giamaicano Usain Bolt in forma strepitosa, correndo bene e rilassato in 20”13. Ma anche la risposta del campione del mondo dei 100 Tyson Gay è stata forte (20”08). Da vedere quanto la stanchezza possa influenzare la sua gara visto che Bolt sembra pronto a mordere e vendicare il connazionale Asafa Powell. Le semifinali dei 100 ostacoli hanno promosso tutte le migliori. La capolista stagionale e campionessa del mondo in carica Michelle Perry (Usa) ha segnato il tempo migliore con 12”55 ma anche bene sono andate la canadese Felicien e la svedese Sanna Kallur. Nei 400 ostacoli è l’australiana Jana Pittman a fare il miglior tempo (53”57) e a candidarsi per il titolo.

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magikoMILAN1982 08-29-2007 07:00 PM

Giornata ricca la quinta ai Mondiali e anche felice per i colori azzurri che, dopo Howe, ottengono le qualificazioni in finale di Martinez e Weissteiner.
TRIPLOMagdelin Martinez si qualifica bene per la finale. Un solo salto, ma a 14,62 ovvero 22 centimetri oltre la misura di qualificazione. L’azzurra è sembrata in forma eccellente e potrà quindi dire la sua anche in finale, magari per un posto sul podio: “Io sto benissimo – ammette – e ho fatto quello che dovevo fare. Adesso arriva la finale e spero vada bene. Io mi sento convinta come quando ho preso il bronzo a Parigi”. La sua buona condizione pare le arrivi da nuovi modi di allenamento: "Ho lavorato molto sulla tecnica e adesso mi sento più leggera”. Martinez con il suo salto, è comunque la terza tra le qualificate con la sola greca Devetzi ad andare oltre i 15 metri (15.09). Seconda la cubana Savigne, altra candidata all’oro, con 14.67.
200 - Eccellente testa a testa tra Usain Bolt e Tyson Gay nelle semifinali dei 200: il giamaicano ha vinto la prima semifinale in 20"03 senza forzare e lo statunitense ha risposto con un 20"00 che sarebbe stato un tempone se gli utlimi 20 metri non fossero stati corsi col freno tirato. Tutto secondo copione nei quarti femminili con la giamaicana, naturalizzata statunitense, Sanya Ric****s autrice dl miglior tempo (22"31).
400 – Semifinali scoppiettanti che promettono una finale davvero mozzafiato venerdì. Nella prima serie Angelo Taylor ha fermato il cronometro a 44”45, trascinando lo svedese Johan Wissman a un nuovo record nazionale con 44"56. Nella seconda serie Jeremy Wariner ha risposto in maniera convincente, fermandosi nel finale con un crono di 44”34. Dietro di lui la sorpresa bahamense Chris Brown. Nella terza semifinale ancora un ottima prestazione a 44”31 per lo statunitense Lashawn Merritt che porta il francese Lesile Djhone al record di Francia (44”46). Ripescati in finale anche il canadese Tyler Christopher e l’altro bahamense Avard Moncur.
400 DONNE - Manca Sanya Ric****s ma dal risultato finale non si sente. Onore all’Inghilterra che riesce a fare doppietta oro-argento, solo la Cecoslovacchia della Kratochvilova e gli USA – una volta ai mondiali e una all’Olimpiade – c’erano riusciti. Vince Christine Ohuruogu, recuperando nel finale sulla giamaicana Novlene Williams che finisce poi terza. Secondo posto a Nicola Sanders. La vincitrice è stata da poco riammessa alle gare (il 5 agosto scorso) dopo 1 anno di squalifica per aver saltato, nel 2006, 3 controlli antidoping consecutivi.
1500 – Vince lo statunitense di origine keniana Bernard Lagat che finalmente ottiene un risultato importante. Secondo all’Olimpiade di Atene 2004 per i colori del Kenia. Secondo anche ai mondiali di Edmonton nel 2001 e terzo ai Giochi di Sydney 2000. Sempre sul podio quindi ma per la prima volta ottiene la medaglia più preziosa, a quasi 33 anni. Lagat, con il tempo di 3’34”77 ha battuto Rashid Ramzi (Bahrein - 3’35”00) e il keniano Shedrack Korir (3’35”04). A secco uno dei favoriti, l’altro statunitense Alan Webb, finito ottavo. Al quarto posto il giovanissimo keniano (solo 18 anni) Asbel Kiprop.
ALTO - Podio inedito. A vincere è stato Donald Thomas dalle Bahamas con 2.35 superato al primo tentativo. Stessa misura anche per il russo Rybakov, unico nome noto, e il cipriota Ioannou. Subito eliminati invece due dei favoriti: lo svedese Linus Thornblad con 3 nulli a 2.21m e il russo Andrey Silnov, campione europeo lo scorso anno a Göteborg.
100 OSTACOLI – La statunitense Michelle Perry si conferma campionessa del mondo, dopo Helsinki 2005. Anche in questa gara, come nei 100 piani, è stata una gara giocata al filo di lana con tutte le migliori in una manciata di centesimi. Per buona parte della gara è sembrato che la svedese Susanna Kallur potesse battere le americane, ma alla fine è stata la statunitense a tagliare per prima il traguardo in 12”46. A tre centesimi è arrivata la canadese Perdita Felicien e attaccata anche la giamaicana Delloreen Ennis-London che ha battuto la Kallur, per il bronzo, di un solo centesimo.
DISCO – Titolo senza sorprese per la tedesca Franka Dietzsch che ha fatto atterrare il suo disco a 66.61 metri. Alle sue spalle arrivano la russa Darya Pishchalnikova con 65.78 e la cubana Yarelis Barrios con 63.90.
5000 – Ottima prestazione di Silvia Weissteiner che centra la finale con un buon tempo di 15’15”74. Undicesima tra le due batterie e prima delle ripescate.

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fossa dei leoni 1968 08-29-2007 08:15 PM

fai a gara con bot??:D:D

djvezz82 08-30-2007 03:36 PM

Fantastico Howe, record italiano all'ultimo tentativo e medaglia d'argento, commovente la sua esultanza e quella della mamma in tribuna..grande atleta :)

zibibbo 08-30-2007 03:40 PM

Quote:
Originally Posted by djvezz82
Fantastico Howe, record italiano all'ultimo tentativo e medaglia d'argento, commovente la sua esultanza e quella della mamma in tribuna..grande atleta :)

davvero una gran bella finale :) ottimo il ragazzo :p

giammy1288 08-30-2007 03:49 PM

per un attimo pensavo che avesse vinto l'oro! ma invece Saladino, da grande campione, è riuscito a sfoderare anche lui all'ultimo salto un fenomenale 8.57... imbattibile...
ma comunque grande il nostro Howe! :)

magikoMILAN1982 08-30-2007 08:05 PM

Emozioni. Emozioni allo stato puro quelle vissute sia dagli italiani che da tutti gli appassionati di atletica in questa serata della sesta giornata dei Mondiali di Osaka. Due atleti veri hanno combattuto fino all'ultimo salto nel lungo e due atleti veri si sono giocati i 200 metri sotto i 20 secondi. Hanno vinto i favoriti ma i secondi non sono stati da meno.
HOWE D'ARGENTO – Era una gara quasi addormentata fino all'ultima serie di salti ma i campioni in verità non dormono mai. E come aveva detto Andrew Howe, lui ha fatto il "serpente nelle acque" ed ha colpito quando ha dovuto. Solo che di fronte non ha trovato la preda impotente ma ha trovato una "bestia" con vero carattere. Se Howe è stato grandioso, ancora più grandioso è stato Irving Saladino. Il panamense vince la medaglia d'oro con il suo nuovo primato personale di 8.57, una misura che centra perfettamente la media delle misure che hanno assegnato l'oro nelle 10 precedenti edizioni iridate. Ma è storica, straordinaria, la prestazione di Andrew Howe, che all'ultimo tentativo si era portato in testa con 8.47, nuovo record italiano (precedente Evangelisti 8.43, 6/05/1987). E probabilmente deve anche ringraziare l'ucraino Lukashevych che ha smosso le famose acque dove "dormiva" il serpente Howe. L'ultimo salto a 8,25 dell'ucraino ha fatto reagire l'azzurro: "Ma no! Stavo reagendo per conto mio… ma forse sì, dai, visto che l'ho sempre battuto e non ci stavo che mi avesse tolto il bronzo" dice Howe. E lì ha saputo tirar fuori il carattere che si addice ad un vero campione. Un salto che lo ha fatto sperare di diventare campione del mondo.
SALADINO D'ORO - Una speranza durata qualche minuto in più per la premiazione dei 400 ostacoli femminili che ha fermato Saladino all'ultimo salto. "Sapevo che questo lo avrebbe aiutato a rilassarsi – continua Howe – per poi tirar fuori il salto della vita. E così ha fatto! E' un vero campione". Anche Saladino ammette di non aver sofferto per la pausa: "Del salto di Howe a 8,47 non me l'aspettavo, lo ammetto. Pensavo di aver vinto. So che Howe era pericoloso ma in quel momento pensavo di aver vinto. Poi c'è stato il suo salto e quindi ho dovuto ritrovare forze e concentrazione e sono felice che sia andata alla meglio. Non posso chiedere di più". L'azzurro chiude al 2° posto, miglior prestazione di sempre in campo maschile e consegna all'Italia la prima medaglia di questa spedizione. Un argento che, comunque, consentirà di chiudere questi Mondiali meglio di Helsinki 2005, dove il solo Schwazer arrivò al bronzo.
GAY VINCE I 200 – Altra gara memorabile quella dei 200. Si sapeva che la sfida era Tyson Gay – Usain Bolt e così è stato. Ma per battersi hanno dovuto correre veloce e andare entrambi sotto i 20 secondi. Ha vinto, confermando quindi il titolo mondiale dei 100 diventando il terzo a fare doppietta, dopo Maurice Greene (Siviglia ’99) e Justin Gatlin (Helsinki 2005). Tyson Gay ha quindi salvato lo sprint americano arrivato qui distrutto e quasi senza squadra. Ma sono bastate le sue corse per far dimenticare che le speranze di vedere gli USA vincere la staffetta sono per la prima volta nella storia, davvero minime. Sarà forse la medaglia che riuscirà a rendere la pillola meno amara per la Giamaica. Tyson Gay che si allena per procura con il suo allenatore Lance Barman finito in carcere per truffa e sta finendo di scontare la pena di un anno. A seguirlo in Giappone l’ex velocista Jon Drummond che si occupa anche delle staffette USA. Gay diventa quindi la nuova stella dello sprint mondiale con un crono davvero memorabile sui 200 metri: 19''76 che non è il suo personale (vanta un 19''62 corso a Indianapolis a giugno) ma che migliora il record dei campionati che apperteneva a Michael Johnson (19''79 di Goteborg '95).

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travis bickle 08-31-2007 03:31 PM

Magdelin Martinez ha chiuso al sesto posto la finale del triplo femminile nella settima giornata dei Mondiali. L'azzurra di origine cubana ha saltato 14.71, miglior prestazione stagionale, al terzo tentativo di una gara che ha visto il successo della cubana Yargelis Savigne (15.28, sesta misura di sempre) davanti alla russa Tatyana Lebedeva (15.07) e alla greca Hrysopiyí Devetzí (15.04). Molto male invece la staffetta 4x100 (La Mastra, Collio, Checcucci, Riparelli) che ha chiuso quarta in 38"83 la prima semifinale e, con il decimo tempo totale su 13 squadre iscritte, è uscita subito di scena.
Grande prova d'autorità per Jeremy Wariner: lo statunitense ha dominato i 400 in 43"45, terzo nelle liste all-time e quinta miglior prestazione di sempre, e con un gran finale ha staccato nettamente i connazionali LaShawn Merritt (43"96) e Angelo Taylor (44"32). I 110 ostacoli hanno premiato il cinese Xiang Liu, primatista mondiale, che in nona corsia ha chiuso in 12"95 davanti agli statunitensi Terrence Trammell (12"95) e David Payne (13"02).
Splendida dimostrazione di forza della statunitense Allison Felix nei 200 metri: per lei 21"81, miglior crono del 2007 e 12ª di sempre al mondo, con 53 centesimi di margine sulla giamaicana Veronica Campbell e 82 sulla ritrovata cingalese Susantika Jayasinghe. L'oro del giavellotto è andato alla ceca Barbora Spotakova con 67.07, record nazionale, davanti alle tedesche Christina Obergföll (66.46) e Steffi Nerius (64.42).
Melle semifinali degli 800 il miglior tempo con 1'44"54 è stato ottenuto dal keniano Alfred Kirwa Yego mentre è uscito di scena, ultimo nella seconda serie, il campione uscente Rashid Ramzi. La più veloce nelle semifinali dei 2500 è stata l'ucraina Iryna Lishchynska in 4'03"84.
gasport

magikoMILAN1982 08-31-2007 06:32 PM

ALTOBene Antonietta Di Martino che raggiunge la finale con la misura di qualificazione a 1,94. Misura superata al secondo tentativo. Ma è stato il tentativo superato a 1,91 a far capire già che l’azzurra sta bene. Certo il campo delle partecipanti è molto nutrito (in 15 hanno ottenuto il passaporto per la finale) e anche molto competitivo visto che sono presenti tutte le migliori, dalla croata Vlasic alla campionessa mondiale Bergqvist, passando per la campionessa europea Hellebaut e la russa Slesarenko. Un campo di partecipanti che promette misure molto alte e, visto il risultato maschile, chissà che non possa dare qualche sorpresa: è dal Mondiale romano del 1987 che il record del mondo resiste. L’unica però in grado di affrontare una tale misura al momento sembra essere Blanka Vlasic. Per la Di Martino meglio pensare alla teoria dei piccoli passi dopo che è rimasta bloccata quasi un mese per un’infiammazione al piede.
20KM MARCIADoppietta russa nella 20 chilometri di marcia. Prima Olga Kanishina e seconda Tatyana Shemyanenko. Il dominio delle due atlete è stato totale ed è iniziato già dalla partenza. Sono uscite in testa dallo stadio e ne sono rientrate sempre in testa. ElisaRigaudo, unica rappresentante azzurra in questa prova, è invece rimasta ferma al quindicesimo chilometro quando ha quasi perso conoscenza. Problemi di respirazione per lei fin dai primi passi e grande sofferenza per il caldo e l’umidità. "Non c’è stato un momento della gara – dice poi – in cui mi sia sentita a mio agio. Ho sofferto troppo, provavo a rinfrescarmi con gli spugnaggi ma non c’è stato niente da fare, non sono mai riuscita a raffredare il corpo". Ha resistito nel gruppo delle inseguitrici e poi il buio: "Mentre marciavo ad un certo punto ho visto tutto nero. Ho cominciato a sbandare e sentivo che perdevo i sensi. Allora ho preferito fermarmi anche se poi, proprio per la sofferenza patita, sono crollata a terra, ma non sono stata portata in barella. Ho solo avuto bisogno di riprendere i sensi".

gazzetta.it

travis bickle 09-01-2007 11:02 AM

Penultima mattinata del mondiale quasi del tutto dedicata alla lunga fatica della 50 km di marcia. E per l’Italia arriva una nuova medaglia, questa volta di bronzo e anche tanto rammarico, a giudicare dalla reazione di Alex Schwazer. Una medaglia che comunque per l'altoatesino conferma il bronzo di due anni fa e, sempre rispetto ad Helsinki, migliora il bottino azzurro ai mondiali, in attesa di vedere Antonietta Di Martino domani nell’alto.
50 KM MARCIA – Ha chiuso arrabbiato, con il rammarico di non aver provato ad attaccare prima. Così Alex Schwazer ha concluso la sua fatica sui 50 km in 3h44'38". Buttando a terra il cappellino dopo il traguardo, piangendo quasi disperato per l’occasione persa: “So di essere il più forte, ma poi il più forte è quello che vince quindi non sono io”. Era convinto di potercela fare e vederlo con ancora sufficienti energie dopo l’arrivo lo conferma. Era tanto convinto che si era tagliato la barba il giorno prima “perché non volevo essere il più brutto campione del mondo”. Alla fine è stato sconfitto dalla poca esperienza. È stato frenato dalla paura del caldo e di non reggere a ritmi troppo alti, ma negli ultimi chilometri recuperava metri ai due battistrada. Finendo a meno di un minuto mentre in gara il distacco aveva raggiunto anche i 2’45” intorno al 30° km. Ragionando dopo la gara ammette che il suo problema era proprio di esperienza: “Era la mia prima gara in condizioni atmosferiche come queste e sono andato troppo piano all’inizio. Alla fine avevo ancora molta energia ed è questo il più grande rammarico. Fossi partito prima avrei potuto vincere”. A vincere è stato invece l’australiano Nathan Deakes in 3h43'53", primatista del mondo sulla distanza e secondo è arrivato il francese Yohann Diniz (3h44'22"), campione d’Europa lo scorso anno a Göteborg. Diciottesimo Diego Cafagna mentre si è ritirato Marco De Luca. Una 50 km che quindi potrà servire di grande e importante bagaglio d’esperienza per Schwazer, pronto a metterla a frutto già dal prossimo anno all’Olimpiade.
STAFFETTA 4x100 – Come per gli uomini, si tratta solo di una sfida Usa-Giamaica quella della staffetta veloce femminile. E se la staffetta non è mai cosa certa, vista la difficoltà dei cambi, sembra che la lotta sia solo per l’assegnazione del bronzo. In semfinale le statunitensi, senza la campionessa mondiale dei 200 (che sarà invece in finale) e senza Torri Edwards, hanno fermato il cronometro a 42”24, miglior tempo mondiale della stagione. Più lontano le giamaicane con 42”70, ma anche loro senza la campionessa del mondo Veronica Campbell. Sorprende l’eliminazione della Francia che ambiva a una medaglia, con in pista Arron e Hurtis ma rimaste fuori dalla finale. Con la squalifica della Germania per un cambio fuori zona, entra in finale, a sorpresa la Cina che non ha mai fatto grandi cose nella velocità femminile.
DECATHLON – La prova più dura e lunga dell’atletica ha superato il giro di boa con la sorpresa del giamaicano Maurice Smith in testa con 6431 punti dopo le sette prove della prima giornata. Ma è prevedibile il recupero del ceco Roman Sebrle, ora terzo a 6210, che va di solito più forte nella seconda giornata. Una sfida, questa del decathlon che comunque promette di finire sul filo di lana dell’ultima gara dei 1500 metri.
gasport

travis bickle 09-01-2007 04:35 PM

Giornata di poche finali interessanti ai Mondiali e sicuramente non degna di un sabato sera, vigilia della chiusura dei campionati. Assegnati solo i titoli del 5000 femminile, dell’asta maschile, del decathlon e le due staffette veloci. Poche sorprese, quasi nessuna, con gli Stati che fanno bottino quasi pieno nella velocità (persa solo una gara, i 100 donne). La primatista mondiale dei 5000, Meseret Defar, gioca fino all’ultimo giro e poi va via senza avversarie mentre l’azzurra Weissteiner fa del suo meglio arrivando 12ª con il primato personale. Primo titolo mondiale, nonostante gli anni di competizioni, per il ceco Sebrle nel decathlon e per lo statunitense Walker nel salto con l’asta.
5000 – Ha fatto quello che ha voluto Meseret Defar. Per circa 11 dei 12 giri e mezzo di pista della gara ha lasciato andare in testa chiunque ne avesse avuto voglia. Poi, sentita la campana dell’ultimo giro è partita con una progressione che non ha lasciato speranze alle avversarie, confermandosi la più forte e prendendosi il primo titolo mondiale, dopo l’oro olimpico di Atene. Il mezzofondo femminile è quindi etiopie con le due campionesse del mondo (Defar nei 5000 e Dibaba nei 10.000) che hanno corso solo la gara in cui hanno vinto senza tentare la doppietta. Bene anche l’azzurra Silvia Weissteiner che corre battendo il suo personale con 15’11”81. Per lei un mondiale molto dignitoso con la 12ª posizione in finale. E' da considerare un buon risultato anche per il fatto di essere la quarta tra le europee.
4x100 DONNE – La staffetta femminile degli Stati Uniti ha rischiato di non farcela. Come per la finale dei 100 piani, Veronica Campbell, in ultima frazione, ha corso più veloce di Torri Edwards. Ma fortunatamente per le nordamericane, le prime tre (Williams, Felix e Barber) avevano messo l’oro già in cassaforte. Nessuna sorpresa quindi, con gli Stati Uniti (41”98 – miglior tempo stagionale) davanti alla Giamaica (42”01). Novità invece per il terzo posto, grazie a un finale incredibile di Kim Gevaert, ottenuto dal Belgio con il record nazionale di 42”75 a discapito di Gran Bretagna e Russia. Allyson Felix si mette così la seconda medaglia d’oro al collo in attesa della 4x400 di domani che potrebbe portarla a tre ori.
4x100 UOMINI - Più tranquilla invece la vittoria per la staffetta made in Usa maschile che ha dominato (37”78 il tempo finale) anche grazie ai pessimi cambi da parte dei giamaicani (per una volta non sono stati gli statunitensii a sbagliare di più – cosa che capita meno spesso da quando l’ex velocista Jon Drummond segue in prima persona le staffette). Alla fine comunque, questa Giamaica, per non avere troppi rimorsi, oltre all’argento si prende anche il nuovo primato nazionale (37”89). Di certo con velocisti del calibro di Usain Bolt e Asafa Powell, venuto in Giappone per vincere due ori, avrebbero potuto sperare a qualcosa di più. Invece il gradino più alto del podio è targato Usa e Tyson Gay, dopo 100 e 200, si porta a casa il terzo oro dei mondiali.
DECATHLON – Roman Sberle ha dovuto fare il lancio della vita per vincere il suo primo titolo mondiale della carriera. Era stato sempre dietro, a inseguire sia il giamaicano Maurice Smith sia il kazako Dmitry Karpov. Poi è arrivato il giavellotto e Sebrle ha tirato fuori forza e coraggio scagliando l’attrezzo a 71.18 metri, misura da specialista. Un lancio che lo ha proiettato in testa alla classifica, con una sola prova per concludere le 10 fatiche. Nei 1500 ha controllato il diretto avversario Maurice Smith che si è rivelato come nome nuovo della specialità. Il ceco, già primatista mondiale (9026 punti), ha concluso con un ottimo punteggio di 8676 mentre il giamaicano, arrivato secondo con 8644 punti (record nazionale), ha steccato praticamente solo nel giavellotto.ASTA – Misure non straordinarie assegnano i tre posti sul podio. Vince lo statunitense Brad Walker con 5.86 ma la stessa misura la fa anche il francese Romain Mesnil, però al secondo tentativo mentre l’americano l'aveva fatta al primo. Terzo il tedesco Ecker che ha superato ogni misura al primo tentativo, ma si è fermato a 5.81.
gasport


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