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OBIETTIVO SALVEZZA |
Nuove intercettazioni con DELLA VALLE (15-05-2006)
DIEGO e Andrea Della Valle volevano cambiare il calcio mandando a casa Franco Carraro e Adriano Galliani. Piano fallito e capiscono che per evitare la serie B devono arrendersi al clan Moggi. Il 21 aprile 2005 Andrea apre la trattativa. Innocenzo Mazzini è l'uomo giusto.
Andrea Della Valle: "Sono preoccupato non riesco a capire l'accanimento degli arbitri verso di noi, questi killer così professionali che ti fanno capire tutto..." Mazzini: "Il problema è che quelli che comandano non hanno nessuna simpatia per voi, volete fare la guerra ma non so come la potete fare. Dimmi cosa posso fare io". In una successiva telefonata Mazzini e il dg della Fiorentina, Mencucci, si accordano sulla strategia. Mazzini: "Diego Della Valle viene a Coverciano in una stanzina riservata e gli dice: "Caro Paolo Bergamo guarda che noi forse abbiamo sbagliato però siamo la Fiorentina, siamo i Della Valle, siamo persone perbene, da voi, noi vorremmo essere tutelati". Quando tu hai fatto questo basta e m'avanza, però se non lo fai ti vanno in c.... Io non ho da dirti altro. Caro buco, gli dici al tuo capo, ti telefonerà tizio... " Mencucci: "Siamo disposti a fare un patto d'onore che noi non incideremo per cambiamenti nel mondo del calcio". Per Bologna-Fiorentina viene designato Bertini, la partita finisce 0-0. Mazzini fa una battuta a Mencucci. "Vi cerca l'ufficio indagini....". Poi i viola vengono sconfitti dal Milan e De Santis non aiuta. Moggi: "L'arbitro vi ha fatto un c..., così ma noi abbiamo fatto casino per voi". Della Valle: "Siamo sotto schiaffo, con certa gente più che prenderci un caffè che posso fare?" Moggi: "Prendici un cappuccino, ti devi incazzare, una scrollatina a settimana". Della Valle: "Ma lo facciamo in privato o no?" Moggi: "Sì, ma pensiamo a salvà la Fiorentina". Poi sempre la stessa sera Diego Della Valle chiama Bergamo. Della Valle: "Non l'ho mai chiamata prima, non conoscendola, perché non sapevo neanche che uno potesse alzare il telefono e chiamarla. Più di una volta abbiamo avuto la voglia di capire un po' certe cose ma non l'ho mai fatto solo per quello, altrimenti avrei chiamato anche prima, insomma...". L'iniziativa di Diego Della Valle funziona: la Fiorentina vince a Chievo 1-0. Dondarini annullerà un gol regolare al Chievo al 90'. Mazzini: "Ti lamenti ancora?" Mencucci: "Ho imparato, eccome se ho imparato". Mazzini: "Quando ci si affida a noi... Diglielo ai tuoi amici". Il 14 maggio il grande incontro: pranzo in un ristorante alle porte di Firenze tra Diego Della Valle, Mencucci, Bergamo e Mazzini. Alla fine, dopo i saluti, mano ai cellulari. Mencucci chiama Mazzini: "Alla grande, meglio di così non poteva andare. Lui di fare il paladino dei poveri s'è bello e rotto i c..., te lo dico io". Bergamo chiama la segretaria Maria Grazia Fazi: "Se sono vere il 50% delle cose che mi hanno promesso stiamo a cavallo". Il meccanismo s'inceppa il 22 maggio: la Fiorentina pareggia 1-1 con la Lazio e l'arbitro Rosetti non vede un fallo di mano in area di Zauri. Decisiva l'ultima giornata: il Parma non deve vincere a Lecce. Mazzini e Bergamo mandano l'arbitro più affidabile: De Santis. Mazzini: "Se retrocedono succede un casino..." Della Valle: "Mi raccomando..." Moggi: "Ci pensiamo noi a salvarti, se lottiamo ce la facciamo". Bergamo: "Massimo, (De Santis) è tutto a posto?" De Santis: "Ho parlato con i guardalinee gli ho spiegato un po' velatamente le cose, ci mettiamo in mezzo noi". Bergamo: "L'importante è che tu vinca". La Fiorentina batte il Brescia 3-0 e il Lecce ferma il Parma sul 3-3. Mazzini: "I cavalli boni vengono sempre fori. Le nostre pedine funzionano sempre, l'operazione chirurgica è stata perfetta". Della Valle: "Certi errori non li faremo più". fonte: repubblica.it |
Adesso che fareste se aveste a disposizione questi infami legati in una stanza tutti insieme? Benzina e fiammiferi?
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Quote:
speriamo solo che si faccia realmente piazza pulita.. mi auguro l'anno prossimo di tifare milan (in qualunque serie giochi) e poter essere orgoglioso e felice per una vittoria meritata solo sul campo. |
Certo ragazzi, immagino siamo tutti d'accordo che, in qualsiasi categoria andrà a finire la nostra squadra, noi sempre li!!!
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da corriere.it
LE INTERCETTAZIONI Così Moggi e il conduttore nascondevano i casi Juve C’era un continuo scambio di richieste e di favori tra Luciano Moggi e Giuseppe Pisanu. Tanto che il direttore generale della Juventus decise di chiedere aiuto proprio all’amico ministro in occasione delle elezioni federali, per favorire Franco Carraro. A lui il titolare del Viminale si rivolse invece per «sostenere nell’impatto con l’opinione pubblica le dichiarazioni da lui rese sul tema della violenza negli stadi». L’accordo preso al telefono era di rivolgersi ad Aldo Biscardi. E Pisanu fu esplicito: «Spronali a fare un po’ di casino». Del resto proprio con Moggi concordò «un giorno di chiusura negli stadi di Livorno e Roma» dopo gli incidenti tra laziali e livornesi. Un lungo capitolo dell’informativa consegnata dai carabinieri del reparto operativo di Roma ai magistrati napoletani delinea il quadro dei contatti e le entrature nei palazzi del potere su cui Luciano Moggi poteva contare. Le coperture «La sequela di conversazioni telefoniche - si legge nel rapporto - dimostra come Moggi si avvalga della personale e datata conoscenza dell’onorevole Pisanu per perseguire finalità assolutamente strumentali al sostentamento del sodalizio criminale dallo stesso capeggiato: in primis l’asservimento indisturbato ed a fini personalistici della componente Digos della Questura di Torino e di analogo comparto di quella di Roma. Inoltre la completa ed immediata risoluzione di ogni questione attinente in generale alla sicurezza della struttura juventina e dei suoi conoscenti; ancora la possibilità di intessere in modo efficace ed ai massimi livelli ogni tipo di rapporto necessario ad agevolare collusioni e connivenze comunque riconducibili al mondo calcistico (si ricorda, ad esempio, l’incontro tra i Franza - legati calcisticamente al Moggi - e il prefetto di Reggio Calabria per la vicenda dei traghetti dello Stretto di Messina; ma non va ignorato l’aiuto richiesto al ministro in occasione delle elezioni federali da parte di Moggi e Carraro nella quale i due citati convengono di consegnare una lista di squadre di serie C affinché venga svolta un’azione incisiva sui rispettivi presidenti per sostenere la rielezione del Carraro alla presidenza della Figc). È indubbio che Moggi risponda con assoluta e pronta disponibilità alla soluzione di problematiche rispetto alle quali può offrire tutta la sua personale capacità operativa e quella della sua organizzazione anche in termini di aiuto mediatico, elettorale, calcistico». Il Viminale È lunedì 11 aprile 2005. Il giorno precedente ci sono stati incidenti tra i tifosi della Lazio e del Livorno. Pisanu chiama Moggi. Così nel brogliaccio è ricostruita la telefonata: «Luciano parla con il ministro Beppe Pisanu, quest’ultimo dice di aver fatto un’intervista dove aveva espresso la propria indignazione per l’aggressione da parte di alcuni tifosi facinorosi nei confronti delle forze di polizia. I due interlocutori parlano della violenza negli stadi, della giustizia sportiva che deve fare la sua parte, e di eventuali partite a porte chiuse... Pisanu racconta l’episodio dei tifosi del Livorno. Luciano dà ragione al ministro e lo invita ad essere duro ed a chiudere gli stadi... Parlano dell’episodio del grande striscione di Roma. I due concordano che debbono dare un giorno di chiusura negli stadi di Livorno e Roma (squadra della Lazio)... Pisanu chiede a Luciano di fare delle dichiarazioni sia sue che di altre personalità del campo calcistico in merito a quello che era stato da lui detto, dandogli ragione. In tal senso Luciano dice che l’avrebbe fatto fare a Biscardi durante il Processo di stasera, poi chiede se avesse voluto ricevere una telefonata da Biscardi, ma il ministro dice che non voleva partecipare a discussioni di alcun genere. Pisanu dice che Biscardi lo aveva già chiamato ma lui aveva declinato l’invito. Luciano dice che ci pensa lui a farli parlare. Pisanu invita Luciano a spronare quelli della trasmissione del Processo a fare «un po’ di casino». Moggi si mette subito in moto. Contatta Aldo Biscardi e poi telefona ai suoi ospiti: Franco Melli e Lamberto Sposini «al quale dice di fare casino, in merito alle dichiarazioni fatte dal ministro e di dargli ragione». Il trucco del Televoto Il rapporto tra Moggi e Biscardi, ma soprattutto il potere di condizionamento che il direttore della Juventus aveva sul Processo , emerge dalle conversazioni intercettate. Ad essere «truccato» non sarebbe stato soltanto il Moviolone, ma anche il Televoto dei telespettatori. «Una discussione tra Baldas e Corti (giornalista della redazione addetto ai sondaggi telefonici) del 13 dicembre 2004 - si legge nell’informativa - fa emergere che i sondaggi telefonici sono manipolati secondo delle esigenze e non secondo l’effettivo parere espresso dal pubblico attraverso le telefonate. Infatti i due commentano l’assoluzione dell’arbitro Pieri (dopo la partita Bologna-Juve, ndr) e Moggi nel commentare il risultato di pareggio raggiunto dal televoto con una breve ma eloquente frase pone l’accento sulla circostanza che lo stesso viene manipolato " ma che 47 a 47 " , e nonostante Baldas gli dica che il voto era regolare, Moggi per ben due volte quasi lo deride, sconfessandolo "ma vattene!! ma vattene!!... ma non dir cazzate!..." ». Quel giorno «l’opera di Moggi per garantire l’impunità dell’arbitro Pieri non si limita solo alle disposizioni impartite prima dell’inizio della trasmissione per organizzare il palinsesto, ma anche ad interventi con lo staff redazionale nel corso della stessa quando ritiene che lo svilupparsi del dibattito intorno agli argomenti stia prendendo una piega poco piacevole». Tanto che Piero Franza, il patron del Messina, lo chiama poi per congratularsi. «...Se ti assume Berlu... ***** hai fatto assolvere Pieri (ride)... se ti assume Berlusconi per i suoi processi pure Previti, ***** li fai passare tutti!" ». Assolti alla moviola Il verdetto di assoluzione per gli arbitri giudicati al Processo di Biscardi, appare per Moggi una vera e propria ossessione. E così il 24 gennaio discute con Baldas che cosa mandare in onda. «Baldas illustra al suo interlocutore che farà vedere Lazio-Sampdoria, ma su tale incontro Moggi risponde tassativamente "no quella no perché i due rigori c’erano tutti e due, Cruciani è il miglior arbitro di quelli nuovi" e Baldas accetta immediatamente di buon grado quanto appena impostogli accompagnando il tutto con una risatina di soddisfazione, tanto che Moggi gli suggerisce anche come fare a non far vedere gli episodi: "quello allora diciamo non c’è tempo" ». Poi passano ad un altra partita . Baldas: «Ok!..va bene!..senti eh... niente altro... eh niente poi ieri sera... se riusciamo a far vedere Roma-Fiorentina ma insomma sarà tardi per cui... c’è solo i due gol annullati uno per parte mah... ma si erano buoni... cioè... i guardalinee». Moggi: «Gli assistenti ne combinano...» Baldas: «E uno c’era... c’era Copelli e Strocchia...» Moggi: «Copelli ne fa di tutti i colori, oh! E l’hanno preso pure per i campionati del mondo. Ma mò lo faccio cancella io!» Il giudice e la Lazio Anche il presidente della Lazio Claudio Lotito mostra di avere buoni contati istituzionali. Ma nel rapporto dei carabinieri si sottolinea anche la sua «posizione di subordinazione al gruppo moggiano». In particolare «il presidente Lotito è risultato essere uno dei maggiori artefici attraverso cui la compagine associativa, retta da Luciano Moggi, è riuscita ad incidere sul regolare e democratico processo elettivo delle massime cariche istituzionali con le riconferme di Franco Carraro quale presidente federale e Adriano Galliani quale presidente della Lega nazionale professionisti». In cambio «la Lazio, trovatasi quasi al termine del campionato nei bassifondi della classifica in una posizione alquanto critica, grazie alle posizioni assunte dal proprio presidente nelle tornate elettorali, ha potuto godere della sua appartenenza al sistema dominante, contrariamente alla Fiorentina - risultata in antitesi con il gruppo moggiano - che si è trovata a pagare il prezzo del suo comportamento». Tra le persone «molto vicine a Lotito», viene indicato Cosimo Maria Ferri, giudice del tribunale di Massa Carrara, componente della commissione vertenze economiche della Figc. Il 15 febbraio 2005 chiama il vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini e gli chiede «notizie sullo svolgimento delle elezioni federali tenutesi il giorno precedente». Ferri: «Lotito ti ha votato?» Mazzini: «Sì, sì ma Lotito è un amico vero, eh!... io gli voglio bene e tu lo sai farò di tutto per salvarlo» Ferri: «Eh...» Mazzini: «L’unica cosa Cosimo, digli che lui alla... alla televisione, ai giornali, insomma un po’ a tutti, con lui e il suo allenatore non devono mai parlare male degli arbitri se no siamo rovinati». Ferri: «Glielo dico io». Secondo le indagini «la posizione assunta da Lotito a favore del sistema dominante si traduce negli aiuti di cui la Lazio può godere in termini arbitrali così come emerge nella conversazione intercettata il 18 febbraio 2005 tra Mazzini e Lotito che lo rassicura sul sorteggio in vista della partita con il Chievo. Lotito: «Io mi comporto bene, lo sai e anzi oggi ho visto, mi ha chiamato Cosimo (Ferri, ndr ) e mi ha messo in allarme su alcune cose». Mazzini: « Digli a quel cretino di allenatore che smetta di parlare di arbitri». Lotito: «Ho già provveduto!». |
Ragazzi penso che per quanta merda stiano tirando fuori, non verrà mai tutta a galla, e neanche nella sua versione reale. E' un mondo cosi marcio che la metà bastava. Che figura di merda che faremo ai mondiali!!!
Tutti in galera!!! A proposito, Biscardi diceva di essere pulito, il processo sano ecc.... secondo voi perche ha lasciato la7?? |
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secondo te ha lasciato spontaneamente?? io nn credo! piuttosto l'hanno cacciato e convinto a dimettersi.....cosi era piu elegante! |
ROMA - L'elezione della Lega professionisti nell'informativa dei carabinieri del nucleo operativo che hanno aperto la maxi-inchiesta sulla cupola nel calcio. Ecco cosa accadeva. Luciano Moggi riceve una telefonata dal vicepresidente federale Innocenzo Mazzini: "Comunque m'ha detto Lotito che tu avevi ragione, bisognava votare ieri", aggiungendo poco dopo "... E poi la Lega nazionale dilettanti è a posto noi, loro insomma son già schierati, cominciano a fare l'assemblee tutti, in tutta Italia, in attesa di notizie...".
Il loro gruppo è al lavoro. Per raggiungere il risultato finale della riconferma di Galliani l'organizzazione moggiana utilizza ogni strumento di pressione inglobando anche i risultati raggiunti da quella esercitata dallo stesso Galliani l'appoggio - sostiene Moggi - del premier Silvio Berlusconi. "Oggi ho parlato con Giampaolo Pozzo, mi sembra di essere a buon punto, mi sembra! Non... Non ho ancora la certezza, comunque con Cellino mi dice Galliani non ci son problemi perché lo fa votare Berlusconi". Mazzini chiama Luciano Moggi e dice: Mazzini: "Ho sentito Galliani, voleva sapè della Ternana, la Ternana da oggi è della moglie di Longarini". Moggi: "Ma quello era già... Non ... Non da oggi! Quello era già da diverso tempo". Mazzini: "C'è stato ieri il passaggio delle quote dal Notaio. E... E... Fioretti resta ed ora prendono un direttore sportivo. Sono orientati a votare Galliani". Moggi: "È già una cosa importante, questa, eh? Ad Adriano glielo hai detto?". Mazzini: "E gli ho detto che gli creeremo un contatto in modo che possa parlare definitivamente con questi qui, che sono orientati a votare loro nonostante che Longarini sia di Ancona ma ha sui ******** Della Valle". Moggi: "Invece io ti volevo dire, adesso, parliamo di un'altra cosa importante. Dunque, quando io vado a Roma. Adesso voglio smettere con Carraro di cose che, in pratica, poi vanno a finire immediatamente al Coni. Perché ieri, non so se te l'ho detto, mi prende Petrucci e mi fa: dice, ma mi ha detto Franco che ti ha mandato a fanculo. Ma è proprio un ragazzetto Franco? E' vero! Io mandai a fanculo Nizzola! Non c'è niente di strano! Però queste cose da dì, se le diciamo, no, mettiamo in allarme gli avversari!". Mazzini: "Certamente!". Moggi: "Adesso, quello che bisogna fare è andare appresso a queste cose. Io oggi ho parlato con Giampaolo Pozzo, mi sembra di essere a buon punto. Con Cellino mi dice Galliani non ci son problemi perché lo fa votare Berlusconi". Mazzini: "Infatti. "Infatti io mi meravigliavo che non fosse successo questo!". Moggi: "Il Pescara, Paterna, lo convinco io, quindi non penso ci siano grossi problemi, le uniche società che non si possono convincere, probabilmente, sono l'Ascoli e il Piacenza. Soprattutto quel cretino di Benigni che in pratica non appoggia...". Mazzini: "Ma nella B è stato fatto un lavoro capillare?". Moggi: "È in corso! E' in corso il lavoro capillare e lì penso che qualche risultato lo porto, però ho i miei dubbi che si arrivi il 29 a far qualcosa! Io c'ho i miei dubbi, eh? .... Omissis... (Moggi parla al telefono con altra persona)... Ho i miei dubbi che però sciolgo la prossima settimana!". Dopo Roma-Juventus (1-2), durissimo litigio e scambio di accuse tra il presidente federale Carraro e il designatore Bergamo. Carraro: "Le dico mi raccomando... Se c'è un dubbio, per carità, che, che, che, che il dubbio non sia a favore della Juventus dopo di che succede... Gli dà quel rigore lì!?". Bergamo: "No, no, ma non è il rigore, purtroppo ha sbagliato l'assistente". Carraro: "Mo la cosa grave è il rigore? Guardi là... Il sintomo... Il sintomo... Che, che, che io evidentemente sono una persona che non conta un c... Che non conta un c...". Bergamo: "Nooo". Carraro: "Però, però, stia attento Bergamo. Stiate attenti perché io sono stufo, sono molto stufo! Il sintomo che non conto un ***** è che si dà un rigore che comunque è al limite dell'area! Allora quando un arbitro dà un rigore al limite dell'area, vuol dire che gli scappa che la Juventus voglia... Debba vincere la partita!". Bergamo: "Ehh, questo uhhehh Racalbuto era preparato a non... A fare il contrario sul campo". Carraro: "E beh, è evidente allora... Allora guardi". Bergamo: "Sul campo". Carraro: "O lei mi dice le bugie a me! opp... No guardi... Guardi Bergamo... o lei non conta un c... Carraro: "Comunque io, eh, guardi, Bergamo io... Io... Sono una persona ehhe che, ehh, detesta essere presa in giro! Proprio detesta essere presa in giro. Io mi vergogno di essere presidente della Federcalcio! Però non intendo stare a guardare lì come un cretino! Io mi vendico! E' chiaro?". Bergamo: "Sì sì, lei può fare tutto quello che vuole! Io so...". Carraro: "Ma no". Bergamo: "Io so quello che faccio e so quello che dico e non è assolutamente quello che dice lei! E può dire quello che vuole, ha capito? Non è assolutamente quello che dice lei". Carraro: "Ma guardi". Bergamo: "E non creda di intimidirmi in nessuna maniera. Quello che dice lei non è vero assolutamente! Ha capito!?" Bergamo: "Non è un problema, ma quello che dice lei sono delle gran stronzate, ha capito?". Carraro: "In questo momento mi vergogno di essere il presidente della Federcalcio perciò la responsabilità è mia! Che ho scelto lei e che ho scelto Pairetto!". Bergamo: "Io me ne vado a testa alta". Carraro: "Lei se ne andrà a testa alta? Lei se ne andrà". Bergamo: "Sissignore". Carraro: "Sì, certo, ma sa nella vita... Nella vita...". Bergamo: "Tutto l'ambiente sa che ha contattato Collina per prenderlo... Non ha fatto un figurone, mi creda". Carraro: "Lei è una persona maleducata perché dice le parolacce mentre io non le dico... E se non è in condizione di andare avanti si dimetta oggi". Bergamo: "Nemmeno per idea! Io so di fare il mio dovere e lo faccio fino in fondo". Moggi parla dell'episodio di Reggina-Juventus, l'arbitro Paparesta chiuso a chiave nello spogliatoio, con il moviolista della Domenica Sportiva Carlo Longhi. Moggi: "Guarda quello che hanno fatto... Quante gliene ho dette guarda. Mi dovrebbero squalificà a vita, mo' voglio vedè quello che scrivono!". Longhi: ride Moggi: "So andato nello spogliatoio. Dice: perché? Che ho fatto? Di tutto!". Longhi: "Hai fatto bene, guarda". Moggi: "Di tutto hai fatto! Di più non potevi fa. Non capita mica sempre Paparesta. Perché ora Paparesta se non lo tengono fermo tre o quattro settimane mi in***** poi, eh!". Longhi: "Na vergogna, guarda, na vergogna". fonte: repubblica.it |
Continuano a filtrare gli stralci relativi ai contatti telefonici tra l'ex dg della Juve Luciano Moggi e altri esponenti del calcio e della politica.
Ecco le intercettazioni telefoniche che vedono come protagonista l'ex dirigente bianconero e le sue promesse di regali come macchine, viaggi e biglietti per lo stadio: "Un mezzo di persuasione e di affiliazione – secondo quanto ricostruito dagli investigatori –, che consente di ottenere la disponibilità di persone in grado di ricambiare il favore offrendo i propri servigi nell’interesse della associazione capeggiata da Moggi". Moggi e la Fiat "Il legame storico che unisce la dirigenza calcistica juventina alla Fiat - si legge nel rapporto - permette a Moggi di gestire un ampio parco macchine che vengono vendute con un consistente sconto o regalate a favore di soggetti individuati da Moggi secondo i suoi interessi. Nel periodo in cui Moggi è stato attenzionato l’impiego di tale strumento ha subito una momentanea sospensione disposta dai vertici Fiat. Tale intervento ha allarmato il Moggi che ha contattato personalmente Lapo Elkann chiedendogli di sbloccare la situazione, chiarendo che il parco auto scontato è uno strumento necessario per la società Juventina nell’interesse di tutti. Per la gestione della vendita delle auto Moggi si affida a V.P., un dipendente della principale concessionaria Fiat di Torino, il quale provvede anche a contattare direttamente le persone intenzionate ad acquistare un’auto con lo "sconto Juventus" sempre su direttiva di Moggi. Sbloccate le vendita delle vetture con lo sconto, Moggi dispone che venga contattato immediatamente Luigi Pairetto... In seguito Pairetto, per ragioni inerenti la sua attività lavorativa extra-calcistica, contatta più volte V.P. per l’acquisto di alcune auto a Km 0 che potrebbe procurarsi con uno sconto fino a 7.900 Euro. Moggi e Giraudo parlano di un uomo (probabile Lapo Elkann) presentatisi al campo di allenamento. L’uomo ha detto che penserà lui stesso a fare sbloccare 60 auto dalla Fiat Center. Moggi e Giraudo concordano che è stato V.P., ha sbloccato lui le macchine e non l’uomo presentato al campo. Sia Luciano che Giraudo concordano che l’uomo è un cretino (sempre riferiti a Lapo Elkann). Un successivo nuovo blocco delle auto scontate è affrontato in prima persona da Moggi con Elkann". L'intercettazione con Lapo Elkann Elkann: «Luciano!» Moggi: «Lapo! Come stai?... Se tu hai un minuto di tempo per farci due chiacchiere» Elkann: «Che c’è? Cosa è successo?» Moggi: «No... no, niente di particolare» Elkann: «No con Fiat è gonfiato con Fiat e con... con altro» Moggi: «No se noi abbiamo delle macchine in aggiunta per i fabbisogni no» Elkann: «Sì quello di cui mi avevi parlato» Moggi: «Quelli lì bisogna... quelli ci devi dare un’occhiata invece gli è stato detto lì al direttore della filiale di ritirarle... almeno, almeno 5 o 6 bisogna che tu ci vai perché tanto ha bisogno...Io sai che non ti chiedo mai, io non ti chiedo mai niente di importante se non le cose che ci necessitano» Elkann: «È una promessa» Moggi: «Oh... la Juventus è anche un bene vostro mica...» La Musa per Lippi "Anche Marcello Lippi chiede una macchina per la figlia Stefania ed avrebbe voluto avere lo sconto del 23 per cento – si legge ancora nei resoconti degli inquirenti –. Luciano dice che non c’erano problemi e che poteva ordinarli tranquillamente. L’allenatore della Nazionale chiama ancora e dice che Davide doveva comprare una macchina, quindi chiede uno sconto per l’acquisto di una Musa. Luciano dice che avrebbe potuto fargli fare il 23 per cento di sconto". Biglietti aerei per gli amici "Tra gli amici c’è anche L.P. maggiore della Guardia di Finanza in servizio al Sisde, affezionato partecipante alle trasferte della Juventus usufruendo del viaggio aereo e dell’albergo a spese della società – è ancora quanto riportato daigli inquirenti –. L.P. chiede a Moggi se, dato che la Juve viene a Roma, si può organizzare una cosa ufficiale con il Direttore dei servizi che è tifoso della Juve e lo vuole conoscere. Moggi è d’accordo. L.P. dice che sicuramente quando Luciano verrà chiamato da lui (probabilmente riferito al direttore) per i ringraziamenti ne parleranno meglio. L.P. dice che loro sono attenti a non farsi vedere se si incontreranno… Moggi dice che se gli serve una raccomandazione dal ministro Siniscalco non ci sono problemi perché è un amico loro. Di questo ne parleranno a voce". L'Udc tra Moggi e Pieroni Secondo i brogliacci degli inquirenti l'ex dg della Juve non avrebbe digerito alcune dichiarazioni dell'ex presidente dell'ancona e "Da un lato - evidenziano i carabinieri - si indirizza verso una scientifica attività di discredito sia di tipo politico-istituzionale (attraverso l’Udc, senatore Eufemi - capogruppo commissione Finanza - viene avanzata specifica interpellanza ai ministri per i Beni Culturali, Economia e Attività Produttive), che mediatico lamentandosi con i vertici di testate giornalistiche specializzate e giornalisti di Rai Sport; dall’altro, tramite il comune amico Ignazio Scardina, imbastisce una proditoria attività di avvicinamento facendolo "rientrare nei ranghi" ed evitando quindi che questi riferisca alle varie autorità giudiziarie questioni di sua conoscenza... Per la sua specifica attività di intermediazione con Pieroni, Scardina si fa regalare un’autovettura Fiat dallo stesso dirigente bianconero". L'intercettazione con Scardina Moggi: «Sta a senti’ Ignazio adesso mi devi fa ’na cortesia tè! Tra amici ragazzi, io queste cose non... non le so sopporta’. Tu sei amico di Ermanno Pieroni no?» Scardina: «Sì» Moggi: «Mi devi fa ’na cortesia: dagli un colpo di telefono. Poi ho parlato con Luciano... Tu c’hai un amico con lui anche se ha bisogno quando mai è successo che io ho letto... ho letto oggi delle dichiarazioni e praticamente io lo faccio... ma sei matto... ma è matto? Io sono sempre stato amico suo. L’ultima volta, una decina di giorni fa m’avevano chiesto dele maglie per lui gliele ho mandate. Gli avevo anche detto a quello lì di *** che me le chiede: digli a Ermanno che mi chiami se ha bisogno di qualcosa! Non l’ho piu sentito e poi ho letto ste cose!» Scardina: «Eh» Moggi: «Fammi una cortesia chiamalo e digli che la piantasse poi dopo ci vediamo... tra amici è scomoda ’na roba del genere» Scardina: «Ma come no... ma gli ho pure detto: Erma’ ma tu sei ’na persona che deve rientrà nel mondo del calcio... ma che *****» Moggi: «No, ma poi co’ me! Con me che io non... ho cercato una volta di metterlo al Torino non mi è riuscito perché c’è stato un portiere Bucci che ha fatto tutto quel casino» fonte: http://www.sportal.it/sportal/immag...news492244.html |
"Il Papa è della Gea"
In una conversazione con un ufficiale della Guardia di Finanza riportata da il Giornale in edicola venerdì 19 maggio, Luciano Moggi tira in ballo Ratzinger. Moggi: "Hello". Gdf: "Ciao Luciano, sono stato a vedere il Papa". Moggi: "Ma, ma lo sai che è della Gea anche il Papa". Gdf: "E' della?". Moggi: "Gea". Gdf: "Perché?" Moggi: "Ha fatto la procura col mi figliolo, con Alessandro, quattro giorni prima di diventare Papa". Gdf: "Che te possino" fonte: http://canali.libero.it/affaritalia...lippi.html?pg=2 |
tratto da corriere.it
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nuove intercettazioni: Lucarelli e il coraggio di Lotito
21.05.2006 08.21 Fonte: La Nazione MOGGI E LA MASERATI Intercettazione del 10 febbraio 2005. Parlano Moggi e il generale della Guardia di Finanza Francesco Attardi che, come sostengono gli inquirenti, «ha fornito e fornisce tuttora informazioni sull’andamento di alcuni procedimenti penali che si riferiscono a Moggi, come gli accertamenti patrimoniali che lo riguardano (per esempio l’acquisto di un’autovettura Maserati)». Attardi: «Oh! Complimenti per l’acquisto delle quattro porte, eh! (ride) Ho saputo...». Moggi: «L’acquisto della quattro porte?». Attardi: «Hai preso la quattro porte?». Moggi: «La Maserati?». Attardi: «Sì». Moggi: «Tu sei uno dei migliori amici miei!». Attardi: «Eh! Io mi onoro di questo e ci tengo! Quando ti vedo a Roma, un attimo?». Moggi: «Lunedì!». Attardi: «Ah! Perfetto!». Moggi: «Lunedì c’è l’assemblea!». Attardi: «Ah! Appena finisci ci vediamo un attimo». Moggi: «Va bono!». Attardi: «Tutto tranquillo però ti volevo parlare un attimo di alcune cose!». Moggi: «Mi sembra che vien tutto tranquillo per ora». Attardi: «Sì. Sì. Ma c’è stata un’evoluzione la settimana scorsa. Hai capito... una... una piccola cosa... una sciocchezza, però...». Moggi: «In bene o in male?». Attardi: «Mah! A metà». (ride) Moggi: «Ah sì?». Attardi: «Metà sì. Quel discorso, sì». NON TRASFERITE QUEL POLIZIOTTO Da un’informativa dei carabinieri a proposito del trasferimento di un poliziotto amico di Big Luciano. Moggi, perfettamente aggiornato, va su tutte le furie e si attiva in modo tracotante, per adottare una serie di azioni, interne ed esterne agli Uffici della Questura e ripristinare le condizioni pregresse, ma soprattutto poter consentire al suo fidato di rimanere al suo posto. Moggi: «Domani ho detto a Penzi di farmi una riunione in Questura alle 18,30...ma guarda, gli dico chiaro chiaro al Questore.. vuole la guerra? Io la guerra gliela faccio, eh?.. a me mica mi conosce tanto bene, eh, come sono fatto?... Comunque lui adesso deve star attento... io adesso riferisco tutto, eh? Non è che non ... ma adesso vi devono utilizzare perché sennò lì faccio saltà qualcuno, eh? Ma guarda, io se non vieni te, ora, in questo momento, non viene nessuno, sia chiaro. Mi rifiuto. Domani c’ho una riunione in Questura, eh? Io voglio toccare con mano le cose, voglio vedere quello che mi dice». NESSUNO VUOLE COLLINA Nell’informativa dei carabinieri c’è un capitolo sull’arbitro Collina. Parlano tra loro Paolo Bergamo e il vicepresidente della Federcalcio, Innocenzo Mazzini. Scrivono i carabinieri: «Mazzini a sua volta agganciandosi alle argomentazioni sollevate dal designatore, gli spiega le motivazioni per cui Moggi e verosimilmente Giraudo, hanno agito in un certo modo». Mazzini: «Ehhh ma loro hanno pensato... che con la soluzione delle due puttane...». Riferendosi, come si capisce dalla stessa conversazione, a Lanese e Pairetto, sarebbero addirittura riusciti ad «evitare comunque la venuta di Collina. Perché loro... la grande paura è che venga proprio lui». IL «CORAGGIOSO» LOTITO Conversazione tra Moggi e il presidente della Lazio, Lotito, che non vorrebbe andare nella trasmissione di Biscardi. Ma Moggi ci tiene. Intercettazione del 23 ottobre 2004. Sullo sfondo ci sono le grandi manovre per l’elezione di Adriano Gallaini a presidente della Lega contro Diego Della Valle che si candida e pensa di avere i voti delle società più piccole. Moggi: «Pronto?». Lotito: «Luciano, come stai?». Moggi: «Oh ciao». Lotito: «Stai bene?». Moggi: «E l’altra volta m’hai fatto lottà poi ce sei andato in televisione, in quella maniera ti voglio. Così». Lotito: «Vaffanculo và. Ce devi andà te non me rompere il ***** io in quel mercato non ci vado più, gliel’ho detto pure ad Antonio non me rompere più i ******** con ’sta cosa». Moggi: «No no dai, non fa’... invece sei stato proprio eccezionale». Lotito: «Vabbè poi dopo non è il mio ambiente, non fa per me». Moggi: «L’importante che il calcio... allora ascolta». Lotito: «Ho capito Lucià, ho capito quello che me voi di’, ma io non è che me preoccupo de combatte’, io me ce diverto a sparà sulla croce Rossa. Pensa che Zamparini ieri m’ha.. so’ venuto in aereo con lui, con l’aereo suo, è diventato un agnello con me. ’Ndo ***** va». La conversazione vira sugli schieramenti tra presidenti di società. Moggi: «Infatti io io a te ti ammiro, eh. Io, io quando praticamente, allora se non lo sai, se non lo sai o lo saprai, abbiamo parlato anche con Berlusconi di questa cosa... poi tu c’hai parlato anche te quindi non... allora io ti dico per me in questo calcio quelli che può dare una mano importante sei te. Perché per primo.. primo sai dimostare di saperlo fa’. Secondo perché c’hai le palle. E quindi deve esse una cosa che messa insieme, miscelata bene po’ portà anche a dei rusultati». Lotito: «Lo so, ma mò praticamente noi dobbiamo confermà... come se chiama... Adriano». DIAMOGLI SOTTO A ZEMAN Zeman, il castigamatti del calcio è l’uomo più odiato da Moggi. E Biscardi gli dà ragione. Telefonata del 15 novembre 2004. Moggi e Biscardi commentano una puntata della Domenica sportiva. Biscardi: «Zeman in primo piano un’ora.. lui e Semeraro. Nessuno gli ha detto che è stata come gli dico io stasera, record del licenziamento». Moggi: «Ma lo fa lui nella rubrica sua?». Biscardi: «No, rubrica sua sì nella rubrica mia ma poi ne parlo pure io, oh! Io ho da fatto il titolo: Del Piero te lo do io il doping». Moggi: «Dai addosso addosso a questo ******** comunque. Sempre». Biscardi: «Sì, è un ********ne, poi parlava sempre: io io, ma chi sei?... esonerato dalla Roma, esonerato dalla Lazio, una all’anno, esonerato dal Fenebarche, esonerato dalla ****rnitana, esonerato dal Napoli e esonerato dall’Avellino». Moggi: «Diamogli sotto, dai». LAZIO CASTIGATA, E LA JUVE RIDE Il presidente della lazio è fuori dlla grazia di dio. L’arbitro Trefoloni ha combinato di tutto in Lazio-Juventus. Casualmente ha anche ammonito solo i quattro giocatori biancazzurri già diffidati, che così vengono squalificati. Claudio Lotito si arrabbia con Mazzini, il vice di Carraro. Lotito: «...Poi Gianfranco Fini si è alzato e se ne è andato e ha detto questa è una presa per il culo e noi che stamo a vedè ste cazate, ste cose! ... ma quello che ha fatto.. tu dovevi stà dal vivo quello che ha fatto... non ha logica di nessun tipo (...). Non mi ha dato un rigore netto... ma quello che ha fatto ha lavorato totalmente contro la Lazio! Dal primo minuto fischiava le punizioni a favore nostro le fischiava contro.. quando la palla superava la metà... che il centrocampo andava verso la porta loro o fischiava un fuorigioco inesistente o fischiava falli inesistenti». Mazzini: «Sì, però... non sono d’accordo su questo tipo di comportamento (...). Io l’ho vista tutta e non mi è sembrato quello che dici te». Lotito: «Non me sono spiegato... Ora basta con questi sistemi vanno cambiati radicalmente. Ti dirò di più, se n’è uscito Antonio (Giraudo, ndr) e Luciano (Moggi, ndr) io stavo dietro a loro... ridevano come matti... hai visto cosa ha fatto l’arbitro? Gli ha rotto il culo! E ridevano... io stavo dietro a loro!». GLI ARBITRI E LA REGGINA Telefonata del 4 gennaio 2005 tra Paolo Bergamo e il presidente della Reggina, Lillo Foti. I due parlano della partita tra Reggina e Palermo del successivo 6 gennaio (1-0 il risultato finale, arbitro Pieri). Bergamo: «Mi ritengo fortunato perchè noi avevamo preparato la partita, che tu sai è molto delicata, l’avevamo messa dove c’era un gruppo molto nutrito di amici...E penso che sia andata bene, perchè l’hai visto lì in quella griglia c’era...insomma, tutti ragazzi a parte Pieri. Dove sono? Al raduno degli arbitri a Coverciano». IL PIU’ FORTE E’ PAIRETTO Questione designatori: ne parlano tra loro Bergamo e il vice-presidente federale Mazzini. Bergamo: «Alcuni arbitri mi danno retta, altri me ne danno meno perchè Gigi (Pairetto ndr.) s’è fatto più forte di me. E Gigi, sai, risponde alla Sampdoria...al Milan...all’Inter...al Verona...al Vicenza...al Palermo...A tutti quelli dove ci sono grandi magazzini e lui ha bisogno di lavorare». SCRIVERE SOTTO DETTATURA Una volta alla settimana, i due designatori arbitrali, Bergamo e Pairetto, curano una rubrica sulla Gazzetta dello Sport. A volte succede anche che l’articolo venga scritto sotto dettatura di Luciano Moggi. Telefonata fra il «dg» bianconero e Paolo Bergamo. Bergamo: «L’espulsione di Thuram contro la Fiorentina c’era...Ma io dirò tutta una cosa, vedrai come te la scrivo bene...». Se poi un arbitro decide di non rispettare le «regole», per lui è pronta a spalancarsi la porta della serie B. Telefonata tra Maria Grazia Fazi, impiegata Figc, e Paolo Bergamo. Fazi: «Non stai con noi, Racalbuto, e ti vai a fare l’Albinoleffe». LUCARELLI HA CAPITO TUTTO L’8 maggio 2005 alle 20,30 Massimo De Santis chiama Mazzini, numero due della Figc. Quel giorno l’arbitro ha diretto la surreale partita tra Livorno e Siena terminata sei a tre per gli ospiti, con questa vittoria praticamente salvi. Il Siena, è noto, è squadra nell’orbita Gea. Mazzini: «Sei stato come sempre splendido». De Santis: «Hai visto? Pronti e via, uno fuori (espulso Galante all’inizio del primo tempo, ndr)». Mazzini: (ride). De Santis: «Hai capito che mi ha detto Lucarelli? (attaccante del Livorno, ndr), lì quando ho cacciato quello? Mi ha detto: "Ma che bisogna salvà questi perché so’ della Gea?". Gli ho detto: "Senti, non cominciare a dire queste stronzate, queste solite cazzate perché mo’ te caccio pure a te, capito"». |
me sta a veni' da vomita'....
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