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SmAiL 05-13-2006 12:32 PM

LE ultime intercettazioni
 
Tutte le intercettazioni:



17«Anche in Europa Pairetto riesce a favorire la Juve»
(26 maggio 2006)


16
«Mandate gli arbitri giusti. Galliani è proprio furibondo»
(25 maggio 2006)


15
Le sconfitte viola decise al telefono. Il mistero dei signori P e B

14
«L'ordine: vietato cedere all'Inter i giocatori migliori »
(22 maggio 2006)


13
«Devono vincere Carraro e Galliani»
(21 maggio 2006)


12
Pairetto, Facchetti e Cassano «il deleterio»
(20 maggio 2006)


11
Pairetto all'Inter: vi ho dato Meier
(19 maggio 2006)


10
Auto e viaggi: tutti i favori di Moggi
(19 maggio 2006)


9
Moggi al telefono: «Ora anche la Roma starà agli ordini»
(18 maggio 2006)


8
Moggi e Biscardi nascondevano i casi Juve
(17 maggio 2006)


7
Pisanu al telefono con Moggi: «Aiutami a salvare la Torres» (16 maggio 2006)
6
Moggi a Bergamo: «Se non punisci Collina...» (12 maggio 2006)


5

Moggi: «Ho chiuso l'arbitro nello spogliatoio e mi sono portato via le chiavi»(12 maggio 2006)


4

Baldas: «Luciano, salvami tu che Pairetto mi boicotta all'Uefa» (7 maggio 2006)


3

Lucianone: «C'è di mezzo anche Reggina-Milan» (6 maggio 2006)


2

Pairetto a Dondarini prima di Samp-Juve: «Devi vedere anche quello che non c'è» (5 maggio 2006)


1

Pairetto a Moggi: «Ad Amsterdam ti ho messo Meier: lo vedi che io mi ricordo di te?» (4 maggio 2006)

SmAiL 05-13-2006 12:33 PM

OBIETTIVO SALVEZZA
Siamo ai primi di febbraio: il presidente biancoceleste Claudio Lotito s’intrattiene al telefono con i vertici della Federcalcio sulle prossime designazioni arbitrali.
I protagonisti: Franco Carraro (presidente della Federcalcio), Paolo Bergamo e Pier Luigi Pairetto (designatori arbitrali), Innocenzo Mazzini (vice presidente della Federcalcio), Claudio Lotito (presidente della Lazio) e Gianluca Rocchi (arbitro). Sono accusati di essersi adoprati per “alterare la corretta e genuina proceduta di individuazione delle griglie arbitrali e il successivo sorteggio del direttore di gara dell’incontro Chievo-Lazio 0-1 del 20 febbraio 2005, per il raggiungimento di un risultato favorevole alla squadra di Lotito”.
Carraro (a Pairetto): “Bisogna dare una mano alla Lazio”.
Mazzini (a Pairetto): “Mi ha cercato Lotito, voleva sapere, lui aveva parlato con Carraro, credo venerdì, sulla richiesta di attenzione verso il suo caso, perché tu sai è uno dei portabandiera di pro Carraro, pro Galliani, ma Carraro v’ha detto qualcosa e non v’ha detto niente?... cerca di capire Gigi, lui vuole sapere soltanto se Carraro vi ha detto qualcosa, di tenere in considerazione la posizione della Lazio e sua, perché lui sta facendo tanto...”
Mazzini parla con Lotito: “...ti volevo dire quanto ci tenevo a questa cosa, lui (Bergamo) è alla Fifa, hai capito? E torna stasera, l’altro...l’altro (Pairetto) è stato all’Uefa e torna sabato...”.
Lotito (in riferimento all’intervento di Carraro): “Quindi lui ci aveva parlato?...Questo è un fatto positivo, perché significa che è leale con me...Ma l’ha fatto specificamente o genericamente?...nel senso per una conduzione anche futura non solo specifica per il fatto?”
M.: “No...no...me l’ha confermato, non solo...ma è un intervento pressante”.
L.: “Bisogna che te li lavori tutti e due e ci parli in modo chiaro, comincia, comincia, ci dobbiamo vedere e cominciamo a dire, hai capito? A stabilire, capito?”.
Un’altra telefonata. M.: “Senti dove giochi domenica?”.
L.: “Domenica gioco a Verona con il Chievo”.
M.: “Davvero? E chi hanno tirato a sorte?”.
L.: “Vabbé...allo...sogni tranquilli te mi dice”.
M.: (riferendosi all’arbitro Ronchi) “si faccia dire nome, cognome e provenienza”.
I fatti
L’esito della gara è stato condizionato dall’arbitro Rocchi, che ignora una sospetta carica di Bazzani su Mensah e falsa l’ultimo quarto d’ora con tre espulsioni (due ai danni del Chievo).

GARA IMPORTANTE
Il secondo episodio che riguarda la Lazio è legato alla gara con il Parma.
I protagonisti: Innocenzo Mazzini (vice presidente Federcalcio) e Claudio Lotito (Presidente Lazio). I due sono accusati di essersi adoprati per “predeterminare il risultato di Lazio-Parma 2-0 del 27 febbraio 2005”.
Mazzini: “Bisogna salvarsi in tutti i modi, eh?”.
Lotito: “Aho, domenica ho il Parma eh? Che è importante”.
M.: “Ti arrestano...ti arrestano...”.
L.: “Aho? E perché mi devono arrestare?”
M.: “Ehh! Chiediglielo a quelli del Parma...chiediglielo a quelli del Parma!”
I fatti
L’arbitro Messina nega un rigore al Parma.

PARTITA DECISIVA
Andrea Della Valle si rivolge a Mazzini prima della gara con il Chievo, decisiva per la lotta salvezza.
I protagonisti: Diego Della Valle (patron Fiorentina), Andrea Della Valle (presidente Fiorentina), Sandro Mencucci (amministratore delegato Fiorentina), Paolo Bergamo (designatore), Innocenzo Mazzini (vice presidente Federcalcio), Paolo Dondarini (arbitro), accusati di essersi adoprati per “predeterminare il risultato di Chievo-Fiorentina 1-2 dell’8 maggio 2005 a favore della squadra dei Della Valle”.
A. Della Valle: “Ti volevo salutare e fare un po’ il punto della situazione con te...per quel discorso di domani poi dopo chiamerà Diego oggi...quell’altra persona...saremo qualche giorno a Milano poi io rivado con i ragazzi, quindi lo spostiamo la settimana prossima”.
M.: “E’ importantissima...che gli arrivi al nostro amico un messaggio da voi! Perché domani l’altro ci sono...le griglie eh! La partita è decisiva, eh!”.
M. (telefonata a Mencucci): “M’ha chiamato Andrea Della Valle Diego Della Valle perché vogliono che li aiuti...”.
Mencucci (riferito alla designazione di Dondarini): “Bel lavoro, ho visto”.
I fatti
Dondarini non fischia un rigore di Ujfalusi su Cossato.

INVITO A CENA
Contini, appena designato per la gara del Milan con il Brescia, concorda un incontro a cena dopo la partita.
I protagonisti: Gabriele Contini (guardalinee) e Leonardo Meani (accompagnatore arbitro Milan), accusati di essersi adoprati per “il raggiungimento di un risultato favorevole ai rossoneri in Milan-Brescia 1-1 del 10 aprile 2005”.
Contini: “...figa! Se non c’era zio, però sempre eh?”.

PRESSIONI
Telefonata tra Bergamo e Pairetto.
I protagonisti Paolo Bergamo (designatore), Leonardo Meani (accompagnatore arbitro Milan) e Claudio Puglisi (guardalinee) accusati di essersi adoprati per “la designazione fraudolenta di Puglisi, poiché si adoprava per il raggiungimento di un risultato comunque favorevole al Milan in Milan-Chievo 1-0 del 20 aprile 2005”.
Bergamo: (a Pairetto): “Uno che è già 2 mesi che dovevamo averlo messo e c’è stata qualche pressione e quindi...si mette Puglisi a fare Milan-Chievo! Ehm, ieri si è sbagliato e quindi questi dicono: perché ci penalizzate? Con me non hanno parlato, eh? Ti dico la verità, hanno chiamato...Gennaro!”.

ACCORDO
C’è anche un presidente che chiama un collega per accordarsi sul risultato di una partita.
I protagonisti: Diego Della Valle (patron Fiorentina), Innocenzo Mazzini (ex presidente Figc), Claudio Lotito (presidente Lazio). Si parla di Lazio-Fiorentina 1-1 del 22 maggio 2005: Diego Della Valle “compiva atti fraudolenti consistiti nell’aver contattato Claudio Lotito chiedendogli di accordarsi sul risultato, evento poi non verificatosi per il rifiuto opposto da Lotito”.
Lotito (riferendosi a Della Valle): “...mi ha fatto tutto un discorso, hai capito? ...Mi ha fatto una proposta da bandito, te hai capito quale?”.
Mazzini: “Eh? Figurati, quando giochi? Fra un po’ di partite?”.
L.: “... sì sì ma io... Non ti permettere guarda, non ti permettere veramente con me, perché ti prendo a calci in beep fino a dopodomani, eh?”.
Gasport

SmAiL 05-15-2006 10:46 AM

Nuove intercettazioni con DELLA VALLE (15-05-2006)
 
DIEGO e Andrea Della Valle volevano cambiare il calcio mandando a casa Franco Carraro e Adriano Galliani. Piano fallito e capiscono che per evitare la serie B devono arrendersi al clan Moggi. Il 21 aprile 2005 Andrea apre la trattativa. Innocenzo Mazzini è l'uomo giusto.

Andrea Della Valle:
"Sono preoccupato non riesco a capire l'accanimento degli arbitri verso di noi, questi killer così professionali che ti fanno capire tutto..."

Mazzini: "Il problema è che quelli che comandano non hanno nessuna simpatia per voi, volete fare la guerra ma non so come la potete fare. Dimmi cosa posso fare io".

In una successiva telefonata Mazzini e il dg della Fiorentina, Mencucci, si accordano sulla strategia.

Mazzini: "Diego Della Valle viene a Coverciano in una stanzina riservata e gli dice: "Caro Paolo Bergamo guarda che noi forse abbiamo sbagliato però siamo la Fiorentina, siamo i Della Valle, siamo persone perbene, da voi, noi vorremmo essere tutelati".
Quando tu hai fatto questo basta e m'avanza, però se non lo fai ti vanno in c.... Io non ho da dirti altro. Caro buco, gli dici al tuo capo, ti telefonerà tizio... "


Mencucci: "Siamo disposti a fare un patto d'onore che noi non incideremo per cambiamenti nel mondo del calcio".

Per Bologna-Fiorentina viene designato Bertini, la partita finisce 0-0. Mazzini fa una battuta a Mencucci. "Vi cerca l'ufficio indagini....". Poi i viola vengono sconfitti dal Milan e De Santis non aiuta.

Moggi: "L'arbitro vi ha fatto un c..., così ma noi abbiamo fatto casino per voi".

Della Valle: "Siamo sotto schiaffo, con certa gente più che prenderci un caffè che posso fare?"

Moggi: "Prendici un cappuccino, ti devi incazzare, una scrollatina a settimana".

Della Valle: "Ma lo facciamo in privato o no?"

Moggi: "Sì, ma pensiamo a salvà la Fiorentina".

Poi sempre la stessa sera Diego Della Valle chiama Bergamo.

Della Valle: "Non l'ho mai chiamata prima, non conoscendola, perché non sapevo neanche che uno potesse alzare il telefono e chiamarla. Più di una volta abbiamo avuto la voglia di capire un po' certe cose ma non l'ho mai fatto solo per quello, altrimenti avrei chiamato anche prima, insomma...".

L'iniziativa di Diego Della Valle funziona: la Fiorentina vince a Chievo 1-0. Dondarini annullerà un gol regolare al Chievo al 90'.

Mazzini: "Ti lamenti ancora?"

Mencucci: "Ho imparato, eccome se ho imparato".

Mazzini: "Quando ci si affida a noi... Diglielo ai tuoi amici".

Il 14 maggio il grande incontro: pranzo in un ristorante alle porte di Firenze tra Diego Della Valle, Mencucci, Bergamo e Mazzini. Alla fine, dopo i saluti, mano ai cellulari. Mencucci chiama Mazzini: "Alla grande, meglio di così non poteva andare. Lui di fare il paladino dei poveri s'è bello e rotto i c..., te lo dico io".
Bergamo chiama la segretaria Maria Grazia Fazi: "Se sono vere il 50% delle cose che mi hanno promesso stiamo a cavallo".

Il meccanismo s'inceppa il 22 maggio: la Fiorentina pareggia 1-1 con la Lazio e l'arbitro Rosetti non vede un fallo di mano in area di Zauri. Decisiva l'ultima giornata: il Parma non deve vincere a Lecce. Mazzini e Bergamo mandano l'arbitro più affidabile: De Santis.

Mazzini:
"Se retrocedono succede un casino..."

Della Valle: "Mi raccomando..."

Moggi: "Ci pensiamo noi a salvarti, se lottiamo ce la facciamo".

Bergamo: "Massimo, (De Santis) è tutto a posto?"

De Santis: "Ho parlato con i guardalinee gli ho spiegato un po' velatamente le cose, ci mettiamo in mezzo noi".

Bergamo: "L'importante è che tu vinca".

La Fiorentina batte il Brescia 3-0 e il Lecce ferma il Parma sul 3-3.

Mazzini: "I cavalli boni vengono sempre fori. Le nostre pedine funzionano sempre, l'operazione chirurgica è stata perfetta".

Della Valle: "Certi errori non li faremo più".


fonte: repubblica.it

Il_Merovingio 05-15-2006 01:29 PM

Adesso che fareste se aveste a disposizione questi infami legati in una stanza tutti insieme? Benzina e fiammiferi?

SmAiL 05-15-2006 01:38 PM

Quote:
Originally Posted by Il_Merovingio
Adesso che fareste se aveste a disposizione questi infami legati in una stanza tutti insieme? Benzina e fiammiferi?


speriamo solo che si faccia realmente piazza pulita..

mi auguro l'anno prossimo di tifare milan (in qualunque serie giochi) e poter essere orgoglioso e felice per una vittoria meritata solo sul campo.

Il_Merovingio 05-15-2006 01:40 PM

Certo ragazzi, immagino siamo tutti d'accordo che, in qualsiasi categoria andrà a finire la nostra squadra, noi sempre li!!!

staff 05-17-2006 09:24 AM

da corriere.it

LE INTERCETTAZIONI
Così Moggi e il conduttore nascondevano i casi Juve

C’era un continuo scambio di richieste e di favori tra Luciano Moggi e
Giuseppe Pisanu. Tanto che il direttore generale della Juventus decise
di chiedere aiuto proprio all’amico ministro in occasione delle elezioni
federali, per favorire Franco Carraro. A lui il titolare del Viminale si
rivolse invece per «sostenere nell’impatto con l’opinione pubblica le
dichiarazioni da lui rese sul tema della violenza negli stadi».
L’accordo preso al telefono era di rivolgersi ad Aldo Biscardi. E Pisanu
fu esplicito: «Spronali a fare un po’ di casino». Del resto proprio con
Moggi concordò «un giorno di chiusura negli stadi di Livorno e Roma»
dopo gli incidenti tra laziali e livornesi. Un lungo capitolo
dell’informativa consegnata dai carabinieri del reparto operativo di
Roma ai magistrati napoletani delinea il quadro dei contatti e le
entrature nei palazzi del potere su cui Luciano Moggi poteva contare. Le
coperture

«La sequela di conversazioni telefoniche - si legge nel rapporto -
dimostra come Moggi si avvalga della personale e datata conoscenza
dell’onorevole Pisanu per perseguire finalità assolutamente strumentali
al sostentamento del sodalizio criminale dallo stesso capeggiato: in
primis l’asservimento indisturbato ed a fini personalistici della
componente Digos della Questura di Torino e di analogo comparto di
quella di Roma. Inoltre la completa ed immediata risoluzione di ogni
questione attinente in generale alla sicurezza della struttura juventina
e dei suoi conoscenti; ancora la possibilità di intessere in modo
efficace ed ai massimi livelli ogni tipo di rapporto necessario ad
agevolare collusioni e connivenze comunque riconducibili al mondo
calcistico (si ricorda, ad esempio, l’incontro tra i Franza - legati
calcisticamente al Moggi - e il prefetto di Reggio Calabria per la
vicenda dei traghetti dello Stretto di Messina; ma non va ignorato
l’aiuto richiesto al ministro in occasione delle elezioni federali da
parte di Moggi e Carraro nella quale i due citati convengono di
consegnare una lista di squadre di serie C affinché venga svolta
un’azione incisiva sui rispettivi presidenti per sostenere la rielezione
del Carraro alla presidenza della Figc). È indubbio che Moggi risponda
con assoluta e pronta disponibilità alla soluzione di problematiche
rispetto alle quali può offrire tutta la sua personale capacità
operativa e quella della sua organizzazione anche in termini di aiuto
mediatico, elettorale, calcistico».

Il Viminale
È lunedì 11 aprile 2005. Il giorno precedente ci sono stati incidenti
tra i tifosi della Lazio e del Livorno. Pisanu chiama Moggi. Così nel
brogliaccio è ricostruita la telefonata: «Luciano parla con il ministro
Beppe Pisanu, quest’ultimo dice di aver fatto un’intervista dove aveva
espresso la propria indignazione per l’aggressione da parte di alcuni
tifosi facinorosi nei confronti delle forze di polizia. I due
interlocutori parlano della violenza negli stadi, della giustizia
sportiva che deve fare la sua parte, e di eventuali partite a porte
chiuse... Pisanu racconta l’episodio dei tifosi del Livorno. Luciano dà
ragione al ministro e lo invita ad essere duro ed a chiudere gli
stadi... Parlano dell’episodio del grande striscione di Roma. I due
concordano che debbono dare un giorno di chiusura negli stadi di Livorno
e Roma (squadra della Lazio)... Pisanu chiede a Luciano di fare delle
dichiarazioni sia sue che di altre personalità del campo calcistico in
merito a quello che era stato da lui detto, dandogli ragione. In tal
senso Luciano dice che l’avrebbe fatto fare a Biscardi durante il
Processo di stasera, poi chiede se avesse voluto ricevere una telefonata
da Biscardi, ma il ministro dice che non voleva partecipare a
discussioni di alcun genere. Pisanu dice che Biscardi lo aveva già
chiamato ma lui aveva declinato l’invito. Luciano dice che ci pensa lui
a farli parlare. Pisanu invita Luciano a spronare quelli della
trasmissione del Processo a fare «un po’ di casino». Moggi si mette
subito in moto. Contatta Aldo Biscardi e poi telefona ai suoi ospiti:
Franco Melli e Lamberto Sposini «al quale dice di fare casino, in merito
alle dichiarazioni fatte dal ministro e di dargli ragione».

Il trucco del Televoto
Il rapporto tra Moggi e Biscardi, ma soprattutto il potere di
condizionamento che il direttore della Juventus aveva sul Processo ,
emerge dalle conversazioni intercettate. Ad essere «truccato» non
sarebbe stato soltanto il Moviolone, ma anche il Televoto dei
telespettatori. «Una discussione tra Baldas e Corti (giornalista della
redazione addetto ai sondaggi telefonici) del 13 dicembre 2004 - si
legge nell’informativa - fa emergere che i sondaggi telefonici sono
manipolati secondo delle esigenze e non secondo l’effettivo parere
espresso dal pubblico attraverso le telefonate. Infatti i due commentano
l’assoluzione dell’arbitro Pieri (dopo la partita Bologna-Juve, ndr) e
Moggi nel commentare il risultato di pareggio raggiunto dal televoto con
una breve ma eloquente frase pone l’accento sulla circostanza che lo
stesso viene manipolato " ma che 47 a 47 " , e nonostante Baldas gli
dica che il voto era regolare, Moggi per ben due volte quasi lo deride,
sconfessandolo "ma vattene!! ma vattene!!... ma non dir cazzate!..." ».
Quel giorno «l’opera di Moggi per garantire l’impunità dell’arbitro
Pieri non si limita solo alle disposizioni impartite prima dell’inizio
della trasmissione per organizzare il palinsesto, ma anche ad interventi
con lo staff redazionale nel corso della stessa quando ritiene che lo
svilupparsi del dibattito intorno agli argomenti stia prendendo una
piega poco piacevole». Tanto che Piero Franza, il patron del Messina, lo
chiama poi per congratularsi. «...Se ti assume Berlu... ***** hai fatto
assolvere Pieri (ride)... se ti assume Berlusconi per i suoi processi
pure Previti, ***** li fai passare tutti!" ».

Assolti alla moviola
Il verdetto di assoluzione per gli arbitri giudicati al Processo di
Biscardi, appare per Moggi una vera e propria ossessione. E così il 24
gennaio discute con Baldas che cosa mandare in onda. «Baldas illustra al
suo interlocutore che farà vedere Lazio-Sampdoria, ma su tale incontro
Moggi risponde tassativamente "no quella no perché i due rigori c’erano
tutti e due, Cruciani è il miglior arbitro di quelli nuovi" e Baldas
accetta immediatamente di buon grado quanto appena impostogli
accompagnando il tutto con una risatina di soddisfazione, tanto che
Moggi gli suggerisce anche come fare a non far vedere gli episodi:
"quello allora diciamo non c’è tempo" ». Poi passano ad un altra partita .
Baldas: «Ok!..va bene!..senti eh... niente altro... eh niente poi ieri
sera... se riusciamo a far vedere Roma-Fiorentina ma insomma sarà tardi
per cui... c’è solo i due gol annullati uno per parte mah... ma si erano
buoni... cioè... i guardalinee».
Moggi: «Gli assistenti ne combinano...»
Baldas: «E uno c’era... c’era Copelli e Strocchia...»
Moggi: «Copelli ne fa di tutti i colori, oh! E l’hanno preso pure per i
campionati del mondo. Ma mò lo faccio cancella io!»

Il giudice e la Lazio
Anche il presidente della Lazio Claudio Lotito mostra di avere buoni
contati istituzionali. Ma nel rapporto dei carabinieri si sottolinea
anche la sua «posizione di subordinazione al gruppo moggiano». In
particolare «il presidente Lotito è risultato essere uno dei maggiori
artefici attraverso cui la compagine associativa, retta da Luciano
Moggi, è riuscita ad incidere sul regolare e democratico processo
elettivo delle massime cariche istituzionali con le riconferme di Franco
Carraro quale presidente federale e Adriano Galliani quale presidente
della Lega nazionale professionisti». In cambio «la Lazio, trovatasi
quasi al termine del campionato nei bassifondi della classifica in una
posizione alquanto critica, grazie alle posizioni assunte dal proprio
presidente nelle tornate elettorali, ha potuto godere della sua
appartenenza al sistema dominante, contrariamente alla Fiorentina -
risultata in antitesi con il gruppo moggiano - che si è trovata a pagare
il prezzo del suo comportamento».
Tra le persone «molto vicine a Lotito», viene indicato Cosimo Maria
Ferri, giudice del tribunale di Massa Carrara, componente della
commissione vertenze economiche della Figc. Il 15 febbraio 2005 chiama
il vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini e gli chiede «notizie
sullo svolgimento delle elezioni federali tenutesi il giorno precedente».

Ferri: «Lotito ti ha votato?»
Mazzini: «Sì, sì ma Lotito è un amico vero, eh!... io gli voglio bene e
tu lo sai farò di tutto per salvarlo»
Ferri: «Eh...»
Mazzini: «L’unica cosa Cosimo, digli che lui alla... alla televisione,
ai giornali, insomma un po’ a tutti, con lui e il suo allenatore non
devono mai parlare male degli arbitri se no siamo rovinati».
Ferri: «Glielo dico io».
Secondo le indagini «la posizione assunta da Lotito a favore del sistema
dominante si traduce negli aiuti di cui la Lazio può godere in termini
arbitrali così come emerge nella conversazione intercettata il 18
febbraio 2005 tra Mazzini e Lotito che lo rassicura sul sorteggio in
vista della partita con il Chievo.
Lotito: «Io mi comporto bene, lo sai e anzi oggi ho visto, mi ha
chiamato Cosimo (Ferri, ndr ) e mi ha messo in allarme su alcune cose».
Mazzini: « Digli a quel cretino di allenatore che smetta di parlare di
arbitri».
Lotito: «Ho già provveduto!».

Il_Merovingio 05-17-2006 09:26 AM

Ragazzi penso che per quanta merda stiano tirando fuori, non verrà mai tutta a galla, e neanche nella sua versione reale. E' un mondo cosi marcio che la metà bastava. Che figura di merda che faremo ai mondiali!!!
Tutti in galera!!!
A proposito, Biscardi diceva di essere pulito, il processo sano ecc....
secondo voi perche ha lasciato la7??

pietrosanero 05-17-2006 01:33 PM

Quote:
Originally Posted by Il_Merovingio
A proposito, Biscardi diceva di essere pulito, il processo sano ecc....
secondo voi perche ha lasciato la7??

secondo te ha lasciato spontaneamente?? io nn credo! piuttosto l'hanno cacciato e convinto a dimettersi.....cosi era piu elegante!

staff 05-17-2006 01:49 PM

ROMA - L'elezione della Lega professionisti nell'informativa dei carabinieri del nucleo operativo che hanno aperto la maxi-inchiesta sulla cupola nel calcio. Ecco cosa accadeva. Luciano Moggi riceve una telefonata dal vicepresidente federale Innocenzo Mazzini: "Comunque m'ha detto Lotito che tu avevi ragione, bisognava votare ieri", aggiungendo poco dopo "... E poi la Lega nazionale dilettanti è a posto noi, loro insomma son già schierati, cominciano a fare l'assemblee tutti, in tutta Italia, in attesa di notizie...".

Il loro gruppo è al lavoro. Per raggiungere il risultato finale della riconferma di Galliani l'organizzazione moggiana utilizza ogni strumento di pressione inglobando anche i risultati raggiunti da quella esercitata dallo stesso Galliani l'appoggio - sostiene Moggi - del premier Silvio Berlusconi. "Oggi ho parlato con Giampaolo Pozzo, mi sembra di essere a buon punto, mi sembra! Non... Non ho ancora la certezza, comunque con Cellino mi dice Galliani non ci son problemi perché lo fa votare Berlusconi".

Mazzini chiama Luciano Moggi e dice:
Mazzini: "Ho sentito Galliani, voleva sapè della Ternana, la Ternana da oggi è della moglie di Longarini".
Moggi: "Ma quello era già... Non ... Non da oggi! Quello era già da diverso tempo".
Mazzini: "C'è stato ieri il passaggio delle quote dal Notaio. E... E... Fioretti resta ed ora prendono un direttore sportivo. Sono orientati a votare Galliani".
Moggi: "È già una cosa importante, questa, eh? Ad Adriano glielo hai detto?".
Mazzini: "E gli ho detto che gli creeremo un contatto in modo che possa parlare definitivamente con questi qui, che sono orientati a votare loro nonostante che Longarini sia di Ancona ma ha sui ******** Della Valle".

Moggi: "Invece io ti volevo dire, adesso, parliamo di un'altra cosa importante. Dunque, quando io vado a Roma. Adesso voglio smettere con Carraro di cose che, in pratica, poi vanno a finire immediatamente al Coni. Perché ieri, non so se te l'ho detto, mi prende Petrucci e mi fa: dice, ma mi ha detto Franco che ti ha mandato a fanculo. Ma è proprio un ragazzetto Franco? E' vero! Io mandai a fanculo Nizzola! Non c'è niente di strano! Però queste cose da dì, se le diciamo, no, mettiamo in allarme gli avversari!".
Mazzini: "Certamente!".
Moggi: "Adesso, quello che bisogna fare è andare appresso a queste cose. Io oggi ho parlato con Giampaolo Pozzo, mi sembra di essere a buon punto. Con Cellino mi dice Galliani non ci son problemi perché lo fa votare Berlusconi".
Mazzini: "Infatti. "Infatti io mi meravigliavo che non fosse successo questo!".

Moggi: "Il Pescara, Paterna, lo convinco io, quindi non penso ci siano grossi problemi, le uniche società che non si possono convincere, probabilmente, sono l'Ascoli e il Piacenza. Soprattutto quel cretino di Benigni che in pratica non appoggia...".
Mazzini: "Ma nella B è stato fatto un lavoro capillare?".
Moggi: "È in corso! E' in corso il lavoro capillare e lì penso che qualche risultato lo porto, però ho i miei dubbi che si arrivi il 29 a far qualcosa! Io c'ho i miei dubbi, eh? .... Omissis... (Moggi parla al telefono con altra persona)... Ho i miei dubbi che però sciolgo la prossima settimana!".

Dopo Roma-Juventus (1-2), durissimo litigio e scambio di accuse tra il presidente federale Carraro e il designatore Bergamo.
Carraro: "Le dico mi raccomando... Se c'è un dubbio, per carità, che, che, che, che il dubbio non sia a favore della Juventus dopo di che succede... Gli dà quel rigore lì!?".
Bergamo: "No, no, ma non è il rigore, purtroppo ha sbagliato l'assistente".
Carraro: "Mo la cosa grave è il rigore? Guardi là... Il sintomo... Il sintomo... Che, che, che io evidentemente sono una persona che non conta un c... Che non conta un c...".
Bergamo: "Nooo".
Carraro: "Però, però, stia attento Bergamo. Stiate attenti perché io sono stufo, sono molto stufo! Il sintomo che non conto un ***** è che si dà un rigore che comunque è al limite dell'area! Allora quando un arbitro dà un rigore al limite dell'area, vuol dire che gli scappa che la Juventus voglia... Debba vincere la partita!".
Bergamo: "Ehh, questo uhhehh Racalbuto era preparato a non... A fare il contrario sul campo".
Carraro: "E beh, è evidente allora... Allora guardi".
Bergamo: "Sul campo".
Carraro: "O lei mi dice le bugie a me! opp... No guardi... Guardi Bergamo... o lei non conta un c...
Carraro: "Comunque io, eh, guardi, Bergamo io... Io... Sono una persona ehhe che, ehh, detesta essere presa in giro! Proprio detesta essere presa in giro. Io mi vergogno di essere presidente della Federcalcio! Però non intendo stare a guardare lì come un cretino! Io mi vendico! E' chiaro?".
Bergamo: "Sì sì, lei può fare tutto quello che vuole! Io so...".
Carraro: "Ma no".
Bergamo: "Io so quello che faccio e so quello che dico e non è assolutamente quello che dice lei! E può dire quello che vuole, ha capito? Non è assolutamente quello che dice lei".
Carraro: "Ma guardi".
Bergamo: "E non creda di intimidirmi in nessuna maniera. Quello che dice lei non è vero assolutamente! Ha capito!?"
Bergamo: "Non è un problema, ma quello che dice lei sono delle gran stronzate, ha capito?".
Carraro: "In questo momento mi vergogno di essere il presidente della Federcalcio perciò la responsabilità è mia! Che ho scelto lei e che ho scelto Pairetto!".
Bergamo: "Io me ne vado a testa alta".
Carraro: "Lei se ne andrà a testa alta? Lei se ne andrà".
Bergamo: "Sissignore".
Carraro: "Sì, certo, ma sa nella vita... Nella vita...".
Bergamo: "Tutto l'ambiente sa che ha contattato Collina per prenderlo... Non ha fatto un figurone, mi creda".
Carraro: "Lei è una persona maleducata perché dice le parolacce mentre io non le dico... E se non è in condizione di andare avanti si dimetta oggi".
Bergamo: "Nemmeno per idea! Io so di fare il mio dovere e lo faccio fino in fondo".

Moggi parla dell'episodio di Reggina-Juventus, l'arbitro Paparesta chiuso a chiave nello spogliatoio, con il moviolista della Domenica Sportiva Carlo Longhi.
Moggi: "Guarda quello che hanno fatto... Quante gliene ho dette guarda. Mi dovrebbero squalificà a vita, mo' voglio vedè quello che scrivono!".
Longhi: ride
Moggi: "So andato nello spogliatoio. Dice: perché? Che ho fatto? Di tutto!".
Longhi: "Hai fatto bene, guarda".
Moggi: "Di tutto hai fatto! Di più non potevi fa. Non capita mica sempre Paparesta. Perché ora Paparesta se non lo tengono fermo tre o quattro settimane mi in***** poi, eh!".
Longhi: "Na vergogna, guarda, na vergogna".

fonte: repubblica.it

staff 05-19-2006 12:08 PM

Continuano a filtrare gli stralci relativi ai contatti telefonici tra l'ex dg della Juve Luciano Moggi e altri esponenti del calcio e della politica.
Ecco le intercettazioni telefoniche che vedono come protagonista l'ex dirigente bianconero e le sue promesse di regali come macchine, viaggi e biglietti per lo stadio: "Un mezzo di persuasione e di affiliazione – secondo quanto ricostruito dagli investigatori –, che consente di ottenere la disponibilità di persone in grado di ricambiare il favore offrendo i propri servigi nell’interesse della associazione capeggiata da Moggi".

Moggi e la Fiat
"Il legame storico che unisce la dirigenza calcistica juventina alla Fiat - si legge nel rapporto - permette a Moggi di gestire un ampio parco macchine che vengono vendute con un consistente sconto o regalate a favore di soggetti individuati da Moggi secondo i suoi interessi. Nel periodo in cui Moggi è stato attenzionato l’impiego di tale strumento ha subito una momentanea sospensione disposta dai vertici Fiat. Tale intervento ha allarmato il Moggi che ha contattato personalmente Lapo Elkann chiedendogli di sbloccare la situazione, chiarendo che il parco auto scontato è uno strumento necessario per la società Juventina nell’interesse di tutti. Per la gestione della vendita delle auto Moggi si affida a V.P., un dipendente della principale concessionaria Fiat di Torino, il quale provvede anche a contattare direttamente le persone intenzionate ad acquistare un’auto con lo "sconto Juventus" sempre su direttiva di Moggi. Sbloccate le vendita delle vetture con lo sconto, Moggi dispone che venga contattato immediatamente Luigi Pairetto... In seguito Pairetto, per ragioni inerenti la sua attività lavorativa extra-calcistica, contatta più volte V.P. per l’acquisto di alcune auto a Km 0 che potrebbe procurarsi con uno sconto fino a 7.900 Euro. Moggi e Giraudo parlano di un uomo (probabile Lapo Elkann) presentatisi al campo di allenamento. L’uomo ha detto che penserà lui stesso a fare sbloccare 60 auto dalla Fiat Center. Moggi e Giraudo concordano che è stato V.P., ha sbloccato lui le macchine e non l’uomo presentato al campo. Sia Luciano che Giraudo concordano che l’uomo è un cretino (sempre riferiti a Lapo Elkann). Un successivo nuovo blocco delle auto scontate è affrontato in prima persona da Moggi con Elkann".
L'intercettazione con Lapo Elkann
Elkann: «Luciano!»
Moggi: «Lapo! Come stai?... Se tu hai un minuto di tempo per farci due chiacchiere»
Elkann: «Che c’è? Cosa è successo?»
Moggi: «No... no, niente di particolare»
Elkann: «No con Fiat è gonfiato con Fiat e con... con altro»
Moggi: «No se noi abbiamo delle macchine in aggiunta per i fabbisogni no»
Elkann: «Sì quello di cui mi avevi parlato»
Moggi: «Quelli lì bisogna... quelli ci devi dare un’occhiata invece gli è stato detto lì al direttore della filiale di ritirarle... almeno, almeno 5 o 6 bisogna che tu ci vai perché tanto ha bisogno...Io sai che non ti chiedo mai, io non ti chiedo mai niente di importante se non le cose che ci necessitano»
Elkann: «È una promessa»
Moggi: «Oh... la Juventus è anche un bene vostro mica...»

La Musa per Lippi
"Anche Marcello Lippi chiede una macchina per la figlia Stefania ed avrebbe voluto avere lo sconto del 23 per cento – si legge ancora nei resoconti degli inquirenti –. Luciano dice che non c’erano problemi e che poteva ordinarli tranquillamente. L’allenatore della Nazionale chiama ancora e dice che Davide doveva comprare una macchina, quindi chiede uno sconto per l’acquisto di una Musa. Luciano dice che avrebbe potuto fargli fare il 23 per cento di sconto".

Biglietti aerei per gli amici
"Tra gli amici c’è anche L.P. maggiore della Guardia di Finanza in servizio al Sisde, affezionato partecipante alle trasferte della Juventus usufruendo del viaggio aereo e dell’albergo a spese della società – è ancora quanto riportato daigli inquirenti –. L.P. chiede a Moggi se, dato che la Juve viene a Roma, si può organizzare una cosa ufficiale con il Direttore dei servizi che è tifoso della Juve e lo vuole conoscere. Moggi è d’accordo. L.P. dice che sicuramente quando Luciano verrà chiamato da lui (probabilmente riferito al direttore) per i ringraziamenti ne parleranno meglio. L.P. dice che loro sono attenti a non farsi vedere se si incontreranno… Moggi dice che se gli serve una raccomandazione dal ministro Siniscalco non ci sono problemi perché è un amico loro. Di questo ne parleranno a voce".

L'Udc tra Moggi e Pieroni
Secondo i brogliacci degli inquirenti l'ex dg della Juve non avrebbe digerito alcune dichiarazioni dell'ex presidente dell'ancona e "Da un lato - evidenziano i carabinieri - si indirizza verso una scientifica attività di discredito sia di tipo politico-istituzionale (attraverso l’Udc, senatore Eufemi - capogruppo commissione Finanza - viene avanzata specifica interpellanza ai ministri per i Beni Culturali, Economia e Attività Produttive), che mediatico lamentandosi con i vertici di testate giornalistiche specializzate e giornalisti di Rai Sport; dall’altro, tramite il comune amico Ignazio Scardina, imbastisce una proditoria attività di avvicinamento facendolo "rientrare nei ranghi" ed evitando quindi che questi riferisca alle varie autorità giudiziarie questioni di sua conoscenza... Per la sua specifica attività di intermediazione con Pieroni, Scardina si fa regalare un’autovettura Fiat dallo stesso dirigente bianconero".
L'intercettazione con Scardina
Moggi: «Sta a senti’ Ignazio adesso mi devi fa ’na cortesia tè! Tra amici ragazzi, io queste cose non... non le so sopporta’. Tu sei amico di Ermanno Pieroni no?»
Scardina: «Sì»
Moggi: «Mi devi fa ’na cortesia: dagli un colpo di telefono. Poi ho parlato con Luciano... Tu c’hai un amico con lui anche se ha bisogno quando mai è successo che io ho letto... ho letto oggi delle dichiarazioni e praticamente io lo faccio... ma sei matto... ma è matto? Io sono sempre stato amico suo. L’ultima volta, una decina di giorni fa m’avevano chiesto dele maglie per lui gliele ho mandate. Gli avevo anche detto a quello lì di *** che me le chiede: digli a Ermanno che mi chiami se ha bisogno di qualcosa! Non l’ho piu sentito e poi ho letto ste cose!»
Scardina: «Eh»
Moggi: «Fammi una cortesia chiamalo e digli che la piantasse poi dopo ci vediamo... tra amici è scomoda ’na roba del genere»
Scardina: «Ma come no... ma gli ho pure detto: Erma’ ma tu sei ’na persona che deve rientrà nel mondo del calcio... ma che *****»
Moggi: «No, ma poi co’ me! Con me che io non... ho cercato una volta di metterlo al Torino non mi è riuscito perché c’è stato un portiere Bucci che ha fatto tutto quel casino»

fonte: http://www.sportal.it/sportal/immag...news492244.html

giacchettone 05-19-2006 02:00 PM

"Il Papa è della Gea"

In una conversazione con un ufficiale della Guardia di Finanza riportata da il Giornale in edicola venerdì 19 maggio, Luciano Moggi tira in ballo Ratzinger. Moggi: "Hello". Gdf: "Ciao Luciano, sono stato a vedere il Papa". Moggi: "Ma, ma lo sai che è della Gea anche il Papa". Gdf: "E' della?". Moggi: "Gea". Gdf: "Perché?" Moggi: "Ha fatto la procura col mi figliolo, con Alessandro, quattro giorni prima di diventare Papa". Gdf: "Che te possino"

fonte: http://canali.libero.it/affaritalia...lippi.html?pg=2

SmAiL 05-20-2006 10:18 AM

tratto da corriere.it


Compare anche il nome del presidente dell'Inter Giacinto Facchetti in due intercettazioni fatte dalla Procura di Torino all'ex designatore arbitrale Gigi Pairetto nell'ambito dell'inchiesta sulla frode sportiva, poi archiviata dai giudici torinesi. Il primo colloquio tra Pairetto e Facchetti è del 15
settembre 2004. Sono le 12,59. Al centro della telefonata - diffusa dall'agenzia Ansa - tra i due ci sono le valutazioni sugli arbitri di Champions League (l'Inter era in un girone con il Valencia, il Werder Brema e l'Anderlecht) e alcune tessere dell'Inter per Pairetto.
omissis
Facchetti: «e li han già deciso poi per le prossime partite?».
Pairetto: «sì sulla seconda c'è Meier eh poi ok».
Facchetti: «sulla seconda quella con...»
Pairetto: «qual è non non».
Facchetti: «non con il Valencia».
Pairetto: «non quella...l'ult..qual è la terza di di».
Facchetti: «la terza»
Pairetto: «quella più importante che avete».
Facchetti: «la terza è con l'Anderlecht eh la terza è l'Anderlecht».
Pairetto: «non allora aspetta te lo...ce l'ho di là infatti avevo detto... ho fatto mettere Meier, no allora è la seconda perchè era la partita quella importante».
Facchetti: «eh sì perchè dovrebbe essere».
Pairetto: «allora dovrebbe essere quella adesso te...lo vado a prendere e te lo dico».
Facchetti: «me lo dici».
Pairetto: «te lo verifico si si si e te lo dico».
Facchetti: «grazie».
Pairetto: «e te lo dico subito perchè avevo fatto mettere Meier appunto perchè è un arbitro molto...»
Facchetti: «sì perchè a Valencia»
Pairetto: «affidabile, no no lì a Valencia è un ambientino...bello tosto, anche se ieri è stato un bel risultato, lui è stato bravo».
Facchetti: «sì sì buono abbiamo sofferto fino all'ultimo perchè un gol solo non si sa mai».
Pairetto: «sì sì infatti, poi loro in dieci quindi era un pò».
Facchetti: «eh però sai si sbagliano».
Pairetto: «eh si nel calcio basta un...sbagliare un calcio di rigore»
Facchetti: «eh eh»
Pairetto: «anche psicologicamente no è non è il massimo quindi».
Facchetti: «eh sì ma»
Pairetto: «va bene»
Facchetti: «va bene fammi sapere»
Pairetto: «allora ti chiamo e ti faccio sapere»
Facchetti: «fammi sapere grazie»
Pairetto: «per le tessere invece le hai già...»
Facchetti: «sì le tessere sono, guarda abbiamo...pensa che ieri hanno consegnato»
Pairetto: «si»
Facchetti: «le tessere ai consiglieri sono»
Pairetto: «solo fatte adesso proprio».
Facchetti: «sono arrivate talmente in ritardo voi preferite mandarle a ritirare magari?».
Pairetto: «Io posso magari anche chiedere se va a ritirarle»
Facchetti: «Fammi sapere se»
Pairetto: «magari dico alla persona che può andare a ritirare in sede?»
Facchetti: «Aspetta aspetta che sento la signora»
Pairetto: «sì così eventualmente...«
Facchetti: «Monica, sono al telefono con Pairetto mi chiedeva le loro due te...sono li? gli dico di mandare a ritirare almeno così eh ? eh sì sì allora mi faccio dire il nome di chi viene a ritirarle grazie. Eccola se tu sono, erano li pronte».
Pairetto: «Perfetto allora io adesso»
Facchetti: «Mi sai dire il nome di chi viene a ritirare».
Pairetto: «Te lo faccio sapere di chi viene a ritirarle il nome così».
Facchetti: «sì perchè non si sa mai».
Pairetto: «No, no se non passa un altro se le prende è chiaro».
Facchetti: «va bene»
Pairetto: «va bene allora così ti dico anche l'al...tutte e due le cose anche l'altra».
Facchetti: «Grazie».
Pairetto: «Ok grazie»
Facchetti: «ciao».
Pairetto: «buon appetito ciao».
Un'altra telefonata è del 16 settembre 2004. Sono le 9,28 del mattino.
Pairetto: «Pronto».
Facchetti: «Sì, Pierluigi».
omissis
Pairetto: «Allora la seconda è Anderlecht non è Valencia».
Facchetti: «La seconda non è ah ero convinto».
Pairetto: «no, no infatti mi dicevo porca miseria che abbia confuso io e allora son andato a vedere ad Anderlech c'è Vassaras il greco».
Facchetti: «chi è».
Pairetto: «Vassaras».
Facchetti: «ah Vassaras».
Pairetto: «Vassaras si è un top class e la Mayer poi con il Valencia».
Facchetti: «e là Mayer»
Pairetto: «si che era quello che».
Facchetti: «si ho visto ieri».
Pairetto: «ha fatto bene».
Facchetti: «si si ho visto che».
omissis
Facchetti: «chi passa a ritirare le tessere allora ?»
Pairetto: «allora Santambrogio».
Facchetti: «ah Santambrogio».
Pairetto: «sempre Santambrogio».
Facchetti: «va bene va bene».





19 maggio 2006

Intervolkov 05-21-2006 02:32 PM

nuove intercettazioni: Lucarelli e il coraggio di Lotito
21.05.2006 08.21
Fonte: La Nazione
MOGGI E LA MASERATI
Intercettazione del 10 febbraio 2005. Parlano Moggi e il generale della Guardia di Finanza Francesco Attardi che, come sostengono gli inquirenti, «ha fornito e fornisce tuttora informazioni sull’andamento di alcuni procedimenti penali che si riferiscono a Moggi, come gli accertamenti patrimoniali che lo riguardano (per esempio l’acquisto di un’autovettura Maserati)».
Attardi: «Oh! Complimenti per l’acquisto delle quattro porte, eh! (ride) Ho saputo...».
Moggi: «L’acquisto della quattro porte?».
Attardi: «Hai preso la quattro porte?».
Moggi: «La Maserati?».
Attardi: «Sì».
Moggi: «Tu sei uno dei migliori amici miei!».
Attardi: «Eh! Io mi onoro di questo e ci tengo! Quando ti vedo a Roma, un attimo?».
Moggi: «Lunedì!».
Attardi: «Ah! Perfetto!».
Moggi: «Lunedì c’è l’assemblea!».
Attardi: «Ah! Appena finisci ci vediamo un attimo».
Moggi: «Va bono!».
Attardi: «Tutto tranquillo però ti volevo parlare un attimo di alcune cose!».
Moggi: «Mi sembra che vien tutto tranquillo per ora».
Attardi: «Sì. Sì. Ma c’è stata un’evoluzione la settimana scorsa. Hai capito... una... una piccola cosa... una sciocchezza, però...».
Moggi: «In bene o in male?».
Attardi: «Mah! A metà». (ride)
Moggi: «Ah sì?».
Attardi: «Metà sì. Quel discorso, sì».

NON TRASFERITE QUEL POLIZIOTTO
Da un’informativa dei carabinieri a proposito del trasferimento di un poliziotto amico di Big Luciano. Moggi, perfettamente aggiornato, va su tutte le furie e si attiva in modo tracotante, per adottare una serie di azioni, interne ed esterne agli Uffici della Questura e ripristinare le condizioni pregresse, ma soprattutto poter consentire al suo fidato di rimanere al suo posto.
Moggi: «Domani ho detto a Penzi di farmi una riunione in Questura alle 18,30...ma guarda, gli dico chiaro chiaro al Questore.. vuole la guerra? Io la guerra gliela faccio, eh?.. a me mica mi conosce tanto bene, eh, come sono fatto?... Comunque lui adesso deve star attento... io adesso riferisco tutto, eh? Non è che non ... ma adesso vi devono utilizzare perché sennò lì faccio saltà qualcuno, eh? Ma guarda, io se non vieni te, ora, in questo momento, non viene nessuno, sia chiaro. Mi rifiuto. Domani c’ho una riunione in Questura, eh? Io voglio toccare con mano le cose, voglio vedere quello che mi dice».
NESSUNO VUOLE COLLINA
Nell’informativa dei carabinieri c’è un capitolo sull’arbitro Collina. Parlano tra loro Paolo Bergamo e il vicepresidente della Federcalcio, Innocenzo Mazzini. Scrivono i carabinieri: «Mazzini a sua volta agganciandosi alle argomentazioni sollevate dal designatore, gli spiega le motivazioni per cui Moggi e verosimilmente Giraudo, hanno agito in un certo modo».
Mazzini: «Ehhh ma loro hanno pensato... che con la soluzione delle due puttane...».
Riferendosi, come si capisce dalla stessa conversazione, a Lanese e Pairetto, sarebbero addirittura riusciti ad «evitare comunque la venuta di Collina. Perché loro... la grande paura è che venga proprio lui».
IL «CORAGGIOSO» LOTITO
Conversazione tra Moggi e il presidente della Lazio, Lotito, che non vorrebbe andare nella trasmissione di Biscardi. Ma Moggi ci tiene. Intercettazione del 23 ottobre 2004. Sullo sfondo ci sono le grandi manovre per l’elezione di Adriano Gallaini a presidente della Lega contro Diego Della Valle che si candida e pensa di avere i voti delle società più piccole.
Moggi: «Pronto?».
Lotito: «Luciano, come stai?».
Moggi: «Oh ciao».
Lotito: «Stai bene?».
Moggi: «E l’altra volta m’hai fatto lottà poi ce sei andato in televisione, in quella maniera ti voglio. Così».
Lotito: «Vaffanculo và. Ce devi andà te non me rompere il ***** io in quel mercato non ci vado più, gliel’ho detto pure ad Antonio non me rompere più i ******** con ’sta cosa».
Moggi: «No no dai, non fa’... invece sei stato proprio eccezionale».
Lotito: «Vabbè poi dopo non è il mio ambiente, non fa per me».
Moggi: «L’importante che il calcio... allora ascolta».
Lotito: «Ho capito Lucià, ho capito quello che me voi di’, ma io non è che me preoccupo de combatte’, io me ce diverto a sparà sulla croce Rossa. Pensa che Zamparini ieri m’ha.. so’ venuto in aereo con lui, con l’aereo suo, è diventato un agnello con me. ’Ndo ***** va».
La conversazione vira sugli schieramenti tra presidenti di società.
Moggi: «Infatti io io a te ti ammiro, eh. Io, io quando praticamente, allora se non lo sai, se non lo sai o lo saprai, abbiamo parlato anche con Berlusconi di questa cosa... poi tu c’hai parlato anche te quindi non... allora io ti dico per me in questo calcio quelli che può dare una mano importante sei te. Perché per primo.. primo sai dimostare di saperlo fa’. Secondo perché c’hai le palle. E quindi deve esse una cosa che messa insieme, miscelata bene po’ portà anche a dei rusultati».
Lotito: «Lo so, ma mò praticamente noi dobbiamo confermà... come se chiama... Adriano».
DIAMOGLI SOTTO A ZEMAN
Zeman, il castigamatti del calcio è l’uomo più odiato da Moggi. E Biscardi gli dà ragione. Telefonata del 15 novembre 2004. Moggi e Biscardi commentano una puntata della Domenica sportiva.
Biscardi: «Zeman in primo piano un’ora.. lui e Semeraro. Nessuno gli ha detto che è stata come gli dico io stasera, record del licenziamento».
Moggi: «Ma lo fa lui nella rubrica sua?».
Biscardi: «No, rubrica sua sì nella rubrica mia ma poi ne parlo pure io, oh! Io ho da fatto il titolo: Del Piero te lo do io il doping».
Moggi: «Dai addosso addosso a questo ******** comunque. Sempre».
Biscardi: «Sì, è un ********ne, poi parlava sempre: io io, ma chi sei?... esonerato dalla Roma, esonerato dalla Lazio, una all’anno, esonerato dal Fenebarche, esonerato dalla ****rnitana, esonerato dal Napoli e esonerato dall’Avellino».
Moggi: «Diamogli sotto, dai».
LAZIO CASTIGATA, E LA JUVE RIDE
Il presidente della lazio è fuori dlla grazia di dio. L’arbitro Trefoloni ha combinato di tutto in Lazio-Juventus. Casualmente ha anche ammonito solo i quattro giocatori biancazzurri già diffidati, che così vengono squalificati. Claudio Lotito si arrabbia con Mazzini, il vice di Carraro.
Lotito: «...Poi Gianfranco Fini si è alzato e se ne è andato e ha detto questa è una presa per il culo e noi che stamo a vedè ste cazate, ste cose! ... ma quello che ha fatto.. tu dovevi stà dal vivo quello che ha fatto... non ha logica di nessun tipo (...). Non mi ha dato un rigore netto... ma quello che ha fatto ha lavorato totalmente contro la Lazio! Dal primo minuto fischiava le punizioni a favore nostro le fischiava contro.. quando la palla superava la metà... che il centrocampo andava verso la porta loro o fischiava un fuorigioco inesistente o fischiava falli inesistenti».
Mazzini: «Sì, però... non sono d’accordo su questo tipo di comportamento (...). Io l’ho vista tutta e non mi è sembrato quello che dici te».
Lotito: «Non me sono spiegato... Ora basta con questi sistemi vanno cambiati radicalmente. Ti dirò di più, se n’è uscito Antonio (Giraudo, ndr) e Luciano (Moggi, ndr) io stavo dietro a loro... ridevano come matti... hai visto cosa ha fatto l’arbitro? Gli ha rotto il culo! E ridevano... io stavo dietro a loro!».
GLI ARBITRI E LA REGGINA
Telefonata del 4 gennaio 2005 tra Paolo Bergamo e il presidente della Reggina, Lillo Foti. I due parlano della partita tra Reggina e Palermo del successivo 6 gennaio (1-0 il risultato finale, arbitro Pieri).
Bergamo: «Mi ritengo fortunato perchè noi avevamo preparato la partita, che tu sai è molto delicata, l’avevamo messa dove c’era un gruppo molto nutrito di amici...E penso che sia andata bene, perchè l’hai visto lì in quella griglia c’era...insomma, tutti ragazzi a parte Pieri. Dove sono? Al raduno degli arbitri a Coverciano».
IL PIU’ FORTE E’ PAIRETTO
Questione designatori: ne parlano tra loro Bergamo e il vice-presidente federale Mazzini.
Bergamo: «Alcuni arbitri mi danno retta, altri me ne danno meno perchè Gigi (Pairetto ndr.) s’è fatto più forte di me. E Gigi, sai, risponde alla Sampdoria...al Milan...all’Inter...al Verona...al Vicenza...al Palermo...A tutti quelli dove ci sono grandi magazzini e lui ha bisogno di lavorare».
SCRIVERE SOTTO DETTATURA
Una volta alla settimana, i due designatori arbitrali, Bergamo e Pairetto, curano una rubrica sulla Gazzetta dello Sport. A volte succede anche che l’articolo venga scritto sotto dettatura di Luciano Moggi. Telefonata fra il «dg» bianconero e Paolo Bergamo.
Bergamo: «L’espulsione di Thuram contro la Fiorentina c’era...Ma io dirò tutta una cosa, vedrai come te la scrivo bene...».
Se poi un arbitro decide di non rispettare le «regole», per lui è pronta a spalancarsi la porta della serie B. Telefonata tra Maria Grazia Fazi, impiegata Figc, e Paolo Bergamo.
Fazi: «Non stai con noi, Racalbuto, e ti vai a fare l’Albinoleffe».
LUCARELLI HA CAPITO TUTTO
L’8 maggio 2005 alle 20,30 Massimo De Santis chiama Mazzini, numero due della Figc. Quel giorno l’arbitro ha diretto la surreale partita tra Livorno e Siena terminata sei a tre per gli ospiti, con questa vittoria praticamente salvi. Il Siena, è noto, è squadra nell’orbita Gea.
Mazzini: «Sei stato come sempre splendido».
De Santis: «Hai visto? Pronti e via, uno fuori (espulso Galante all’inizio del primo tempo, ndr)».
Mazzini: (ride).
De Santis: «Hai capito che mi ha detto Lucarelli? (attaccante del Livorno, ndr), lì quando ho cacciato quello? Mi ha detto: "Ma che bisogna salvà questi perché so’ della Gea?". Gli ho detto: "Senti, non cominciare a dire queste stronzate, queste solite cazzate perché mo’ te caccio pure a te, capito"».

romans 05-21-2006 03:29 PM

me sta a veni' da vomita'....


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