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secondo me è un concorso di colpe: gli studenti prendono alla leggera la materia ("non serve a niente sta roba..." "è difficile" ecc) e i professori per non ritrovarsi una classe completamente insufficiente fanno spiegazioni terra terra e non approfondiscono più di tanto |
il concorso di colpe c'è al 100%, ma io addosserei più colpe sulla didattica.
spiegare la matematica con formule e scazzature non va bene. il mio prof. spiegava la matematica fecendo battute e ridendo ed era considerato (dai colleghi) il migliore. era una gioia assistere alle sue lezioni. la filosofia insegnata a scuola fa schifo: quella è storia della filosofia. il 16enne se ne "fotte" di cosa pensavano questo e quello. il 16enne vuole risposte alle problematiche che gli si pongono. quella è filosofia. e potrei continuare con ogni materia... |
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Strana affermazione.Spero ti sia scivolata per foga di sentire sulla didattica. Il16enne se ne fotte?Diventerà schiuma. Ma petre!Non ti par che ci voglia un metodo?Il 16enne se ne fotte della tavola di Mendeleev...,ma vuol che gli si insegni la chimica... |
mi sono mal spiegato. al 16 non interessa sapere chi pensa cosa, ma credo possa interessargli di più chi ha detto cosa su un problema della attuale società, su un problema personale.
non mi sarà mai utile il mito della caverna di platone, ma forse mi sarà utile sapere come nei secoli è stato affrontato un dato problema. a scuola si fa storia della filosofia, ma si dovrebbe fare filosofia della storia |
Immaginavo.:)
Ma la filosofia della storia è o no filosofia?Il mito della caverna è o no relato all'esser umano ed i suoi interrogativi e conseguenti possibili risposte? Qualcuno già lo sa ;)....vi scongiuro di acquistare "Platone e l'ornitorinco" |
sì, ma spiegato come una cosa a sè stante non significa nulla.
la scuola oggi è questa (e credo di averla fatta qualche anno dopo di te). spiega a compartimenti stagni e si stacca dalla realtà. la scuola oggi non insegna a vivere, ma pretende solo di riempire di nozioni (spesso inutili) ragazzi che, oggi più che mai, vivono in una società che esercita forti pressioni e prentende il massimo della preparazione da una parte e offre sballo come fosse acqua dall'altra. il problema fondamentale è quello didattico a mio avviso. si vuole insegnare la tecnica per vivere, ma non la vita. andando più a fondo il problema è sociale e sradicarlo non è affatto facile. anni fa i laureati si contavano sulle dita di una mano eppure si facevano gli stessi e identici lavori di oggi...qualcosa che non va c'è...o no? |
Son d'accordo.Era ovvio che intendevi la didattica quale maggior responsabile.
(La vita,purtroppo,non si insegna.Le cappelle degli altri non son mai state d'aiuto a nessuno.Son l'approccio ed il metodo che se insegnati posson forse far qualcosa.) |
scusate...mi è venuta una idea malata!
ma se io...diciottente che non ho fatto un caxxo tutto l'anno,faccio l'esame scritto e mi va male...vengo promosso con 60/100 o male che va vengo bocciato....se faccio ricorso non lo vinco a mani basse? hanno sbagliato i testi della prima prova...della seconda prova...piu di così? |
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come vorresti venga spiegata la matematica? con un libro di schopenhauer (giusto per restare in tema di filosofia)? Quote:
forse adesso ti spieghi perchè di matematica ricordi poco :rolleyes: :p ;) Quote:
sapere cosa pensava quella persona non significa sapere come ha affrontato un determinato problema? e come puoi sapere se quel determinato problema ritorni nella società di oggi o del futuro? tutto è un eterno ritorno, diceva un mio caro amico... a buon intenditor :rolleyes: ;) Quote:
continuiamo... partendo da un presupposto fondamentale... non è esattamente così Quote:
allo studente in genere non interessa sapere! :rolleyes: partendo da questo presupposto... continuiamo ;) :p |
1. tutto va spiegato con il sorriso sulle labbra e la voglia di farsi capire, non con dogmi.
2. non ricordo nulla perchè non mi è mai piaciuta. avevo massimo 5 o 6, ma il professore non si mai azzardato (unico nella mia esperienza da studente) a denigrare chi non sapeva. come fa ad interessarti una materia se puntualmente il prof. si incaz.za, ti tratta come uno straccio, ecc.? 3. visto che parliamo di filosofia ti dico che allo studente interessa l'operazione inversa. partire dal problema e non dall'autore. 4. allo studente non interessa la scuola perchè la scuola italiana e uguale alla cacc.a, perchè è rimasta ai metodi di insegnamento di qualche decennio fa. 5. l'università, per la mia esperienza, un po' si salva (dal punto di vista dei professori e delle spiegazioni), ma i casi patologici ci sono ovunque. gente che sa di sapere e si vanta di questo non è adatta ad insegnare e ad occupare una posizione nella società civile. 6. tutto questo...secondo me, che non sono nessuno EDIT:sono appena tornato a casa dopo aver fatto un esame. 35 minuti di domande (anche su argomenti non previsti nel programma...ma sono alla specialistica e ci può stare). risposto a tutto e comincia il dibattito: Prof: 24 le va bene? Io: 24? Sinceramente pensavo meglio. può spiegarmi il perchè? Prof: la sua media non va oltre il 25 Io: sì, ma l'esame? Prof: no, l'esame è andato bene. le posso mettere massimo 26. Questa (non sempre ovviamente) è la scuola italiana....e funziona così sia all'università che altrove. Ti invogliano (ironico) a fare sempre meglio. |
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