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:D come sempre! eh vabbè mi rifarò domani con i miei bla bla bla....ehehehe!
un applauso al palermo primavera che è arrivato alle finali scudetto dove affronterà una tra juve e samp! |
Viaggiavano assieme, Juventus e Milan, quando c’era da pilotare le «scelte di palazzo», facevano invece la «guerra» quando si incrociavano sul prato, ovviamente, ma pure quando c’era da garantirsi una «fazione di arbitri e assistenti», da opporre all’esercito nemico. E questo, è un po’ meno ovvio. Champions League compresa. E’ questo «il fronte di guerra», testuale, descritto nell’ultima informativa (in possesso del «Romanista» e visionata da «La Stampa») dei carabinieri del Reparto operativo di Roma e consegnata
Adriano Galliani, presidente della Lega Calcio nell’Aprile scorso ai Pm di Napoli che indagano sui malaffari del pallone. Certo, nella battaglia c’era Luciano Moggi, nel ramo uno da menzione d’onore, ma non era l’unico: perché, sul pianeta calcio, c’erano due «poteri forti», «due contendenti». Un «match a due», combattuto «senza esclusione di colpi», che porta i due club, Juve e Milan, «a intrecciare rapporti di natura commistiva con l’intero sistema arbitrale, con particolare e primario interesse verso i signori designatori». Se Moggi era un drago, anche il Milan, aveva il suo controspionaggio: decine di contatti, telefonate con arbitri e guardalinee. Pressioni. La foto, insomma, di un’azione permanente, ben lontana dall’istintiva sfuriata che può seguire a un’arbitraggio storto. In questo campionato parallelo, emerge la figura del rossonero Leonardo Meani, «responsabile dei rapporti fra la società e la classa arbitrale nazionale e internazionale»: il suo telefono trilla decine di volte con le reclute da catturare, guardalinee, arbitri, designatori. Il referente di tutta questa attività, almeno dalle telefonate, pare essere l’ad e vicepresidente del Milan, Adriano Galliani, cui è dedicato pure un paragrafo dell’informativa dei militari. I risultati arrivano: «Il Milan, consapevole delle potenzialità di intercessione da parte di Moggi, in grado sicuramente di una maggiore capacità di dominio e controllo in relazione alle sue potenzialità all'interno degli uffici che contano, non rimane fermo a guardare gli aggiustamenti, e attraverso Meani cerca di tenere testa, con ottimi risultati, soprattutto grazie alla voce del presidente Galliani» La vera partita, allora, non si gioca solo dentro gli stadi, «ma anche e soprattutto sui tavoli degli uffici e degli scacchieri, dove determinate e studiate manovre consentono lo spostamento delle pedine, in questo caso degli assistenti, da parte di talune società calcistiche per conseguire in ogni singola partita quei piccoli vantaggi che, alla fine, consentono quell’allungo decisivo per il successo finale». Solo quando c’è da governare il Palazzo, Milan e Juve vanno d’accordo: Meani - riassumono gli investigatori - dichiara disinvoltamente all'assistente che «comunque la mettano, il gioco lo comandano sempre Galliani e Giraudo». Quando invece bisogna decidere arbitri e guardalinee, torna la tempesta. E pure il Milan, ha le sue vittorie, come in occasione della partita casalinga contro il Chievo del 20 aprile 2005, che i rossoneri vinceranno 1-0. Lì, dopo quasi due anni, tornerà il «fidato» Puglisi. E’ lo stesso assistente, in una telefonata fatta due giorni prima della partita, a confermare come il sistema, ormai, veda decisioni pilotate da Juventus e Milan. «Puglisi gli fa presente che gli assistenti vengono inviati agli altri, Juventus, così come vengono inviati a loro, Milan. Li mandano a te e li mandano a loro». L’infaticabile Meani si dà da fare pure in vista del big match con la Juventus, l’8 maggio 2005, che deciderà lo scudetto. Vinceranno i bianconeri 1-0, ma i carabinieri dedicano un paragrafo alle «pressioni» milaniste in vista della sfida, con l’ex designatore Paolo Bergamo impegnato «a mantenere il piede su due staffe», fra una cena con Moggi e Giraudo e le telefonate con il Milan. Che diedero frutti, apparentemente, almeno secondo una telefonata di Meani al dirigente del Milan Rino Roccato: «Meani riferisce di aver selezionato e deciso lui stesso la terna arbitrale per la decisiva partita Milan-Juventus». Nel dubbio, il 6 maggio, due giorni prima dell’incrocio di San Siro, il dirigente chiama Farneti, uno dei due guardalinee designati: e quando l’assistente «ringrazia per l’ennesima volta il dirigente milanista per la possibilità che gli hanno concesso, Meani gli riferisce che sono stati preparati gli orologi per tutta la squadra arbitrale». Il dirigente rossonero, prima, aveva pilotato pure gli assistenti della partita contro la Fiorentina, parlando con Bergamo, uno dei due disegnatori: Meani, «decisamente prevaricatore, alla fine sceglie, praticamente, egli stesso gli assistenti». Il miracolo di Meani, però, resta il gran ritorno di Puglisi, «l’ultras del Milan». Per ottenerlo, il dirigente attacca di brutto Gennaro Mazzei, responsabile assistenti della Commissione Can, «sempre portando avanti la voce di Galliani». E Mazzei, «alquanto intimorito» replica: «Si, no, no, no te lo mando, non è che...ci mancherebbe altro». Pure i carabinieri faticano a credere al dialogo: «Mazzei - scrivono - a queste assurde disposizioni non trova altro da ribattere che una risposta abulica ed inquietante: ‘va bene!‘». Su tutto, poi, c’era la benedizione di Bergamo: «Mazzei confida a Meani che Paolo (Bergamo, ndr) ha dato disposizione di inviare (al Milan) uomini di fiducia». Mazzei spiega: «Ha detto di mandargli gli uomini, gli uomini di fiducia». Bisogna pur campare, a certi livelli. In ogni caso, sempre pronto ad andare in battaglia, sprezzante del pericolo: «Ma io sono in trincea da solo», esclama l’allora designatore. Cosi’, «diviene addirittura esagerato quello che è riuscito ad ottenere il Milan per la gara interna contro il Chievo: un en plein assoluto e sconvolgente. I due assistenti saranno nientemeno che i due fedelissimi Puglisi e Babini». Per capire com’è andata, bastano i commenti fatti a Meani dall’assistente Contini e dall’arbitro Messina. «Ma li hai designati te i guardalinee o loro? - esclama il fischietto - Se li sceglievi te avresti scelto quei due lì». Il riferimento è al gol annullato all’attaccante del Chievo Pellissier: «Oh - attacca Contini - era buonissimo!...Non buono, buonissimo». Risposta di Meani: «Però i giornali non ne parlano». Una telefonata a Meani la fa pure Collina, il 18 aprile, due giorni prima della partita: «Beh vedo che hai una certa potenza, volevo farti i complimenti...ma va a cagare te e tutti quanti...ho aperto il computer ho visto la coppia, dico: non ci posso credere...da morire dal ridere veramente...da morire dal ridere». Inevitabile la conclusione dei carabinieri, da settimane sul tavolo dei Pm di Napoli: «Da anni il calcio va avanti così s***** e inquinato, la Juventus fa il bello e il cattivo tempo, e il Milan giocoforza segue sulla stessa scia, decidendo terne arbitrali e articoli di giornali». Fonte: lastampa.it |
Notizie e furbizie
Notizie e furbizie
Massimo Gramellini DALL’INFORMATIVA dei carabinieri di Roma affiora l’esistenza di un «sistema Milan» cresciuto negli anni accanto a quello della Juve. Meno pervasivo ma altrettanto influente, con significative escursioni in Champions League e nei campionati minori, dove si svezzavano gli arbitri di domani: quando si dice l’importanza del vivaio. Tornando alla serie A, gli investigatori sostengono che, mentre lo juventino Moggi influenzava i direttori di gara, il milanista Meani si lavorava i guardalinee. Un’equa spartizione fra compari, nemici la domenica ma amicissimi gli altri giorni della settimana, nell’accaparrarsi le fette migliori della torta televisiva e nel gestire il calcio d’accordo con Carraro, a scapito di chiunque rifiutasse il ruolo di servo e cercasse di opporsi all’onnipotenza di G & G, il tandem Giraudo & Galliani. Quest’ultimo ha accusato ieri «La Stampa» di diffondere notizie sfavorevoli al Milan per aiutare la Juventus, in base al teorema: tutti colpevoli nessun colpevole. Si tratta di un’affermazione offensiva e balzana. Quel conflitto di interessi fatto uomo è così abituato a usare i giornalisti come cassa di risonanza delle sue strategie che non concepisce neppure l’eventualità che qualcuno possa dare delle notizie al puro scopo di informare. Ci limitiamo sommessamente a ricordargli che nelle settimane scorse «La Stampa» ha pubblicato tutte le intercettazioni che riguardavano la Juve, talvolta anche in anticipo sugli altri giornali. Così come aveva annunciato in anteprima il passaggio del milanista Shevchenko al Chelsea: pure allora Galliani e i suoi portavoce giornalistici parlarono di disinformazione strumentale. I lettori hanno visto come è andata a finire. Il dirigente di Milanlegamediaset si difende dicendo che se i rossoneri avessero avuto «una intelligence» anche loro, essa si sarebbe rivelata ben poco efficiente rispetto a quella della Juve, poiché negli ultimi anni lo scudetto lo hanno vinto quasi sempre gli avversari. Fin troppo facile rispondergli che ha assolutamente ragione, tanto che Berlusconi aveva deciso di sostituirlo con i più capaci Giraudo e Moggi. La minore efficienza non significa però inesistenza. Così come, in contrasto con quanto insinua Galliani, l’allargamento dello scandalo ad altri club non determinerà affatto l’impunità di quelli che vi sono già coinvolti. Questa diceria, che assomiglia molto a una speranza, si scontra con la volontà più volte espressa da Rossi e Borrelli di punire tutti i colpevoli, modulando le pene in base al diverso grado di coinvolgimento di ciascuno. fonte: lastampa.it |
Le intercettazioni
"Meglio avere controllo sulle serie minori"
Nell'informativa dei militari, un paragrafo è dedicato agli "interventi per incarichi da parte di Meani e Galliani". L'obiettivo esplicitato dal dirigente addetto agli arbitri, è di "espandere il raggio di azione e di governo anche nelle serie minori". Allora, meglio sottoporre alcuni nominativi a Lanese, presidente Aia. Per avere maggior controllo. Telefonata del 31.05.2005 Galliani: Pronto Meani. allora...eh ho saputo che lei ha parlato con Puglisi..... Galliani: Si Meani: Stamattina, si....perchè m'ha chiamato e m'ha detto... Galliani: Va bene, va bene parliamo. Meani: Ecco. E poi volevo dirle: è possibile se io posso spingere per due persone con Lanese da mettere nelle commissioni dilettanti e di C? Galliani: Spinga Meani: Perchè...abbiamo un pò di controllo anche nelle serie inferiori è meglio. Galliani: Va bene, va bene...va bene, spinga, spinga, va bene. Meani: Va bene. Galliani: Son gente di fiducia? Meani: Son gente di su...guardi uno è Marano, tra l'altro siciliano e quindi non destiamo neanche nessun sospetto è quello che ha fatto il guardialinee in serie A per tanti anni. Galliani: Va bene, va bene Meani:va bene dottore? Galliani: Spinga allora Meani: Spingo come un pazzo Galliani: Va bene. Meani: e Puglisi però bisogna far tutto per metterlo in A e B eh... Galliani: Adesso...dove ma negli assistenti però? Meani: Negli assistenti certo. Galliani: certo, va bene. Meani: Va bene dottore? Galliani: Saluti Meani: Buongiorno tante buone cose Galliani: Arrivederci. "Vassaras e Hauge sono i due arbitri Ho lavorato bene?" Sul versante della Champions League Meani ottiene da Gigi Pairetto (ex membro della Commissione arbitrale Uefa) la garanzia che nel prossimo turno di coppa il Milan sarà diretto dall'arbitro Vassaras nel primo incontro e dall'arbitro Hauge nella successiva trasferta. "erano proprio i nomi da lui stesso indicati". E' la semifinale con il Psv, che varrà la finale. Telefonata del 19 aprile 2005 Meani: Sono Vassaras e Hauge i due arbitri della semifinale...ho lavorato bene? Galliani:: Bene.. stupendo, stupendo...stupendo, bravo, bravo... Telefonata del 19 aprile 2005 Tra Meani e il dirigente rossonero Rino Roccato. Meani: Sono troppo forte no! Quei due che hai detto tu..il greco e il norvegese...è bravo e poi non tira contro di certo. E' quello che gli han trovato anche i biglietti, che partita era che gli ho trovato i biglietti per Vassaras?" Telefonata del 28 aprile 2005 Tra Meani e Paolo Bergamo prima della designazione di Fiorentina - Milan. Bergamo: Voi con Stagnoli come vi siete trovati ultimamente? Beh, lui potrebbe essere uno. Meani: Anche se vuoi mettere uno che ha fatto poche partite con noi, che noi ci troviamo bene è anche Ambrosino...eh a me Stagnoli e Ambrosino vanno bene ...eh Bergamo: Mentre invece Airoldi no eh? Meani: Airoldi può andare bene anche...o Stagnoli-Airoldi o Stagnoli-Ambrosino puoi mandare Bergamo: E allora mi danno una certa garanzia Stagnoli e Airoldi. Prima di chiudere la conversazione Meani trova ancora lo spazio per mettere una buona parola per l'assistente Cristiano Copelli. Meani: Ascolta mi raccomando Paolo so che sei arrabiato ma mi raccomando con Cristiano. Bergamo: " No, stai tranquillo, stai tranquillo. Fonte: La Stampa |
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Ma COSA si deve capire?!?!?!?!? Se leggi le intercettazioni COSA capisci tu? Dai dimmelo perché sono cosí stupido che solo io non lo capisco, spiegami tutto tu, illuminami per favore, perché a questo punto ho bisogno di sapere, voglio capire anche io che cosa è successo DAVVERO!!! Per quanto riguarda il discorso di Telekom Serbia lascio perdere, tanto abbiamo due opinioni differenti ;) Berlusconi lo ammiro e lo stimo cosí tanto che ho letto tutti i libri di Marco Travaglio... |
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La juve ha fatto 10 finali??? Ma in quale film scusa... Almeno informati prima di spararle cosí grosse :D :D :D Il Barcellona non ruba, peró prova a chiedere a un tifoso spagnolo di qualsiasi squadra cosa pensa della Juve e poi riparliamone :D |
se non sbaglio la juve ne ha giocate 7 di finali...
ajax amburgo liverpool ajax borussia D real milan non sono 10..ma non sono neanche poche.... |
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Den glider in Den glider in Den glider in i mål igen :D |
... vi ska kämpa vi ska je allt det vi har, vi ska ta guld igen!!!
:D |
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la juve ne ha giocate sette,di cui 5 perse, e di queste 2 ce le hanno rubate,vedi real e borussia |
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perchè i giornali filoberlusconiani stanno sparando a zero con moggiopoli dimenticando che esiste una milanopoli di eguale gravità!! |
E Meani «l’ambasciatore» diceva di parlare per Adriano
Si faceva calciomercato, al telefono, ma non di giocatori. E la spesa la facevano solo in due, Juventus e Milan. È lo scorcio tracciato dall’informativa dei carabinieri di Roma, consegnata a fine marzo (il 29) ai Pm napoletani. I militari sottolineano più volte il talento di Luciano Moggi, ma ricordano pure come il Milan non stesse a guardare. Anzi: combatteva con gli stessi mezzi, «artiglieria pesante» compresa, parola di investigatore. Negli ultimi tempi, poi, i pezzi pregiati erano diventati i guardalinee. Lo spiega bene Martino Manfredi, segretario della Can, uno dell’esercito rossonero, in una telefonata all’onnipresente dirigente milanista Leonardo Meani, intercettata il 21 aprile 2005: «In questo momento siccome gli arbitri non si possono più permettere certe cose, perché stanno sotto l’occhio del ciclone, in questo momento è più decisivo un assistente di un arbitro». Dalle carte spuntano decine di telefonate di Meani con numerosi assistenti: quando si dice la fortuna. Nella lotta c’era anche chi tifava: «Che battaglie ragazzi! E comunque è andato tutto in porto hai visto?». Parole dell’allora designatore Paolo Bergamo, a Meani, in una telefonata del 7 maggio 2005, vigilia del big match Milan-Juventus (arbitro Collina). Vinceranno i bianconeri, ma il dirigente aveva lavorato al massimo sui guardalinee, tanto che col collega Rino Roccato si vantò di aver deciso la designazione degli assistenti. Agli amici bisognava dare una mano, come all’assistente Claudio Puglisi, l’ultrà del Milan. «Eh, Puglisi però bisogna far di tutto per metterlo in A e B eh!...negli assistenti», suggerì Meani al vicepresidente Adriano Galliani. Risposta? No problem. Infaticabile, Meani, anche quando uno della squadra veniva strigliato troppo in tv da qualche dirigente (nel caso, Foschi, del Palermo). «Stai tranquillo, adesso ci penso io, parlo con Galliani, gli dico: senta, questo qui è un nostro uomo gli dico io...qui quel pirla del Palermo...». I carabinieri, indicano pure quale era l’incarico di Meani: «l’ambasciatore» di Galliani, operando solo dopo averne avuto l’ok. Non c’è sugli almanacchi, ma rende bene l’idea. Basterà una chiamata all’ex presidente dell’Aia, Tullio Lanese, intercettata il 31 maggio: «Allora, presidente la disturbo per una cosa...faccio l’ambasciatore...». Ci si rubavano anche le pedine - sostengono gli investigatori - per interferire col nemico. A volte, però, l’ambasciatore non bastava, come in occasione della morte del Papa, quando lo slittamento o il posticipo del campionato era vitale, guardando gli infortuni di casa. Galliani, quasi mortificò il povero Meani, che temeva il peggio per l’assenza di Kakà: «Ma secondo lei dormo?» fonte: lastampa.it |
ma smettiamola di riportare le cose che arrivano da torino...come ha detto galliani chissa comemai arrivano da li???
dal sito del milan: Battere sul Milan 05/06/2006 11.29 Sembra di essere tornati ai bei tempi, nemmeno troppo lontani. Battere sul Milan. A quale intercettazione faccia riferimento questa frase è difficile da ricordare, perchè da giorni e giorni ormai vengono riproposti ossessivamente sempre e solo gli stessi dialoghi, quelli di Meani. Delle altre squadre coinvolte nella vicenda, non c'è ormai più alcuna traccia da giorni. L'operazione di candeggio viene svolta con cura sia nei pezzi di cronaca che nelle rubriche, anche in quelle che negli ultimi giorni hanno magicamente intensificato la loro frequenza. L'effetto è particolare. Siena-Milan, ad esempio. L'intercettazione che rivelava il compiacimento del designatore per il "buon lavoro" svolto dall'assistente Baglioni nell'annullamento del gol regolare di Shevchenko ormai è preistoria. Siena-Milan ripulita, riveduta e corretta è diventata la partita del Galliani furioso. E del Meani che non vuole questo e non vuole quello. Siena-Milan con il Milan danneggiato viene accuratamente usata "contro", forse perchè non c'è abbastanza gomma da masticare in Milan-Brescia 1-1, un pareggio casalingo contro una squadra in odor di retrocessione e in cui l'episodio più rilevante è un rigore non concesso per fallo su Cafu, nè in Milan-Chievo 1-0 in cui i rossoneri si impongono con un gol regolarissimo di Seedorf dopo che nel primo tempo era stato annullato a Crespo un gol regolare per lo stesso motivo di Siena: fuorigioco inesistente. Curioso. Come la "breve" di un autorevolissimo quotidiano in edicola ieri: Galliani "interrogato" dal commissario Guido Rossi. Spassosa, come quella di Spalletti che, secondo chi occhieggiava maliziosamente dalle righe del suo pezzo avrebbe dovuto essere sentito su Udinese-Milan 1-1 e sul vertice di Camp David che l'avrebbe preceduta. E invece vai a scoprire (fonte al di sopra di ogni sospetto, soprattutto se citata su questo sito, Il Romanista...) che Spalletti viene sentito su Juve-Udinese del 13 febbraio 2005 in cui viene annullato un gol ai friulani per decisione dell'assistente Gemignani che, stando al regno dei si dice, non risulta ancora iscritto alla lista del manuale Cencelli dei guardalinee rossoneri. L'effetto di tutto questo è molto particolare. Ieri, quando le agenzie battevano le prime notizie sull'interrogatorio dell'ex arbitro Riccardo Pirrone su come si truccavano i sorteggi, a molti è capitato di trasalire. Le palline che si aprivano, le griglie, la scaletta delle ammozioni, le diffide da preparare per ammonire quelli del Milan, le associazioni a delinquere, i peculati, gli interrogatori-fiume presso la Procura di Napoli: ecco che cos'era all'inizio la vicenda diventata ben presto Il Caso nazionale. Prima che si trasformasse, con una schiacciata da Torino e di rimando una da Milano e il Milan preso in mezzo come la rete di un match di volley, nella soap di Palazzo Grazioli, del ristoratore di Lodi e dell'interrogatorio odierno di Adriano Galliani. |
Non mi pare che le intercettazioni siano inventate, La Stampa è uno dei quotidiani più importanti di Italia e ha la stessa dignità delle reti Mediaset, cosa dovremo pensare su quello che riportano le reti mediaset....che lo fanno per solo per colpire la Juventus o la Fiorentina del nemico Della Valle.. Le intercettazioni hanno lo stesso valore sia per moggi che per galliani.....poi vedremo come verranno giudicate e come i colpevoli verrano condannati o assolti , troppo comodo difendersi urlando ai complotti....c'è già qualcuno della stessa famiglia che lo ha fatto e continua a farlo...
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ma hai letto quello che ho postato io sopra...non mi sembra che la stampa abbia riportato questi stralci ma altri...forse per vendere o forse per difendere la juve...bha! sempre andare a tirare in ballo berlusconi..ma che palle che siete..ma avete altro a cui pensare nella vita o ogni pretesto è buono per tirarlo fuori??? gli anni in cui sarebbero successi questi fatti berlusconi non era presidente del milan... |
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